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Robottì e il Mago dell'Elettronica

Giacomo Turco

Created on March 29, 2025

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Transcript

Robottì

Il Mago dell'elettronica

Indice

02

03

01

Come nasce questo progetto?

Quali idee vi sono dietro?

Gli autori

05

06

04

La Mappa di Bizzarria

I protagonisti

Sinossi

Robottì e il mago dell'elettronica

08

09

07

Come sono strutturati i capitoli

Anteprima dei capitoli

I significati del romanzo

Indice

13

10

Capitolo 3 - scheda di riflessione

Il Mago e Robottì

Capitolo 1 - Robottì

14

11

Capitolo 9 - La battaglia della Foresta Oscura

La battaglia della Foresta Oscura

Capitolo 1 - scheda di riflessione

Robottì e il mago dell'elettronica

15

12

Capitolo 9 - scheda di riflessione

Capitolo 3 - La canzone del Mago

Gli autori

Giacomo Turco

Claudia Rizzotto

Robottì e il mago dell'elettronica

Come nasce questo progetto?

Questa storia nasce nel 2023, quando viene abbozzata, in maniera molto più semplice, per un tirocinio universitario presso una scuola dell'infanzia. In seguito, la collaborazione tra gli autori ha portato alla realizzazione della presente storia, riadattandola per lettori di età compresa tra gli 8 e i 12 anni.

Robottì e il mago dell'elettronica

Quali idee vi sono dietro?

Una letteratura di ampi orizzonti
Giocare è una faccenda molto seria

Robottì e il mago dell'elettronica

Il valore intrinseco dell'essere bambini

Sinossi

Robottì e il mago dell'elettronica

La mappa di Bizzarrìa

La mappa, realizzata con Inkarnate, aiuta i piccoli lettori ad orientarsi nella storia insieme ai personaggi.

Robottì e il mago dell'elettronica

Mappa in alta definizione

I protagonisti

Il Mago Cadmo
Galvanin
Robottì

Robottì e il mago dell'elettronica

Entusiasta

I significati del romanzo

L'importanza dell'essere bambini

Lorem ipsum dolor

I significati del romanzo

Il potere del gioco e della fantasia (un affare molto serio)

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I significati del romanzo

Uno sguardo inclusivo

Lorem ipsum dolor

Anteprima dei capitoli

Come sono strutturati i capitoli

Glossario per le parole difficili
Scheda di comprensione a fine capitolo

Robottì e il mago dell'elettronica

Spazio per esprimere opinioni o commenti

Capitolo 1

Robottì

A Robotville, Robottì e Robottò si preparano per il RobotFest. Robottì, timido, vorrebbe restare a casa, ma Robottò lo convince a partecipare. Si divertono con musica e cibo, finché una nuvola oscura copre la festa. Un tuono risuona e la nube rivela una voce inquietante. Cosa nasconde la tempesta? Come se la caverà Robottì?

Robottì e il mago dell'elettronica

Capitolo 1

Robottì

Nel Mondo di Bizzarrìa, nel Paese dei Robot, che sorgeva nel Grande Cratere Metallico, nella città di Robotville, non molto tempo fa vivevano nella stessa casa due robot chiamati Robottì e Robottò. Robottì portava quel nome perché era piccino picciò, invece Robottò si chiamava così perché era grande e grosso e ad ogni passo faceva tremare la terra sotto di sé. Era così grosso che l’eco della sua camminata rimbombava fin dentro sua gigantesca pancia color ruggine, producendo un gran baccano ogni volta. Molti, per questo motivo, lo chiamavano Rob Fracasso, ma tutti, in realtà, gli volevano bene e nessuno aveva paura di Robottò. Robottì invece era piccolo, tutto imperlato di un blu cianite, e nessuno si accorgeva di lui perché era basso e silenzioso, se non per un “bip bip” che emetteva come un singhiozzo quando si emozionava. Robottì, infatti, si imbarazzava spesso, aveva paura di tutti, perfino della sua ombra e, se fosse stato per lui, non avrebbe mai neanche iniziato a parlare! Si può dire che Robottì e Robottò fossero l’uno il contrario dell’altro, come il fuoco e l’acqua o come la brezza e la bora, ma erano amici da tanto tempo e si volevano bene. «Hai sentito che oggi inizia il RobotFest? Sono molto felice! Non vedo l’ora di farmi una scorpacciata di bulloni e di bere una cisterna intera d’olio esausto d’annata» tuonò Robottò tutto contento, senza dare a Robottì il tempo di dire alcunché. «Mmmm, sì, bravo.» fece piano piano Robottì con la sua voce sottile «Vai, divertiti.» continuò con voce assente, mentre continuava a leggere il manuale d’istruzioni che teneva tra le pinze. Robottò scoppiò in una potente risata e strappò all’amico il libro che stava leggendo. «Eh, no eh! Verrai anche tu quest’anno! Non te ne starai chiuso in casa mentre tutti sono fuori a far festa!»

bora

Robottì e il mago dell'elettronica

cisterna

esausto

pag 1

Capitolo 1

Robottì

Robottì fissò Robottò con uno sguardo accigliato e un po’ arrabbiato. «Non mi piacciono le feste!» iniziò a lamentarsi con la sua voce flebile «Ci sono troppi robot, troppa confusione! E poi nessuno vuole stare con me perché sono piccolo e minuto. Lo sai che sono così piccino che non si accorgono nemmeno che ci sono! E, quando mi vedono, dicono che sono troppo basso e troppo debole! Voglio starmene a casa a leggere i miei manuali d’istruzioni !» La voce di Robottì era così triste che Robottò lo sollevò di peso e lo abbracciò forte forte. «Su, su, non piangere!» lo consolò «Io sono tuo amico e ci sarò sempre per te!» Robottò, infatti, aveva visto che Robottì stava piangendo ed era corso subito a consolarlo perché erano grandi amici; amici del cuore diremmo noi, ma, visto che i robot non hanno un cuore, loro si consideravano amici di motore! Restarono abbracciati per un po’, poi, quando Robottì ebbe smesso di piangere, Robottò lo rimise a terra. «Va bene» disse Robottì «stasera posso anche venire, ma solo se non mi lasci solo e mi resti vicino tutto il tempo: non voglio che gli altri robot mi prendano in giro!» Robottò assentì e fu così che i due robot, quella sera, andarono insieme al RobotFest. Era una festa bellissima e c’erano proprio tutti i robot della Città dei Robot! Il sindaco Robottoni, la maestra Robinda, il panettiere di bulloni Robbaker e molti altri. Robottì e Robottò si divertirono un sacco insieme: giocarono e chiacchierarono con i loro migliori amici, bevvero olio per motori della miglior qualità e mangiarono le più buone ferraglie arrugginite, preparate dal miglior robocuoco della città.

