La letteratura cortese
età cortese XI-XIII secolo
politica economia e società
lingua e letteratura
- il volgare diventa lingua letteraria
- nascono le letterature romanze
- si affermano nuove forme poetiche
- in lingua d’oil (nord della Francia)
- canzoni di gesta
- romanzo cavalleresco
- fabliaux
- affermazione dell’ereditarietà dei feudi
- crescita del ruolo sociale della cavalleria
- lotta per le investiture tra la Chiesa e l’Impero
- proclamazione delle crociate per la liberazione della Terra Santa
- persecuzione contro le eresie
cultura e mentalità
in lingua d’oc
(o provenzale, Sud della Francia)
lirica cortese
- formazione dell’ideale cortese - diffusione del codice dell’amor cortese- affermazione della figura del trovatore
- la donna è una creatura sublime - l’amante deve assicurare devozione assoluta - l’amore deve essere inappagato - l’esperienza d’amore consente l’elevazione morale
- esaltazione della virtù della cortesia - culto della donna - importanza dell’esperienza d’amore
Ideale cortese: si forma partendo dai valori della cavalleria, indirizzati dalla Chiesa valori della cortesia i valori, della cavalleria, che si esprimono in guerra: (forza, coraggio, lealtà…) si fondono con i valori delle corti dei grandi signori feudali francesi (cortesia, generosità, senso della misura…) nasce l’ideale cortese l’amore cortese - la donna amata è considerata da colui che la ama come irraggiungibile, quasi divina - l’uomo diventa il servitore della donna amata - l’amore provoca sofferenza perché non è ricambiato, ma anche gioia perché permette all’uomo di diventare più gentile, più nobile - l’amore, di solito, è indirizzato a donne sposate, appartenenti alla nobiltà anche perché i nobili non sempre si sposavano per amore, ma per ragioni economiche e sociali - il nome della donna viene tenuto segreto per difendere il suo onore - l’amore è una passione totale e si parla quindi di culto (venerazione) della donna. Nasce così un conflitto tra amore e religione, tra culto per la donna e culto per Dio
Nascita ed evoluzione della cultura cortese virtù e valori di chi vive a corte sviluppo XI-XIII: periodo di maggiore espansione del feudalesimo Aristocrazia cavalleresca elabora rituali e codici di comportamento comuni improntati a valori prevalentemente mondani, anche se in un contesto sociale e intellettuale dominati dalla religione cristiana tutto ciò è all'interno delle corti (re e nobili) CORTESE: chi si comporta secondo i valori propri della nobiltà. CORTESIA: virtù della persona di corte - nobiltà di nascita, prestanza fisica, eroismo, fedeltà al signore - di derivazione germanica - equilibrio e moderanzione - di derivazione classica già dall'XI secolo la Chiesa riesce a far inserire nel codice di comportamento dell'aristocrazia cavalleresca anche qualità morali: gentilezza, generosità, lealtà, disprezzo del denaro. l'UOMO doveva presentare un particolare rispetto per la donna (proteggere e aiutare) CAVALIERI: livello più elevato della gerarchia militare - quasi esclusivamente nobili per costi elevati - di solito figli cadetti che non volevano entrare in monastero e si dedicavano a razzie e soprusi per un signore: Dalla fine del IX secolo la chiesa cerca di limitare queste violenze per poteggere i deboli. Per la Chiesa doveva essere il campione di Dio (svolgerà un ruolo importante nelle Crociate) Con il tempo gli ideali della cavalleria vanno a coincidere con quelli dell'aristocrazia e cavaliere gentiluomo (anche per differrenziarsi dalla borghesia mercantile (interessata al lavoro e al denaro) questa visione del mondo è evidente nella concezione dell'AMORE: non si realizza nel matrimonio e nei figli, ma un sentimento aristocratico ed eroico - il cavaliere si mette al servizio di una donna, perché la donna è di rango superiore e perché viene idealizzata
