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5 - Interiorità o esteriorità? CLASSI PRIME

Luca Giorgini

Created on September 23, 2025

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Transcript

Interiorità o esteriorità?

trovare il nostro posto nella società dell'immagine

La società dell'immagine.

Nelle scorse lezioni abbiamo imparato che a scuola, per crescere, abbiamo bisogno di essere aiutati non solo a guardare fuori, ma anche a "guardarsi dentro". Eppure tante volte intorno a noi sembra che contino solo l'immagine, la marca del vestito e delle scarpe, i muscoli e il corpo... Nella nostra società dell'immagine anche noi, per primi, guardiamo l'aspetto esteriore in noi e negli altri (però poi, se sentiamo che qualcuno ci giudica SOLO per l'aspetto esteriore, ci rattristiamo male..)
Tre domande per iniziare...

E' più importante essere o apparire? Cosa guardano di più i /le ragazzi/e della mia età?

Perchè si guarda soprattutto un aspetto??

E' giusto o sbagliato?

CORPO REALE E CORPO VIRTUALE

CORPO REALE E CORPO VIRTUALE

CORPO REALE E CORPO VIRTUALE

quando si rompono gli equilibri

Bulimia

Anoressia

La mia opinione...

un consiglio per stare bene "dentro"..

Un esempio positivo: vincere l'anoressia...

🤝 L’associazione ABA

Fabiola De Clercq nasce a Bruxelles dove vive fino all’età di 9 anni, quando sua madre decide di trasferirsi a Roma. La notte del suo arrivo in Italia, suo padre muore e, solo a vent'anni, non le mancano difficoltà. A tredici anni inizia a soffrire di bulimia e anoressia, disturbi con i quali conviverà per vent’anni. A diciassette anni chiede a sua madre di poter iniziare una psicoterapia. Dopo il suo matrimonio, a poco più di vent’anni, nasce il suo primo figlio. Un anno dopo, alla bulimia si aggiunge l’anoressia, che l’affliggerà per lunghi anni. Fabiola arriva a pesare meno di trenta chili. Intraprende un altro percorso di cura e si occupa di suo padre. Nasce così la sua seconda figlia e, nel 1990, decide di scrivere il suo libro autobiografico Tutto il pane del mondo. Attraverso la scrittura, Fabiola decide di infrangere l’omertà che in Italia copre l’anoressia e la bulimia. Pochi mesi dopo la pubblicazione del suo primo libro, fonda l’Associazione ABA, che diventa il punto di riferimento delle persone e delle famiglie coinvolte dalla gravità della patologia di cui essa stessa ha sofferto. Per collaborare con altri specialisti, l’Associazione organizza gruppi terapeutici autogestiti in diverse città italiane. Negli anni successivi, Fabiola pubblica anche con Rizzoli: Donne invisibili, Fame d’amore e Mamy Marrakech.

Per il dibattito: cosa porta Fabiola a entrare nel problema della bulima e dell'anoressia? Quali strategie usa per "venirne fuori"? (sono quattro)

Any questions?

Thank you!

Prof Luca Giorgini