accigliato

manuali d'istruzioni

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 2

Capitolo 1

Robottì

Tutto era perfetto: la musica elettronica metteva allegria nei circuiti di tutti i robot e perfino Robottì stava quasi per lasciarsi andare in un timido balletto robotico, ma, all’improvviso, tutto cambiò. Una nuvolaccia nera coprì l’intera festa del RobotFest senza preavviso e la sua ombra inquietante raggiunse tutti i robot, rubando loro tutta l’allegria che li aveva contagiati fino a quel momento. Spaventati a morte, tutti iniziarono a piangere e a gemere dalla tristezza, mentre dalla nuvolaccia iniziava a uscire un brontolio minaccioso, come un terribile temporale. Era enorme: il più brutto temporale mai visto! Il brontolio si fece sempre più forte e divenne un ruggito, tanto che, in pochi minuti, coprì l’allegra musica elettronica, che finì per spegnersi con un cigolio assordante. Spenta la melodia, i robot rimasero soli con quella minacciosa tempesta, che si faceva sempre più nera e oscura, quando, da chissà dove, nel momento in cui il terrore dei poveri abitanti di Robotville non pareva poter crescere oltre, cadde, proprio in mezzo a loro, un fulmine gigantesco che scagliò tutti a terra. Cadde il silenzio più totale; nessuno osava parlare ma, proprio dove aveva colpito la tempesta, la nube oscura iniziò a diradarsi. Una voce sottile e cattiva emerse dall’oscurità. «Ma buonasera! Vi stavate divertendo senza di me?»

circuiti

melodia

Robottì e il mago dell'elettronica

osava

pag 3

Capitolo 1 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Dove si svolge la storia? ____________________________________________________________ Chi sono i due protagonisti principali e quali sono le loro caratteristiche? ____________________________________________________________ Perché Robottì non vuole andare al RobotFest? ____________________________________________________________ Cosa succede quando i due amici arrivano alla festa? ____________________________________________________________ Descrivi la nuvola nera e il suo effetto sulla festa. ____________________________________________________________

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 1 - scheda di riflessione

Domande per riflettere

  • Quali differenze ci sono tra Robottì e Robottò? Come si completano a vicenda?
  • Ti è mai capitato di sentirti come Robottì? Come hai reagito?
  • Cosa rappresenta secondo te la tempesta che arriva alla festa?
  • Perché l’amicizia tra Robottì e Robottò è importante nella storia?
  • Cosa pensi che succederà dopo? Prova a immaginare il seguito della storia.

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 1 - scheda di riflessione

Domande per riflettere

  • Quali differenze ci sono tra Robottì e Robottò? Come si completano a vicenda?
  • Ti è mai capitato di sentirti come Robottì? Come hai reagito?
  • Cosa rappresenta secondo te la tempesta che arriva alla festa?
  • Perché l’amicizia tra Robottì e Robottò è importante nella storia?
  • Cosa pensi che succederà dopo? Prova a immaginare il seguito della storia.

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 1 - scheda di riflessione

Spazio di Riflessione

Dopo aver letto le domande per riflettere, scrivi un breve testo in cui racconti un momento in cui hai dovuto superare una tua paura grazie all’aiuto di un amico. Quali emozioni hai provato? Cosa hai imparato da quell’esperienza? ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 5

Capitolo 1 - scheda di riflessione

Spazio Creativo

Disegna la scena della festa prima e dopo l’arrivo della nuvola oscura. Prova a rappresentare le emozioni dei personaggi attraverso i colori e le espressioni.

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 6

Capitolo 3

La canzone del Mago

Il Mago dell’Elettronica arriva a Robotville con uno spettacolare concerto di luci e suoni, ma i robot, invece di accoglierlo, scoppiano a ridere per il suo aspetto buffo e diverso. Ferito e deluso, cerca di spiegarsi, ma viene deriso e rifiutato. Solo il piccolo Robottì lo osserva in silenzio, senza schernirlo. Umiliato, il Mago decide di usare la sua magia: con una melodia incantata, ipnotizza gli abitanti di Robotville e li trascina via con sé sulla sua nuvola magica. Robottì, rimasto solo, si chiede se sia giusto ciò che è accaduto e se l’amicizia possa davvero nascere dall’imposizione.

Robottì e il mago dell'elettronica

Capitolo 3

La canzone del Mago

Il Mago se ne stava lì, immobile, in mezzo al piazzale del RobotFest. Non riusciva a dire nemmeno una parola e, in verità, gli si erano spenti anche tutti i pensieri. La folla di robot continuava a indicarlo; qualcuno ancora sghignazzava, altri lo osservavano incuriositi, ma tutti, davvero tutti, lo fissavano con occhi metallici privi di comprensione, privi d’empatia. Tutti tranne quel piccolo robot azzurro dagli occhi grandi. «Orbene,» attirò la sua attenzione un robot molto alto e snello, l’unico che indossava un indumento (un vecchio cappello a cilindro preso chissà dove) «dovete voi scusarci per quest’accoglienza malevola, ma, a voi lo giuriamo, non era nostra intenzione.» continuò guardandosi attorno, tenendo le braccia robotiche allargate e chiedendo, con quei suoi piccoli occhi luminosi, consenso agli altri astanti metallici. «Io,» si presentò con un profondo inchino formale «sono il Signor Illustrissimo Sindaco Robottoni.» Il Mago dell’Elettronica se ne restò in silenzio, immobile come una statua, a guardare con occhi rossi di rabbia l’elegante robot, che aveva appena fatto le presentazioni con tanto di troppe lettere maiuscole. «Strana creatura,» continuò il sindaco «diteci che voi cercate, in modo che possiamo aiutarvi. Poi ve ne potrete andare per la vostra strada e noi torneremo al nostro RobotFest, che ve ne dite?» «Io…» prese finalmente a parlare il Mago, tutto emozionato, «mi chiamo Cadmo Cenosius e sono il Solo e Unico Mago dell’Elettronica.» si presentò, cercando di aggiungere qualche lettera maiuscola al suo normalissimo nome «Sono venuto qui» continuò trovando un po’ di coraggio e alzando la voce per farsi sentire «per trovare degli amici! Per avere voi, gentili robot, come miei amici!»

