Bullismo e Cyberbullismo
Cosa dice la legge?
LA COSTITUZIONE
01-
LA VIOLAZIONE DELLA LEGGE PENALE
02-
ARTICOLI DEL CODICE PENALE
03-
VIOLAZIONE DELLA LEGGE CIVILE
04-
NORME E LEGGI IMPORTANTI
05-
DOVERI DELLA SCUOLA E DEGLI ALUNNI
06-
Escludere un compagno dai giochi o dai gruppi di classe → Viola il diritto all'inclusione e al rispetto.
Diffondere foto o messaggi privati senza consenso → Viola il diritto alla privacy e alla dignità della persona.
Usare parole offensive o soprannomi umilianti → Viola il diritto al rispetto e alla serenità emotiva.
Spingere, strattonare o fare dispetti ripetuti a qualcuno → Viola il diritto all'integrità fisica e alla sicurezza.
Creare gruppi sui social per prendere in giro una persona → Viola il diritto a non essere discriminati e danneggia la sua autostima.
Minacciare qualcuno online o di persona → Viola il diritto alla libertà e alla sicurezza.
Ridicolizzare qualcuno perché ha opinioni, gusti o caratteristiche diverse → Viola il diritto alla libertà di espressione e al rispetto della diversità.
Escludere un compagno perché parla una lingua diversa o ha un accento particolare → Viola il principio di uguaglianza e il diritto all’inclusione.
Prendere in giro qualcuno perché segue una religione diversa → Impedisce la libertà di espressione e di culto.
Deridere un compagno per il suo aspetto fisico o per come si veste → Viola il diritto al rispetto e alla dignità personale.
Evitare di fare amicizia con qualcuno perché ha una disabilità → Ostacola l'inclusione e il diritto di ogni persona a partecipare alla vita sociale.
Non permettere a un compagno di giocare o partecipare a un’attività perché considerato "diverso" → Impedisce la parità di opportunità e l’integrazione.
Marco smette di andare a scuola perché preso in giro dai compagni
Marco è vittima di prese in giro continue per il suo aspetto fisico. Ogni giorno ha paura di andare a scuola e alla fine decide di restare a casa, perdendo lezioni e apprendimenti fondamentali. Chiara cambia scuola dopo essere stata umiliata sui social
Alcuni compagni creano un gruppo online dove condividono meme e insulti su Chiara. Questo la fa sentire così a disagio e isolata che i suoi genitori decidono di trasferirla in un’altra scuola. Luca non vuole più partecipare alle lezioni per paura di essere ripreso
Durante una lezione, alcuni studenti filmano di nascosto Luca mentre sbaglia a leggere ad alta voce e pubblicano il video sui social. Dopo questo episodio, Luca si rifiuta di partecipare alle lezioni per paura di essere deriso. Sofia non riesce più a concentrarsi per i continui messaggi offensivi
Ogni volta che Sofia è in classe, riceve messaggi anonimi che la insultano. Questo la distrae, la fa sentire ansiosa e abbassa il suo rendimento scolastico. Ahmed viene escluso dai gruppi di studio e rimane indietro
I compagni evitano di lavorare con Ahmed nei progetti di gruppo e nei compiti in classe, lasciandolo sempre solo. Questo lo fa sentire escluso e lo porta a perdere interesse nello studio.
Se il ragazzo ha meno di 14 anni, non può essere ammonito e non può essere denunciato penalmente perché la legge considera che non sia ancora responsabile legalmente delle sue azioni.
Cosa succede allora?
I genitori e la scuola vengono informati del comportamento scorretto.
Possono essere presi provvedimenti educativi e disciplinari (come sospensioni o percorsi di sensibilizzazione).
La famiglia può essere invitata a un incontro con gli insegnanti e gli psicologi per far capire al ragazzo la gravità delle sue azioni.
Se il comportamento è molto grave, i Servizi Sociali possono intervenire per aiutare la famiglia a correggere la situazione.
🔹 Esempio: Marco, 12 anni, insulta ripetutamente un compagno sui social e diffonde foto senza permesso. I genitori della vittima denunciano il fatto, ma essendo sotto i 14 anni, Marco non può essere ammonito né denunciato. Tuttavia, la scuola e i suoi genitori vengono coinvolti e potrebbe subire provvedimenti disciplinari (come l’obbligo di partecipare a incontri formativi sul cyberbullismo).
Cos’è l’ammonimento?
