IL MANIERISMO
Il Manierismo è un movimento stilistico che si sviluppò in Italia e in Europa tra il 1520 e la fine del Cinquecento, collocandosi tra il Rinascimento e il Barocco, il Manierismo si distingue per l'uso di proporzioni allungate, composizioni intricate e colori vivaci. Tra i principali artisti associati a questo movimento ci sono Bronzino, Parmigianino e Pontormo. A differenza del rinascimento, che enfatizzava l'equilibrio e la proporzione, il manierismo tende a sfruttare forme allungate, angoli acuti e composizioni asimmetriche. Le opere manieriste spesso presentano figure in pose intricate ed elaborate, con una tendenza a enfatizzare l'azione e il movimento. Le opere manieriste contengono frequentemente riferimenti simbolici e allegorici, incoraggiando l'osservatore a una lettura più profonda.
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Pontormo Bronzino Parmigianino
JACOPO PONTORMO
Jacopo Carucci, detto Pontormo fu un pittore manierista italiano nato a Pontorme. Rimasto orfano in giovane età, si trasferì a Firenze, dove studiò con maestri come Leonardo da Vinci e Piero di Cosimo, sviluppando uno stile originale e innovativo. Pontormo assorbì l’eredità del Rinascimento fiorentino, ma presto si distaccò dalle regole della prospettiva e dell’armonia classica per abbracciare un linguaggio più espressivo e dinamico. Fu profondamente influenzato da Michelangelo, il cui uso dei corpi possenti e contorti si ritrova nelle sue opere. Pontormo morì nel 1557 a Firenze. Il suo stile fu portato avanti dal suo allievo Agnolo Bronzino, che divenne uno dei principali pittori della corte medicea.
Deposizione
La Deposizione di Pontormo (1526-1528), realizzata per la Cappella Capponi a Firenze, raffigura il corpo di Cristo deposto dalla croce. L'opera, esempio del Manierismo, è caratterizzata da figure allungate, colori vivaci e una composizione circolare che crea un senso di movimento e drammaticità. L'assenza di una prospettiva tradizionale e di un’ambientazione definita enfatizza l’intensità emotiva della scena. Restauri recenti hanno rivelato l’uso innovativo della tempera a uovo per ottenere toni luminosi e trasparenti. L'opera è considerata un manifesto del Manierismo per il suo stile espressivo e audace.
L'opera rappresenta il momento in cui il corpo di Cristo viene deposto dalla croce e preparato per essere trasportato al sepolcro. La scena sembra compiersi all’interno di uno spazio chiuso e decorato. Infatti, il suolo pare un piano artificiale mentre la nuvola in alto pare dipinta su di un fondale.
La Vergine mentre osserva a destra verso il figlio viene soccorsa dalle donne presenti. Sul viso di Maria si legge la sofferenza nel vedere il figlio morto. Le sue braccia si aprono in segno di disperazione mentre il corpo sembra mancare a causa del dolore.
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I ragazzi che sorreggono il Cristo, così in equilibrio sulle punte dei piedi, hanno una posizione improponibile nella realtà e per quanto si sforzino a mantenere quella salma così massiccia sembrano destinati a perderla di mano
Pier Paolo Pasolini è stato un importante intellettuale, regista, scrittore e poeta italiano. Noto per la sua critica sociale e la sua esplorazione di temi come la religione, la sessualità e l'identità culturale, Pasolini ha realizzato film iconici come "Accattone" e "Il Vangelo secondo Matteo". La sua opera spazia dalla poesia alla narrativa, affrontando sempre questioni di giustizia sociale e umanità. È stato una figura controversa e provocatoria, la cui vita si è conclusa tragicamente nel 1975.
PIERPAOLO PASOLINI
L'intervento di Pasolini sui giovani è un appello a riflettere sulla loro identità in una società dominata dal consumismo e dalla cultura di massa. Egli sottolinea l'importanza di sviluppare un pensiero critico e di mantenere una connessione autentica con le proprie radici culturali. Pasolini invita i giovani a riconoscere la propria vulnerabilità e a impegnarsi attivamente per il cambiamento sociale. Il suo messaggio resta attuale, incoraggiando i giovani a cercare valori autentici in un mondo complesso.