sghignazzava

empatia

astanti

Illustrissimo

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 1

Capitolo 3

La canzone del Mago

Ci fu un attimo di silenzio, come se il tempo si fosse fermato per dispetto, poi ci fu un gran clamore e gridare di voci metalliche: erano i robot che, di nuovo, erano scoppiati a ridere in faccia al Mago dell’Elettronica! Il sindaco Robottoni, giusto davanti al nuovo arrivato, a fatica rimase serio e, avvicinatosi, gli disse. «Strana creatura, vai via! Non sei neanche fatto di metallo! Ma poi che sei? Gomma? Plastica?» borbottò pizzicandogli una mano con sospetto, provando a capire di che strano materiale fosse fatto lo straniero. Il Mago allora, si fece ancora più triste e chinò la testa, sconsolato, sul petto ricoperto dalla folta barba scura. Era così abbattuto che non notò nemmeno Robottì, unico a non ridere o fare commenti cattivi, che, con una delle sue piccole pinze, cercava di attirare la sua attenzione: il piccolo robot voleva almeno salutare con gentilezza quello straniero bizzarro. Il Mago dell’Elettronica, invece, premette un pulsante di comando che stava sulla sua chitarra viola e subito la nuvola nera che stava sopra di loro si abbassò. Era la sua nuvola magica, che gli serviva per spostarsi velocemente in tutto lo sconfinato Mondo di Bizzaria. La nuvola atterrò e si aprì una grande porta luminosa che conduceva al suo interno; il Mago stava quasi per salire e andarsene, ma, all’ultimo momento, si voltò e impugnò con entrambe le mani la sua magica chitarra. «Cattivi! Siete stati cattivi con me!» urlò con quella sua vocetta acuta, ma nessuno gli prestò attenzione: erano tutti già tornati alla loro festa. Tutti tranne il piccolo Robottì, che restava ancora a guardarlo, agitando la sua pinza in segno di saluto.

sconsolato

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 2

Capitolo 3

La canzone del Mago

«Cattivi!» sussurrò tra sé il Mago, poi, con le lacrime che gli scendevano copiose dagli occhi, iniziò a cantare: «Cattivi siete stati Robottoni e robottini! Ora finirete dove mai siete andati, oltre la foresta, oltre la dolce montagna, al di là del mare abbagliante vi porterò, Robottoni e robottini!» Al suono della chitarra magica e della voce incantata del Mago dell’Elettronica, tutti i robot si fermarono di colpo, come se un enorme telecomando li avesse stregati tutti «Con me starete, lontani dalla campagna, miei amici vi farò, Robottoni e robottini, via dalla vostra città, in cattività!» L’incantesimo del Mago, perché di certo di questo si trattava, funzionò all’istante e tutti gli abitanti di Robotville si misero in fila e presero a salire sulla nuvola magica, che ora aveva cambiato colore, diventando tutta rossa come un enorme pomodoro!

«Cattivi siete stati Robottoni e robottini! Ora finirete dove mai siete andati, oltre la foresta, oltre la dolce montagna, al di là del mare abbagliante vi porterò, Robottoni e robottini!» «Con me starete, lontani dalla campagna, miei amici vi farò, Robottoni e robottini, via dalla vostra città, in cattività!»

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 3

Capitolo 3

melodia

La canzone del Mago

«Che voi vogliate, che voi non vogliate, amici presto saremo! Questo è il comando del Mago Cadmo! Questo è il comando del Mago Cadmo!» Quando l’uomo ebbe finito di cantare, rimase sul piazzale solo Robottì e nessun altro. Il piccolo robot, un poco spaventato da quell’incantesimo potente, fissò il Mago dell’Elettronica e fece sentire la sua vocina piccina. «Perché li trascini via? Dove li porti?» Il Mago si avvicinò al piccolo robot blu e lo osservò con uno sguardo indecifrabile; Robottì, da parte sua, per la prima volta in vita sua, non sapeva che pensare: i circuiti sembravano averlo tradito! Non riuscì a dire nient’altro e il Mago, che era molto piccino, ma che comunque era alto il doppio di Robottì, si limitò a sorridergli. «Sono cattivi, questi tuoi amici robot! Io ne farò i miei amici, per davvero però!» «E come si fa? Mi sembra una cosa molto cattiva portarli via di casa senza permesso, no?» «Loro sono stati molto più malvagi!» ribattè il Mago con quella sua vocetta acuta «Ma a te voglio dare una possibilità: se mi raggiungerai al mio castello, nel Paese della Magia Squilibrata, te li restituirò tutti, anche se non mi sembrano dei grandi amici nemmeno per te, ora come ora!» Robottì iniziò a riflettere subito su quello che il Mago aveva detto: era molto strano! Non riusciva proprio a trovare un significato a quello strano discorso.

«Che voi vogliate, che voi non vogliate, amici presto saremo! Questo è il comando del Mago Cadmo! Questo è il comando del Mago Cadmo!»

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 3

La canzone del Mago

Perché voleva portarsi via tutti i robot per farne degli amici, se avevano riso di lui? Non aveva molto senso! Il Mago Cadmo gli diede una carezza gentile sulla testa e si asciugò le lacrime dal viso con la manica di quel suo strano abito. Poi si voltò verso la sua nuvola magica volante. «Grazie.Grazie di non aver riso, piccolo robot cianotico. Addio!» Robottì se ne restò fermo a guardare il Mago che se ne andava. Erano troppe le stranezze da processare, troppi i pensieri che l’avevano colpito; era davvero molto, molto confuso, tanto che sentì i circuiti surriscaldarsi e la testa cominciò a fargli male. Una sola cosa gli era chiara: era rimasto da solo. Solo per davvero.

cianotico

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 5

Capitolo 3 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Perché i robot ridevano del Mago dell’Elettronica?____________________________________________________________ Come si chiama il sindaco di Robotville? ____________________________________________________________ Qual era il desiderio del Mago dell’Elettronica? ____________________________________________________________ ____________________________________________________________

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 3 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Completa la frase con la parola giusta: Il Mago dell’Elettronica salì sulla sua nuvola / bicicletta magica e partì. I robot ridevano perché il suo aspetto era elegante / buffo. Solo ____________ Robottì / Robottoni non rideva del Mago. La chitarra del Mago era di colore viola / verde. Vero o Falso? Il Mago dell’Elettronica aveva un aspetto minaccioso. ( ) Vero ( ) Falso Robottì era l’unico robot a non ridere di lui. ( ) Vero ( ) Falso Il Mago voleva vendere la sua chitarra ai robot. ( ) Vero ( ) Falso La nuvola del Mago era nera all’inizio e poi diventò rossa. ( ) Vero ( ) Falso Il Mago portò via i robot per fare uno scherzo. ( ) Vero ( ) Falso

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 3 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Collega le parole al loro significato:Sindaco Chitarra Incantesimo Sconsolato Piazzale

Sortilegio magico che produce effetti speciali. Spazio aperto e ampio, spesso circondato da edifici. Privo di speranza e triste. Persona che governa una città. Strumento musicale a corde.