POEMI EPICI MEDIEVALI EPICA epoca classica: tramandano la memoria di un popolo; celebrano gli eroi e le vicende fondative della Grecia (Iliade e Odissea), che combattono per difendere il proprio onore e la terra.Nacque verso le corti dei re, dove gli aedi (cantastorie) le recitavano aiutandosi con la cetra.. Inizialmente erano solo orali.- Roma:: Eneide - eroe investito da Giove della missione di fondare la gloriosa stirpe romana, a cui si sottomette Medievale Francia e Spagna - lingua volgare e formazione di una classe aristocratica più colta nasce un nuovo epos che attinge a storie e leggende delle diverse tradizioni popolari CHANSON DE GESTE: rivisitano in chiave leggendaria eventi storici - si uniscono i valori dell'epoca classica a quelli cristiani: - eroi senza incertezze, con passioni primordiali, MA si comportano sempre in modo onorevole: fede in Dio e lotta contro gli infedeli (el cantar de mio Cid) ANGLOSASSONI E GERMANI - Beowulf, nipote del re dei goti che lotta contro mostri - in leggende scandinave viene descritta una società guerriera, in cui la lotta tra dei ed eroi porta alla catastrofe e all'ascesa in un mitico paradiso (Walhalla). Il protagonista diventerà poi il Sigfrido nella Canzone dei Nibelunghi
TECNICHE NARRATIVE - recitazione accompagnata da musica - narratore esterno e onniscente - sintassi paratattica, semplice e lineareespressioni formulari (= modi di dire fissi), ripetuti ed epiteti (= aggettivi collocati vicino a nomi comuni per qualificarli) e le similitudini, per facilitare la ripetizione a memoria
si sviluppa grazie a poemi epici che avevano come tema il vassallaggio
celebra la società cavalleresca e feudale ed ebidenzia le lotte tra Occidente cristiano e musulmani
cultura e mentalità
Si sviluppa dopo la nascita del Sacro Romano Impero, con l'affermazione del feudalesimo
adotta la lingua volgare e diversi dialetti regionali e ha un intento celebrativo
epica medievale
elementi stilistici: 1. poemi divisi in blocchi autonomi 2. presenza dell'apostrofe: il giullare si rivolgeva direttamente al pubblico 3. uso di epiteti: per memorizzare i personaggi 4. sintassi semplice 5. dovevano essere comprensibili e facili da ricordare
si diffonde grazie a giullari che recitavano nelle piazze e nelle piazze. Improvvisavano o modificavano l'originale in base al consenso
politica economia e società
- formazione dell’ideale cortese - diffusione del codice dell’amor cortese- affermazione della figura del trovatore
CHANSON DE GESTE GESTE: riprende il latino res gestae = IMPRESEpoemi scritti in lingua d'oil (lingua della Francia del nord) XI-XII sec. dai mille ai 20 mila versi in 3 CICLI CAROLINGIO, NARBONESE, DEI VASSALLI RIBELLI CAROLINGIO: (anche Chanson de Roland - guerra contro saraceni combattuta da Carlo Magno tra l'VIII-IX sec con i paladini (comes palatinus - compagni del palazzo imperiale) - personaggi = esempi di coraggio e virtù che esprimono i valori della nobiltà feudale ORIGINE: incerta; poche notizie sugli autori. 3 ipotesi - popolare: prima tramandate oralmente poi raccontate dai giullari, che intrattenevano i fedeli lungo le vie dei pellegrinaggi - letteraria: opera di autori colti (chierici, poeti, condottieri) per sostenere l'deologia delle crociate e/o rievocare le imprese di Carlo Magno e dei suoi cavalieri per il pubblico delle corti - rielaborazione letteraria: racconti orali poi rielaborati da poeti colti . trasmissione dei valori del clero e dell'aristocrazia militare anche nelle classi inferiori anche in Italia (Veneto) si sviluppa un'epica (in lingua franco-veneta) - Carlo magno e ciclo bretone
CHANSON DE GESTE
componimento letterario in lingua d'oil di origine anonima
destinati all'esposizione orale, accompagnata da uno strumento, da parte dei giullari
trattano di gesta eroiche e di guerre e sono suddivisi in CICLI: Carlo Magno, Guglielmo d'Orange, Vassalli ribelli
sono espressione della vita e dei valori dell’aristocrazia feudale: fedeltà al sovrano, lealtà verso il proprio superiore, valore in guerra...