Nello stesso periodo di Pontormo lavora Rosso Fiorentino, un'artista altrettanto importante di cui PierPaolo Pasolini si ispira nelle sue opere per la riproduzione di un film.
In passato, si pensava che il giovane ritratto fosse Francesco Guardi, un soldato della Repubblica Fiorentina durante l'assedio di Firenze. Alcuni studiosi hanno suggerito che potrebbe trattarsi di Cosimo I de' Medici, dopo la sua vittoria nella battaglia di Montemurlo nel 1537, basandosi su dettagli come la catena d'oro e la spilla indossate dal giovane. L'opera faceva parte delle collezioni dei Riccardi a Firenze e successivamente passò attraverso diverse collezioni private.
Il dipinto raffigura un giovane in piedi, ritratto fino al bacino, con uno sfondo che suggerisce un bastione in pietra. Il ragazzo tiene saldamente l'asta dell'alabarda con la mano destra, mentre la sinistra è posata sull'anca.
L'abbigliamento è ricco e dettagliato: calzoni rossi, una cintola con spada che sottolinea un girovita sottile, una casacca volumosa, una collana d'oro, una camicia bianca con polsini a sbuffo e un berretto rosso decorato con una piuma e una gemma raffigurante Ercole e Anteo.
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Agnolo Bronzino
Agnolo Bronzino (1503–1572) è stato un pittore italiano, uno degli esponenti più importanti del Manierismo e uno dei principali artisti alla corte dei Medici a Firenze. Bronzino fu allievo di Pontormo, ma la sua arte si distingue per uno stile più elegante, raffinato e compositivo, caratterizzato da una precisione formale e una grande attenzione ai dettagli, in particolare nei ritratti. Le sue opere sono note per l'accuratezza nelle figure e nelle composizioni. Bronzino usava colori brillanti e una luce morbida, ma era anche molto preciso nei dettagli anatomici e nei giochi di luce. Come citato in precedenza a differenza di altri artisti manieristi, Bronzino tende a mantenere un tono freddo e distaccato nelle sue rappresentazioni, soprattutto nei ritratti.
Il ritratto fu commissionato dal granduca Cosimo I de' Medici per celebrare sua moglie Eleonora di Toledo, figlia del viceré di Napoli, Pedro Álvarez de Toledo, e del loro figlio Giovanni de' Medici, nato nel 1543.
+INFO
Eleonora di Toledo è ritratta in una posizione severa, quasi imperiosa, con una postura elegante e maestosa. È seduta su una poltrona, con il corpo rivolto verso lo spettatore, ma con il volto e lo sguardo leggermente orientati a sinistra. La sua espressione è composta e dignitosa, in sintonia con la sua posizione di potere come duchessa di Firenze. l volto di Eleonora è dipinto con una perfezione quasi statuaria, privo di emozioni evidenti, ma con una bellezza regale che rispecchia l'ideale di eleganza e compostezza dell'epoca. La sua acconciatura, tipica dell'epoca rinascimentale, è composta da una serie di riccioli ben definiti, arricchiti da una corona o una fascia che incornicia la testa.
+INFO
La figura di Eleonora è avvolta in un sontuoso abito di broccato nero, riccamente decorato con motivi dorati a forma di arabeschi, simbolo della sua nobiltà e status aristocratico. L'abito, che copre quasi completamente la sua figura, è arricchito da una sottile bordatura di pelliccia bianca, che aggiunge un ulteriore tocco di lusso.
+INFO
Il figlio Giovanni è collocato accanto a lei, in piedi, tenendo un cardellino in mano. L'infante ha un'espressione dolce e un po' curiosa, ed è vestito con un elegante abito rosso e oro, che riflette la ricchezza della famiglia medicea. Il cardellino che tiene in mano non è un semplice dettaglio, ma un simbolo di speranza e innocenza, che suggerisce la continuità della dinastia dei Medici attraverso il figlio, futuro erede della famiglia. La posizione di Giovanni vicino alla madre suggerisce il legame profondo tra loro e la protezione materna.
