Presentation
la magia
Esplorazione della magia attraverso il linguaggio, la sua evoluzione storica e il contributo di importanti studiosi.
Che cos'è la magia?
Presunta capacità di dominare le forze della natura mediante il ricorso ad arti occulte di natura malefica (m. nera) o benefica (m.bianca); questa comprende formule verbali e invocazioni
evoluzione della magia
linea temporale
ANTICHITA' PAGANA
RINASCIMENTO EUROPEO
SETTECENTO
ci furono i progressi scientifici e tecnologici a decretare il declino della magia
Presso le antiche civiltà mediterranee e orientali la magia era diffusa e accettata, e chi la praticava godeva di grande considerazione sociale.
nell’età umanistico rinascimentale L'aspirazione al controllo e alla manipolazione del mondo fisico portarono alla riscoperta della tradizione magica.
IL LESSICO DELLA MAGIA
Le pratiche magiche e coloro che le utilizzano comprende numerosi termini che sono utilizzati anche in contesti linguistici diversi da quello in cui hanno avuto origine.
L'opera di magia può essere chiamata: divinazione, negromanzia, sortilegio incantesimo, fattura, malocchio, stregoneria. Colui o colei che la pratica, a sua volta, prende Il nome di negrimante, mago & maga, stregone o strega. Ciascuna di queste parole, ha dietro di sé una lunga storia spesso risalente all'antichità
Il malocchio indica il potere malefico dello sguardo, si riferisce a pratiche magiche e diaboliche messe in atto da persone dedite alle arti occulte per procurare danni e sventure.
Il "sortilegio" era una pratica divinatoria, effettuata lasciando cadere bastoncini o altri oggetti colorati e interpretandone poi le modalità della caduta o l'ordine con cui si riusciva a raccoglierli uno per uno, senza urtare gli altri.
La parola "incantesimo" si riferisce alla facoltà di "incantare", cioè di soggiogare qualcuno, influire su di lui a distanza, addormentarlo o pietrificarlo.
La parola "negromanzia" indica un'antica arte divinatoria fondata sull'evocazione degli spiriti dei defunti e su pratiche occulte effettuate sui cadaveri.
La parola "divinazione" è l'arte di predire il futuro.
malocchio
divinazione
sortilegio
incantesimo
negromanzia
INDAGINE ANTROPOLOGICA SULLA MAGIA
Gli studiosi di antropologia hanno approfondito il tema della magia. Inizialmente, credevano che le credenze magiche fossero tipiche dei "popoli primitivi", ma grazie alle ricerche sul campo, hanno capito che la magia ha una logica interna e una funzione sociale importante.
APPROCCIO SPECIFICO
APPROCCIO COMPARATIVO
Info
Info
JAMES FRAZER:IL RAMO D'ORO
James Frazer, nell’opera Il ramo d’oro, analizza la magia come sistema di pensiero basato sulla “legge di simpatia universale”, secondo cui tutto nel mondo è connesso e può agire a distanza. Da questa derivano due principi: • Legge di similarità: “il simile produce il simile”, alla base della magia omeopatica (es. colpire l’immagine di un nemico per nuocergli). • Legge di contatto: le cose che sono state in contatto continuano a influenzarsi, alla base della magia contagiosa (es. riti su capelli o unghie). Frazer definisce la magia un pensiero “prescientifico” perché deriva da un uso errato delle associazioni per somiglianza e contiguità. La sua opera offrì all’antropologia un vasto repertorio di temi come regalità sacra, totemismo, esogamia, tabù, culto dei morti e religione naturale.
Evans-Pritchard
L'antropologo Evans-Pritchard studiò la cultura degli Azande e pubblicò il libro "Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande" (1937). Il suo lavoro mostra che la magia: È un sistema razionale e coerente. Coesiste con il ragionamento empirico. Fornisce una spiegazione psicologica e sociale delle sventure. Il suo approccio enfatizza la comprensione delle culture nella loro specificità, senza giudicarle in base a criteri esterni.