ROMANZO CORTESE Francia settentrionale - seconda metà dell'XII secoloamore cortese ispira ROMANZI, che esaltano i valori cavallereschi lingua d'oil destinate alla lettura (individuale o di gruppo) scopo: celebrazione dell'amore e dell'avventura (nelle corti le donne cominciano a godere di maggior rispetto e libertà; partecipano alla vita intellettuale e diventano le ispiratrici dell'amor cortese e dei romazni cavallereschi) CICLO BRETONE ARTURIANO spunto da eventi storici e leggende popolari imprese di Artù (in realtà generali britannico romano V-VI secolo che si oppose alle invasioni anglosassoni) gesta scritte in part. da G. di Malmesbury e G. di Monmouth (XII sec) XIII sec: la storia di Artù si arricchisce di elementi leggendari e viene trasformata in narrazione letteraria dai poeti della corte di Enrico II (re d'Inghilterra e considerava Artù suo capostipite) e di sua moglie E. di Aquitania - fondono il tema cavalleresco con quello amoroso nuovo genere: ROMANZO per celebrare l'AMORE, l'AVVENTURA, l'EROISMO Chtertienne de Troyes XII sec: Lancilloto, Persival, Tristano questo tipo di romanzo contribuisce a creare l'immagine del cavaliere NON più PALADINO della fede cristiana e della patria; ma un eroe degli ideali nobiliari cortesi che compie avventure individuali
ROMANZO CORTESE avventura e amore come conoscenza di sécavaliere dà prova di coraggio e amore per una donna, mettendosi al suo servizio e in viaggio alla ricerca di una persona o di un oggetto Viaggio: viaggio di ricerca - affronta situazione pericolose (incantesimi...) che valorizzano qualità personali; mostra ideali secondo cui è stato educato questa ricerca rende la vicenda narrata esemplare di un'esperienza umana universale quete: es. Graal TEMA CENTRALE DEL ROMANZO CORTESE AMORE: riprende le regole e i principi di "De amore" di Cappellano Amore disinteressato e puro; richiede nobiltà d'animo, generosit, lealtà, devozione cortesia che a sua volta si manifesta solo con l'esperienza amorosa visione frutto di dell'ambiente di corte e di concrìezione aristocratica della vita: contraria alle regole della chiesa (matrimonio) amore cortese: sensuale ed erotico per la donna amata, ma il suo soddisfacimento è rimandato, ma si realizza nell'attesa, nella devozione assoluta; componente di angoscia il rapporto fra cavaliere e dama è analogo a quello tra vassallo e il suo re. l'amore può portare a tradire la fiducia del proprio signore (es. Lancillotto e Ginevra)
romanzo cortese
Corte di Enrico II
primi autori: chierici - avevano il compito di ricostruire le origini della dinastia inglese
letteratura angloromanza= lingua francese parlato in Inghilterra
poi nelle corti del Nord della Francia
interesse per la poesia volgare e le leggende sulla dinastia inglese
lingua d'oil
pubblico aristocratico
Chretien de Troyes: Artù, Lancillotto, Percival
gusto per l'avventura, eroismo, prodezza nell'esercizio delle armi
predilezione per il fantastico e il meraviglioso (streghe, maghi...)