+INFO
'"Allegoria del trionfo di Venere" è un dipinto a olio su tavola realizzato da Agnolo Bronzino tra il 1540 e il 1545 circa. Conservato alla National Gallery di Londra dal 1860, è considerato uno dei capolavori del primo manierismo italiano.
L'opera rappresenta una scena complessa e simbolica incentrata sull'amore sensuale.
Venere, identificabile dal pomo d'oro del giudizio di Paride e dalle due colombe in basso, bacia sensualmente il figlio Cupido, il quale le solletica un capezzolo.
La dea tiene nella mano sinistra la mela d’oro, allusione al mitologico episodio del giudizio di Paride, che avrebbe consegnato la mela alla più bella delle dee.
PARMIGIANINO
Parmigianino nato a Parma nel 1503 Parmigianino si distingue per l’uso di forme allungate e curve sinuose, che conferiscono alle sue composizioni una qualità quasi surreale. Un esempio iconico di questo stile è la "Madonna dal Collo Lungo" oppure l'"Autoritratto in convitto". La sua ricerca della perfezione formale e della bellezza ideale ha avuto un impatto duraturo, tuttavia la sua carriera fu però segnata anche da difficoltà economiche e problemi legati alla sua personalità introversa. Morì a soli 37 anni, ma il suo lascito artistico continua a essere apprezzato per l'originalità e l'intensità emotiva che caratterizzano le sue opere.
La Madonna dal collo lungo è un dipinto a olio su tavola del Parmigianino, databile al 1534-1540 e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. È considerato uno dei dipinti più importanti e rappresentativi del Manierismo italiano, ispirato a un'estetica anticlassica e ricco di allusioni e trasposizioni simboliche.
La Vergine è seduta e poggia il piede destro su due cuscini, che le consentono di tenere la gamba destra piu sollevata dell'altra. Il Bambino, anch'esso innaturalmente allungato, si è addormentato sulle sue ginocchia e lei lo tiene delicatamente, circondandogli le spalle e guardandolo con orgogliosa tenerezza.
La colonna che appare dietro la figura della Madonna è un elemento architettonico che gioca un ruolo simbolico e compositivo. La colonna è un richiamo all'architettura classica, tipica del Rinascimento, ma la sua funzione qui è anche quella di enfatizzare la verticalità e l'eleganza della figura della Madonna. La colonna, infatti, sembra allungarsi in maniera armonica con il corpo della Madonna, creando un equilibrio visivo e sottolineando la sua statura ideale e sublime.
Le figure angeliche sulla sinistra nella Madonna dal Collo Lungo sono posizionate in una sorta di movimento dinamico che bilancia l’immagine e aggiunge un elemento di profondità. Questi angeli sono rappresentati con un forte senso di eleganza e fluidità, e contribuiscono a creare un contrasto con la Madonna, accentuando il suo ruolo centrale nell'opera. Gli angeli sembrano anche partecipare al senso di serenità e grazia dell’opera, come se fossero quasi “sospesi” nello spazio, contribuendo a conferire un'atmosfera mistica e idealizzata alla scena
IL Battesimo di Cristo
L'opera si trova attualmente nella Pinacoteca di Brera a Milano, uno dei musei più importanti in Italia, che ospita numerose opere rinascimentali di grande valore. La scena descritta rappresenta un momento solenne del battesimo di Gesù da parte di Giovanni nel fiume Giordano, con un forte contrasto tra le due figure principali, Gesù e il Battista.