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 4

Capitolo 3- scheda di riflessione

Ti è piaciuto il capitolo? Perché? ________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Ti è mai capitato di sentirti escluso o diverso dagli altri? Come ti sei sentito? ________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Secondo te, il Mago dell’Elettronica ha agito bene o male portando via i robot? Perché? ________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Se tu fossi stato Robottì, cosa avresti fatto per aiutare il Mago o i robot? ________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Cosa significa per te la parola "amicizia"? ________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Domande per riflettere

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 5

Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

In questo capitolo, Entusiasta e Robottì si trovano in un Paese delle Imprese abbandonato, dove incontrano un gruppo di bambini vestiti da cavalieri che si preparano a combattere contro le ombre provenienti dalla Foresta Oscura. Nonostante la visione bizzarra di bambini in armature di plastica, Entusiasta è entusiasta dell'avventura, mentre Robottì cerca di capire cosa stia succedendo. Durante una battaglia immaginaria, un cavaliere di nome Galvanin, leader dei Paladini del Sole, interviene, e dopo una discussione tra lui e Robottì, offre di unirsi al viaggio per fermare il malvagio mago che ha rapito gli abitanti di Robotville. Alla fine, il gruppo si prepara a partire insieme, sperando che il sole continui a brillare, anche nel Paese della Magia Squilibrata.

Robottì e il mago dell'elettronica

Capitolo 9

astanti

La battaglia della Foresta Oscura

Entusiasta corse a più non posso zompettando sul suo vaso meccanico; corse così tanto che non si soffermò nemmeno un attimo su quel che lo circondava. Era attirato da un rumore, un gran vociare, battere e gridare che proveniva da lontano. Il piccolo girasole, però, ne era sicuro: era il suono della gloria, dell’avventura! Dietro di lui, decisamente più attento e prudente, correva Robottì che, pur cercando di seguire l’amico vegetale, prestava attenzione a quel che aveva sotto gli occhi elettronici. C’era qualcosa di strano in quel posto, in quel Paese delle Imprese, ma il robot non riusciva a cogliere di che si trattasse… e non gli piaceva per niente non capire. Sentì che i suoi circuiti cerebrali cominciavano a scaldarsi per tutto quell’analizzare, ma non si fermò, finché non arrivò ad una conclusione, per quanto statisticamente improbabile. Il Paese delle Imprese non era come se l’aspettava o, almeno, non del tutto. Era, come aveva supposto, una zona industriale, quindi le strade erano larghe e si poteva intravedere l’asfalto ancora presente in mezzo alla vegetazione, che aveva preso il sopravvento. Non c’era, infatti, quasi più traccia dell’aspetto passato di quel paese: ovunque l’erba e gli alberi avevano squarciato asfalto e cemento per farsi spazio verso la luce del sole, mentre molte automobili arrugginite giacevano inerti e abbandonate in mezzo alla vegetazione rigogliosa. Gli edifici, squadrati e regolari, erano ovviamente delle vecchie fabbriche e i loro vetri erano tutti distrutti, come se qualcuno ci avesse giocato al tiro a segno con dei sassi. Il database di Robottì confermò le sue intuizioni: quel luogo era abbandonato da molti anni, ma non riuscì a spiegare alcuni dettagli insoliti. Alcune costruzioni sembravano meno abbandonate di altre e presentavano strane decorazioni.

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 1

Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

Robottì, perso di vista Entusiasta, si soffermò a ispezionare uno di questi edifici, sperando che anche il fiore, curioso com’era, vi si fosse avventurato. La grande insegna posta all’ingresso recitava:

C U I E T AVESTI E TI S .A.

La scritta era molto rovinata, ma Robottì provò ad analizzarla per risalire al significato originale, nel caso, per quanto remoto, che fosse un avvertimento: era molto improbabile, ma il robottino color cianite temeva che, in quella vecchia fabbrica polverosa, potesse nascondersi un mostro terribile.

-Analisi- Testo presente: C U I E T AVESTI E TI S .A. Trattasi di testo in antico latino? CUI ET AVESTI ETIS A? Negativo: non trovato. 0% di probabilità. Trattasi di una parola unica? CUIETAVESTIETISA? Negativo: non trovato in nessun dizionario conosciuto. 0,2% di probabilità. Analisi contesto: zona industriale abbandonata. Caratteri aggiunti per possibile ricostruzione lessicale: OST M R M N .p. Risultato: COSTUMI E TRAVESTIMENTI S.p.A.? Scritta ricostruita. Soluzione corretta al 99,99%. Trattasi quasi certamente di insegna appartenente a una fabbrica di costumi e travestimenti.

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 2

Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

Robottì si sentì soddisfatto della propria analisi: aveva ricostruito la scritta e ora quell’edificio abbandonato gli faceva molta meno paura: non gli era scappato nemmeno un “bip bip”! Notò così, ora che si era calmato, che la fabbrica era decorata con disegni molto simili a quelli che aveva visto sul cartellone all'inizio del paese. Sembravano realizzati da qualcuno non molto bravo, oppure da qualcuno non molto cresciuto. Robottì, immobile all’ingresso della fabbrica di costumi, non riuscì a conciliare la presenza di bambini, fossero essi robot, elfici o gnomici, in un luogo del genere. Nel suo database stavano infatti in memoria molte informazioni su orsi intellettuali parlanti, pesci chiacchieroni, girasoli ancora più chiacchieroni, streghe che si tingono capelli e abiti di colori assurdi e su molte altre creature o fatti strani. Ricordava, ad esempio, la data precisa in cui il drago Mezenpepo aveva cucinato la sua prima e ultima torta al cioccolato mezenpetico, passata alla storia come la più buona del mondo; sapeva perfino come risolvere un’equazione quantica o come costruire un mini razzo… però, con tutta la sua intelligenza robotica, Robottì non riusciva a capire cosa c’entrassero dei bambini in una fabbrica di costumi abbandonata nel bel mezzo di Bizzarrìa. Entusiasta, intanto, da in fondo alla vecchia strada abbandonata, si fece sentire con uno dei suoi urli gioiosi e il piccolo robot, preso di nuovo dall’ansia, corse in suo soccorso più veloce che poté. Robottì giunse in fretta in fondo alla strada, svoltò a destra e poi, con sua grande sorpresa, si ritrovò di fronte a una scena del tutto imprevedibile. La strada asfaltata si interrompeva bruscamente: il terreno, moltissimo tempo prima, aveva ceduto e ora vi era un dislivello di almeno tre metri che conduceva ad un panorama fatato, fiabesco quasi.