amor cortese e culto della donna
Beroul: Tristano e Isotta
analisi psicologica dei personaggi
intreccio complesso
descrizioni particolareggiate
cultura e mentalità
LIRICA PROVENZALE lirica provenzalefine XI – Francia meridionale – nasce la lingua d’oc, raffinata si elaborano nuove forme liriche rivolte agli ambienti di corte e alla nobiltà feudale cavalleresca, di cui celebravano VALORI MORALI E VIRTU’ la crociata contro i catari (inizio XIII secolo) interruppe la sua storia: alcuni trovatori emigrarono verso il nord e in Europa e contribuirono alla diffusione della poesia cortese TROVATORE: poeta (di solito di origine aristocratica – Es. il duca d’Aquitania, considerato il fondatore della scuola provenzale) che componeva versi destinati all’ascolto, al canto e alla recitazione
le liriche erano dedicate soprattutto all’amore e si ispiravano a ideali e cerimoniali di cortesia
questo tipo di produzione rappresenta il massimo sviluppo di una società feudale aristocratica e militare ormai indipendente dal monopolio culturale della Chiesa
i più famosi (è importante il fatto che le liriche abbiano un autore riconosciuto: sono state appositamente composte e se ne conosce l’autore!):
Guglielmo IX d’Aquitania
Bernard de Ventadorn (stile chiaro e leggero – trobar leu)
Arnaut Daniel (stile scuro ed enigmatico – trobar clus)
Bertran de Born (poesia guerresca)
Jaufré Rudel (amore da lontano – amor de lonh)
tutti poeti del XII secolo di cui abbiamo notizie grazie alle vite (testi in prosa che precedevano le liriche), a commenti e spiegazioni alle loro opere
LIRICA PROVENZALE GIULLARI: esecutori del repertorio dei trovatori: interpretavano con molta libertà
inizialmente girovaghi lungo le vie dei pellegrinaggi e grazie a loro le composizioni dei trovatori vengono conosciute anche fuori dalle corti
poi si stabiliscono nelle corti, anche perché la Chiesa non li vedeva di buon occhio
TEMI TIPICI
- amore cortese
- promessa che consentiva di sfidare le maldicenze e le vanterie degli altri amanti
- rifiorire della primavera come invito ad amare
- esitazioni dell’innamorato (anche se la legge dell’amor cortese voleva che esso fosse corrisposto)
- lontananza della donna e l’ansia dell’innamorato geloso
ci sono anche componimenti che esprimono
- corrispondenza fra natura e stati d’animo
- argomenti morali, guerreschi, politici
CONCEZIONE DELL’AMORE
- legata al contesto storico in cui prende forma: aristocratico-cavalleresco
- il codice cortese prevedeva che il trovatore (spesso giovane cavaliere) rivolgesse il proprio amore a donna di rango superiore (spesso la moglie del signore)
- tra i 2 amanti si stabilisce quindi un rapporto gerarchico (la donna è a un livello sociale superiore), simile a quello del vassallo con il suo signore
- la donna di solito è celata dietro a uno pseudonimo (senhal = segnale) e diventa il simbolo della dignità aristocratica a cui i cavalieri aspiravano
- il codice cortese prevedeva un sentimento reciproco: l’animo nobile doveva sottostare al potere dell’amore dell’amante-vassallo
- il sentimento amoroso rimaneva però inappagato (l’affinamento interiore, previsto dall’amore cortese, con la realizzazione del desiderio erotico sarebbe venuto meno)
LIRICA PROVENZALE FORME POETICHE
- canzone (più frequente)
- sirventese (da servente) – da cortigiano per il signore – temi diversi dall’amore
- planh – compianto: lamento per morte di personaggio illustre
- plazer – elenco di cose piacevoli
- enueg: elenco di cose spiacevoli
- alba: si canta il rimpianto di due amanti clandestini che devono separarsi
- pastorella: incontro e dialogo in un bosco fra cavaliere e pastorella
- canto di crociata: accompagnava il viaggio dei soldati in Terrasanta (addio alla dama, tentativo di convincere cavalieri a partecipare alla crociata)
- tenzone: dibattito tra 2 poetiche- contrasto: poesia dialogata tra 2 personaggi
- sestina: forma metrica complessa (6 strofe – stanze – di 6 versi l’una che riprendono le 6 parole in rima della precedente...
