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La scuola nell'antica Roma

capoferri giulia

Created on September 25, 2025

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Transcript

La scuola nell'antica Roma

Capoferri Giulia e Manenti Matilde

Scuola elementare

Gli insegnanti

Scuola media

Alfabetizzazione

Scuola superiore

Altre epoche

Scuola elementare

Le scuole elementari, chiamate ludimagistri o litteratores, erano spesso all’aperto sotto i portici oppure in locali malridotti. Qui i bambini imparavano a leggere, scrivere e fare calcoli di base.

Tavoletta cerata romana

Metodo e strumenti educativi

Le lezioni erano accompagnate da punizioni corporali, considerate parte integrante del metodo educativo: il maestro usava una canna per colpire gli alunni distratti o lenti. Gli strumenti principali erano tavolette di cera, pennini e rudimentali lavagne. Alcuni bambini usavano tavolette di legno incise per esercitarsi nel tracciare correttamente le lettere, un po’ come una primitiva forma di tecnologia didattica.

La maggioranza dei romani si fermava a questo livello di istruzione, perché il lavoro minorile non era visto come un problema.

Scuola media

Riservata solamente alle famiglie più ricche,L’istruzione iniziava verso i 12 anni, nelle scuole private con il grammaticus. Qui si studiavano i classici della letteratura greca e latina, che servivano come base per apprendere anche astronomia, geografia, musica e matematica. Una materia molto importante, oggi scomparsa, era la mitologia. L'istruzione era prettamente teorica e poco tecnica.

Scuola superiore

Frequentata dai figli delle famiglie benestanti (dai 15/16 anni), aveva l'obbiettivo di far imparare l'eloquenza per la carriera politica e giudiziaria. Le lezioni si tenevano o in case private o in edifici dedicati ad esempio le aule de Foro di Traiano; l'insegnante veniva chiamato rethor, cioè maestro di retorica.

Gli insegnanti

La condizione dei maestri era molto diversa: né il grammaticus né il rhetor godevano di grande prestigio, ma almeno vivevano a contatto con la élite. Il maestro elementare, invece, era poverissimo e disprezzato, pagato poco direttamente dai genitori, e spesso costretto ad arrotondare facendo lo scrivano.

L'alfabetizzazione

Rispetto ad altre civiltà antiche, Roma ebbe una diffusione molto più ampia della lettura e scrittura: non solo aristocratici, ma anche artigiani, commercianti, schiavi affrancati e persino donne erano in grado di leggere e scrivere almeno un po'. Questo spiega la presenza massiccia di iscrizioni, insegne, graffiti, etichette, epigrafi e annunci pubblicitari nelle città romane. Il bilinguismo latino-greco era comune tra gli aristocratici ed era segno di prestigio culturale.

Altre epoche

Egitto

Solo gli scribi conoscevano la scrittura, nel Medioevo solo i monaci. Addirittura Carlo Magno sapeva leggere ma non scrivere.

Europa

L’analfabetismo in Europa è rimasto altissimo fino all’Ottocento, quando ancora due italiani su tre non sapevano leggere.

Le tavolette cerate erano costituite da alcune asticelle rettangolari (tabulae) in legno o avorio rivestite di cera o ceralacca, sulle quali il testo era tracciato a graffio tramite un apposito strumento a punta, lo stilus.A seconda della lunghezza del testo, era possibile utilizzare più tavolette, che venivano unite tramite fermagli metallici per formare una sorta di libro. Dal numero di tavolette utilizzate, prendevano il nome di diptychum (due tavolette), triptychum (tre), polyptychum (più di tre).

Abaco originale romano

Spesso fatto anche in bronzo, rame o avorio. La sua forma rende evidente il possibile uso in base dieci anche dei numeri romani , la colonna sulla destra rappresenta la parte non decimale delle monete di conto.

I calamaio

I calamaio romani erano contenitori per l'inchiostro, utilizzati per la scrittura nell'Impero Romano tra il I e il III secolo d.C. Realizzati in diversi materiali come bronzo e terracotta, avevano la funzione di sostenere la penna da intingere. Potevano avere forme semplici, come corpi cilindrici, o essere più elaborati, come quelli a pianta ottagonale con gambe.