L’ammonimento è un richiamo ufficiale dato dal Questore a un ragazzo di almeno 14 anni che ha commesso atti di cyberbullismo, ma che non è stato ancora denunciato. È un modo per fargli capire la gravità del suo comportamento e aiutarlo a non ripetere lo stesso errore, senza subito avere conseguenze penali.
Esempi per capire meglio:
Giorgia insulta un compagno su un gruppo WhatsApp, pubblicando anche foto imbarazzanti. I genitori della vittima si rivolgono alla polizia, e il Questore convoca Giorgia con i suoi genitori per spiegarle che il suo comportamento è grave. Se lo rifarà, potrà essere denunciata.
Luca crea un profilo falso per prendere in giro un compagno e diffonde informazioni private. Dopo la segnalazione, il Questore lo ammonisce e lo avverte che se ripeterà l’errore, subirà conseguenze legali.
Dopo l’ammonimento, il ragazzo viene controllato e se non ripete il comportamento, non avrà problemi con la legge. Ma se continua, potrà essere denunciato e punito.
Questa legge è la più importante in Italia per contrastare il cyberbullismo. Le sue principali misure sono: Tutela delle vittime: chi subisce cyberbullismo può chiedere direttamente al sito o al social network di rimuovere i contenuti offensivi. Se entro 48 ore non viene fatto, può intervenire il Garante per la Privacy.
Ammonimento del questore: se un ragazzo tra i 14 e i 18 anni compie atti di cyberbullismo senza commettere un vero e proprio reato, può ricevere un ammonimento (come un avvertimento ufficiale) dal Questore. Ruolo delle scuole: ogni scuola deve avere un referente per il cyberbullismo, che si occupa di sensibilizzare e prevenire questi fenomeni.
Questa normativa amplia e integra la precedente Legge 29 maggio 2017, n. 71, estendendo le misure di prevenzione e contrasto dal solo cyberbullismo anche al bullismo tradizionale. Tra le principali novità introdotte, vi è l'obbligo per ogni istituto scolastico di adottare un codice interno specifico per prevenire e contrastare sia il bullismo che il cyberbullismo. Inoltre, le regioni sono chiamate a predisporre servizi di supporto psicologico per gli studenti, al fine di offrire assistenza adeguata a coloro che si trovano in situazioni di disagio.
La legge prevede anche l'istituzione della "Giornata del rispetto", fissata per il 20 gennaio di ogni anno. Questa giornata è dedicata alla sensibilizzazione sulle tematiche del rispetto reciproco, della non violenza e del contrasto a ogni forma di discriminazione e prevaricazione. Durante la settimana che precede questa ricorrenza, le scuole sono incoraggiate a organizzare attività didattiche volte a promuovere la consapevolezza su questi temi tra gli studenti.
Un altro aspetto rilevante della Legge 70/2024 riguarda l'introduzione di misure rieducative per i minori responsabili di comportamenti aggressivi o lesivi della dignità altrui. Il Tribunale per i minorenni può disporre che tali minori partecipino a progetti educativi e riparativi sotto la supervisione dei servizi sociali. Questi progetti possono includere attività di volontariato sociale, laboratori teatrali o di scrittura creativa, corsi di musica o sport, con l'obiettivo di favorire un percorso di crescita e consapevolezza.
OBBLIGHI DELLA SCUOLA
Dirigente Scolastico
Garantisce l’applicazione del Regolamento d’Istituto in materia di bullismo e cyberbullismo.
Informa le famiglie sulle misure adottate e sulle possibili conseguenze disciplinari e legali.
Organizza attività di prevenzione e sensibilizzazione per studenti, genitori e docenti.
Coinvolge i rappresentanti degli studenti nelle iniziative di prevenzione.
Docenti e Personale Scolastico
Vigilano sugli studenti per prevenire episodi di bullismo e cyberbullismo.
Segnalano tempestivamente eventuali episodi e situazioni critiche.
Supportano e proteggono le vittime di atti di bullismo o cyberbullismo.
Promuovono attività educative e progetti di peer education (educazione tra pari).
OBBLIGHI DEI GENITORI Patto di Corresponsabilità Educativa = All’atto dell’iscrizione, i genitori sottoscrivono un impegno a collaborare con la scuola nel percorso educativo dei figli. Devono conoscere il Regolamento d’Istituto e le sanzioni previste in caso di bullismo e cyberbullismo. Collaborazione con la Scuola = Partecipano agli incontri informativi e formativi organizzati dalla scuola. Collaborano nella prevenzione e nell’affrontare episodi di bullismo e cyberbullismo. Si impegnano a educare i figli al rispetto delle regole e al corretto utilizzo dei dispositivi digitali. Sono responsabili civilmente di eventuali danni causati dai figli alle vittime di bullismo o cyberbullismo.
