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Uomo vitruviano

Carolina Goti

Created on September 29, 2025

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Uomo vitruviano

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INTRODUZIONE

L'Uomo vitruviano è un disegno di Leonardo da Vinci, conservato, ma non esposto, nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. È la rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, cerca di dimostrare come esso possa essere inscritto nelle due figure "perfette" del cerchio, che simboleggia il Cielo, la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra. Il cerchio rappresenta il cosmo, il divino: gli antichi ritenevano che fosse simbolo di perfezione. In contrapposizione si trova il quadrato, simbolo del mondo terreno. L’uomo quindi rappresenterebbe l'unione tra microcosmo e macrocosmo, quindi l’idea stessa di mondo. L’uomo vitruviano è simbolo dell’arte rinascimentale, con esso si analizzano le proporzioni del corpo umano secondo gli scritti dell'architetto romano Vitruvio. Il genio artistico voleva rappresentare, in accordo con il periodo da lui vissuto, l’uomo come “misura di tutte le cose”.

Umanesimo e Rinascimento XIV-XVI d.C.

L'Umanesimo rappresenta il periodo in cui avviene la riscoperta dei classici,l'uomo diventa figura centrale e in cui si diffonde la cultura.Nel Rinascimento invece si vede una fioritura delle arti pratiche come architettura pittura e scultura,si fanno nuove scoperte in ambito scientifico e avviene una rilettura moderna degli ideali artistici classici.

Nasce inoltre il concetto di antropocentrismo in cui l’uomo è figura centrale dell’ universo intero ed artefice del proprio destino.

L’opera dell’Uomo vitruviano raccoglie alcuni degli ideali citati :

L'uomo come copula mundi

Se da una parte l'essere umano ha una posizione mediana per via della sua doppia natura, dall'altra Pico della Mirandola sostiene l'idea tipica dell'Umanesimo per cui l'uomo si trova al centro del creato con un ruolo da "protagonista"; quest'idea si ritrova anche nell'uomo Vitruviano di da Vinci, dove esso si trova perfettamente al centro sia del quadrato sia del cerchio. Grazie al suo intelletto l'uomo ha la possibilità di compiere delle scelte: l'essere umano prende il nome di "homo faber", ovvero artefice del proprio destino, proprio perché caratterizzato dalla facoltà di scelta e dal suo intelletto.

L’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci rappresenta un essere umano circoscritto in due figure, ovvero il cerchio e il quadrato. Queste due figure simboleggiano il cielo e la perfezione divina nel caso della prima, mentre la terra nel caso della seconda. La differenza tra cielo e terra, tra divino e terreno è parecchio rimarcata nel periodo dell’umanesimo e Rinascimento: una differenza che può sembrare netta ma che per filosofi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola è mediata dalla figura umana, che costituisce l’incarnazione di una parte animale (quindi terrena) e una parte divina. L’uomo per Pico della Mirandola ha una posizione di medietas tra il cielo e la terra, infatti ha una parte materiale, rappresentata dal corpo e dai desideri più turpi e vili, e un’ anima, qualcosa di vicino al cielo e che ci rende capaci di ragionare e scegliere. Marsilio Ficino sostiene che la posizione che ha l’uomo nel creato sia una posizione di congiunzione, da qui l’espressione “copula mundi” ovvero congiunzione tra i due mondi.

nicola cusano

L'uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci è a Nicola Cusano, che idealizza il concettio di "Dotta ignoranza". La "dotta ignoranza" è una formula filosofica, introdotta da Nicola Cusano, che indica la consapevolezza dei limiti della conoscenza umana, specialmente nei confronti di Dio. Il filosofo attraverso dei paragoni matematici, spiega come Dio sia la perfezione (rappresentato attraverso una figura considerata perfetta come il cerchio), mentre l'uomo e tutte le altre cose concrete sono inscritte all'interno del cerchio.Notiamo un simile ragionamento nell'opera di Leonardo Da Vinci, dove l'uomo è raffigurato all'interno di un quadrato, che a sua volta è inscritto in un cerchio.Si nota però,che per quanto l'uomo sia combaciante col cerchio ,non lo tocca mai;Leonardo organizza così la sua opera per farci capire che per quanto l'uomo sia stato creato a immagine e somiglianza di Dio, comunque questo non potrà mai raggiungere la sua perfezione divina.