Robottì e il mago dell'elettronica

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Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

Sotto gli occhi increduli di Robottì si estendeva una grande radura erbosa e, al di là della radura, una foresta di pini sorgeva immensa! Era tanto grande che, ovunque si spingesse lo sguardo, si vedevano solo alberi, alberi e ancora alberi, che formavano un immenso oceano verde. L’unico dettaglio che emergeva da quell’enorme massa verdastra era una grande torre, che sorgeva a nord e che dava la strana impressione di regnare sull’intera foresta. Robottì pensò che le torri non possono di certo regnare su alcunché, ma c’era qualcosa di spaventoso e inquietante in quella lontana costruzione. Era infatti tutta nera, costituita interamente di pietre nere, lucide e scintillanti; quasi di sicuro era fatta di ossidiana! Quel colore scuro, come un’ombra, dava l’impressione di diffondersi per tutta la grande foresta come una terribile malattia. Il piccolo robot, turbato da questa visione, venne risvegliato dai gridolini allegri di Entusiasta, che si stava scatenando come un tifoso ad una partita. «Forza, ragazzi! Fategliela vedere a quei brutti ceffi! Coraggio!» «Ma che stai gridando?» domandò il robottino color cianite, afferrando delicatamente l’amico per una fogliolina. «Non vedi, Robottì? Stanno combattendo per Bizzarrìa, contro la Foresta Oscura!» «Ma cosa stai…» provò a replicare il robot, ma non vi riuscì perché sotto i suoi occhi elettronici si stava svolgendo una scena… quantomeno bizzarra! Scorse infatti, giù nella radura, un gruppo di una quindicina di figure intente a correre. Zoomando la sua vista robotica, poté notare con chiarezza che queste figure erano vestite con delle specie di armature medievali, fatte di plastica, cartone e spugna.

Robottì e il mago dell'elettronica

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Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

«Ma che stanno facendo?» esclamò tra sé Robottì.«Stanno combattendo per noi, non lo capisci proprio, sciocchino?»Il piccolo robot gli rivolse uno sguardo molto perplesso, ma Entusiasta, emozionato com’era, continuò a descrivergli quel che vedeva senza badare ai suoi dubbi.«Non vedi laggiù, dove inizia la foresta? Stanno uscendo quei mostri d’ombra terribili! Io vedo goblin, troll, orchi e lupi mannari che emergono dall’oscurità! Come fai a non aver paura? Meno male che ci sono quei cavalieri laggiù a salvarci! Lo scontro è terribile! Gli eroi stanno perdendo!»

Robottì e il mago dell'elettronica

pag 5

Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

Robottì aguzzò la vista, ma tutto ciò che riuscì a scorgere erano ombre proiettate dal sole e foglie che svolazzavano al vento. C’erano solo normalissime ombre che si stagliavano in mezzo a bambini e ragazzini che menavano l’aria con spade di spugna. «Eccolo! Il Capitano! Cavalca un destriero bianco! Ci salverà lui con i suoi poteri!» «Ma che stai dicendo? Hai bevuto forse del diserbante? Ci sono solo dei bambini travestiti da antichi soldati e…» Robottì si interruppe perché, effettivamente, stava arrivando, quasi come nelle fiabe, un cavaliere armato di spada e scudo, solo che, a dispetto di quanto diceva il fiore chiacchierone, stava in groppa a un vecchio pony e il suo equipaggiamento era sì fatto di metallo, ma sembrava molto vecchio e arrugginito. Il robot concluse in un istante che doveva trattarsi di una vecchia attrezzatura da scena, usata in teatro e non di vere armi da cavaliere medievale! «Wow! Ma è fantastico! Così lucente, così splendido e sfolgorante!» Robottì, a questo punto, cominciava a essere molto infastidito dalla descrizione assurda di Entusiasta. «Smettila! Basta con queste fantasie!» Il girasole lo guardò malissimo, ma tornò subito ad ammirare la battaglia, tutto concentrato. Robottì, che si sentiva preso in giro dal suo amico, stava per dire qualcos’altro, ma poi, all’improvviso, vide le ombre della foresta allungarsi e puntare tutte insieme sul cavaliere in groppa al pony. «Paladini del Sole! A me!» gridò il ragazzo e poi, tutti insieme, i soldati gridarono: «Per il Sole! Per il Sole! Per il Soleeeee!»

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Capitolo 9

La battaglia della Foresta Oscura

Robottì non sapeva nemmeno che pensare, ma Entusiasta, preso da un improvviso terrore, cominciò a gridare: «Il drago! Il drago d’ombra! Se li mangerà tutti! È terribile!» Il robottino non riuscì a vedere il drago né a scorgerne la sagoma tra le ombre. Tuttavia, una cosa la vide, e per un bel pezzo non riuscì a spiegarsela. Il capitano, in groppa al suo pony, corse dritto verso l’oscurità e lanciò un’ultima volta il suo grido di battaglia: «Per il Soleeee!». Fu allora che, proprio quando le tenebre stavano per sopraffare i paladini, dalla sua spada teatrale scaturì una timida lucina. Crebbe, si ingigantì ed esplose in un bagliore immenso! L’enorme luce spazzò via l’oscurità in un istante, lasciando accecato Robottì, mentre le grida gioiose di Entusiasta si univano a quelle dei paladini vittoriosi. Quando Robottì riuscì a vedere di nuovo qualcosa, si accorse subito che Entusiasta non era più al suo fianco, ma era corso giù nella radura a salutare i paladini bambini. Lo ritrovò lì, a chiacchierare con il capitano, sceso dal suo maestoso e vecchio pony, mentre gli altri soldati, spogliati delle loro armature di plastica e cartone, avevano improvvisato una partita a pallone nella radura. «Devo dire che è stata una vittoria magnifica!» si complimentò Entusiasta «La migliore battaglia che abbia mai visto, oltre che l’unica!» Il capitano rise forte e, tenendo l’elmo sottobraccio, accarezzò dolcemente il girasole, che parve quasi fare le fusa da tanto che era contento. «Ma sei un ragazzo… sei figlio del Mago Cadmo, per caso? Non mi sembri un elfo, né uno gnomo, né tantomeno una strega variopinta.» s’intromise Robottì, che era così confuso che si era dimenticato di salutare o presentarsi.