Gesù, con le braccia incrociate, riceve il battesimo mentre Giovanni si china per raccogliere l'acqua con un bacile. Gesù, al centro dell'opera, è rappresentato ricevendo il battesimo da Giovanni nel fiume Giordano. La sua figura è idealizzata, con morbidezza nelle forme e un'attenzione alla luminosità della pelle. La postura leggermente inclinata suggerisce serenità e accettazione divina. L'espressione calma riflette il suo ruolo di Salvatore, mentre Parmigianino enfatizza la bellezza e la sacralità della scena piuttosto che l'elemento sacrificale. Giovanni Battista, raffigurato a sinistra, indossa un abito di pelle di cammello e ha una postura dinamica mentre battezza Gesù. La sua espressione è seria e solenne, riflettendo la consapevolezza del gesto sacro che sta compiendo. Pur non avendo un aspetto ieratico, la sua figura è nobile e spirituale, incarnando il ruolo di precursore e guida di Cristo.
Sopra di loro, tre angeli osservano la discesa della colomba dello Spirito Santo, simbolo della sacra presenza divina. Il paesaggio circostante include una quinta boscosa a sinistra e una strada che porta a una cittadina a destra, con due figure in lontananza. Sono rappresentati in modo fluido e sospeso sopra la scena, con linee morbide e proporzioni allungate. Un angelo tiene una bandiera, simbolo del trionfo della fede. Le loro espressioni sono serene e contemplative, contribuendo a creare un'atmosfera spirituale e mistica nell'opera.
GIULIO ROMANO
Allievo, collaboratore e continuatore dell'attività di Raffaelllo dopo la morte del maestro fu Giulio Pippi, detto Romano per le sue origini. Pittore. decoratore e architetto, nacque appunto a Roma intorno al 1499, ma le sue opere migliori e originali si trovano a Mantova, città dove Giulio si recò nel 1524 su invito del marchese Federico II di Gonzaga. Giulio Romano realizzò numerosi affreschi e decorazioni, la più celebre delle quali è la Camera dei Giganti nel Palazzo del Te, un'opera che esprime appieno il suo stile manierista, caratterizzato da una tensione emotiva e una distorsione delle forme. Morì a Mantova nel 1546, ma il suo lascito artistico continuò a influenzare generazioni di artisti.
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IL MANIERISMO
Luigi Maurizi
Created on March 28, 2025
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IL MANIERISMO
Il Manierismo è un movimento stilistico che si sviluppò in Italia e in Europa tra il 1520 e la fine del Cinquecento, collocandosi tra il Rinascimento e il Barocco, il Manierismo si distingue per l'uso di proporzioni allungate, composizioni intricate e colori vivaci. Tra i principali artisti associati a questo movimento ci sono Bronzino, Parmigianino e Pontormo. A differenza del rinascimento, che enfatizzava l'equilibrio e la proporzione, il manierismo tende a sfruttare forme allungate, angoli acuti e composizioni asimmetriche. Le opere manieriste spesso presentano figure in pose intricate ed elaborate, con una tendenza a enfatizzare l'azione e il movimento. Le opere manieriste contengono frequentemente riferimenti simbolici e allegorici, incoraggiando l'osservatore a una lettura più profonda.
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Pontormo Bronzino Parmigianino
JACOPO PONTORMO
Jacopo Carucci, detto Pontormo fu un pittore manierista italiano nato a Pontorme. Rimasto orfano in giovane età, si trasferì a Firenze, dove studiò con maestri come Leonardo da Vinci e Piero di Cosimo, sviluppando uno stile originale e innovativo. Pontormo assorbì l’eredità del Rinascimento fiorentino, ma presto si distaccò dalle regole della prospettiva e dell’armonia classica per abbracciare un linguaggio più espressivo e dinamico. Fu profondamente influenzato da Michelangelo, il cui uso dei corpi possenti e contorti si ritrova nelle sue opere. Pontormo morì nel 1557 a Firenze. Il suo stile fu portato avanti dal suo allievo Agnolo Bronzino, che divenne uno dei principali pittori della corte medicea.
