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#CC-IN VIAGGIO VERSO IL FUTURO

Marina sr

Created on April 13, 2025

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IN VIAGGIO VERSO IL FUTURO

Marco si fermò davanti all'ingresso della scuola media "G. Leopardi". Era un tiepido pomeriggio di giugno, l'ultimo giorno di scuola della terza media. Mentre i suoi compagni festeggiavano rumorosamente nei corridoi, lui aveva sentito il bisogno di fare un ultimo giro da solo, per salutare quei luoghi che per tre anni erano stati la sua seconda casa.

Spinse la porta d'ingresso ed entrò nell'atrio ormai silenzioso. Gli sembrava quasi irreale pensare che non avrebbe più varcato quella soglia come studente. Tre anni erano volati via in un battito di ciglia. Ricordava ancora il suo primo giorno, quando era entrato timoroso, sentendosi piccolo e spaesato.
"Come sono cambiato" pensò, mentre i suoi passi risuonavano nel corridoio principale.
Si affacciò nella sua aula. I banchi erano ordinati, la lavagna pulita, come se tutto fosse pronto per ricominciare il giorno dopo. Ma lui non ci sarebbe stato. Settembre lo avrebbe visto in un'altra scuola, con altri compagni, altri professori, nuove sfide. Entrò e passò la mano sul suo banco, il terzo della fila centrale. Quante ore aveva trascorso seduto lì. Quanti compiti in classe, quante risate, quanti sguardi scambiati con i compagni.
Si sedette per l'ultima volta e aprì il suo zaino. Prima di lasciare definitivamente la scuola, aveva deciso di preparare una sorta di valigia simbolica, in cui mettere tutto ciò che voleva portare con sé nel suo viaggio verso il futuro.
Per prima cosa, tirò fuori una piccola bussola che suo nonno gli aveva regalato quando aveva iniziato le medie. L'aveva sempre tenuta nel portapenne, come un portafortuna. "Questa rappresenta tutti i miei punti di riferimento," rifletté. Pensò alla professoressa Martini, quella di italiano, che aveva creduto in lui quando nemmeno lui ci credeva.
Pensò ai suoi genitori, sempre presenti anche quando tornava a casa con un brutto voto. Pensò a Lorenzo, il suo migliore amico, che lo aveva aiutato a orientarsi nei momenti di confusione. "Senza di loro, mi sarei perso tante volte," mormorò, mettendo la bussola nella sua valigia metaforica.
Poi prese una gomma consumata dalle troppe correzioni. Se avesse potuto, avrebbe cancellato quel giorno in seconda quando, durante una presentazione, si era bloccato completamente davanti a tutta la classe ed era scoppiato in lacrime per l'ansia. O quella volta che aveva litigato con Alessandro e per un mese si erano ignorati, perdendo settimane di amicizia per una stupida incomprensione su un videogame.
Avrebbe voluto cancellare quella brutta nota disciplinare in prima, quando ancora non aveva capito come comportarsi, e quel quattro in matematica che aveva nascosto ai genitori fino agli scrutini. "Ma forse," pensò guardando la gomma usurata, "se cancellassi tutto questo, non sarei la persona che sono oggi." Con un sospiro, mise anche la gomma nella valigia.
Dal fondo dello zaino estrasse un vecchio segnalibro a forma di punto interrogativo. Lo aveva comprato durante una gita scolastica al museo della scienza, in prima media. Quante domande si portava ancora dentro! Sarebbe stato all'altezza della scuola superiore? Il liceo scientifico era davvero la scelta giusta per lui? I nuovi compagni sarebbero stati amichevoli? Sarebbe riuscito a mantenere le amicizie delle medie anche dopo?
E poi c'erano domande più grandi: cosa voleva fare da grande, davvero? Chi voleva diventare? "Forse non è male avere ancora delle domande," pensò. "Significano curiosità, voglia di scoprire." E mise il punto interrogativo nella valigia.
Da una tasca laterale estrasse la chiave del suo armadietto scolastico. Ormai non gli serviva più, ma voleva conservarla come simbolo di tutto ciò che aveva imparato in quei tre anni. Non erano solo le nozioni di storia, matematica, scienze o inglese. Era la capacità di studiare in autonomia che aveva acquisito. Era la fiducia nel parlare in pubblico, che aveva sviluppato lentamente. Era la sua capacità di scrivere temi sempre più articolati, di risolvere problemi sempre più complessi, di confrontarsi con gli altri in modo costruttivo. "Queste sono le chiavi che mi apriranno le porte del futuro," rifletté, mentre aggiungeva l'oggetto alla sua collezione.
Marco sorrise quando prese dalla tasca il suo cellulare e aprì la galleria fotografica. Era piena di immagini di questi tre anni: la gita a Firenze, la recita di Natale, la festa di fine anno in seconda, le partite di calcetto in palestra, i pomeriggi di studio in biblioteca con i compagni. Si fermò su una foto in particolare: tutta la classe insieme al prof di scienze dopo aver vinto il concorso regionale con il loro progetto sul riciclo. Erano tutti sorridenti, uniti, fieri di quello che avevano realizzato insieme. "Questi ricordi valgono più di ogni altra cosa" pensò, mentre includeva simbolicamente il telefono nella sua valigia.
