Emergenza Frana 26 novembre 2022
Che cos’è la frana
La frana è il movimento o la caduta di una massa di terreno o roccia sotto l'azione della forza di gravità. Con lo stesso termine ci si riferisce, al materiale coinvolto nel movimento, cioè al corpo di frana. Le frane possono avere caratteristiche molto diverse tra loro, sia per quanto riguarda il materiale coinvolto e il tipo di movimento, sia per la loro estensione e profondità, sia per la loro velocità e durata. Alcuni esempi di frane sono le colate rapide di detrito o di fango, i crolli di roccia e gli scorrimenti di terreno lenti e profondi. Le frane caratterizzano una grande varietà di ambienti, dall'alta montagna alla collina, finanche lungo falesie costiere e pendii sottomarini.
Che cos’è il dissesto idrogeologico
Una definizione semplice di questo temine è quella che lo descrive come l’insieme dei processi che provocano la degradazione del suolo e del territorio. Queste dinamiche di tipo morfologico sono causate da diversi fattori, e portano ad una serie di conseguenze particolarmente gravi, come ad esempio sprofondamenti, alluvioni, frane e valanghe.Da molto tempo gli esperti stanno analizzando questa problematica, realizzando rilevamenti sempre più accurati per stabilire il rischio idrogeologico di ogni territorio. Grazie a questo lavoro, è possibile individuare le aree più esposte al dissesto idrogeologico: in questo modo, le autorità possono mettere a punto delle strategie d’intervento e prevenzione adeguate al livello di fragilità di ogni zona.
Triangolo della tessitura
Il triangolo della tessitura ha la funzione di determinare la nomenclatura del terreno in base alle percentuali di sabbia, argilla e limo che esso contiene. Il triangolo è costituito da tre lati, divisi ciascuno in 10 parti. Ogni lato è riferito ad un materiale (limo, sabbia e argilla).
La geologia di Ischia
ISOLA DI ISCHIA
Cosa è successo?
Il disastro che ha colpito Ischia ha avuto origine dal Monte Epomeo, dove il terreno vulcanico, già instabile, ha ceduto a causa delle intense piogge. Una valanga di fango ha travolto la vegetazione e danneggiato gravemente le infrastrutture, portando con sé alberi, auto e detriti. Ad oggi, le vittime accertate sono otto. La frana ha evidenziato ancora una volta la fragilità del territorio italiano, che necessita di interventi preventivi efficaci. L'assenza di misure adeguate prima dei disastri rende inutile l'azione post-catastrofe, e questo evento dovrebbe spingere a un ripensamento urgente delle politiche di protezione civile.
La geologia di Ischia
Per prima cosa è necessario fare una brevissima panoramica sulla geologia di Ischia. Si tratta di un'isola vulcanica, composta sia da rocce dure (che si trovano più in profondità e fanno da "base") che da rocce più friabili (situate in superficie e spesso sciolte, paragonabili – per capirci – a sabbia o terriccio). Questo strato più superficiale è composto sostanzialmente da ceneri e lapilli di eruzioni passate e, in caso di violente piogge, è possibile che questo terreno non sia in grado di drenare l'acqua, dando vita ad una frana.
L'abusivismo edilizio
A questo si aggiunge una seconda questione di grande rilevanza: l'abusivismo edilizio. Senza dilungarsi, possiamo dire che se i geologi identificano delle zone a rischio e suggeriscono di non costruire in certe zone…in quelle zone non si dovrebbe costruire. E non si dovrebbe costruire non per dispetto a qualcuno ma perché quelle aree sono pericolose. Considerate che il rischio aumenta all’aumentare dell’esposizione e della vulnerabilità. Se la frana avviene in una zona disabitata, il rischio di perdite di vita è ZERO. Se ci sono delle case, è elevato.
Dati rapporto ISPRA
Secondo i dati del Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio complessivamente il 93,9% dei comuni italiani (7.423) è a rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera. 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni. Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia, e Liguria. Le famiglie a rischio sono quasi 548.000 per frane e oltre 2,9 milioni per alluvioni. Su un totale di oltre 14,5 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 565.000 (3,9%), quelli ubicati in aree inondabili nello scenario medio sono oltre 1,5 milioni (10,7%).
Danni della frana
L'imponente quantità di fango e detriti staccatosi dalla montagna, ha investito le abitazioni site in Via Celario, proseguendo la propria corsa lungo Piazza Maio, Piazza Bagni e Via Pio Monte della Misericordia sino ad arrivare in mare nei pressi del c.d. monumento dell'ancora, ove sono giunti nell'immediatezza i primi soccorsi. Lungo il suo percorso la frana ha causato ingenti danni a edifici, strade, automobili e territorio. Dodici persone hanno perso la vita durante la frana,[13] compresi quattro bambini.[14][15][16] Una vittima è stata trovata morta subito dopo, altre sei sono state ritrovate senza vita il giorno successivo[17], altre due giorni dopo e altre due il quarto giorno.[18] L'ultima vittima è stata trovata solo il 6 dicembre.
