VENOSA
SANT'ILARIO
Sant'Ilario è una località di Benevento, famosa per la Chiesa di Sant'Ilario, dedicata a Sant'Ilario di Poitiers, teologo del IV secolo. La chiesa, risalente al Medioevo, è stata un importante centro religioso e culturale per la città. Benevento, storicamente sotto il dominio romano, longobardo e normanno, ha sempre avuto una forte tradizione cristiana, con Sant'Ilario che rappresenta un punto di riferimento spirituale. Oggi, la chiesa è un simbolo della storia religiosa della città.
ROCCA DEI RETTORI
La Rocca dei Rettori è conosciuta anche come Castello di Manfredi o Castello di Benevento. Venne fondata su un precedente palazzo longobardo, edificato dal duca Arechi II a partire dal 871. Questo palazzo ospitò diversi pontefici prima di essere distrutto, l'ultimo dei quali fu papa Gregorio X nel 1272. la rocca ha avuto un ruolo centrale nel controllo della città e delle sue terre. Oggi la Rocca dei Rettori ospita il Museo del Sannio, che espone reperti archeologici e storici legati alla città e alla sua regione. La struttura è un simbolo della storia medievale di Benevento e offre una vista panoramica sulla città.
DUOMO DI BENEVENTO
CATTEDRALE DI S.MARIA ASSUNTA
Il Duomo di Benevento, ufficialmente chiamato Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno dei principali luoghi di culto della città. Si trova nel cuore del centro storico di Benevento ed è dedicato alla Madonna Assunta, fu quasi totalmente distrutto dai bombardamenti nella Seconda guerra mondiale e ricostruito successivamente.
La costruzione risale all’epoca longobarda: l’edificio fu costruito nel VII su un antico tempio romano, tuttavia subì molti ampliamenti e rifacimenti con l'intento di adattarla ai cambiamenti liturgici e alle necessità della città.
La cattedrale è anche un luogo di grande valore storico e culturale, testimone delle varie fasi storiche che hanno segnato la città di Benevento, dalle origini longobarde fino alla modernità.
CHIESA DI S.SOFIA
La Chiesa di Santa Sofia a Benevento è uno dei monumenti più significativi della città, simbolo del periodo medievale e testimone della storia religiosa e architettonica della regione.
Fu costruita nel 760 d.C., durante il regno del Ducato longobardo di Benevento. La sua fondazione si lega alla figura del duca Arechi II, intitolò il tempio alla Santa Sofia, cioè alla Santa Sapienza, a somiglianza della basilica di Costantinopoli inaugurata dall’imperatore Giustiniano I nell’anno 527. Nel IX secolo fu annesso anche un monastero che divenne un importante centro culturale e religioso, la chiesa divenne anche un luogo di sepoltura per alcuni membri della famiglia ducale.
Nel 1980 è stata iscritta nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO per la sua importanza storica e architettonica. Ad oggi la chiesa è un importante simbolo della ricca storia di Benevento e una testimonianza della presenza dei Longobardi in Italia.
PARCO ARCHEOLOGICO DI MIRABELLA ECLANO: AECLANUM
Aeclanum era una città romana situata presso l'attuale frazione Passo del comune di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. Gli scavi archeologici condotti nel corso del XX secolo hanno permesso di rivenire i resti della città romana.Il parco archeologico, affacciato sulla Via Appia, è legato alle vicende di Aeclanum fondata dalla tribù sannita degli irpini. Oggi, all'interno del parco, in un'area di circa 18 ettari, sono custoditi i resti della città romana: le terme pubbliche, la piazza del mercato, alcune abitazioni, botteghe e il teatro. Sempre all'età tardo-antica, infine, risale la costruzione della basilica paleocristiana, i cui resti ancora in vista, tra cui un fonte battesimale con pianta a croce greca e scalini per il rito a immersione, risalgono all'età dell'Imperatore Giustiniano.
PONTE APPIANO
Il Ponte Appiano fu costruito lungo la Via Appia, la Regina Viarum, la strada più importante del mondo romano che collegava Roma a Brindisi. Il Ponte Appiano ed i suoi resti sono condivisi da ben cinque Comuni: due della Provincia di Benevento (Apice e Calvi) e tre della provincia di Avellino (Bonito, Mirabella Eclano e Venticano). Il Ponte Appiano, detto anche "Ponte Rotto" permetteva la prosecuzione lungo la via Appia, attraversata al confine delle due province campane dal fiume Calore. L'opera, di epoca romana, copre un arco cronologico dal I secolo a.C. al VII secolo d.C. Da un'attenta visione dello stesso e dei suoi resti è possibile individuare almeno quattro tecniche edilizie differenti, riferibili ad altrettante fasi storiche. Si pensa che originariamente il Ponte fosse costruito in legno e che in età romana venne rivestito in muratura.
