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"Clorinda e Tancredi"-Degli Esposti, Lu e Malpeli

Martino Malpeli

Created on September 29, 2025

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Transcript

Confronto con le opere

Nel corso dei secoli l'opera tassiana ha ispirato molti dei grandi artisti per la composizione delle loro opere, ciò per la profondità dei temi, la ricchezza degli episodi e la tensione costante fra ideali contrastanti: amore e guerra, desiderio e dovere. Proprio questa pluralità di livelli ha reso la Gerusalemme Liberata una fonte inesauribile per l'arte. Guercino, con la sua Erminia tra i pastori, sceglie un momento in cui l’eroismo tace, e lascia spazio alla vulnerabilità. In questa scena non c’è azione, ma introspezione: la protagonista, disarmata, si rifugia tra pastori semplici, cercando nel mondo idillico una forma di pace impossibile altrove. Tintoretto, invece, esaspera la drammaticità del poema mettendo in scena il duello tra Tancredi e Clorinda come una tragedia "inevitabile". Qui l’eroismo è cieco, letteralmente: Tancredi uccide la donna che ama senza sapere che sia lei. In questo, la scena di Tintoretto può essere letta come un’amara critica all’ideale cavalleresco: l’onore, la gloria, la battaglia possono portare alla rovina proprio ciò che si vorrebbe salvare. Nel Rinaldo e Armida di Carracci, il protagonista ha già abbandonato il campo di battaglia: il nemico non è un cavaliere, ma il desiderio. Il giardino incantato di Armida è l’opposto dello spazio aperto e naturale di Guercino; è artificiale, seducente e ambiguo.

Il gusto dell'ambiguità

L'episodio raffigurato narra la conversione e la successiva morte di Clorinda, che avvengono subito dopo lo scontro fra i due protagonisti. Essi si dovrebbero amare, ma inconsapevolmente si odiano, e qui emerge il gusto di Tasso per le situazioni duplici e ambivalenti, intimamente conflittuali.Desiderio e violenza, amore e morte. Ai vv. 57-60 si può leggere: "Tre volte il cavalier la donna stringe con le robuste braccia, ed altrettante da que' nodi tenaci ella si schinge, nodi di fer nemico e non d'amante." L'autore inoltre sembra provare segreto compiacimente da questa situazione ambigua: segni della sua partecipazione soggettiva sono gli interventi della voce narrante, soprattutto quando si apostrofa direttamente a Tancredi in uno dei momenti più culminanti, quando l'eroe gode dalla visione del sangue versato dal nemico: "Misero, di che godi? [...] Gli occhi tuoi pagheran di quel sangue ogni stilla un mar di pianto."

Passi scelti

dalla Gerusalemme Liberata, XII.

"[...] Poco quindi lontan nel sen del monte scaturia mormorando un picciol rio. Egli v'accorse e l'elmo empié nel fonte, e tornò mesto al grande ufficio e pio. Tremar sentì la man, mentre la fronte non conosciuta ancor sciolse e scoprio. La vide, la conobbe, e restò senza e voce e moto. Ahi vista! ahi coscienza! [...]" (67).

La tragica rivelazione

"[...] Non morì già, ché sue virtuti accolse tutte in quel punto e in guardia al cor le mise, e premendo il suo affanno a dar si volse vita con l'acqua a chi co 'l ferro uccise. Mentre egli il suon de' sacri detti sciolse, colei di gioia trasmutossi, e rise; e in atto di morir lieto e vivace, dir parea: "S'apre il cielo; io vado in pace". [...]" (68)

