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geo-eliocentrismo, tempo, calendario
Victor
Created on April 6, 2025
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Correct Concepts
Transcript
Nel Cinquecento Io scienziato polacco Niccolò Copernico (1473-1543) presentò una nuova teoria, poi rivelatasi vera, secondo la quale è invece la Terra a girare intorno al Sole. La teoria di Copernico, detta copernicana o eliocentrica (da elios = Sole), poteva mettere in discussione l’autorità delle Sacre Scritture, perciò fu combattuta dalla Chiesa e solo con difficoltà riuscì ad affermarsi fra gli studiosi. Vengono corrette le inesattezze del calendario, infatti lo sviluppo degli studi astronomici permise di correggere un errore di calcolo che rendeva inesatto il calendario giuliano, risalente a Giulio Cesare, ancora in vigore nel Cinquecento. Secondo quel calendario, l’anno durava 365 giorni (366 negli anni bisestili, cioè negli anni che sono divisibili per 4). L’anno solare in realtà è più breve di 11 minuti e 9 secondi circa. L’errore era piccolo, ma col trascorrere dei secoli aveva portato a una differenza di ben 10 giorni fra il calendario e le stagioni: tutte le feste mobili della Chiesa, come la Pasqua, risultavano perciò spostate. Nel 1582 papa Gregorio XIII promosse una riforma del calendario: vennero soppressi dieci giorni dell’anno in corso, per cui al giovedì 4 ottobre segui il venerdì 15 ottobre. Per l’avvenire si stabilì di non considerare bisestili tutti gli anni finali di secolo, così come si era fatto fino allora, ma solo quelli divisibili per 400 (ad esempio, il 2000 è stato bisestile e lo sarà il 2400, ma non lo saranno il 2100 nè il 2200).
Le prime scoperte scientifiche del Quattrocento furono favorite dallo sviluppo dell’arte. Sappiamo che artisti-scienziati scoprirono la prospettiva e studiarono l’anatomia del corpo umano. La dissezione dei cadaveri, in precedenza proibita, venne autorizzata dalla Chiesa agli inizi del Cinquecento e permise di guardare direttamente come sono fatti gli organi interni dell’uomo. L’osservazione si rivelò fondamentale soprattutto in campo astronomico, in cui cominciò a prepararsi una vera rivoluzione. Gli studiosi antichi e medievali credevano che fosse il Sole a ruotare intorno alla Terra, immaginata come il centro di tutto l’universo. Questa teoria era stata sostenuta dall’astronomo egiziano Tolomeo e perciò si chiamava tolemaica oppure geocentrica. Anche la Bibbia sembrava confermare le idee di Tolomeo. Essa racconta infatti che il condottiero Giosuè diede al Sole l’ordine di fermare il proprio corso, perché l’oscurità non interrompesse una battaglia che stava vincendo (in quei tempi e per molti secoli ancora le battaglie di notte venivano sospese).
Il calendario gregoriano è oggi in vigore in quasi tutti i paesi del mondo. Si costruiscono complicati orologi meccanici, l’insieme con la scienza si sviluppo la tecnica. Gli inventori di nuovi macchinari, cominciarono a ricevere, dalla fine del Quattrocento, un brevetto, cioè un certificato che li proteggeva contro tutte le imitazioni. Aumentò la produzione di orologi meccanici e la misurazione dei tempo divenne via via più precisa. Fin dal Trecento le maggiori citta europee avevano installato orologi meccanici sui campanili delle chiese, sulle torri, sulle facciate dei palazzi. Questi orologi erano ingombranti, costosi e richiedevano costantemente la presenza di qualcuno che li facesse funzionare e Li riparasse in caso di guasto (e i guasti erano frequenti). Tuttavia, diversamente dalle campane delle chiese, gli orologi meccanici suddividevano il tempo in ore di uguale durata e alla lunga il rintocco regolare dell’orologio di piazza finì per modificare le abitudini delle popolazioni cittadine. Il tempo apparve sempre più come un bene prezioso, che non si poteva perdere e bisognava usare bene, per fare affari ed arricchirsi (come tendevano a pensare i mercanti) oppure per salvarsi l’anima (come ammonivano i predicatori).
La frase "Ieri sarà quel che domani è stato" esplora il rapporto tra tempo ed esperienza umana, legandosi indirettamente all'antropocentrismo e all'umanesimo. Essa mette in luce la natura soggettiva del tempo, che è strutturato e compreso attraverso la prospettiva umana, esprimendo un aspetto centrale dell'antropocentrismo. Allo stesso tempo, dal punto di vista umanistico, invita a riflettere sulla ciclicità e interconnessione tra passato, presente e futuro, valorizzando l'esperienza e la comprensione umana del mondo. In sintesi, questa frase sottolinea il tempo come una dimensione essenziale e universale dell'esistenza umana.