Ernesto De Martino
Ernesto De Martino ha unito antropologia, filosofia e storia delle religioni. Ha studiato come le persone reagiscono a momenti di crisi (dolore, morte, paura) usando rituali, magia e religione. Nei suoi viaggi nel Sud Italia ha documentato pratiche popolari come il tarantismo, in cui la musica e il ballo venivano usati per curare simbolicamente il dolore. Per lui, i riti aiutano l’essere umano a non “perdere la presenza di sé”. Ha dato grande valore alle culture popolari, spesso ignorate o disprezzate.
aztechi
Gli Aztechi, furono una civiltà mesoamericana fiorita nel Messico centrale tra il XIII e il XVI secolo Gli Aztechi erano famosi per le loro pratiche religiose e i sacrifici umani.La "magia" azteca non si separava nettamente dalla religione e medicina, ma era un insieme di pratiche rituali, sciamaniche e di divinazione, con lo scopo di intervenire negli affari divini o contrastare influenze magiche negative. Includeva l'uso di sostanze allucinogene per comunicare con gli dei, rituali di magia bianca per curare malattie, e la magia nera per causare malattie, spesso legata al dio Tezcatlipoca.
Credevano che le malattie potessero essere causate da "magia nera" lanciata da maghi, e che un "tlictli" (un guaritore) potesse rimuovere la maledizione attraverso rituali di "magia bianca". I "tlictli" non erano solo erboristi, ma anche figure in grado di praticare "magia bianca" per contrastare le malattie ritenute di origine magica. Le loro pratiche includevano rituali specifici volti ad allontanare le maledizioni lanciate da altri maghi. L'uso di sostande allucinogene permetteva di entrare in uno stato alterato di coscienza, che veniva interpretato come un mezzo per connettersi con il mondo spirituale e per ottenere risposte divine.
Thank you!
Alessia Grimaldi Teresa Marano Giada Pandolfi Francesco Riccio 4LES
alcuni studiosi, come James Frazer, hanno cercato di creare una teoria generale sulla magia confrontando diverse culture.
altri studiosi, come Edward Evans-Pritchard ed Ernesto De Martino, hanno studiato la magia in contesti culturali specifici per capirne il significato e la funzione.
alcuni studiosi, come James Frazer, hanno cercato di creare una teoria generale sulla magia confrontando diverse culture.
la magia
francesco riccio
Created on September 24, 2025
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la magia
Esplorazione della magia attraverso il linguaggio, la sua evoluzione storica e il contributo di importanti studiosi.
Che cos'è la magia?
Presunta capacità di dominare le forze della natura mediante il ricorso ad arti occulte di natura malefica (m. nera) o benefica (m.bianca); questa comprende formule verbali e invocazioni
evoluzione della magia
linea temporale
ANTICHITA' PAGANA
RINASCIMENTO EUROPEO
SETTECENTO
ci furono i progressi scientifici e tecnologici a decretare il declino della magia
Presso le antiche civiltà mediterranee e orientali la magia era diffusa e accettata, e chi la praticava godeva di grande considerazione sociale.
nell’età umanistico rinascimentale L'aspirazione al controllo e alla manipolazione del mondo fisico portarono alla riscoperta della tradizione magica.
IL LESSICO DELLA MAGIA
Le pratiche magiche e coloro che le utilizzano comprende numerosi termini che sono utilizzati anche in contesti linguistici diversi da quello in cui hanno avuto origine. L'opera di magia può essere chiamata: divinazione, negromanzia, sortilegio incantesimo, fattura, malocchio, stregoneria. Colui o colei che la pratica, a sua volta, prende Il nome di negrimante, mago & maga, stregone o strega. Ciascuna di queste parole, ha dietro di sé una lunga storia spesso risalente all'antichità
Il malocchio indica il potere malefico dello sguardo, si riferisce a pratiche magiche e diaboliche messe in atto da persone dedite alle arti occulte per procurare danni e sventure.
Il "sortilegio" era una pratica divinatoria, effettuata lasciando cadere bastoncini o altri oggetti colorati e interpretandone poi le modalità della caduta o l'ordine con cui si riusciva a raccoglierli uno per uno, senza urtare gli altri.
La parola "incantesimo" si riferisce alla facoltà di "incantare", cioè di soggiogare qualcuno, influire su di lui a distanza, addormentarlo o pietrificarlo.
La parola "negromanzia" indica un'antica arte divinatoria fondata sull'evocazione degli spiriti dei defunti e su pratiche occulte effettuate sui cadaveri.