Dal suo diario tirò fuori una foto che sua madre gli aveva scattato il primo giorno di scuola media. Era lì, davanti allo stesso edificio, con uno zaino enorme sulle spalle e un'espressione tra l'emozionato e il terrorizzato. Accanto, aveva messo un selfie fatto quel mattino stesso. La differenza era sorprendente. Non era solo una questione fisica – era cresciuto di almeno dieci centimetri, i suoi lineamenti erano cambiati, l'acne aveva fatto la sua comparsa. Era il suo sguardo a essere diverso. Più sicuro, più consapevole. "Sono cresciuto come un albero," pensò. "Lentamente, giorno dopo giorno, senza quasi accorgermene."
In questi tre anni aveva sviluppato passioni nuove, aveva scoperto di amare la fotografia e di essere bravo in matematica. Aveva imparato a gestire lo stress prima di un compito importante e a organizzare il suo tempo tra studio e svago. Mise le due foto nella valigia, una accanto all'altra.
Da un angolo nascosto dello zaino estrasse un foglio piegato più volte. Era il tema in cui aveva parlato dei suoi primi mesi di scuola media, quando era stato preso di mira da alcuni ragazzi di terza. Non lo avevano mai picchiato, ma quelle battute continue, quell'essere ignorato o deriso, lo avevano fatto sentire terribilmente solo. Ricordava ancora quanto aveva pianto, quanto si era sentito inadeguato.
Ma ricordava anche il giorno in cui aveva trovato il coraggio di parlarne con i suoi genitori e con la coordinatrice di classe. Le cose, lentamente, erano cambiate. "Quella tempesta mi ha insegnato a navigare," rifletté. "Mi ha insegnato che posso chiedere aiuto, che le difficoltà si possono superare." Con un sospiro, aggiunse anche quel foglio alla valigia.
Infine, Marco prese il diario dove tutti i compagni avevano scritto un messaggio di saluto nell'ultimo giorno. Lo sfogliò con un sorriso: c'erano parole affettuose, ricordi condivisi, auguri per il futuro. Pensò a Lorenzo, il suo migliore amico sin dal primo giorno. A Sofia, sempre pronta ad aiutarlo con inglese. A Giulia, che con la sua allegria aveva illuminato anche le giornate più grigie. Al professor Neri, che lo aveva fatto appassionare alla scienza con i suoi esperimenti pazzi. Mise il diario nella valigia con estrema cura, come se contenesse il tesoro più prezioso.
Marco chiuse idealmente la sua valigia dei ricordi e si alzò dal banco. Diede un'ultima occhiata all'aula, memorizzando ogni dettaglio: i cartelloni alle pareti, la disposizione dei banchi, la vista dalla finestra sul cortile dove avevano giocato in tante ricreazioni. "È tempo di andare" si disse.
Mentre percorreva per l'ultima volta il corridoio verso l'uscita, sentì che non stava solo lasciando un edificio. Stava chiudendo un capitolo della sua vita per aprirne uno nuovo. La valigia che portava con sé, anche se invisibile, era piena di esperienze, insegnamenti, ricordi che lo avrebbero accompagnato ovunque. Quando spinse la porta d'ingresso e uscì nel sole di giugno, si sentì contemporaneamente triste e felice, spaventato ed eccitato. Davanti a lui si apriva un sentiero ancora tutto da esplorare. Ma ora sapeva che era pronto per il viaggio.
Il viaggio è stato lungo, a volte faticoso, ma ricco di scoperte. Come una nave in un mare di conoscenza, ho solcato onde di dubbi e incertezze, guidato dalla bussola della curiosità. Con i miei compagni di viaggio, ci siamo sostenuti a vicenda, condividendo gioie e fatiche. "Non conta quante volte sono caduto, ma quante volte ho trovato il coraggio di rialzarmi." "Non conta quanto sia stata difficile la tempesta, ma come ho imparato a navigare attraverso essa." "Non conta quanti errori ho commesso, ma ciò che ho imparato da ognuno di essi." "Non conta quanto sia stato difficile il cambiamento, ma il coraggio di cambiare. "Non conta quante persone ho incontrato, ma i legami autentici che ho creato." "Non conta quanto sono stato forte, ma come ho usato la mia forza per aiutare gli altri." "Non conta la perfezione del risultato, ma l'impegno che ho messo nel provare.
Ed ora, eccomi qui, al porto di una nuova partenza. Il vento dell'ignoto gonfia le vele, pronto a spingermi verso orizzonti inesplorati. È tempo di preparare la valigia. Cosa metterò dentro? Frammenti di avventure, risate condivise, lezioni apprese come preziose perle. Ma anche sogni, speranze, desideri per il futuro. Non dimentico di portare con me il coraggio di mettermi in gioco, la curiosità di conoscere, la voglia di crescere. E soprattutto, il coraggio di spiccare il volo, la forza di credere nei miei sogni, la gioia di navigare verso nuove mete. "Non conta ciò che già so, ma la curiosità che mi spinge a imparare ancora." "Non conta quanto velocemente avanzo, ma la direzione che ho scelto." "Non conta ciò che gli altri si aspettano da te, ma ciò che ho deciso di dare al mondo." "Non conta quanto sono cambiato, ma quanto sono disposto a cambiare ancora." "Non conta quanto sembri lontana la meta, ma la perseveranza nel continuare il cammino." "Non conta la grandezza del mio sogno, ma la determinazione con cui lo inseguo". Perché il viaggio continua. E io sono pronto a salpare!
IL TITOLO DEL DISEGNO È

