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Le censure musicali nei regimi totalitari
Tommaso
Created on March 24, 2025
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Transcript
Le censure musicali nei regimi totalitari
censura stalinista
Nel regime stalinista la censura si presentò principalmente nella politica, arti di ogni genere,letteratura, musica e pittura.
censura nazista
Nel regime nazista la censura si presentò principalmente nei media, cinema, musica,letteratura,arte,scuola, teatro.
censura fascista
Nel fascismo, la censura si presentò principalmente nella musica, libri, film, pezzi teatrali. Nella musica, si manifestò soprattutto nel Jazz
Il formalismo musicale stalinista
Per formalismo si intende la ricerca eccessiva della perfezione stalinistica sostenendo quindi che ogni arte trova il "bello" solo in sè stessa e nella sua forma e non più nel sentimento. Il formalismo nasce in Russia negli anni 1914-1915.
Lady Macbeth del Distretto di Mcensk
Lady Macbeth del Distretto di Mcensk è un opera che segnò l'inizio dei problemi di Sostakovic che andava contro il realismo socialista.E' stata composta nel 1932 e doveva essere la prima opera di una trilogia poi lasciata interrotta. La trama è molto complessa, degna di cronaca nera. Ekaterina L'vna Izamajlova è una donna sposata che si innamora di Sergey, un servo del suocero violento. I due amanti uccidono prima il suocero e poi il marito, ma scoperti, finiscono deportati in Siberia.
Musica e Nazismo
Per i nazisti , la musica rappresentava un potere speciale, simbolo della grande tradizione tedesca con compositori come Mozart, Bach e Beethoven. Le nuove tendenze artistiche moderne erano viste come una minaccia e la "degenerazione" della musica tedesca era associata alla decadenza del Paese.
Artisti ebrei
Dopo il 1933, i nazisti iniziarono a licenziare musicisti ebrei e a bandire le loro opere, accusandoli di corrompere i valori tedeschi. Molti musicisti ebrei emigrarono all'estero, soprattutto negli Stati Uniti, Inghilterra e Palestina.
Canzoni censura fascista
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Un esempio può essere"Faccetta nera", è una canzona che esalta la figura del re e del duce per il fatto di aver conquistato l'Etiopia. Inizialmente come testo venne accettato, dopo un po' di tempo la canzone venne censurata semplicemente per il fatto che era considerata poco razzista.
Censura e non-censura
Le canzoni che venivano pubblicizzate dai fascisti, seguivano temi come la politica, per portare la gente a sostenere il duce e la guerra. Molte canzoni tra cui Faccetta Nera, furono vittime di censura perchè non abbastanza razziste e quindi fasciste. Nel 1933 si affermò che tutti i nuovi testi originali delle canzoni da pubblicare dovevano essere prima approvati dalla censura. Le canzoni che vennero proibite furono molte per variati motivi motivi. Nel 1940 fu censurata Signora Illusione. Il testo attirò l'attenzione dei censori a causa di un verso; Dopodichè tutta la canzone venne fraintesa e censurata definitivamente. Spesso nella censura i doppisensi vengono riscritti dai fascisti stessi e non dall'autore del testo che non comprende il motivo della censura. I censori ascoltando le canzoni cercavano di trovare, o nella melodia o nel testo della canzone, un sentimento che contrastava il regime dell'epoca. La seconda è la canzone scritta da Gorni Kramer e musicata da Mario Peunzeri. Oltre alle forme dirette di censura delle canzoni con le leggi nozziali ci fu una proibizione della musica scritta suonata e scritta da ebrei.
Jazz II
Il Jazz in Italia ebbe una vita breve. Nel 1930 Eiar Jazz fu abolito fino al 1935 la parola Jazz comparve solo una volta alle radio. Nel 1936 ci fu un nuovo mutamento, le trasmissioni jazz scomparirono quasi del tutto dai programmi dell' Eiar. Ci fu molto interesse per la musica d'oltre Oceano. I punti di vista e gli umori dei fascisti nei confronti del jazz sono percepibili attraverso gli articoli del radiocorriere il primo organo ufficiale del Eiar. I fascisti disprezzavano il jazz perché credevano che la gioventù italiana non poteva essere preda di manie musicali.
Mostra "Musica Degenerata"
Nel 1938 si tenne la mostra Entartete Musik per esporre la musica "degenerata" che includeva opere di compositori come Mendelssohn, Mozart e Handel. La mostra suscitò preoccupazioni tra i musicisti tedeschi, poichè la definizione di "degenerato" riguardava anche la musica straniera e sperimentale.
Stalin sale al potere
Nel 1929 salì al potere Josif Stalin ed iniziò il periodo del terrore. In questo periodo anche la musica doveva rispettare i dettami della dittatura. Nel 1934 venne convocato il congresso Panrusso degli Scrittori. Avenne a Mosca e si decisero le regole che gli artisti e scrittori avrebbero dovuto rispettare per poter avere una corretta arte socialista.
Canzoni censura nazista
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Un esempio può essere "Die Moorsoldaten", una canzona vittima di censura che parla della sofferenza, della prigionia e della speranza dei detenuti politici rinchiusi in un campo di concentramento nel 1933.I principali temi sono la prigionia, la desolazione e il lavoro forzato. In queste persone c'è molta speranza. E' stata vittima di censura perchè conteneva un chiaro messaggio di opposizione al regime nazista.
Jazz
Il Jazz è una tipologia di musica difficilmente delimitabile. Nel Jazz la figura del creatore della musica e quella del suo esecutore si fondono e si identificano nella figura del solista che improvvisa, basandosi su un tema che ha il valore di spunto e di banda di riferimento di chi partecipa all'esecuzione musicale. Il Jazz arriva in Italia durante la Grande Guerra grazie ai soldati americani che lo suonavano nei momenti allegri. Questo genere si diffuse negli anni attraverso film e conquistò il pubblico italiano.
Musica come propaganda
La musica veniva usata per promuovere l'ideologia nazista, con programmi per musicisti, eventi pubblici e canzoni di propaganda come Horst Wessel Lied. Era anche utilizzata per distrarre i soldati e intrattenere la popolazione.
Musica nei campi di concentramento
Nei campi di concentramento, la musica veniva usata per intrattenere i nazisti e anche come strumento di tortura, accompagnando esecuzioni e torture. Primo Levi descriveva questa musica come un mezzo di controllo perverso.
Canzoni censura stalinista
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Le opere di Dmitri Shostakovich furono censurate durante il periodo stalinista principalmente a causa del loro presunto "formalismo". Questo termine veniva usato per descrivere uno stile musicale considerato troppo complesso e non accessibile alle masse, in contrasto con il "realismo socialista" promosso dal regime. Il realismo socialista richiedeva che la musica fosse ottimista, celebrativa e facilmente comprensibile, spesso con testi o programmi che esaltassero il socialismo e il benessere raggiunto sotto il regime.