OBBLIGHI DEGLI STUDENTI Comportamento e Responsabilità Rispettano le regole della scuola e il Regolamento d’Istituto. Partecipano attivamente alle attività di prevenzione organizzate dalla scuola. Segnalano episodi di bullismo o cyberbullismo ai docenti o ad altri adulti di riferimento. Offrono supporto alle vittime, evitando di rimanere in silenzio di fronte ad atti di violenza o discriminazione. Prevenzione Gli studenti rappresentanti collaborano con docenti e Dirigente Scolastico per promuovere attività di sensibilizzazione.
Nelle scuole secondarie, partecipano ai progetti di peer education per insegnare ai compagni il rispetto e l’empatia.
ATTENZIONE: quando fate azioni da “bulli” o “cyberbulli” vi potete rendere responsabili di reati.
CHE COS'E' UN REATO? Un reato è un comportamento particolarmente grave che non rispetta la legge e che viene punito dallo Stato con pene che possono arrivare sino alla privazione della libertà personale (reclusione). Il minore al di sotto dei 14 anni, se riconosciuto “socialmente pericoloso” è soggetto a misure di sicurezza, che possono anche portarlo ad essere allontanato dalla propria famiglia d’origine. È possibile inoltre che vi sia anche la misura dell’ammonimento nei confronti dell’autore di una condotta di cyberbullismo.
GLI ARTICOLI DEL CODICE PENALE
GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITÀ
LA SCUOLA I GENITORI GLI ALUNNI
La lotta al bullismo e al cyberbullismo è un impegno condiviso tra scuola, famiglie e studenti. Ognuno ha un ruolo attivo nel creare un ambiente scolastico sicuro e rispettoso.
EVOLUZIONE NORMATIVA
LE LEGGI PIU' IMPORTANTI
- Legge n. 71/2017 – Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo
- Codice Penale – Reati legati a bullismo e cyberbullismo
- Legge n. 107/2015 – La Buona Scuola
- Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989)
- La Legge 17 maggio 2024, n. 70, intitolata "Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo"
LA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE
Forse voi ragazze e ragazzi non avete mai pensato che un vostro comportamento possa violare la nostra Costituzione, che come sapete è la Legge fondamentale dello Stato. Gli Articoli 2,3 e 34 sono importantissimi! L’Articolo 2 tutela tutti i diritti inviolabili dell’uomo, anche all’interno della comunità in cui vivete e impone a tutti il dovere di rispetto verso chiunque e la responsabilità di agire in difesa dei più deboli. L'Articolo 3 recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." L'Articolo 34 recita: "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
VIOLAZIONE DELLA LEGGE CIVILE
L’autore di comportamenti di bullismo e/o cyberbullismo anche quando non abbia ancora compiuto un reato può provocare comunque un danno alla “vittima”, per le sofferenze, anche morali, che gli crea. Questo danno si dice che dovrà essere risarcito, ossia alla vittima andrà pagata una somma di denaro calcolata in base alla gravità del danno: a pagare, se il colpevole è un minore, saranno di regola i genitori o chi si occupa del minore stesso.
DANNO E RISARCIMENTO
Se fai del male a qualcuno, devi risarcire Anche se un bullo o cyberbullo non commette un vero e proprio reato, può comunque causare danni alla vittima, facendola soffrire o stare male. Per questo, la vittima ha diritto a un risarcimento (cioè a ricevere soldi per il danno subito). 💰 Chi paga? Se il bullo è minorenne, il risarcimento viene pagato dai suoi genitori o da chi si occupa di lui. Se invece il comportamento è un reato, oltre al risarcimento, il minore può essere punito penalmente (se ha più di 14 anni). 👩🏫 E a scuola? I prof e il personale scolastico devono far rispettare le regole, non solo in classe, ma in tutte le attività scolastiche. Se qualcuno non rispetta le regole, ci possono essere conseguenze disciplinari. 📌 Esempio: Sara pubblica online un video di Luca per prenderlo in giro. Luca soffre molto e la sua famiglia denuncia il fatto. Anche se Sara ha solo 13 anni e non può essere denunciata penalmente, i suoi genitori potrebbero dover risarcire Luca per il danno causato.