IN VIAGGIO VERSO IL FUTURO

SCRIVILO COME PREFERISCI MA INSERISCI UN DISEGNO CHE FACCIA RIFERIMENTO AL VIAGGIO

i punti di riferimento e le guide che ti hanno orientato durante il percorso scolastico

LA BUSSOLA

LA GOMMA DA CANCELLARE

i momenti o le esperienze che vorresti cancellare

le competenze e gli apprendimenti acquisiti durante il percorso scolastico che ti permettono di aprire nuove porte per fare nuove esperienze

LA CHIAVE

LA MACCHINA FOTOGRAFICA

i ricordi più belli e significativi degli anni di scuola

IL PUNTO INTERROGATIVO

le domande e le incertezze che ancora ti porti dentro

LA NAVE NELLA TEMPESTA

i momenti difficili che ti hanno fatto soffrire ma che ti hanno aiutato a crescere

le persone importanti che hanno lasciato un segno sul tuo cammino e a cui ti senti particolarmente legato

IL DONO

LA PIANTA CHE CRESCE

il cambiamento personale e la crescita individuale avvenuta durante gli anni delle medie

dove si trova la tua valigia?

SUL PRATO perchè ti senti su un terreno fertile, pronto a fiorire

dove si trova la tua valigia?

TRA LE ONDE perchè ti senti in un mare di confusione

dove si trova la tua valigia?

TRA LE NUVOLE perchè non vedi l'ora di spiccare il volo

dove si trova la tua valigia?

TRA LE STELLE perchè vuoi esplorare spazi misteriosi e lontani

dove si trova la tua valigia?

SUL PAVIMENTO DI CASA perchè l'idea di diventare grande ti fa paura

dove si trova la tua valigia?

SUI SASSIperchè ti senti su un terreno difficile da percorrere