lirica provenzale
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La letteratura cortese
età cortese XI-XIII secolo
politica economia e società
lingua e letteratura
- il volgare diventa lingua letteraria - nascono le letterature romanze - si affermano nuove forme poetiche - in lingua d’oil (nord della Francia) - canzoni di gesta - romanzo cavalleresco - fabliaux
- affermazione dell’ereditarietà dei feudi - crescita del ruolo sociale della cavalleria - lotta per le investiture tra la Chiesa e l’Impero - proclamazione delle crociate per la liberazione della Terra Santa - persecuzione contro le eresie
cultura e mentalità
in lingua d’oc (o provenzale, Sud della Francia) lirica cortese
- formazione dell’ideale cortese - diffusione del codice dell’amor cortese- affermazione della figura del trovatore
- la donna è una creatura sublime - l’amante deve assicurare devozione assoluta - l’amore deve essere inappagato - l’esperienza d’amore consente l’elevazione morale
- esaltazione della virtù della cortesia - culto della donna - importanza dell’esperienza d’amore
Ideale cortese: si forma partendo dai valori della cavalleria, indirizzati dalla Chiesa valori della cortesia i valori, della cavalleria, che si esprimono in guerra: (forza, coraggio, lealtà…) si fondono con i valori delle corti dei grandi signori feudali francesi (cortesia, generosità, senso della misura…) nasce l’ideale cortese l’amore cortese - la donna amata è considerata da colui che la ama come irraggiungibile, quasi divina - l’uomo diventa il servitore della donna amata - l’amore provoca sofferenza perché non è ricambiato, ma anche gioia perché permette all’uomo di diventare più gentile, più nobile - l’amore, di solito, è indirizzato a donne sposate, appartenenti alla nobiltà anche perché i nobili non sempre si sposavano per amore, ma per ragioni economiche e sociali - il nome della donna viene tenuto segreto per difendere il suo onore - l’amore è una passione totale e si parla quindi di culto (venerazione) della donna. Nasce così un conflitto tra amore e religione, tra culto per la donna e culto per Dio
Nascita ed evoluzione della cultura cortese virtù e valori di chi vive a corte sviluppo XI-XIII: periodo di maggiore espansione del feudalesimo Aristocrazia cavalleresca elabora rituali e codici di comportamento comuni improntati a valori prevalentemente mondani, anche se in un contesto sociale e intellettuale dominati dalla religione cristiana tutto ciò è all'interno delle corti (re e nobili) CORTESE: chi si comporta secondo i valori propri della nobiltà. CORTESIA: virtù della persona di corte - nobiltà di nascita, prestanza fisica, eroismo, fedeltà al signore - di derivazione germanica - equilibrio e moderanzione - di derivazione classica già dall'XI secolo la Chiesa riesce a far inserire nel codice di comportamento dell'aristocrazia cavalleresca anche qualità morali: gentilezza, generosità, lealtà, disprezzo del denaro. l'UOMO doveva presentare un particolare rispetto per la donna (proteggere e aiutare) CAVALIERI: livello più elevato della gerarchia militare - quasi esclusivamente nobili per costi elevati - di solito figli cadetti che non volevano entrare in monastero e si dedicavano a razzie e soprusi per un signore: Dalla fine del IX secolo la chiesa cerca di limitare queste violenze per poteggere i deboli. Per la Chiesa doveva essere il campione di Dio (svolgerà un ruolo importante nelle Crociate) Con il tempo gli ideali della cavalleria vanno a coincidere con quelli dell'aristocrazia e cavaliere gentiluomo (anche per differrenziarsi dalla borghesia mercantile (interessata al lavoro e al denaro) questa visione del mondo è evidente nella concezione dell'AMORE: non si realizza nel matrimonio e nei figli, ma un sentimento aristocratico ed eroico - il cavaliere si mette al servizio di una donna, perché la donna è di rango superiore e perché viene idealizzata
