La Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo
Claudia Carobene, Federico Dimuro, Lorenzo Moretti
La Riserva
La Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, situata nella parte orientale della regione Friuli Venezia Giulia lungo l’ultimo tratto del fiume, si sviluppa su un territorio compreso nei comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumicello e Grado. Copre una superficie di 2.338 ettari, 1.154 dei quali in ambiti marini.
L'ecosistema
La Riserva si estende nell’estremo orientale della pianura Padana e comprende l’ultima parte del settore fluviale di alta pianura, caratterizzato da alluvioni ghiaiose. Nella parte più meridionale dell’area si trova l’intero ambito di foce, ancora in buona parte palustre, caratterizzato dalle alluvioni argillose salmastre e dai depositi sabbiosi della barra di foce che emergono con alcuni isolotti.
Isola della Cona
Il principale punto d’interesse della Riserva è la parte finale denominata “Isola della Cona”, zona nella quale sono stati effettuati una serie di interventi che hanno portato alla creazione di una palude temporanea d’acqua dolce, denominata “il Ripristino”. Questi interventi, hanno incrementato notevolmente il numero delle specie legate agli ambienti umidi ed in particolare l’avifauna per la quale si segnala la presenza di oltre 320 specie di uccelli fra migratori, svernanti, estivanti e stazionari.
Nei pressi della foce del fiume Isonzo, è presente l’area del Caneo caratterizzata da un’estensione notevole di canneti e scirpeti, importante dormitorio per il Falco di palude e l’Albanella reale. Nell’area sono presenti una struttura ricettiva privata, una torretta per l’osservazione degli isolotti alla foce, un piccolo villaggio di pescatori ed una pista ciclabile che porta a Grado passando per la Riserva naturale regionale Valle Cavanata.
Falco di palude
Albanella reale
Un altro sito decisamente interessante si trova nella parte più orientale della Riserva ed è l’area di Punta barene e del Bosco Alberoni.
1895
1939
1983
Viene costruita la diga che collega la Cona alla terraferma, parte dei terreni vengono circondati da argini e coltivati.
L'Isonzo rompe gli argini e invade il canale Quarantia. Il collegamento via terra è interrotto e la Cona diventa un’isola.
Viene avviato un progetto che prevede il ripristino di aree palustri dolci e la realizzazione di un Centro Visite.
1989
1996
1997-98
L'osservatorio della Marinetta viene costruito e 30 ettari di campi riallagati. viene realizzata la oggi sede del “Museo della Papera”.
viene approvata la legge regionale n. 42 che istituisce la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo
La Riserva viene compresa in un “Sito di Importanza Comunitaria” e in una “Zona di Protezione Speciale”
2000-02
2007
2010
viene avviata l’attività della Stazione Biologica Isola della Cona con il compito di fornire le direttive tecnico scientifiche per la gestione e i futuri progetti.
La Riserva è stata riconosciuta come la migliore area d’Italia per il birdwatching dall' associazione European Birdwatching Network
Alla riserva viene attribuito un premio internazionale (Green Globe Award), per il “miglior progetto di rinaturazione”.
Sentieri: PERCORSO AD ANELLO SENTIERO VERSO LA FOCE
Percorso ad anello
- Lunghezza: 2 km
- Difficoltà: facile ed adatto a tutti
- Accessibilità: ci sono alcuni gradini da superare e una passerella in legno.
Il Tarabuso è un uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi.
Incamminandosi lungo il percorso ad anello si nota subito una particolare struttura di legno: si tratta di un recinto per i cavalli e i bovini. I cavalli presenti in Riserva sono di razza Camargue.
Nei piccoli specchi d’acqua che si incontrano lungo il percorso pedonale si potranno osservare facilmente nei mesi primaverili parecchi animali, come ad esempio la rara testuggine palustre, un rettile che può raggiungere 35 centimetri di lunghezza e la biscia d’acqua, un innocuo serpente molto comune nelle zone umide e presso gli stagni: può raggiungere il metro e cinquanta di lunghezza ma è innocuo.
Interessanti da osservare sono anche i tritoni, anfibi comuni negli stagni.
Saranno anche facilmente visibili, nelle stagioni calde, le delicate libellule. Dopo la schiusa delle uova conducono una fase di vita acquatica sotto forma di ninfa; le ninfe sono in realtà notevoli predatori e possono catturare e divorare prede delle dimensioni di un girino. La ninfa si trasformerà poi nell’insetto adulto.
percorso ad anello
Animali
Gli osservatori
Il primo osservatorio che si incontra lungo il percorso è detto “del piropiro”, da qui nei mesi estivi si può osservare una numerosa colonia di gruccioni.
