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Scultura a tutto tondo
Mario Caputo
Created on March 24, 2025
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Transcript
Mariano Caputo Giuseppe Peschechera 1^BQ
Scultura a tutto tondo
Fase dedalica
La dama di auxerre
La Dama di Auxerre è una celebre statuetta risalente all'antica Grecia, datata intorno al 650-600 a.C. e scoperta nel 1907 nel sito archeologico di Auxerre, in Francia. Questa scultura femminile è caratterizzata da un'elegante verticalità e da un'estetica semplice, tipica dello stile geometrico dell'epoca. La figura, alta circa 60 centimetri, presenta una posa rigida e una veste decorata con motivi geometrici. È considerata un esempio significativo dell'arte greca arcaica, riflettendo l'evoluzione della scultura e dell'iconografia femminile in quel periodo. La Dama di Auxerre è attualmente conservata nel Museo delle Belle Arti di Auxerre.
Periodo Arcaico
Kleobi e Bitone
Fase Dorica
Kleobi e Bitone sono figure della mitologia greca, spesso associati a racconti di devozione e amore fraterno. Sono noti soprattutto per la loro storia narrata da Erodoto e da altri autori antichi. Secondo la leggenda, erano due giovani fratelli appartenenti alla città di Argos. Si dice che i due fossero così devoti ai loro genitori, in particolare alla loro madre, che quando si ammalò, decisero di sacrificare le loro vite per onorare gli dei e guadagnarsi così la loro benevolenza. Dopo aver pregato e chiesto un segno, si addormentarono in un tempio, e quando furono trovati, si scoprirono morti. Gli dei, colpiti dalla loro dedizione, li trasformarono in stelle, unendoli nel cielo per l'eternità. Questa storia rappresenta valori come il sacrificio, la lealtà e l'amore familiare, rendendo Kleobi e Bitone simboli di virtù e devozione.
Fase Ionica
Hera di Samo
L'Hera di Samo è un antico tempio dedicato alla dea Hera, situato sull'isola greca di Samo. Costruito nel VI secolo a.C., è considerato uno dei più importanti esempi di architettura religiosa dell'epoca arcaica. Il tempio presenta uno stile ionico con colonne slanciate e un piano rettangolare, simile a quello del famoso tempio di Hera a Olimpia. L'Hera di Samo era famoso anche per la sua grande statua della dea, realizzata dallo scultore Policleto, che simboleggiava la fertilità e la maternità. Questo tempio non solo aveva un'importanza religiosa, ma anche culturale e sociale, fungendo da centro di pellegrinaggio per i devoti di Hera. Oggi, il sito è una meta turistica e archeologica, offrendo un'importante testimonianza della storia e dell'arte greca.
Fase Ionica
Kouros di Milo
Il Kouros di Milo è una statua dell'antica Grecia che risale al VII secolo a.C. Si tratta di un esempio rappresentativo della scultura greca arcaica, in particolare della tipologia "kouros", che indica figure maschili giovani raffigurate in posizione eretta, spesso nudi. Questa statua, realizzata in marmo, è caratterizzata da proporzioni idealizzate e da un rigido schema compositivo. Il Kouros di Milo presenta una testa ovale, un viso espressivo con occhi a mandorla e una bocca accennata, mentre il corpo è muscoloso e ben definito, riflettendo l'ideale di bellezza maschile dell'epoca. Le braccia sono sollevate lungo i fianchi e le gambe sono leggermente distanziate, conferendo alla figura un senso di stabilità. Un aspetto interessante del Kouros di Milo è la sua forte somiglianza con altre statue kouros, suggerendo l'esistenza di un linguaggio artistico condiviso nell'antica Grecia.
Periodo Classico
Auriga di Delfi
Età Severa
L'Auriga di Delfi è una famosa statua di bronzo dell'antica Grecia, databile al V secolo a.C., rinvenuta nel santuario di Delfi nel 1896. Questo capolavoro rappresenta un auriga, ovvero un conducente di carro da corsa, ed è considerato uno dei migliori esempi di scultura greca dell'epoca classica. La statua è caratterizzata da una postura elegante e da dettagli accurati, come il drappeggio del mantello e l'espressione concentrata del volto, che trasmette dignità e maestria. L'opera è particolarmente nota per il suo realismo e per la rappresentazione della figura umana, che esprime una vivace emozione attraverso il movimento e l'equilibrio. L'Auriga di Delfi è stata realizzata probabilmente per commemorare la vittoria in una gara di carri e serviva a celebrare la potenza e la virtù dell'atleta, evidenziando l'importanza del mondo delle corse nelle competizioni panelleniche. Oggi, l'Auriga è esposta nel Museo archeologico di Delfi ed è considerata uno dei simboli dell'arte greca antica.
Età Severa
Il "Zeus di Capo Artemisio" è una straordinaria scultura in bronzo realizzata attorno al V secolo a.C., scoperta nel 1926 nei fondali marini di Capo Artemisio, vicino alla costa dell'Attica, in Grecia. Questa statua rappresenta il dio Zeus, una delle principali divinità dell'antica religione greca e re degli dèi dell'Olimpo. La scultura è caratterizzata da una postura dignitosa e maestosa, con una muscolatura ben definita che evidenzia la potenza e il dominio del dio. Zeus viene rappresentato con un'espressione seria e concentrata, sottolineando il suo status divino e autoritario. Spesso è raffigurato con un fulmine in mano, simbolo del suo potere e capacità di punire gli infedeli. Il bronzo usato per la statua ha reso possibile una grande attenzione ai dettagli e una finitura raffinata. Le proporzioni sono armoniose e l'equilibrio tra le bocche e le forme del corpo contribuiscono a conferire un senso di movimento e vitalità.