POEMI EPICI MEDIEVALI EPICA epoca classica: tramandano la memoria di un popolo; celebrano gli eroi e le vicende fondative della Grecia (Iliade e Odissea), che combattono per difendere il proprio onore e la terra.Nacque verso le corti dei re, dove gli aedi (cantastorie) le recitavano aiutandosi con la cetra.. Inizialmente erano solo orali.- Roma:: Eneide - eroe investito da Giove della missione di fondare la gloriosa stirpe romana, a cui si sottomette Medievale Francia e Spagna - lingua volgare e formazione di una classe aristocratica più colta nasce un nuovo epos che attinge a storie e leggende delle diverse tradizioni popolari CHANSON DE GESTE: rivisitano in chiave leggendaria eventi storici - si uniscono i valori dell'epoca classica a quelli cristiani: - eroi senza incertezze, con passioni primordiali, MA si comportano sempre in modo onorevole: fede in Dio e lotta contro gli infedeli (el cantar de mio Cid) ANGLOSASSONI E GERMANI - Beowulf, nipote del re dei goti che lotta contro mostri - in leggende scandinave viene descritta una società guerriera, in cui la lotta tra dei ed eroi porta alla catastrofe e all'ascesa in un mitico paradiso (Walhalla). Il protagonista diventerà poi il Sigfrido nella Canzone dei Nibelunghi
TECNICHE NARRATIVE - recitazione accompagnata da musica - narratore esterno e onniscente - sintassi paratattica, semplice e lineareespressioni formulari (= modi di dire fissi), ripetuti ed epiteti (= aggettivi collocati vicino a nomi comuni per qualificarli) e le similitudini, per facilitare la ripetizione a memoria
si sviluppa grazie a poemi epici che avevano come tema il vassallaggio
celebra la società cavalleresca e feudale ed ebidenzia le lotte tra Occidente cristiano e musulmani
cultura e mentalità
Si sviluppa dopo la nascita del Sacro Romano Impero, con l'affermazione del feudalesimo
adotta la lingua volgare e diversi dialetti regionali e ha un intento celebrativo
epica medievale
elementi stilistici: 1. poemi divisi in blocchi autonomi 2. presenza dell'apostrofe: il giullare si rivolgeva direttamente al pubblico 3. uso di epiteti: per memorizzare i personaggi 4. sintassi semplice 5. dovevano essere comprensibili e facili da ricordare
si diffonde grazie a giullari che recitavano nelle piazze e nelle piazze. Improvvisavano o modificavano l'originale in base al consenso
politica economia e società
- formazione dell’ideale cortese - diffusione del codice dell’amor cortese- affermazione della figura del trovatore
CHANSON DE GESTE GESTE: riprende il latino res gestae = IMPRESEpoemi scritti in lingua d'oil (lingua della Francia del nord) XI-XII sec. dai mille ai 20 mila versi in 3 CICLI CAROLINGIO, NARBONESE, DEI VASSALLI RIBELLI CAROLINGIO: (anche Chanson de Roland - guerra contro saraceni combattuta da Carlo Magno tra l'VIII-IX sec con i paladini (comes palatinus - compagni del palazzo imperiale) - personaggi = esempi di coraggio e virtù che esprimono i valori della nobiltà feudale ORIGINE: incerta; poche notizie sugli autori. 3 ipotesi - popolare: prima tramandate oralmente poi raccontate dai giullari, che intrattenevano i fedeli lungo le vie dei pellegrinaggi - letteraria: opera di autori colti (chierici, poeti, condottieri) per sostenere l'deologia delle crociate e/o rievocare le imprese di Carlo Magno e dei suoi cavalieri per il pubblico delle corti - rielaborazione letteraria: racconti orali poi rielaborati da poeti colti . trasmissione dei valori del clero e dell'aristocrazia militare anche nelle classi inferiori anche in Italia (Veneto) si sviluppa un'epica (in lingua franco-veneta) - Carlo magno e ciclo bretone
CHANSON DE GESTE
componimento letterario in lingua d'oil di origine anonima
destinati all'esposizione orale, accompagnata da uno strumento, da parte dei giullari
trattano di gesta eroiche e di guerre e sono suddivisi in CICLI: Carlo Magno, Guglielmo d'Orange, Vassalli ribelli
sono espressione della vita e dei valori dell’aristocrazia feudale: fedeltà al sovrano, lealtà verso il proprio superiore, valore in guerra...