Gli osservatori sono stati costruiti con lo scopo di nascondere almeno parzialmente alla vista degli uccelli selvatici la sagoma di chi osserva: in questo modo gli animali sentendosi più sicuri e tranquilli si avvicinano maggiormente ed è perciò possibile ammirarli o fotografarli a breve distanza.
Il secondo osservatorio che si incontra è quello della “Pavoncella”, un caratteristico ed elegante uccello.
Terzo osservatorio è quello del “Cavaliere d’Italia”. Questo osservatorio si affaccia sulle zone d'acqua più spesso allagate, alternate a isolotti emergenti.
Di seguito si incontra l’osservatorio del Palòt: anatra caratteristica per il becco molto grande ed allargato
Il percorso arriva quindi al grande osservatorio della Marinetta: questo edificio, perfettamente inserito nel paesaggio locale, si sviluppa su tre piani.
Più avanti si incontrano altri due ampi osservatori: quello detto del Capriolo e quello della Volpe.
L’ultimo osservatorio è quello della girogola, un piccolo uccello che ama frequentare i folti canneti, come quelli visibili attraverso le feritoie dell’osservatorio.
Percorso ad anello
Sentiero verso la foce
- Lunghezza: 5 km. E’ poi necessario ripercorrere la medesima strada a ritroso
- Difficoltà: facile
- Accessibilità: ci sono alcuni gradini da superare e potrebbe capitare di dover attraversare tratti molto fangosi o parzialmente allagati
Il martin pescatore è un piccolo uccello coraciforme della famiglia degli Alcedinidi.
Gli osservatori
sentiero verso la foce
Il percorso si separa da quello “ad anello” dopo aver superato l’osservatorio della Pavoncella. Oltrepassato l’argine, il sentiero attraversa una zona di bosco fino all’osservatorio detto del Biancospino.
Superato il punto cosiddetto di “Mezza Cona” si arriva all’ultimo osservatorio attrezzato in direzione della foce: l’osservatorio del “Cioss”
Nella zona di marea, durante tutto l’anno, si osserva numeroso il chiurlo maggiore (Numenius arquata), simbolo della Riserva La fine del percorso corrisponde al Canale della Idrovia Litoranea Veneta, che si raggiunge dopo avere attraversato un’area parzialmente occupata da alcuni casoni lagunari.
Grazie per l'attenzione!
La Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo
CAROBENE CLAUDIA
Created on March 24, 2025
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La Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo
Claudia Carobene, Federico Dimuro, Lorenzo Moretti
La Riserva
La Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, situata nella parte orientale della regione Friuli Venezia Giulia lungo l’ultimo tratto del fiume, si sviluppa su un territorio compreso nei comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumicello e Grado. Copre una superficie di 2.338 ettari, 1.154 dei quali in ambiti marini.
L'ecosistema
La Riserva si estende nell’estremo orientale della pianura Padana e comprende l’ultima parte del settore fluviale di alta pianura, caratterizzato da alluvioni ghiaiose. Nella parte più meridionale dell’area si trova l’intero ambito di foce, ancora in buona parte palustre, caratterizzato dalle alluvioni argillose salmastre e dai depositi sabbiosi della barra di foce che emergono con alcuni isolotti.
Isola della Cona
Il principale punto d’interesse della Riserva è la parte finale denominata “Isola della Cona”, zona nella quale sono stati effettuati una serie di interventi che hanno portato alla creazione di una palude temporanea d’acqua dolce, denominata “il Ripristino”. Questi interventi, hanno incrementato notevolmente il numero delle specie legate agli ambienti umidi ed in particolare l’avifauna per la quale si segnala la presenza di oltre 320 specie di uccelli fra migratori, svernanti, estivanti e stazionari.
Nei pressi della foce del fiume Isonzo, è presente l’area del Caneo caratterizzata da un’estensione notevole di canneti e scirpeti, importante dormitorio per il Falco di palude e l’Albanella reale. Nell’area sono presenti una struttura ricettiva privata, una torretta per l’osservazione degli isolotti alla foce, un piccolo villaggio di pescatori ed una pista ciclabile che porta a Grado passando per la Riserva naturale regionale Valle Cavanata.
Falco di palude
Albanella reale
Un altro sito decisamente interessante si trova nella parte più orientale della Riserva ed è l’area di Punta barene e del Bosco Alberoni.
1895
1939
1983
Viene costruita la diga che collega la Cona alla terraferma, parte dei terreni vengono circondati da argini e coltivati.