Bullismo e Cyberbullismo
GIULIANA MUCCINO
Created on March 30, 2025
FONTE: VADEMECUM USR VENETO-MIUR-IL BULLISMO SPIEGATO AI RAGAZZI
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Bullismo e Cyberbullismo
Cosa dice la legge?
LA COSTITUZIONE
01-
LA VIOLAZIONE DELLA LEGGE PENALE
02-
ARTICOLI DEL CODICE PENALE
03-
VIOLAZIONE DELLA LEGGE CIVILE
04-
NORME E LEGGI IMPORTANTI
05-
DOVERI DELLA SCUOLA E DEGLI ALUNNI
06-
Escludere un compagno dai giochi o dai gruppi di classe → Viola il diritto all'inclusione e al rispetto. Diffondere foto o messaggi privati senza consenso → Viola il diritto alla privacy e alla dignità della persona. Usare parole offensive o soprannomi umilianti → Viola il diritto al rispetto e alla serenità emotiva. Spingere, strattonare o fare dispetti ripetuti a qualcuno → Viola il diritto all'integrità fisica e alla sicurezza. Creare gruppi sui social per prendere in giro una persona → Viola il diritto a non essere discriminati e danneggia la sua autostima. Minacciare qualcuno online o di persona → Viola il diritto alla libertà e alla sicurezza. Ridicolizzare qualcuno perché ha opinioni, gusti o caratteristiche diverse → Viola il diritto alla libertà di espressione e al rispetto della diversità.
Escludere un compagno perché parla una lingua diversa o ha un accento particolare → Viola il principio di uguaglianza e il diritto all’inclusione. Prendere in giro qualcuno perché segue una religione diversa → Impedisce la libertà di espressione e di culto. Deridere un compagno per il suo aspetto fisico o per come si veste → Viola il diritto al rispetto e alla dignità personale. Evitare di fare amicizia con qualcuno perché ha una disabilità → Ostacola l'inclusione e il diritto di ogni persona a partecipare alla vita sociale. Non permettere a un compagno di giocare o partecipare a un’attività perché considerato "diverso" → Impedisce la parità di opportunità e l’integrazione.
Marco smette di andare a scuola perché preso in giro dai compagni Marco è vittima di prese in giro continue per il suo aspetto fisico. Ogni giorno ha paura di andare a scuola e alla fine decide di restare a casa, perdendo lezioni e apprendimenti fondamentali. Chiara cambia scuola dopo essere stata umiliata sui social Alcuni compagni creano un gruppo online dove condividono meme e insulti su Chiara. Questo la fa sentire così a disagio e isolata che i suoi genitori decidono di trasferirla in un’altra scuola. Luca non vuole più partecipare alle lezioni per paura di essere ripreso Durante una lezione, alcuni studenti filmano di nascosto Luca mentre sbaglia a leggere ad alta voce e pubblicano il video sui social. Dopo questo episodio, Luca si rifiuta di partecipare alle lezioni per paura di essere deriso. Sofia non riesce più a concentrarsi per i continui messaggi offensivi Ogni volta che Sofia è in classe, riceve messaggi anonimi che la insultano. Questo la distrae, la fa sentire ansiosa e abbassa il suo rendimento scolastico. Ahmed viene escluso dai gruppi di studio e rimane indietro I compagni evitano di lavorare con Ahmed nei progetti di gruppo e nei compiti in classe, lasciandolo sempre solo. Questo lo fa sentire escluso e lo porta a perdere interesse nello studio.
Se il ragazzo ha meno di 14 anni, non può essere ammonito e non può essere denunciato penalmente perché la legge considera che non sia ancora responsabile legalmente delle sue azioni. Cosa succede allora? I genitori e la scuola vengono informati del comportamento scorretto. Possono essere presi provvedimenti educativi e disciplinari (come sospensioni o percorsi di sensibilizzazione). La famiglia può essere invitata a un incontro con gli insegnanti e gli psicologi per far capire al ragazzo la gravità delle sue azioni. Se il comportamento è molto grave, i Servizi Sociali possono intervenire per aiutare la famiglia a correggere la situazione. 🔹 Esempio: Marco, 12 anni, insulta ripetutamente un compagno sui social e diffonde foto senza permesso. I genitori della vittima denunciano il fatto, ma essendo sotto i 14 anni, Marco non può essere ammonito né denunciato. Tuttavia, la scuola e i suoi genitori vengono coinvolti e potrebbe subire provvedimenti disciplinari (come l’obbligo di partecipare a incontri formativi sul cyberbullismo).