ROMANZO CORTESE Francia settentrionale - seconda metà dell'XII secoloamore cortese ispira ROMANZI, che esaltano i valori cavallereschi lingua d'oil destinate alla lettura (individuale o di gruppo) scopo: celebrazione dell'amore e dell'avventura (nelle corti le donne cominciano a godere di maggior rispetto e libertà; partecipano alla vita intellettuale e diventano le ispiratrici dell'amor cortese e dei romazni cavallereschi) CICLO BRETONE ARTURIANO spunto da eventi storici e leggende popolari imprese di Artù (in realtà generali britannico romano V-VI secolo che si oppose alle invasioni anglosassoni) gesta scritte in part. da G. di Malmesbury e G. di Monmouth (XII sec) XIII sec: la storia di Artù si arricchisce di elementi leggendari e viene trasformata in narrazione letteraria dai poeti della corte di Enrico II (re d'Inghilterra e considerava Artù suo capostipite) e di sua moglie E. di Aquitania - fondono il tema cavalleresco con quello amoroso nuovo genere: ROMANZO per celebrare l'AMORE, l'AVVENTURA, l'EROISMO Chtertienne de Troyes XII sec: Lancilloto, Persival, Tristano questo tipo di romanzo contribuisce a creare l'immagine del cavaliere NON più PALADINO della fede cristiana e della patria; ma un eroe degli ideali nobiliari cortesi che compie avventure individuali
ROMANZO CORTESE avventura e amore come conoscenza di sécavaliere dà prova di coraggio e amore per una donna, mettendosi al suo servizio e in viaggio alla ricerca di una persona o di un oggetto Viaggio: viaggio di ricerca - affronta situazione pericolose (incantesimi...) che valorizzano qualità personali; mostra ideali secondo cui è stato educato questa ricerca rende la vicenda narrata esemplare di un'esperienza umana universale quete: es. Graal TEMA CENTRALE DEL ROMANZO CORTESE AMORE: riprende le regole e i principi di "De amore" di Cappellano Amore disinteressato e puro; richiede nobiltà d'animo, generosit, lealtà, devozione cortesia che a sua volta si manifesta solo con l'esperienza amorosa visione frutto di dell'ambiente di corte e di concrìezione aristocratica della vita: contraria alle regole della chiesa (matrimonio) amore cortese: sensuale ed erotico per la donna amata, ma il suo soddisfacimento è rimandato, ma si realizza nell'attesa, nella devozione assoluta; componente di angoscia il rapporto fra cavaliere e dama è analogo a quello tra vassallo e il suo re. l'amore può portare a tradire la fiducia del proprio signore (es. Lancillotto e Ginevra)
romanzo cortese
Corte di Enrico II
primi autori: chierici - avevano il compito di ricostruire le origini della dinastia inglese
letteratura angloromanza= lingua francese parlato in Inghilterra
poi nelle corti del Nord della Francia
interesse per la poesia volgare e le leggende sulla dinastia inglese
lingua d'oil
pubblico aristocratico
Chretien de Troyes: Artù, Lancillotto, Percival
gusto per l'avventura, eroismo, prodezza nell'esercizio delle armi
predilezione per il fantastico e il meraviglioso (streghe, maghi...)