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La battaglia della Foresta Oscura

«Buongiorno a te, amico robot! Il tuo compare girasole, in un minuto o due, mi ha raccontato tutto, e anche di più in verità. Non tace mai, o sbaglio?» gli rispose il capitano porgendogli una mano rivestita di metallo. «Piacere.» rispose Robottì incerto tendendogli la pinza. «Mi ha detto che siete in viaggio per cercare questo mago, ma, ditemi, cosa ha fatto di preciso questo fellone?» «“Fellone” è un modo carino di dire “cattivone”.» spiegò Entusiasta, tutto fiero. Robottì fece una smorfia un po’ confusa. «Ha rapito tutti gli abitanti di Robotville, la mia città robotica, e ha lasciato solo me, laggiù da solo.» «Perbacco!» esclamò il capitano e subito Entusiasta sussurrò, fierissimo, «Vuol dire “acciderbolina”!» «Pare che questo mago vada presto rintracciato e i tuoi compaesani salvati, dico bene?» Il piccolo robot incrociò le braccia robotiche sul petto metallico. «Dici bene, ma smettila di parlare in quel modo assurdo! Non sei un cavaliere e io, Robottì, non ho tempo di giocare! Abbiamo un viaggio e un compito serio da fare noi due! E poi non ti sei neanche presentato! Mi sembri un gran pagliaccio maleducato! E poi si vede che sei solo un bambino di qualche tipo!» Il viso del cavaliere, a quel punto, s’incupì e il sole parve quasi oscurato dalla sua figura, dato che era alto almeno il doppio di Robottì. «Bada bene a te, amico metallico,» rispose in tono serissimo il capitano «io sono Galvanin, capo dei Paladini del Sole, e noi siamo l’unica salvezza contro l’ombra e la tenebra che scaturisce dalla Foresta Ombrosa ogni settimana. Noi combattiamo i mostri dell’oscurità che nascono dalla Torre Nera. Noi fermiamo il male combattendo con le nostre spade grazie al potere del Sole, nostro padre.»

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Galvanin allora estrasse la sua spada teatrale e parve diventare ancora più immenso rispetto a Robottì, che si sentì oscurato dalla sua ombra imponente, mentre il sole si stagliava gagliardo alle spalle del cavaliere. «Io ti dico, Robottì di Robotville, che tutto questo è per gioco, certo,» gli puntò allora la spada addosso «ma è un gioco molto serio! Così serio da essere reale per tutta Bizzarrìa!» Fu in quel momento che anche a Robottì parve di vederlo, anche se solo per un attimo: non più un ragazzo rivestito di una vecchia armatura teatrale, ma un vero eroico cavaliere, armato di una spada magica e scintillante, che giganteggiava su di lui, ancora più splendente dell’Eroe Azzurro di cui leggeva quando era un minibot! Fu allora, proprio quando la paura stava per catturare Robottì, che Galvanin tornò a sorridere; si chinò verso di lui e l’abbracciò! «Sarò felice di accompagnarvi nel vostro viaggio! Mi basta far presto, perché tra una settimana abbiamo in programma un’altra battaglia con le forze della foresta! Solo, ti chiedo, di non darmi del pagliaccio, perché ho fatto un voto cavalleresco!» Robottì rimase, incredulo, stretto in quell’abbraccio senza riuscire a parlare per qualche secondo, ma, quando riuscì a calmarsi, capì che Galvanin, per quanto strano, era sincero. Ricambiò così l’abbraccio con le sue braccia metalliche allungabili e strinse forte il cavaliere, che ora era tornato a sembrargli un semplice ragazzo in costume. «Può venire con noi, vero?» lo implorò Entusiasta. «Se vengo io, deve venire anche Bill, il mio fedele destriero!» si affrettò a precisare Galvanin, fissando il piccolo robot con uno sguardo carico di speranza.

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Robottì, allora, estrasse dal proprio sportello portaoggetti il libro della Ballata dell’Eroe Azzurro e vi diede un’occhiata veloce: gli sembrò allora di essere proprio capitato tra le pagine del suo romanzo preferito! «Certo!» rispose «Saremo in tre eroi accompagnati da un valoroso destriero! L’Eroe Azzurro,» disse indicando il proprio petto metallico «il Cavalier Vegetale e il Paladino del Sole!» Bill il pony nitrì forte in segno di approvazione e Galvanin gli diede una carezza con la mano ricoperta dall’armatura, poi scoppiò in un’allegra risata che sapeva di vittoria e speranza. Robottì sorrise, contagiato dalle risa del cavaliere, ma Entusiasta, che aveva notato l’avvicinarsi del tramonto al di là della foresta, s’incupì e divenne in un attimo molto triste. «Speriamo solo che ci sia il sole anche nel Paese della Magia Squilibrata» commentò con voce malinconica «Io non sono capace di vivere senza sole!» «Il sole sarà sempre in cielo ad aspettarci.» lo rincuorò Robottì stringendolo in un delicato abbraccio e il piccolo fiore, con un sorriso sulle labbra, si addormentò sereno, senza disperarsi per l’arrivo del buio della notte.

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Chi sono i protagonisti della storia? Descrivili brevemente.(Scrivi almeno una frase per ciascuno.) Entusiasta: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Robottì: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Galvanin: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Chi sono i protagonisti della storia? Descrivili brevemente.(Scrivi almeno una frase per ciascuno.) Entusiasta: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Robottì: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Galvanin: ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Rispondi a queste domande:

1) Perché Entusiasta correva all’inizio del racconto? Dove stava andando? 2) Cosa scopre Robottì analizzando l’edificio abbandonato? Che significato ha la scritta misteriosa? 3) Com'è descritto il paesaggio che i due personaggi scoprono alla fine della strada asfaltata? Usa almeno tre aggettivi. 4) Entusiasta vede un combattimento. Secondo te, cosa sta realmente succedendo? 5) Che cosa succede quando Galvanin grida “Per il Sole!” e carica verso la foresta? 6) Alla fine della storia, come cambia l’opinione di Robottì su Galvanin? 7)Secondo te, cosa rappresentano i “Paladini del Sole”? Può un gioco essere qualcosa di serio? Perché?

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Comprensione del Testo

Vero o Falso: Scrivi V se la frase è vera, F se è falsa. ☐ Entusiasta correva lentamente perché aveva paura. ☐ Robottì è un robot molto prudente e ragiona molto. ☐ L’edificio abbandonato era una scuola di magia. ☐ Galvanin combatteva davvero contro mostri pericolosi. ☐ Alla fine Robottì accetta Galvanin come compagno di viaggio.

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Scegli la risposta corretta:A. Che cos’era probabilmente l’edificio con l’insegna rovinata? ☐ Una prigione ☐ Una fabbrica di dolci ☐ Una fabbrica di costumi ☐ Una biblioteca robotica B. Come sono vestiti i “Paladini del Sole”? ☐ Con armature vere di ferro ☐ Con costumi di plastica e cartone ☐ Con abiti da astronauta ☐ Con tute da supereroe C. Cosa vede Robottì quando Galvanin carica verso l’ombra? ☐ Una foresta che si chiude ☐ Un drago d’ombra ☐ Una luce che esplode dalla spada ☐ Una torre che cade

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Completa con parole dal testo:«Io ti dico, Robottì di Robotville, che tutto questo è per ________, certo, ma è un gioco molto ________!» Galvanin: «Io sono Galvanin, capo dei __________ del Sole!» Entusiasta: «La migliore **__________ che abbia mai visto, oltre che l’unica!»

