LA RINUNCIA AI BENI
L'opera che meglio ingloba le novità introdotte da Giotto
Giorgia Commisso 3'G Anno Scolastico 2025/2026
L'EPISODIO RAPPRESENTATO NELL'OPERA
La vicenda rappresentata nell'opera si ispira ad un episodio della vita di San Francesco, riportato nella "Legenda maior", biografia scritta da Bonaventura da Bagnoregio.
Pietro Bernardone, ricco commerciante di stoffe e padre di Francesco, chiama in causa il ragazzo perchè non tollera più il suo comportamento. L'uomo vorrebbe vedere il figlio nominato cavaliere o sposato, ma a Francesco non interessano queste ricchezze materiali e vorrebbe dedicarsi all'aiuto dei più bisognosi. Però ,secondo il padre, suo figlio, con le sue idee sull'amore e sull'uguaglianza, sta mettendo in ridicolo il nome della sua famiglia.
Pietro decide, quindi, di portare il ragazzo di fronte al vescovo e gli intima di dimenticare le sue idee di povertà. Francesco, in risposta alle parole del padre, RINUNCIA AI BENI PATERNI.
IL VESCOVO E I PRELATI
I prelati, riconoscibili dalla tonsura, la rasatura circolare sulla sommità della testa portata dagli ecclesiastci.
Il vescovo, visibilmente imbarazzato, cerca di coprire la nudità di Francesco.
LA FOLLA
La folla di civili di Assisi affianca Bernardone
E' in questa folla che possiamo notare come Giotto riesce a rendere particolarmente espressivi i suoi soggetti: 2 uomini commentano tra loro la vicenda, mentre il cittadino in primo piano ha un'espressione sbigottita e scioccata.
La folla suggerisce anche una certa profondità: le teste di chi si trova più lontano ci appaiono più piccole rispetto a quelle di coloro che si trovano in prima fila.
DOVE SI TROVA L'OPERA?
L'opera è uno dei 28 episodi del ciclo delle Storie di San Francesco e si trova nella Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco ad Assisi. La si può osservare nella seconda campata ovest nel lato nord
VEDUTA ESTERNA
VEDUTA INTERNA
IL PALAZZO CITTADINO
sovrasta i personaggi nella parte a sinistra dell'opera.
Questo viene realizzato, da Giotto, in PROSPETTIVA EMPIRICA. L'artista non conoscendo regole precise per disegnare in prospettiva, riporta ciò che vede nella realtà nell'opera.
La profondità dell'edificio è sottolineata dall'utilizzo del CHIAROSCURO. Possiamo notare che alcune parti risultano più chiare rispetto ad altre, queste sono colpite dalla luce, mentre quelle più scure sono in ombra.
IL PALAZZO EPISTOLARE
si erge sui personaggi che si trovano nella parte destra dell'opera.
Anche in questo edificio possiamo notare le importantissime innovazioni introdotte da Giotto: l'utilizzo del CHIAROSCURO e della PROSPETTIVA EMPIRICA.
LA MANO DI DIO
In alto a sinistra scorgiamo una mano nel cielo: si tratta della MANO DI DIO.
Giotto introduce, in questo modo, il concetto del DIVINO NELLA REALTA', ancipando il '400.
La mano di Dio benedice Francesco e va a congiungersi con le mani giunte del santo, formando una linea immaginaria che divide il quadro in 2 parti. Ciò simboleggia una frattura tra il passato e il presente di Francesco.
Il collegamento tra la mano e San Francesco rappresenta l'intima unione tra l'operato del santo e il volere di Dio.
I BAMBINI
Si trovano in basso a sinistra e commentano la vicenda.
Questi tengono, nei vestiti sollevati, dei SASSI DA LANCIARE, segno di disprezzo verso il "pazzo".
I due fanciulli sono simbolo dell'incapacità del mondo di accettare chi rinuncia alle ricchezze materiali per inseguire le ricchezze spirituali
PIETRO BERNARDONE
è vestito di GIALLO OCRA, colore tradizionamente utilizzato per rappresentare personaggi negativi, ma che in questo caso è usato per suggerire una transizione.
L'uomo è colto nel gesto di sferrare un pugno al figlio, perchè considera la sua scelta scellerata. Pietro viene, però, trattenuto da un uomo alle sue spalle con un abito color porpora.
Giotto introduce nelle sue opere, discostandosi della tradizione pittorica precedente, l'ESPRESSIVITA'.
Innovazione che ci viene mostrata nel volto di Bernardone, il quale esprime chiaramente tutta la rabbia, il rancore e lo sdegno che l' uomo prova nei confronti del figlio.
SAN FRANCESCO
Viene rappresentato in un momento di transizione: ha i capelli lunghi come un giovane laico, ma è l'unico personaggio ad essere rappresentato con l'aureola.
Il santo, nudo, viene coperto dal mantello azzurrino, colore simbolo di santità, del vescovo.
Questo è sia simbolo di pudità sia simbolo dell'accoglienza benevola che la chiesa riserva a Francesco.