Deposizione
La Deposizione di Pontormo (1526-1528), realizzata per la Cappella Capponi a Firenze, raffigura il corpo di Cristo deposto dalla croce. L'opera, esempio del Manierismo, è caratterizzata da figure allungate, colori vivaci e una composizione circolare che crea un senso di movimento e drammaticità. L'assenza di una prospettiva tradizionale e di un’ambientazione definita enfatizza l’intensità emotiva della scena. Restauri recenti hanno rivelato l’uso innovativo della tempera a uovo per ottenere toni luminosi e trasparenti. L'opera è considerata un manifesto del Manierismo per il suo stile espressivo e audace.
L'opera rappresenta il momento in cui il corpo di Cristo viene deposto dalla croce e preparato per essere trasportato al sepolcro. La scena sembra compiersi all’interno di uno spazio chiuso e decorato. Infatti, il suolo pare un piano artificiale mentre la nuvola in alto pare dipinta su di un fondale.
La Vergine mentre osserva a destra verso il figlio viene soccorsa dalle donne presenti. Sul viso di Maria si legge la sofferenza nel vedere il figlio morto. Le sue braccia si aprono in segno di disperazione mentre il corpo sembra mancare a causa del dolore.
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I ragazzi che sorreggono il Cristo, così in equilibrio sulle punte dei piedi, hanno una posizione improponibile nella realtà e per quanto si sforzino a mantenere quella salma così massiccia sembrano destinati a perderla di mano
Pier Paolo Pasolini è stato un importante intellettuale, regista, scrittore e poeta italiano. Noto per la sua critica sociale e la sua esplorazione di temi come la religione, la sessualità e l'identità culturale, Pasolini ha realizzato film iconici come "Accattone" e "Il Vangelo secondo Matteo". La sua opera spazia dalla poesia alla narrativa, affrontando sempre questioni di giustizia sociale e umanità. È stato una figura controversa e provocatoria, la cui vita si è conclusa tragicamente nel 1975.
PIERPAOLO PASOLINI
L'intervento di Pasolini sui giovani è un appello a riflettere sulla loro identità in una società dominata dal consumismo e dalla cultura di massa. Egli sottolinea l'importanza di sviluppare un pensiero critico e di mantenere una connessione autentica con le proprie radici culturali. Pasolini invita i giovani a riconoscere la propria vulnerabilità e a impegnarsi attivamente per il cambiamento sociale. Il suo messaggio resta attuale, incoraggiando i giovani a cercare valori autentici in un mondo complesso.
Nello stesso periodo di Pontormo lavora Rosso Fiorentino, un'artista altrettanto importante di cui PierPaolo Pasolini si ispira nelle sue opere per la riproduzione di un film.
In passato, si pensava che il giovane ritratto fosse Francesco Guardi, un soldato della Repubblica Fiorentina durante l'assedio di Firenze. Alcuni studiosi hanno suggerito che potrebbe trattarsi di Cosimo I de' Medici, dopo la sua vittoria nella battaglia di Montemurlo nel 1537, basandosi su dettagli come la catena d'oro e la spilla indossate dal giovane. L'opera faceva parte delle collezioni dei Riccardi a Firenze e successivamente passò attraverso diverse collezioni private.
Il dipinto raffigura un giovane in piedi, ritratto fino al bacino, con uno sfondo che suggerisce un bastione in pietra. Il ragazzo tiene saldamente l'asta dell'alabarda con la mano destra, mentre la sinistra è posata sull'anca.
L'abbigliamento è ricco e dettagliato: calzoni rossi, una cintola con spada che sottolinea un girovita sottile, una casacca volumosa, una collana d'oro, una camicia bianca con polsini a sbuffo e un berretto rosso decorato con una piuma e una gemma raffigurante Ercole e Anteo.
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Agnolo Bronzino
Agnolo Bronzino (1503–1572) è stato un pittore italiano, uno degli esponenti più importanti del Manierismo e uno dei principali artisti alla corte dei Medici a Firenze. Bronzino fu allievo di Pontormo, ma la sua arte si distingue per uno stile più elegante, raffinato e compositivo, caratterizzato da una precisione formale e una grande attenzione ai dettagli, in particolare nei ritratti. Le sue opere sono note per l'accuratezza nelle figure e nelle composizioni. Bronzino usava colori brillanti e una luce morbida, ma era anche molto preciso nei dettagli anatomici e nei giochi di luce. Come citato in precedenza a differenza di altri artisti manieristi, Bronzino tende a mantenere un tono freddo e distaccato nelle sue rappresentazioni, soprattutto nei ritratti.