La parola "divinazione" è l'arte di predire il futuro.
malocchio
divinazione
sortilegio
incantesimo
negromanzia
INDAGINE ANTROPOLOGICA SULLA MAGIA
Gli studiosi di antropologia hanno approfondito il tema della magia. Inizialmente, credevano che le credenze magiche fossero tipiche dei "popoli primitivi", ma grazie alle ricerche sul campo, hanno capito che la magia ha una logica interna e una funzione sociale importante.
APPROCCIO SPECIFICO
APPROCCIO COMPARATIVO
Info
Info
JAMES FRAZER:IL RAMO D'ORO
James Frazer, nell’opera Il ramo d’oro, analizza la magia come sistema di pensiero basato sulla “legge di simpatia universale”, secondo cui tutto nel mondo è connesso e può agire a distanza. Da questa derivano due principi: • Legge di similarità: “il simile produce il simile”, alla base della magia omeopatica (es. colpire l’immagine di un nemico per nuocergli). • Legge di contatto: le cose che sono state in contatto continuano a influenzarsi, alla base della magia contagiosa (es. riti su capelli o unghie). Frazer definisce la magia un pensiero “prescientifico” perché deriva da un uso errato delle associazioni per somiglianza e contiguità. La sua opera offrì all’antropologia un vasto repertorio di temi come regalità sacra, totemismo, esogamia, tabù, culto dei morti e religione naturale.
Evans-Pritchard
L'antropologo Evans-Pritchard studiò la cultura degli Azande e pubblicò il libro "Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande" (1937). Il suo lavoro mostra che la magia: È un sistema razionale e coerente. Coesiste con il ragionamento empirico. Fornisce una spiegazione psicologica e sociale delle sventure. Il suo approccio enfatizza la comprensione delle culture nella loro specificità, senza giudicarle in base a criteri esterni.
Ernesto De Martino
Ernesto De Martino ha unito antropologia, filosofia e storia delle religioni. Ha studiato come le persone reagiscono a momenti di crisi (dolore, morte, paura) usando rituali, magia e religione. Nei suoi viaggi nel Sud Italia ha documentato pratiche popolari come il tarantismo, in cui la musica e il ballo venivano usati per curare simbolicamente il dolore. Per lui, i riti aiutano l’essere umano a non “perdere la presenza di sé”. Ha dato grande valore alle culture popolari, spesso ignorate o disprezzate.
aztechi
Gli Aztechi, furono una civiltà mesoamericana fiorita nel Messico centrale tra il XIII e il XVI secolo Gli Aztechi erano famosi per le loro pratiche religiose e i sacrifici umani.La "magia" azteca non si separava nettamente dalla religione e medicina, ma era un insieme di pratiche rituali, sciamaniche e di divinazione, con lo scopo di intervenire negli affari divini o contrastare influenze magiche negative. Includeva l'uso di sostanze allucinogene per comunicare con gli dei, rituali di magia bianca per curare malattie, e la magia nera per causare malattie, spesso legata al dio Tezcatlipoca.
Credevano che le malattie potessero essere causate da "magia nera" lanciata da maghi, e che un "tlictli" (un guaritore) potesse rimuovere la maledizione attraverso rituali di "magia bianca". I "tlictli" non erano solo erboristi, ma anche figure in grado di praticare "magia bianca" per contrastare le malattie ritenute di origine magica. Le loro pratiche includevano rituali specifici volti ad allontanare le maledizioni lanciate da altri maghi. L'uso di sostande allucinogene permetteva di entrare in uno stato alterato di coscienza, che veniva interpretato come un mezzo per connettersi con il mondo spirituale e per ottenere risposte divine.
Thank you!
Alessia Grimaldi Teresa Marano Giada Pandolfi Francesco Riccio 4LES
alcuni studiosi, come James Frazer, hanno cercato di creare una teoria generale sulla magia confrontando diverse culture.
altri studiosi, come Edward Evans-Pritchard ed Ernesto De Martino, hanno studiato la magia in contesti culturali specifici per capirne il significato e la funzione.
alcuni studiosi, come James Frazer, hanno cercato di creare una teoria generale sulla magia confrontando diverse culture.