Come si poteva prevenire?
- Aggiornare i piani per l’assetto idrogeologico e di gestione delle alluvioni perché il territorio è in continua evoluzione, intensificata anche dai cambiamenti climatici in atto.
- Adeguare la pianificazione urbanistica comunale, in modo da non continuare a costruire in aree pericolose ed attuare dunque uno sviluppo compatibile e sostenibile con l’assetto geologico del territorio.
- Delocalizzare le strutture dalle aree a rischio, recentemente in Campania un importante riferimento è la Legge regionale del 10 agosto 2022 numero 13, che favorisce ed incentiva la delocalizzazione di edifici posti in aree a rischio di frana e alluvione.
- Attuare i piani di Protezione Civile, soprattutto nella fase che precede l’evento al fine di ridurre il danno, soprattutto in termini di salvaguardia della vita umana.
- Informare la cittadinanza così da determinare popolazioni più resilienti. I cittadini devono essere messi a conoscenza dei possibili scenari di rischio che si possono verificare durante le emergenze e delle azioni e comportamenti che devono porre in essere per evitare di mettere a rischio la propria incolumità e quella degli altri.
- Occorre infine la manutenzione del territorio che deve riguardare non solo fiumi e torrenti ma anche i terreni presenti sui versanti, prevedendo incentivi economici per i privati nella realizzazione di opere di manutenzione e di sistemazione che migliorerebbero le condizioni di stabilità e di assetto del territorio stesso.
Come si è espresso il consiglio nazionale?
Il Consiglio Nazionale dei Geologi si è espresso, attraverso un comunicato stampa, sulla tragedia di Ischia del 26 novembre 2022, che si è verificata, a seguito di intense precipitazioni protrattasi per tutta la notte, nel territorio di Casamicciola Terme. Sull’Isola di Ischia, si è verificato un fenomeno di colata rapida di fango lungo il versante settentrionale del Monte Epomeo che ad oggi vede il drammatico risultato di otto vittime e quattro dispersi, mentre i soccorritori sono ancora al lavoro. Sull’accaduto Lorenzo Benedetto, Presidente Centro Studi CNG, e Arcangelo Francesco Violo, Presidente CNG, hanno espresso alcune considerazioni circa l’alto rischio che interessa la zona ed evidenziato quali sono le azioni e la strategia integrata di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico da mettere in atto, sottolineando che occorre una maggiore consapevolezza e imparare a convivere con il rischio.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE! Presentazione a cura di Bianchini Christian, Paladini Matteo, Ferro Giuseppe e Di Vincenzo Emanuele Classe: 3Bg I.I.S.S. G. Ambrosoli - indirizzo C.A.T. G. Boaga A.S. 2024/25
GRAZIE PER L’ATTENZIONE! Presentazione a cura di Bianchini Christian, Paladini Matteo, Ferro Giuseppe e Di Vincenzo Emanuele Classe: 3Bg I.I.S.S. G. Ambrosoli - indirizzo C.A.T. G. Boaga A.S. 2024/25
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Emanuele
Created on May 6, 2025
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Emergenza Frana 26 novembre 2022
Che cos’è la frana
La frana è il movimento o la caduta di una massa di terreno o roccia sotto l'azione della forza di gravità. Con lo stesso termine ci si riferisce, al materiale coinvolto nel movimento, cioè al corpo di frana. Le frane possono avere caratteristiche molto diverse tra loro, sia per quanto riguarda il materiale coinvolto e il tipo di movimento, sia per la loro estensione e profondità, sia per la loro velocità e durata. Alcuni esempi di frane sono le colate rapide di detrito o di fango, i crolli di roccia e gli scorrimenti di terreno lenti e profondi. Le frane caratterizzano una grande varietà di ambienti, dall'alta montagna alla collina, finanche lungo falesie costiere e pendii sottomarini.
Che cos’è il dissesto idrogeologico
Una definizione semplice di questo temine è quella che lo descrive come l’insieme dei processi che provocano la degradazione del suolo e del territorio. Queste dinamiche di tipo morfologico sono causate da diversi fattori, e portano ad una serie di conseguenze particolarmente gravi, come ad esempio sprofondamenti, alluvioni, frane e valanghe.Da molto tempo gli esperti stanno analizzando questa problematica, realizzando rilevamenti sempre più accurati per stabilire il rischio idrogeologico di ogni territorio. Grazie a questo lavoro, è possibile individuare le aree più esposte al dissesto idrogeologico: in questo modo, le autorità possono mettere a punto delle strategie d’intervento e prevenzione adeguate al livello di fragilità di ogni zona.
Triangolo della tessitura
Il triangolo della tessitura ha la funzione di determinare la nomenclatura del terreno in base alle percentuali di sabbia, argilla e limo che esso contiene. Il triangolo è costituito da tre lati, divisi ciascuno in 10 parti. Ogni lato è riferito ad un materiale (limo, sabbia e argilla).