Il ritratto fu commissionato dal granduca Cosimo I de' Medici per celebrare sua moglie Eleonora di Toledo, figlia del viceré di Napoli, Pedro Álvarez de Toledo, e del loro figlio Giovanni de' Medici, nato nel 1543.
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Eleonora di Toledo è ritratta in una posizione severa, quasi imperiosa, con una postura elegante e maestosa. È seduta su una poltrona, con il corpo rivolto verso lo spettatore, ma con il volto e lo sguardo leggermente orientati a sinistra. La sua espressione è composta e dignitosa, in sintonia con la sua posizione di potere come duchessa di Firenze. l volto di Eleonora è dipinto con una perfezione quasi statuaria, privo di emozioni evidenti, ma con una bellezza regale che rispecchia l'ideale di eleganza e compostezza dell'epoca. La sua acconciatura, tipica dell'epoca rinascimentale, è composta da una serie di riccioli ben definiti, arricchiti da una corona o una fascia che incornicia la testa.
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La figura di Eleonora è avvolta in un sontuoso abito di broccato nero, riccamente decorato con motivi dorati a forma di arabeschi, simbolo della sua nobiltà e status aristocratico. L'abito, che copre quasi completamente la sua figura, è arricchito da una sottile bordatura di pelliccia bianca, che aggiunge un ulteriore tocco di lusso.
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Il figlio Giovanni è collocato accanto a lei, in piedi, tenendo un cardellino in mano. L'infante ha un'espressione dolce e un po' curiosa, ed è vestito con un elegante abito rosso e oro, che riflette la ricchezza della famiglia medicea. Il cardellino che tiene in mano non è un semplice dettaglio, ma un simbolo di speranza e innocenza, che suggerisce la continuità della dinastia dei Medici attraverso il figlio, futuro erede della famiglia. La posizione di Giovanni vicino alla madre suggerisce il legame profondo tra loro e la protezione materna.
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'"Allegoria del trionfo di Venere" è un dipinto a olio su tavola realizzato da Agnolo Bronzino tra il 1540 e il 1545 circa. Conservato alla National Gallery di Londra dal 1860, è considerato uno dei capolavori del primo manierismo italiano. L'opera rappresenta una scena complessa e simbolica incentrata sull'amore sensuale.
Venere, identificabile dal pomo d'oro del giudizio di Paride e dalle due colombe in basso, bacia sensualmente il figlio Cupido, il quale le solletica un capezzolo.
La dea tiene nella mano sinistra la mela d’oro, allusione al mitologico episodio del giudizio di Paride, che avrebbe consegnato la mela alla più bella delle dee.
PARMIGIANINO
Parmigianino nato a Parma nel 1503 Parmigianino si distingue per l’uso di forme allungate e curve sinuose, che conferiscono alle sue composizioni una qualità quasi surreale. Un esempio iconico di questo stile è la "Madonna dal Collo Lungo" oppure l'"Autoritratto in convitto". La sua ricerca della perfezione formale e della bellezza ideale ha avuto un impatto duraturo, tuttavia la sua carriera fu però segnata anche da difficoltà economiche e problemi legati alla sua personalità introversa. Morì a soli 37 anni, ma il suo lascito artistico continua a essere apprezzato per l'originalità e l'intensità emotiva che caratterizzano le sue opere.
La Madonna dal collo lungo è un dipinto a olio su tavola del Parmigianino, databile al 1534-1540 e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. È considerato uno dei dipinti più importanti e rappresentativi del Manierismo italiano, ispirato a un'estetica anticlassica e ricco di allusioni e trasposizioni simboliche.