LA RINUNCIA AI BENI
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Created on October 1, 2025
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LA RINUNCIA AI BENI
L'opera che meglio ingloba le novità introdotte da Giotto
Giorgia Commisso 3'G Anno Scolastico 2025/2026
L'EPISODIO RAPPRESENTATO NELL'OPERA
La vicenda rappresentata nell'opera si ispira ad un episodio della vita di San Francesco, riportato nella "Legenda maior", biografia scritta da Bonaventura da Bagnoregio.
Pietro Bernardone, ricco commerciante di stoffe e padre di Francesco, chiama in causa il ragazzo perchè non tollera più il suo comportamento. L'uomo vorrebbe vedere il figlio nominato cavaliere o sposato, ma a Francesco non interessano queste ricchezze materiali e vorrebbe dedicarsi all'aiuto dei più bisognosi. Però ,secondo il padre, suo figlio, con le sue idee sull'amore e sull'uguaglianza, sta mettendo in ridicolo il nome della sua famiglia.
Pietro decide, quindi, di portare il ragazzo di fronte al vescovo e gli intima di dimenticare le sue idee di povertà. Francesco, in risposta alle parole del padre, RINUNCIA AI BENI PATERNI.
IL VESCOVO E I PRELATI
I prelati, riconoscibili dalla tonsura, la rasatura circolare sulla sommità della testa portata dagli ecclesiastci.
Il vescovo, visibilmente imbarazzato, cerca di coprire la nudità di Francesco.
LA FOLLA
La folla di civili di Assisi affianca Bernardone
E' in questa folla che possiamo notare come Giotto riesce a rendere particolarmente espressivi i suoi soggetti: 2 uomini commentano tra loro la vicenda, mentre il cittadino in primo piano ha un'espressione sbigottita e scioccata.
La folla suggerisce anche una certa profondità: le teste di chi si trova più lontano ci appaiono più piccole rispetto a quelle di coloro che si trovano in prima fila.
DOVE SI TROVA L'OPERA?
L'opera è uno dei 28 episodi del ciclo delle Storie di San Francesco e si trova nella Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco ad Assisi. La si può osservare nella seconda campata ovest nel lato nord
VEDUTA ESTERNA
VEDUTA INTERNA
IL PALAZZO CITTADINO
sovrasta i personaggi nella parte a sinistra dell'opera.
Questo viene realizzato, da Giotto, in PROSPETTIVA EMPIRICA. L'artista non conoscendo regole precise per disegnare in prospettiva, riporta ciò che vede nella realtà nell'opera.
La profondità dell'edificio è sottolineata dall'utilizzo del CHIAROSCURO. Possiamo notare che alcune parti risultano più chiare rispetto ad altre, queste sono colpite dalla luce, mentre quelle più scure sono in ombra.
IL PALAZZO EPISTOLARE
si erge sui personaggi che si trovano nella parte destra dell'opera.
Anche in questo edificio possiamo notare le importantissime innovazioni introdotte da Giotto: l'utilizzo del CHIAROSCURO e della PROSPETTIVA EMPIRICA.
LA MANO DI DIO
In alto a sinistra scorgiamo una mano nel cielo: si tratta della MANO DI DIO.
Giotto introduce, in questo modo, il concetto del DIVINO NELLA REALTA', ancipando il '400.
La mano di Dio benedice Francesco e va a congiungersi con le mani giunte del santo, formando una linea immaginaria che divide il quadro in 2 parti. Ciò simboleggia una frattura tra il passato e il presente di Francesco.
Il collegamento tra la mano e San Francesco rappresenta l'intima unione tra l'operato del santo e il volere di Dio.
I BAMBINI
Si trovano in basso a sinistra e commentano la vicenda.
Questi tengono, nei vestiti sollevati, dei SASSI DA LANCIARE, segno di disprezzo verso il "pazzo".
I due fanciulli sono simbolo dell'incapacità del mondo di accettare chi rinuncia alle ricchezze materiali per inseguire le ricchezze spirituali
PIETRO BERNARDONE
è vestito di GIALLO OCRA, colore tradizionamente utilizzato per rappresentare personaggi negativi, ma che in questo caso è usato per suggerire una transizione.
L'uomo è colto nel gesto di sferrare un pugno al figlio, perchè considera la sua scelta scellerata. Pietro viene, però, trattenuto da un uomo alle sue spalle con un abito color porpora.
Giotto introduce nelle sue opere, discostandosi della tradizione pittorica precedente, l'ESPRESSIVITA'.
Innovazione che ci viene mostrata nel volto di Bernardone, il quale esprime chiaramente tutta la rabbia, il rancore e lo sdegno che l' uomo prova nei confronti del figlio.
SAN FRANCESCO
Viene rappresentato in un momento di transizione: ha i capelli lunghi come un giovane laico, ma è l'unico personaggio ad essere rappresentato con l'aureola.
Il santo, nudo, viene coperto dal mantello azzurrino, colore simbolo di santità, del vescovo.
Questo è sia simbolo di pudità sia simbolo dell'accoglienza benevola che la chiesa riserva a Francesco.