L'Isonzo rompe gli argini e invade il canale Quarantia. Il collegamento via terra è interrotto e la Cona diventa un’isola.
Viene avviato un progetto che prevede il ripristino di aree palustri dolci e la realizzazione di un Centro Visite.
1989
1996
1997-98
L'osservatorio della Marinetta viene costruito e 30 ettari di campi riallagati. viene realizzata la oggi sede del “Museo della Papera”.
viene approvata la legge regionale n. 42 che istituisce la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo
La Riserva viene compresa in un “Sito di Importanza Comunitaria” e in una “Zona di Protezione Speciale”
2000-02
2007
2010
viene avviata l’attività della Stazione Biologica Isola della Cona con il compito di fornire le direttive tecnico scientifiche per la gestione e i futuri progetti.
La Riserva è stata riconosciuta come la migliore area d’Italia per il birdwatching dall' associazione European Birdwatching Network
Alla riserva viene attribuito un premio internazionale (Green Globe Award), per il “miglior progetto di rinaturazione”.
Sentieri: PERCORSO AD ANELLO SENTIERO VERSO LA FOCE
Percorso ad anello
Il Tarabuso è un uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi.
Incamminandosi lungo il percorso ad anello si nota subito una particolare struttura di legno: si tratta di un recinto per i cavalli e i bovini. I cavalli presenti in Riserva sono di razza Camargue. Nei piccoli specchi d’acqua che si incontrano lungo il percorso pedonale si potranno osservare facilmente nei mesi primaverili parecchi animali, come ad esempio la rara testuggine palustre, un rettile che può raggiungere 35 centimetri di lunghezza e la biscia d’acqua, un innocuo serpente molto comune nelle zone umide e presso gli stagni: può raggiungere il metro e cinquanta di lunghezza ma è innocuo. Interessanti da osservare sono anche i tritoni, anfibi comuni negli stagni. Saranno anche facilmente visibili, nelle stagioni calde, le delicate libellule. Dopo la schiusa delle uova conducono una fase di vita acquatica sotto forma di ninfa; le ninfe sono in realtà notevoli predatori e possono catturare e divorare prede delle dimensioni di un girino. La ninfa si trasformerà poi nell’insetto adulto.
percorso ad anello
Animali
Gli osservatori
Il primo osservatorio che si incontra lungo il percorso è detto “del piropiro”, da qui nei mesi estivi si può osservare una numerosa colonia di gruccioni. Gli osservatori sono stati costruiti con lo scopo di nascondere almeno parzialmente alla vista degli uccelli selvatici la sagoma di chi osserva: in questo modo gli animali sentendosi più sicuri e tranquilli si avvicinano maggiormente ed è perciò possibile ammirarli o fotografarli a breve distanza. Il secondo osservatorio che si incontra è quello della “Pavoncella”, un caratteristico ed elegante uccello. Terzo osservatorio è quello del “Cavaliere d’Italia”. Questo osservatorio si affaccia sulle zone d'acqua più spesso allagate, alternate a isolotti emergenti. Di seguito si incontra l’osservatorio del Palòt: anatra caratteristica per il becco molto grande ed allargato Il percorso arriva quindi al grande osservatorio della Marinetta: questo edificio, perfettamente inserito nel paesaggio locale, si sviluppa su tre piani. Più avanti si incontrano altri due ampi osservatori: quello detto del Capriolo e quello della Volpe. L’ultimo osservatorio è quello della girogola, un piccolo uccello che ama frequentare i folti canneti, come quelli visibili attraverso le feritoie dell’osservatorio.
Percorso ad anello
Sentiero verso la foce
Il martin pescatore è un piccolo uccello coraciforme della famiglia degli Alcedinidi.
Gli osservatori
sentiero verso la foce
Il percorso si separa da quello “ad anello” dopo aver superato l’osservatorio della Pavoncella. Oltrepassato l’argine, il sentiero attraversa una zona di bosco fino all’osservatorio detto del Biancospino. Superato il punto cosiddetto di “Mezza Cona” si arriva all’ultimo osservatorio attrezzato in direzione della foce: l’osservatorio del “Cioss” Nella zona di marea, durante tutto l’anno, si osserva numeroso il chiurlo maggiore (Numenius arquata), simbolo della Riserva La fine del percorso corrisponde al Canale della Idrovia Litoranea Veneta, che si raggiunge dopo avere attraversato un’area parzialmente occupata da alcuni casoni lagunari.
Grazie per l'attenzione!