La Vergine è seduta e poggia il piede destro su due cuscini, che le consentono di tenere la gamba destra piu sollevata dell'altra. Il Bambino, anch'esso innaturalmente allungato, si è addormentato sulle sue ginocchia e lei lo tiene delicatamente, circondandogli le spalle e guardandolo con orgogliosa tenerezza.
La colonna che appare dietro la figura della Madonna è un elemento architettonico che gioca un ruolo simbolico e compositivo. La colonna è un richiamo all'architettura classica, tipica del Rinascimento, ma la sua funzione qui è anche quella di enfatizzare la verticalità e l'eleganza della figura della Madonna. La colonna, infatti, sembra allungarsi in maniera armonica con il corpo della Madonna, creando un equilibrio visivo e sottolineando la sua statura ideale e sublime.
Le figure angeliche sulla sinistra nella Madonna dal Collo Lungo sono posizionate in una sorta di movimento dinamico che bilancia l’immagine e aggiunge un elemento di profondità. Questi angeli sono rappresentati con un forte senso di eleganza e fluidità, e contribuiscono a creare un contrasto con la Madonna, accentuando il suo ruolo centrale nell'opera. Gli angeli sembrano anche partecipare al senso di serenità e grazia dell’opera, come se fossero quasi “sospesi” nello spazio, contribuendo a conferire un'atmosfera mistica e idealizzata alla scena
IL Battesimo di Cristo
L'opera si trova attualmente nella Pinacoteca di Brera a Milano, uno dei musei più importanti in Italia, che ospita numerose opere rinascimentali di grande valore. La scena descritta rappresenta un momento solenne del battesimo di Gesù da parte di Giovanni nel fiume Giordano, con un forte contrasto tra le due figure principali, Gesù e il Battista.
Gesù, con le braccia incrociate, riceve il battesimo mentre Giovanni si china per raccogliere l'acqua con un bacile. Gesù, al centro dell'opera, è rappresentato ricevendo il battesimo da Giovanni nel fiume Giordano. La sua figura è idealizzata, con morbidezza nelle forme e un'attenzione alla luminosità della pelle. La postura leggermente inclinata suggerisce serenità e accettazione divina. L'espressione calma riflette il suo ruolo di Salvatore, mentre Parmigianino enfatizza la bellezza e la sacralità della scena piuttosto che l'elemento sacrificale. Giovanni Battista, raffigurato a sinistra, indossa un abito di pelle di cammello e ha una postura dinamica mentre battezza Gesù. La sua espressione è seria e solenne, riflettendo la consapevolezza del gesto sacro che sta compiendo. Pur non avendo un aspetto ieratico, la sua figura è nobile e spirituale, incarnando il ruolo di precursore e guida di Cristo.
Sopra di loro, tre angeli osservano la discesa della colomba dello Spirito Santo, simbolo della sacra presenza divina. Il paesaggio circostante include una quinta boscosa a sinistra e una strada che porta a una cittadina a destra, con due figure in lontananza. Sono rappresentati in modo fluido e sospeso sopra la scena, con linee morbide e proporzioni allungate. Un angelo tiene una bandiera, simbolo del trionfo della fede. Le loro espressioni sono serene e contemplative, contribuendo a creare un'atmosfera spirituale e mistica nell'opera.
GIULIO ROMANO
Allievo, collaboratore e continuatore dell'attività di Raffaelllo dopo la morte del maestro fu Giulio Pippi, detto Romano per le sue origini. Pittore. decoratore e architetto, nacque appunto a Roma intorno al 1499, ma le sue opere migliori e originali si trovano a Mantova, città dove Giulio si recò nel 1524 su invito del marchese Federico II di Gonzaga. Giulio Romano realizzò numerosi affreschi e decorazioni, la più celebre delle quali è la Camera dei Giganti nel Palazzo del Te, un'opera che esprime appieno il suo stile manierista, caratterizzato da una tensione emotiva e una distorsione delle forme. Morì a Mantova nel 1546, ma il suo lascito artistico continuò a influenzare generazioni di artisti.
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