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Opera nazionale Balilla e tempo libero nel fascismo

VICINI VITTORIA

Created on March 26, 2025

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La canzone venne adottata come inno ufficiale dei Balilla dell'Opera nazionale balilla e venne eseguita periodicamente durante le adunate del sabato fascista.Questo inno prendeva ad esempio dalla figura del giovane detto "Balilla", eroe della Rivolta di Genova del 1746 che per primo scagliò la pietra della rivolta, e vennero scacciati gli austriaci che occupavano la città.

IL TEMPO LIBERO

Uno degli strumenti più importanti per coinvolgere la popolazione e plasmarne il pensiero fu la creazione di organizzazioni di massa. Vennero fondate organizzazioni di massa che dovevano gestire le attività ginnico-sportive e del tempo libero (come l’Opera nazionale balilla e l’Opera nazionale dopolavoro); A partire dal 1929 si sviluppò anche il dopolavoro agricolo e alla fine degli anni Venti venne messo a punto un programma ricreativo femminile, che implicava un accurato addestramento per "l’elevazione morale" delle donne nella società fascista, e corsi di pronto soccorso ed economia domestica.

L'Opera Nazionale Balilla L'Opera Nazionale Balilla aveva come obiettivo l' educazione fisica e morale dei ragazzi e ragazze fino ai 18 anni. Quest'organizzazione aveva come obiettivo esaltare la guerra e farla sembrare positiva. Durante l'Opera Nazionale Balilla si facevano delle parate , esibizioni ginniche e militari che trasmettevano un' idea di forza e di salute ma soprattutto un senso di appartenenza, che veniva accentuato grazie all'uso di divise apposite per questi eventi . Durante il fascismo inoltre lo sport era considerato essenziale per: -creare una "razza guerriera" -un fondamentale mezzo di propaganda politica -un mezzo adatto allo svago e al miglioramento estetico. Gli sport di squadra (come il calcio, il rugby, la pallacanestro, tiro a segno, scherma...) erano considerati i più adatti al raggiungimento di questi obiettivi, perciò essi furono favoriti a scapito di altri, come il ciclismo, visto come sport individualista. L’attività sportiva fu rivolta anche alle donne, ma per loro l’obiettivo principale era quello di creare organismi sani, pronti donare al paese una prole numerosa. Erano perciò riservate a loro sport ritenuti “minori”, come la pallavolo. Inoltre, l’educazione fisica delle ragazze creò forti tensioni con la Chiesa Cattolica, che non vedeva di buon occhio le sfilate pubbliche di centinaia di giovani in tenute sportive.