La geologia di Ischia
ISOLA DI ISCHIA
Cosa è successo?
Il disastro che ha colpito Ischia ha avuto origine dal Monte Epomeo, dove il terreno vulcanico, già instabile, ha ceduto a causa delle intense piogge. Una valanga di fango ha travolto la vegetazione e danneggiato gravemente le infrastrutture, portando con sé alberi, auto e detriti. Ad oggi, le vittime accertate sono otto. La frana ha evidenziato ancora una volta la fragilità del territorio italiano, che necessita di interventi preventivi efficaci. L'assenza di misure adeguate prima dei disastri rende inutile l'azione post-catastrofe, e questo evento dovrebbe spingere a un ripensamento urgente delle politiche di protezione civile.
La geologia di Ischia
Per prima cosa è necessario fare una brevissima panoramica sulla geologia di Ischia. Si tratta di un'isola vulcanica, composta sia da rocce dure (che si trovano più in profondità e fanno da "base") che da rocce più friabili (situate in superficie e spesso sciolte, paragonabili – per capirci – a sabbia o terriccio). Questo strato più superficiale è composto sostanzialmente da ceneri e lapilli di eruzioni passate e, in caso di violente piogge, è possibile che questo terreno non sia in grado di drenare l'acqua, dando vita ad una frana.
L'abusivismo edilizio
A questo si aggiunge una seconda questione di grande rilevanza: l'abusivismo edilizio. Senza dilungarsi, possiamo dire che se i geologi identificano delle zone a rischio e suggeriscono di non costruire in certe zone…in quelle zone non si dovrebbe costruire. E non si dovrebbe costruire non per dispetto a qualcuno ma perché quelle aree sono pericolose. Considerate che il rischio aumenta all’aumentare dell’esposizione e della vulnerabilità. Se la frana avviene in una zona disabitata, il rischio di perdite di vita è ZERO. Se ci sono delle case, è elevato.
Dati rapporto ISPRA
Secondo i dati del Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio complessivamente il 93,9% dei comuni italiani (7.423) è a rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera. 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni. Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia, e Liguria. Le famiglie a rischio sono quasi 548.000 per frane e oltre 2,9 milioni per alluvioni. Su un totale di oltre 14,5 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 565.000 (3,9%), quelli ubicati in aree inondabili nello scenario medio sono oltre 1,5 milioni (10,7%).
Danni della frana
L'imponente quantità di fango e detriti staccatosi dalla montagna, ha investito le abitazioni site in Via Celario, proseguendo la propria corsa lungo Piazza Maio, Piazza Bagni e Via Pio Monte della Misericordia sino ad arrivare in mare nei pressi del c.d. monumento dell'ancora, ove sono giunti nell'immediatezza i primi soccorsi. Lungo il suo percorso la frana ha causato ingenti danni a edifici, strade, automobili e territorio. Dodici persone hanno perso la vita durante la frana,[13] compresi quattro bambini.[14][15][16] Una vittima è stata trovata morta subito dopo, altre sei sono state ritrovate senza vita il giorno successivo[17], altre due giorni dopo e altre due il quarto giorno.[18] L'ultima vittima è stata trovata solo il 6 dicembre.
Come si poteva prevenire?
Come si è espresso il consiglio nazionale?
Il Consiglio Nazionale dei Geologi si è espresso, attraverso un comunicato stampa, sulla tragedia di Ischia del 26 novembre 2022, che si è verificata, a seguito di intense precipitazioni protrattasi per tutta la notte, nel territorio di Casamicciola Terme. Sull’Isola di Ischia, si è verificato un fenomeno di colata rapida di fango lungo il versante settentrionale del Monte Epomeo che ad oggi vede il drammatico risultato di otto vittime e quattro dispersi, mentre i soccorritori sono ancora al lavoro. Sull’accaduto Lorenzo Benedetto, Presidente Centro Studi CNG, e Arcangelo Francesco Violo, Presidente CNG, hanno espresso alcune considerazioni circa l’alto rischio che interessa la zona ed evidenziato quali sono le azioni e la strategia integrata di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico da mettere in atto, sottolineando che occorre una maggiore consapevolezza e imparare a convivere con il rischio.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE! Presentazione a cura di Bianchini Christian, Paladini Matteo, Ferro Giuseppe e Di Vincenzo Emanuele Classe: 3Bg I.I.S.S. G. Ambrosoli - indirizzo C.A.T. G. Boaga A.S. 2024/25
GRAZIE PER L’ATTENZIONE! Presentazione a cura di Bianchini Christian, Paladini Matteo, Ferro Giuseppe e Di Vincenzo Emanuele Classe: 3Bg I.I.S.S. G. Ambrosoli - indirizzo C.A.T. G. Boaga A.S. 2024/25