Zeus di Capo Artemisio
Età Severa
I Bronzi di Riace sono due statue di bronzo, note per la loro straordinaria bellezza e per il loro stato di conservazione, risalenti all'antica Grecia, databili al V secolo a.C. Sono state scoperte nel 1972 nei fondali marini di Riace, un comune della Calabria, da un subacqueo di nome Stefano Mariottini. Le due statue, comunemente chiamate "Bronzo A" e "Bronzo B", rappresentano guerrieri greci, probabilmente appartenenti alla scuola di scultura attica. Le statue misurano circa 2 metri di altezza e sono realizzate con una tecnica di fusione a cera persa, che permetteva di ottenere dettagli intricati e una grande espressività. Il "Bronzo A" è considerato il più ben conservato dei due, ed è caratterizzato da una postura eretta e da un'espressione intensa. Il "Bronzo B", invece, presenta alcune evidenti riparazioni, ma è comunque un esempio notevole di scultura greca. Entrambi i bronzi sono decorati con dettagli raffinati, come i capelli ricci e le muscolature scolpite in modo realistico, che conferiscono alle statue un senso di vitalità e movimento.
Bronzi di Riace
Classicismo
Discobolo di Mirone
Il Discobolo è una celebre statua greca raffigurante un atleta intento a lanciare il disco. Realizzata dallo scultore Mirone nel V secolo a.C., l'opera rappresenta un esempio di perfezione anatomica e di movimento dinamico tipica dell'arte classica. La figura è caratterizzata da una posa atletica, in cui il corpo è teso e concentrato, evidenziando la bellezza dei muscoli e l'armonia delle proporzioni. Sebbene l'originale sia andato perduto, numerose copie romane permettono di apprezzare il suo valore artistico e simbolico, rappresentando non solo il trionfo dello sportivo, ma anche l'ideale di bellezza e virtù dell'antica Grecia.
Classicismo
Doriforo di Policleto
Il Doriforo è una delle statue più celebri dell'antichità, realizzata dallo scultore greco Policleto intorno al V secolo a.C. Questa scultura rappresenta un giovane atleta nudo in procinto di lanciare un giavellotto, e incarna l'ideale di bellezza e proporzione fisica dell'epoca. La figura del Doriforo è caratterizzata da un'armonia di forme e da un equilibrio tra tensione e rilascio. Policleto utilizzò un sistema di proporzioni noto come "canonico", creando un modello ideale di corpo umano. La postura del giovane è esemplificativa di un movimento naturale: il peso del corpo è distribuito su una gamba, mentre l'altra gamba è leggermente sollevata, conferendo alla figura un senso di dinamismo. Un altro aspetto distintivo del Doriforo è l'attenzione ai particolari anatomi del corpo: i muscoli sono resi con grande realismo, e la scultura evidenzia la bellezza della forma umana nella sua totalità.
Menade Danzante
Tardoclassicismo
La menade danzante è una figura della mitologia e della cultura greca, associata al culto di Dionisio, il dio del vino, delle feste e della fertilità. Le menadi, o bacanti, erano donne devotate al dio, note per la loro eccitante e frenetica danza in onore di Dionisio. La loro danza era caratterizzata da movimenti liberi e intensi, spesso eseguiti in ambienti naturali, come boschi e montagne, dove si sentivano libere di esprimere la loro connessione con il divino e la natura. Indossavano tuniche fluide, spesso decorate con elementi della natura come foglie di vite e fiori, e portavano simboli come il tirso, un bastone decorato con pigne e viti. Le menadi danzanti erano spesso rappresentate in opere d'arte come statue, dipinti e affreschi, in cui il loro comportamento estatico rifletteva il senso di liberazione e trascendenza.
Hermes e Dioniso
Tardoclassicismo
La scultura di Prassitele, conosciuta come "Hermes con Dioniso", è un'opera significativa della scultura greca antica, risalente al IV secolo a.C. Questa statua rappresenta Hermes, il messaggero degli dèi, mentre tiene in braccio il giovane Dioniso, il dio del vino e della festa. La figura di Hermes è caratterizzata da una posa rilassata e naturale, che riflette la maestria di Prassitele nel rappresentare il corpo umano. La scultura è notoria per il suo realismo e la sua eleganza, con un attento studio delle proporzioni e dei dettagli anatomici. Hermes è spesso rappresentato nudo, mostrando il suo fisico atletico, con un'espressione serena e benevola. La sua postura, con un leggero inclino del corpo e un movimento fluido delle braccia, conferisce all'opera una sensazione di dinamismo. Dioniso, tradizionalmente raffigurato come un bambino in braccio a Hermes, simboleggia l'infanzia e la futura potenza del dio che porterà il vino e il piacere. La bellezza di questa scultura risiede anche nella relazione affettuosa tra Hermes e Dioniso, che simboleggia la protezione e la guida.