Cos’è l’ammonimento? L’ammonimento è un richiamo ufficiale dato dal Questore a un ragazzo di almeno 14 anni che ha commesso atti di cyberbullismo, ma che non è stato ancora denunciato. È un modo per fargli capire la gravità del suo comportamento e aiutarlo a non ripetere lo stesso errore, senza subito avere conseguenze penali. Esempi per capire meglio: Giorgia insulta un compagno su un gruppo WhatsApp, pubblicando anche foto imbarazzanti. I genitori della vittima si rivolgono alla polizia, e il Questore convoca Giorgia con i suoi genitori per spiegarle che il suo comportamento è grave. Se lo rifarà, potrà essere denunciata. Luca crea un profilo falso per prendere in giro un compagno e diffonde informazioni private. Dopo la segnalazione, il Questore lo ammonisce e lo avverte che se ripeterà l’errore, subirà conseguenze legali. Dopo l’ammonimento, il ragazzo viene controllato e se non ripete il comportamento, non avrà problemi con la legge. Ma se continua, potrà essere denunciato e punito.
Questa legge è la più importante in Italia per contrastare il cyberbullismo. Le sue principali misure sono: Tutela delle vittime: chi subisce cyberbullismo può chiedere direttamente al sito o al social network di rimuovere i contenuti offensivi. Se entro 48 ore non viene fatto, può intervenire il Garante per la Privacy. Ammonimento del questore: se un ragazzo tra i 14 e i 18 anni compie atti di cyberbullismo senza commettere un vero e proprio reato, può ricevere un ammonimento (come un avvertimento ufficiale) dal Questore. Ruolo delle scuole: ogni scuola deve avere un referente per il cyberbullismo, che si occupa di sensibilizzare e prevenire questi fenomeni.
Questa normativa amplia e integra la precedente Legge 29 maggio 2017, n. 71, estendendo le misure di prevenzione e contrasto dal solo cyberbullismo anche al bullismo tradizionale. Tra le principali novità introdotte, vi è l'obbligo per ogni istituto scolastico di adottare un codice interno specifico per prevenire e contrastare sia il bullismo che il cyberbullismo. Inoltre, le regioni sono chiamate a predisporre servizi di supporto psicologico per gli studenti, al fine di offrire assistenza adeguata a coloro che si trovano in situazioni di disagio. La legge prevede anche l'istituzione della "Giornata del rispetto", fissata per il 20 gennaio di ogni anno. Questa giornata è dedicata alla sensibilizzazione sulle tematiche del rispetto reciproco, della non violenza e del contrasto a ogni forma di discriminazione e prevaricazione. Durante la settimana che precede questa ricorrenza, le scuole sono incoraggiate a organizzare attività didattiche volte a promuovere la consapevolezza su questi temi tra gli studenti. Un altro aspetto rilevante della Legge 70/2024 riguarda l'introduzione di misure rieducative per i minori responsabili di comportamenti aggressivi o lesivi della dignità altrui. Il Tribunale per i minorenni può disporre che tali minori partecipino a progetti educativi e riparativi sotto la supervisione dei servizi sociali. Questi progetti possono includere attività di volontariato sociale, laboratori teatrali o di scrittura creativa, corsi di musica o sport, con l'obiettivo di favorire un percorso di crescita e consapevolezza.
OBBLIGHI DELLA SCUOLA Dirigente Scolastico Garantisce l’applicazione del Regolamento d’Istituto in materia di bullismo e cyberbullismo. Informa le famiglie sulle misure adottate e sulle possibili conseguenze disciplinari e legali. Organizza attività di prevenzione e sensibilizzazione per studenti, genitori e docenti. Coinvolge i rappresentanti degli studenti nelle iniziative di prevenzione. Docenti e Personale Scolastico Vigilano sugli studenti per prevenire episodi di bullismo e cyberbullismo. Segnalano tempestivamente eventuali episodi e situazioni critiche. Supportano e proteggono le vittime di atti di bullismo o cyberbullismo. Promuovono attività educative e progetti di peer education (educazione tra pari).