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Mettiamoci nei panni dei personaggi 1) Ti piacerebbe essere come Galvanin? Perché sì o perché no? (Scrivi almeno due frasi) 2) Robottì all’inizio è scettico, ma poi si lascia coinvolgere. Ti è mai capitato di cambiare idea su qualcosa o qualcuno? Racconta brevemente. 3) Disegna la tua “versione” dei Paladini del Sole. (Se non puoi disegnare ora, descrivili a parole: che colori hanno? Come sono vestiti? Hanno qualche potere magico?

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Capitolo 9 - scheda di riflessione

Mettiamoci nei panni dei personaggi4) Inventa il tuo personaggioImmagina di unirti a Entusiasta, Robottì e Galvanin in una nuova missione. Rispondi:Come ti chiami nel mondo di Bizzarrìa?Hai poteri o strumenti speciali?Qual è la tua missione nel gruppo? 5) Galvanin dice:«È per gioco, certo, ma è un gioco molto serio!»Cosa vuol dire secondo te? Può un gioco insegnarci qualcosa o cambiare il nostro modo di vedere il mondo?

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L'idea principale dietro la stesura di questo romanzo è quella di voler riconoscere all'infanzia e al mondo immaginifico dei bambini un valore in sè. Bizzarrìa, infatti, è un mondo di bambini, per bambini e nei suoi confini regnano le regole dell'immaginazione tipica di quest'età. Questo significa che, se c'è una qualsiasi difficoltà da affrontare, a Bizzarrìa occorre sfruttare un pensiero di tipo magico, fantasioso, ma, allo stesso tempo, la logica degli adulti appare stridente e non funziona mai. È così che quando i protagonisti tentano di comportarsi di adulti, in un modo o nell'altro le cose non vanno per il verso giusto! L'esempio più lampante di quest'idea è proprio il Mago Cadmo che, non riuscendo a relazionarsi da bambino, tenta di cotruire dei legami fingendosi un adulto, ma fallisce.

Ai fini di un utilizzo parascolastico del romanzo, si è scelto di inserire, alla fine di ogni capitolo, di inserire delle schede di comprensione. Ognuna di queste è pensata per essere breve, coincisa e semplice: qualcosa che concretamente si potrebbe utilizzare a scuola

Come per le schede di comprensione, anche questa sezione è stata pensata in senso parascolastico. Inoltre, va aggiunto, si crede nell'importanza dell'esprimersi, di dare dei pareri, anche e soprattutto se si è ancora bambini. Viene suggerito, inoltre, di lasciare anche uno spazio grafico per disegnare, in modo da personalizzare il libro con rappresentazioni proprie, che ogni piccolo lettore potrà poi custodire insieme ai ricordi di questa lettura.

In ogni capitolo si troveranno delle parole in grassetto. In questa presentazione basterà passaci sopra con il cursore per rivelare la definizione, ma, in ogni caso, crediamo sia importante arricchire il vocabolario dei bambini. Nella stesura del romanzo, infatti, si è scelto di utilizzare a volte parole non comuni per un bambino, poco usate o specifiche; l'intento è proprio quello di un arricchimento lessicale durante la lettura.

Robottì è un piccolo robot che vive a Robotville, nel Grande Cratere Metallico, nella terra di Bizzarrìa. Timidissimo e riservato, viene costretto dal suo amico d'infanzia, Robottò, a partecipare al grande RobotFest, la festa annuale della città. Mentre i robot stanno festeggiando allegri, ecco però che compare, piombando giù con un fulmine, il Mago dell'Elettronica, il Mago Cadmo. Quest'ultimo tenta di esibirsi in un improvvisato concerto Rock, ma, con sua grande delusione, viene deriso da tutti i robot della città e per questo decide di rapirli per costringerli a diventare suoi amici. Lascia solo Robottì, che era stato l'unico a non prenderlo in giro, e lo invita a raggiungerlo al suo castello, nel Paese della Magia Squilibrata.Dopo qualche giorno di esitazione, il protagonista parte per l'avventura e incontra prima il Girasole Entusiasta, che è sempre allegro e contento di ogni cosa. Desideroso di esplorare il mondo, questo fiore non può camminare molto e così Robottì costruisce per lui un vaso meccanico per viaggiare. Più avanti nel viaggio i due incontrano Galvanin, terzo e ultimo membro della compagnia, che è alla guida dei Paladini del Sole, che proteggono Bizzarrìa dalle incursioni settimanali dell'esercito delle ombre.I tre protagonisti, riuniti insieme, raggiungono il Paese della Magia Squilibrata dopo aver affrontato il terribile Muzzolon in cima alla Montagna Zuccherosa, che era stata trasformata in dolce polvere bianca dalle Streghe Variopinte, e dopo aver attraversato la temibile Grotta Nebbiosa, dove, oltre al misterioso Sgacc, vivono anche tutti i loro dubbi e le loro paure. Arrivati nel paese del Mago, però, le cose non sono come si aspettavano i protagonisti: lì il tempo è fermo, immobile, e tutto sembra dipinto dalla mano di un bambino. Si scopre, infatti, che anche il Mago dell'Elettronica è un bambino: un bambino geniale che era in grado di costruire un costume realistico da adulto (da Mago appunto), ma non era in grado di relazionarsi con nessuno. Si scopre così che Cadmo, con tutto il suo genio, non era riuscito a farsi nemmeno un amico e aveva rapito i robot nel disperato tentativo di costruirsene almeno uno.Robottì, d'altra parte, comprende di non essere molto diverso da Cadmo e che quel che l'ha salvato dalla solitudine è stato proprio quel viaggio e l'aver incontrato Entusiasta e Galvanin. Alla fine il Mago viene perdonato, ma, una volta salvati, i robot non riconoscono a Robottì nessun merito e tornano a casa senza nemmeno ringraziarlo.Nel finale i quattro protagonisti decidono di rimanere a vivere insieme nel castello di Cadmo, nel Paese della Magia Squilibrata, uniti dall'avventura vissuta e dalla nuova consapevolezza su cosa sia l'amicizia: è una storia vissuta, non sempre facile, e non si può mai saper quali sono le persone davvero preziose che incontreremo.

Robottino dal color cianite e dalle fattezze molto minute, è timidissimo e amante della pura logica. Nel corso della storia imparerà ad apprezzare la fantasia e il gioco come elementi fondamentali della vita. Alla fine troverà tanto coraggio che non emetterà più nemmeno un "bip, bip" di paura.Immagine della logica usata come autodifesa, Robottì imparerà il vero valore delle relazioni, che sono vissute e concrete, non misurabili da calcoli e conti.

Il Mago dell'Elettronica in realtà è un bambino geniale che si è costruito un costume da adulto per interagire con il mondo. Tutta la sua intelligenza non gli è servita a capire i bambini come lui, così si è rifugiato in un mondo di tecnologia e costruzioni incredibili. Il Paese della Magia Squilibrata rappresenta la sua interiorità, fossilizzata in un tempo immobile e noioso, anche se conserva tutta la bellezza e la potenzialità di cui è capace. Alla fine anche Cadmo cederà al calore degli affetti, vinto dall'esempio e dall'insistenza di Robottì e dei suoi amici.