La vita raggiunta sul punto di morte

Testo integrale

Il divino e la Controriforma

Il divino, nella Gerusalemme, assume un ruolo cruciale: assieme a Goffredo, incarna i valori sublimi a cui gli eroi tendono, la ragione del loro sacrificio e la forza centripeta che li riconduce alla loro sacra missione. Inoltre, il soprannaturale cristiano costituisce il "meraviglioso" del poema, e dunque il "diletto" teorizzato da Tasso nei suoi Discorsi sull'arte poetica. Anche nel dipinto il soprannaturale cristiano riveste notevole importanza, come testimoniato dalla presenza degli angeli e della colomba (dunque dello Spirito Santo), occupanti la metà superiore dell'opera. Inoltre, il battesimo in fin di vita di Clorinda, se visto sotto la lente della Controriforma, è un invito a convertire ogni diversa religione (e, in realtà, anche i laici) al Cattolicesimo. Tancredi, in questa scena, diviene quasi uno strumento di Dio, un modo per condurre Clorinda in cielo, salvandola dalla dannazione. Interventi simili non sono rari nella Gerusalemme: angeli, ma anche demoni e persino i due sovrani dell'aldilà, Dio e Satana, si rivelano per attuare i propri piani, riconciliati poi (a fatica) in una struttura unitaria.

Cristianesimo e Islam

Il rito d'iniziazione

Il passo analizzato apre la strada ad un confronto tra i sacramenti fondamentali con i quali, nelle religioni cristiana e musulmana, viene segnato l'ingresso nella comunità dei fedeli: rispettivamente il battesimo e l'aquiqah. Il battesimo, simboleggiante la morte del peccato in favore di una rinascita in Cristo, avviene attraverso l'aspersione o l'immersione del bambino. Tale sacramento, fondamentale per poter ricevere quelli successivi, viene celebrato tendenzialmente entro il primo anno di vita del bambino (solitamente a 2/3 mesi di vita).

D'altra parte, l'aquiqah consiste in un sacrificio animale ritule, solitamente di pecora o capra, da svolgersi il settimo giorno di vita del bambino (o in un secondo momento). Oltre al sacrificio dell'animale, le cui carni sono condivise con i bisognosi e gli amici, è fortemente raccomandato radere la testa del bambino e scegliere un nome per lui.

Il bifrontismo di Clorinda

Clorinda è tra i personaggi più riusciti dal punto di vista poetico all'interno della Gerusalemme: benchè nemica della fede cattolica, Tasso si focalizza molto sul suo personaggio, conferendole spessore. Da guerriera pagana a donna di fede: è questa la metamorfosi che Clorinda compie in fin di vita, ritrovando, in virtù della rivelazione divina, la propria identità, ben diversa dalla facciata della crudele guerriera che era. Secondo alcuni studiosi, Clorinda in questa scena ritrova anche la sua femminilità, negata prima di allora in virtù del suo ruolo di guerriera e della sua reputazione: sarebbe per questo che Tasso insiste nel citare il corpo di Clorinda, nel descriverlo con una certa voluttuosità. Clorinda, secondo questa interpretazione, sarebbe un personaggio bifronte, quasi mascherato, la cui vera ed inequivocabile identità è rivelata dalla rivelazione divina. E' possibile, inoltre, che questo contenga un messaggio moralistico-religioso: solo tramite la religione possiamo esprimerci a pieno.

Passi scelti

dalla Gerusalemme Liberata, XII.

"[...] Ma ecco omai l'ora fatale è giunta che 'l viver di Clorinda al suo fin deve. Spinge egli il ferro nel bel sen di punta che vi s'immerge e 'l sangue avido beve; e la veste, che d'or vago trapunta le mammelle stringea tenera e leve, l'empie d'un caldo fiume. Ella già sente morirsi, e 'l pié le manca egro e languente. [...]" (64).

La duplice sconfitta

"[...] -Amico, hai vinto: io ti perdon... perdona tu ancora, al corpo no, che nulla pave, a l'alma sì; deh! per lei prega, e dona battesmo a me ch'ogni mia colpa lave.- In queste voci languide risuona un non so che di flebile e soave ch'al cor gli scende ed ogni sdegno ammorza, e gli occhi a lagrimar gli invoglia e sforza. [...]" (66)

La conversione di Clorinda

Testo integrale