OBBLIGHI DEI GENITORI Patto di Corresponsabilità Educativa = All’atto dell’iscrizione, i genitori sottoscrivono un impegno a collaborare con la scuola nel percorso educativo dei figli. Devono conoscere il Regolamento d’Istituto e le sanzioni previste in caso di bullismo e cyberbullismo. Collaborazione con la Scuola = Partecipano agli incontri informativi e formativi organizzati dalla scuola. Collaborano nella prevenzione e nell’affrontare episodi di bullismo e cyberbullismo. Si impegnano a educare i figli al rispetto delle regole e al corretto utilizzo dei dispositivi digitali. Sono responsabili civilmente di eventuali danni causati dai figli alle vittime di bullismo o cyberbullismo.
OBBLIGHI DEGLI STUDENTI Comportamento e Responsabilità Rispettano le regole della scuola e il Regolamento d’Istituto. Partecipano attivamente alle attività di prevenzione organizzate dalla scuola. Segnalano episodi di bullismo o cyberbullismo ai docenti o ad altri adulti di riferimento. Offrono supporto alle vittime, evitando di rimanere in silenzio di fronte ad atti di violenza o discriminazione. Prevenzione Gli studenti rappresentanti collaborano con docenti e Dirigente Scolastico per promuovere attività di sensibilizzazione. Nelle scuole secondarie, partecipano ai progetti di peer education per insegnare ai compagni il rispetto e l’empatia.
ATTENZIONE: quando fate azioni da “bulli” o “cyberbulli” vi potete rendere responsabili di reati.
CHE COS'E' UN REATO? Un reato è un comportamento particolarmente grave che non rispetta la legge e che viene punito dallo Stato con pene che possono arrivare sino alla privazione della libertà personale (reclusione). Il minore al di sotto dei 14 anni, se riconosciuto “socialmente pericoloso” è soggetto a misure di sicurezza, che possono anche portarlo ad essere allontanato dalla propria famiglia d’origine. È possibile inoltre che vi sia anche la misura dell’ammonimento nei confronti dell’autore di una condotta di cyberbullismo.
GLI ARTICOLI DEL CODICE PENALE
GLI OBBLIGHI E LE RESPONSABILITÀ
LA SCUOLA I GENITORI GLI ALUNNI
La lotta al bullismo e al cyberbullismo è un impegno condiviso tra scuola, famiglie e studenti. Ognuno ha un ruolo attivo nel creare un ambiente scolastico sicuro e rispettoso.
EVOLUZIONE NORMATIVA
LE LEGGI PIU' IMPORTANTI
LA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE
Forse voi ragazze e ragazzi non avete mai pensato che un vostro comportamento possa violare la nostra Costituzione, che come sapete è la Legge fondamentale dello Stato. Gli Articoli 2,3 e 34 sono importantissimi! L’Articolo 2 tutela tutti i diritti inviolabili dell’uomo, anche all’interno della comunità in cui vivete e impone a tutti il dovere di rispetto verso chiunque e la responsabilità di agire in difesa dei più deboli. L'Articolo 3 recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." L'Articolo 34 recita: "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
VIOLAZIONE DELLA LEGGE CIVILE
L’autore di comportamenti di bullismo e/o cyberbullismo anche quando non abbia ancora compiuto un reato può provocare comunque un danno alla “vittima”, per le sofferenze, anche morali, che gli crea. Questo danno si dice che dovrà essere risarcito, ossia alla vittima andrà pagata una somma di denaro calcolata in base alla gravità del danno: a pagare, se il colpevole è un minore, saranno di regola i genitori o chi si occupa del minore stesso.
DANNO E RISARCIMENTO
Se fai del male a qualcuno, devi risarcire Anche se un bullo o cyberbullo non commette un vero e proprio reato, può comunque causare danni alla vittima, facendola soffrire o stare male. Per questo, la vittima ha diritto a un risarcimento (cioè a ricevere soldi per il danno subito). 💰 Chi paga? Se il bullo è minorenne, il risarcimento viene pagato dai suoi genitori o da chi si occupa di lui. Se invece il comportamento è un reato, oltre al risarcimento, il minore può essere punito penalmente (se ha più di 14 anni). 👩🏫 E a scuola? I prof e il personale scolastico devono far rispettare le regole, non solo in classe, ma in tutte le attività scolastiche. Se qualcuno non rispetta le regole, ci possono essere conseguenze disciplinari. 📌 Esempio: Sara pubblica online un video di Luca per prenderlo in giro. Luca soffre molto e la sua famiglia denuncia il fatto. Anche se Sara ha solo 13 anni e non può essere denunciata penalmente, i suoi genitori potrebbero dover risarcire Luca per il danno causato.