Lungi dal voler scrivere una storia semplice, fatta e finita, nonchè banale, quella di Robottì è stata costruita di proposito per comunicare ai piccoli lettori l'ampio respiro che possono avere i mondi immaginari. Non tutte le domande che potrebbero sorgere al lettore troveranno una risposta nel romanzo e i protagonisti non si recano in tutte le località indicate sulla mappa. Come sarà la Palude di Mercurio? Chi è il comandante dell'esercito di ombre della Foresta Oscura? Queste e altre domande sono lasciate di proposito in sospeso perché ad ogni orizzonte lontano ne corrisponda un altro ancora più misterioso, in modo che la fantasia possa continuare a vivere e alimentarsi.

Ciao, sono Claudia! Sono illustratrice e, a tempo perso, vendo vestiti per una grande catena di negozi. Mi sono diplomata al liceo classico, ho studiato un anno all’Accademia di Belle Arti di Torino, frequentando il corso di pittura e poi tre anni all’Istituto Design Palladio di Verona con indirizzo “illustrazione e comics”. Ora disegno l’acqua, i pesci, le persone nell’acqua. La tecnica che preferisco? L’acquerello, naturalmente. Ogni tanto mi scappa di disegnare anche qualche gatto impegnato in allungamenti e contorsionismi vari.

Giacomo, da sempre affascinato dalla letteratura fantastica, insegna nella scuola primaria da sei anni e da oltre un decennio opera nel settore educativo. Laureato in Scienze dell'Educazione e in Scienze della Formazione Primaria, unisce la passione per l’insegnamento alla scrittura. Nel 2024 pubblica in autonomia "Una consegna misteriosa: Una scatola, un enigma e cinque avventure", nato da un progetto scolastico. Attualmente sta sviluppando nuove storie per giovani lettori, intrecciando immaginazione e pedagogia per dar vita a racconti avvincenti e formativi. Con uno stile coinvolgente e una narrazione ricca di avventura e mistero, punta a trasmettere ai bambini il piacere della lettura e il desiderio di esplorare mondi fantastici. Il suo ultimo progetto è un romanzo per ragazzi ambientato nel Mondo di Bizzarrìa, dove amicizia, coraggio e scoperta di sé si intrecciano in un viaggio straordinario.

"Una consegna misteriosa: Una scatola, un enigma e cinque avventure"

Insieme al diritto all'immaginazione e alla fantasia, questo romanzo vuole riconoscere ai bambini, e spiegare agli adulti, come il gioco sia una faccenda molto seria! Per i più piccoli, infatti, l'attività ludica è impegnativa, realmente costruttiva e coinvolgente. Necessario per stabilire relazioni, legami e rapporti sociali, diventa un vero e proprio lavoro per i bambini. In Bizzarrìa tutto questo viene rispettato e creduto... ed è proprio il gioco la modalità migliore per vivere ogni avventura.Quel che viene fatto per gioco, a Bizzarrìa è realtà, proprio per la regola di questo mondo, per cui tutto è dei bambini e per i bambini. Un chiaro esempio di questo fenomeno è la battaglia contro l'esercito delle ombre: a livello razionale, sono solo ombre proiettate dalla foresta, ma nella fantasia dei bambini sono decisamente reali e quindi i mostri prendono davvero vita!

Ispirato al cavalier Gawain del ciclo arturiano, Galvanin è a capo dei Paladini del Sole che difendono Bizzarrìa ogni settimana dall'esercito delle ombre. Coraggioso e valoroso, trova coraggio nella devozione al suo Sole, che gli conferisce i poteri per combattere l'oscurità. Anche Galvanin è un bambino e in realtà indossa un semplice costume, non una vera armatura, ma il potere dell'imaginazione, tipica dei bambini, lo riesce a trasformare in un grande eroe.

Un semplice girasole chiacchierone che vuole girare il mondo. Grazie al vaso meccanico costruito da Robottì può finalmente realizzare il suo sogno! Non sta mai zitto e le sue battute, insieme ingenue e profonde, accompagneranno tutta la storia regalando molte risate. Entusiasta è simbolo della disabilità fisica e, anche se ha bisogno di essere aiutato per camminare, è lui la vera luce del gruppo nei momenti più oscuri.

In questo romanzo si è voluto dare particolare importanza proprio al fatto di essere bambini. Ma cosa vuol dire? Questa frase, al di là degli slogan, è una vera e propria dichiarazione di intenti, nel senso che, nel mondo di Bizzarrìa, come nella fantasia che abita ogni bambino, le regole sono quelle dell'infanzia e queste regole sono prima di tutto quelle dei giochi, in particolare dei giochi di immaginazione. L'idea fondamentale dietro al romanzo è, quindi, quella di difendere il diritto dei bambini ad essere tali, con la loro fantasia. Questo non significa certo difendere un infantilismo esasperato, ma lasciare all'età dell'infanzia il diritto ad essere fantasiosa ed immaginifica, sperando che, una volta cresciuti, ci si ricordi di tornare a Bizzarrìa ogni tanto.

Legato al potere della fantasia, il potere del gioco viene difeso altrettanto strenuamente in questa storia. Giocare è, infatti, una cosa molto seria: un lavoro vero e proprio per i bambini e per tutti quelli che vivono d'immaginazione, come gli artisti e gli scrittori. A Bizzarrìa, in particolare, il potere di immaginare la realtà diventa quasi un potere creativo e questo può accadere solamente attraverso il gioco. Giocando, infatti, si immagina, si cotruisce la propria fantasia e la propria realtà (interiore e poi esteriore) e, infine, la propria visione del mondo. È solo giocando che si impara davvero a crescere e questa storia vuole difendere questo diritto dell'infanzia, difendendo, al contempo, anche per i bimbi cresciuti lo stesso diritto!

Considerando la fantasia e il gioco, infine, si vuole avere uno sguardo inclusivo in senso ampio. Tutti, infatti, siamo stati bambine e bambini, tutti abbiamo fantasticato e tutti abbiamo giocato. Eppure siamo tutti diversi. Nella stesura di questo romanzo, così, è stato naturale considerare i vari personaggi come archetipi della diversità, sia nei caratteri che nelle abilità, ma soprattutto nelle capacità. Ognuno di loro, lo si scopre nella storia, ha dei grossi limiti (psicologici, fisici o di visione del mondo) ma è solo insieme, collaborando, che questi limiti possono diventare risorsa senza, peraltro, scomparire del tutto. Si è voluto dare uno sguardo realistico sulla diversità perchè, appunto, tutti siamo diversi, ma tutti valiamo immensamente.