amor cortese e culto della donna
Beroul: Tristano e Isotta
analisi psicologica dei personaggi
intreccio complesso
descrizioni particolareggiate
cultura e mentalità
LIRICA PROVENZALE lirica provenzalefine XI – Francia meridionale – nasce la lingua d’oc, raffinata si elaborano nuove forme liriche rivolte agli ambienti di corte e alla nobiltà feudale cavalleresca, di cui celebravano VALORI MORALI E VIRTU’ la crociata contro i catari (inizio XIII secolo) interruppe la sua storia: alcuni trovatori emigrarono verso il nord e in Europa e contribuirono alla diffusione della poesia cortese TROVATORE: poeta (di solito di origine aristocratica – Es. il duca d’Aquitania, considerato il fondatore della scuola provenzale) che componeva versi destinati all’ascolto, al canto e alla recitazione le liriche erano dedicate soprattutto all’amore e si ispiravano a ideali e cerimoniali di cortesia questo tipo di produzione rappresenta il massimo sviluppo di una società feudale aristocratica e militare ormai indipendente dal monopolio culturale della Chiesa i più famosi (è importante il fatto che le liriche abbiano un autore riconosciuto: sono state appositamente composte e se ne conosce l’autore!):
Guglielmo IX d’Aquitania Bernard de Ventadorn (stile chiaro e leggero – trobar leu) Arnaut Daniel (stile scuro ed enigmatico – trobar clus) Bertran de Born (poesia guerresca) Jaufré Rudel (amore da lontano – amor de lonh)
tutti poeti del XII secolo di cui abbiamo notizie grazie alle vite (testi in prosa che precedevano le liriche), a commenti e spiegazioni alle loro opere
LIRICA PROVENZALE GIULLARI: esecutori del repertorio dei trovatori: interpretavano con molta libertà inizialmente girovaghi lungo le vie dei pellegrinaggi e grazie a loro le composizioni dei trovatori vengono conosciute anche fuori dalle corti poi si stabiliscono nelle corti, anche perché la Chiesa non li vedeva di buon occhio
TEMI TIPICI - amore cortese - promessa che consentiva di sfidare le maldicenze e le vanterie degli altri amanti - rifiorire della primavera come invito ad amare - esitazioni dell’innamorato (anche se la legge dell’amor cortese voleva che esso fosse corrisposto) - lontananza della donna e l’ansia dell’innamorato geloso ci sono anche componimenti che esprimono - corrispondenza fra natura e stati d’animo - argomenti morali, guerreschi, politici
CONCEZIONE DELL’AMORE - legata al contesto storico in cui prende forma: aristocratico-cavalleresco - il codice cortese prevedeva che il trovatore (spesso giovane cavaliere) rivolgesse il proprio amore a donna di rango superiore (spesso la moglie del signore) - tra i 2 amanti si stabilisce quindi un rapporto gerarchico (la donna è a un livello sociale superiore), simile a quello del vassallo con il suo signore - la donna di solito è celata dietro a uno pseudonimo (senhal = segnale) e diventa il simbolo della dignità aristocratica a cui i cavalieri aspiravano - il codice cortese prevedeva un sentimento reciproco: l’animo nobile doveva sottostare al potere dell’amore dell’amante-vassallo - il sentimento amoroso rimaneva però inappagato (l’affinamento interiore, previsto dall’amore cortese, con la realizzazione del desiderio erotico sarebbe venuto meno)
LIRICA PROVENZALE FORME POETICHE - canzone (più frequente) - sirventese (da servente) – da cortigiano per il signore – temi diversi dall’amore - planh – compianto: lamento per morte di personaggio illustre - plazer – elenco di cose piacevoli - enueg: elenco di cose spiacevoli - alba: si canta il rimpianto di due amanti clandestini che devono separarsi - pastorella: incontro e dialogo in un bosco fra cavaliere e pastorella - canto di crociata: accompagnava il viaggio dei soldati in Terrasanta (addio alla dama, tentativo di convincere cavalieri a partecipare alla crociata) - tenzone: dibattito tra 2 poetiche- contrasto: poesia dialogata tra 2 personaggi - sestina: forma metrica complessa (6 strofe – stanze – di 6 versi l’una che riprendono le 6 parole in rima della precedente...
lirica provenzale
DSJLCHBII
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lingua d'oil
pubblico aristocratico
CXC
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KHGF
cultura e mentalità