SCHIZZO PONTE APPAIANO
CASA DI ORAZIO
Tra le attrazioni che non possono mancare durante una visita al borgo di Venosa, occorre citare la casa di Quinto
Orazio Flacco, uno dei più grandi poeti latini, citato nella Divina Commedia di Dante Alighieri, che qui nacque più
di duemila anni fa. La casa è un sito risalente al I secolo d. C, un piccolo immobile parte di un’antica casa patrizia
costituito da diversi ambienti termali, tra cui un calidarium, una stanza rotonda destinata ai bagni nell’acqua calda, e una stanza adiacente di forma rettangolare. La facciata esterna presenta i tratti tipici dell’architettura romana ricoperta di mattoni, mentre a sinistra dell’ingresso è possibile ammirare i resti di una scultura incastonata nel muro. Essa è composta di due vani: uno a pianta circolare coperto e l'altro a pianta rettangolare mancante di copertura. Il paramento murario esterno mostra resti di opus reticulatum e opus latericium. Sotto il selciato della stradina che conduce al fabbricato, venne alla luce una pavimentazione a mosaico
raffigurante un mitologico mostro marino.
PARCO ARCHEOLOGICO DI VENOSA
Il parco archeologico comprende diversi importanti resti romani e monumenti che risalgono a vari periodi storici, dal periodo romano al Medioevo. Gli elementi più interessanti sono senza dubbio le terme e l’anfiteatro; il complesso termale che si compone in diversi ambienti, con delle pavimentazioni a mosaico raffiguranti motivi geometrici di animali marini. Sono presenti molte testimonianze di domus private e una doppia struttura che comprende due chiese che risalgono all’epoca normanna e la prima, a pianta basilicale a tre navate, conserva al suo interno traccia del pavimento della precedente basilica paleocristiana a sua volta edificata su un tempio pagano. Adiacente a questa possiamo ammirare quella che oggi conosciamo con il nome di “Chiesa Incompiuta”. Questo complesso risale al XIII secolo, con il perimetro a croce latina è circondata da muri ben conservati, con all’interno due arcate, cinque colonne corinzie e un pilastro portante. L’opera come la vediamo oggi è il risultato di un lavoro incompiuto per la probabile assenza di fondi, e un esempio evidente è la parte della facciata e del battistero.
ARCO DI TRAIANO
L'Arco di Traiano di Benevento è un maestoso arco trionfale costruito in onore dell'Imperatore Traiano, probabilmente tra il 114 e il 117 d.C., per celebrare le sue vittorie nelle guerre daciche. Situato all'ingresso della città, l'arco è uno dei più importanti monumenti romani sopravvissuti in Italia. L'arco, in stile classico e realizzato in marmo bianco, è decorato con eleganti bassorilievi che raccontano scene delle vittorie di Traiano. Le sue quattro colonne corinzie sorreggono la struttura, ed è arricchito da raffigurazioni delle guerre e della vita dell'imperatore. L'Arco di Traiano non solo celebra l'imperatore, ma testimonia anche l'importanza di Benevento nell'Impero Romano, in quanto città di transito strategico per le legioni romane. Oggi è uno dei principali punti di riferimento storici e turistici della città.
TOMBA DI MARCELLO
La Tomba di Marcello a Venosa è tradizionalmente associata al giovane Marcello, figlio di Marco Claudio Marcelo e nipote di Ottaviano Augusto, fu un giovane patrizio che, come nel caso del Marcello di Roma, morì prematuramente, e in suo onore fu eretta questa tomba monumentale.
Nel caso di Venosa, la Tomba di Marcello potrebbe anche riferirsi a un monumento funebre legato alla famiglia
Claudia o a un altro esponente della nobiltà romana che aveva un legame con la città. Anche se non sono chiare
tutte le circostanze della sua edificazione, il monumento si inserisce nell'ambito dei monumenti funerari che
erano comuni in epoca romana. La tomba presenta tipiche caratteristiche dell'architettura funeraria romana,
come un mausoleo o una struttura cilindrica o rettangolare, che in passato sarebbe stata decorata con elementi
scultorei o iscrizioni. Questo monumento risiede nel fatto che esso rappresentava un segno di onore e prestigio,
riservato ai membri di famiglie nobili o di alto rango come nel caso di Marcello.
CASTELLO ARAGONESE
Edificato tra il 1460 e il 1470 per volere del duca Pirro del Balzo, sui resti di un’antica cattedrale romanica, il
Castello del Balzo o Castello Aragonese, è una presenza imponente nel borgo di Venosa.
È possibile notare immediatamente le quattro imponenti torri poste ai vertici della pianta quadrangolare, a delimitare il profondo fossato perimetrale e il cortile interno. Si tratta, infatti, di un edificio particolarmente grande e massiccio che primeggia sul borgo e sugli altri monumenti che fanno da sfondo Al suo interno ha sede il Museo Archeologico Nazionale intitolato "Mario Torelli" che raccoglie la storia preromana, romana e altomedievale della città.
PONTE LEPROSO
Il Ponte Leproso di Benevento è un antico ponte romano che attraversa il fiume Calore, situato appena fuori dalla città. La sua costruzione risale al I secolo d.C., durante l'epoca dell'Impero Romano, e rappresenta uno dei monumenti più significativi dell'antichità nella città. Il ponte prende il nome di "Leproso" per una leggenda popolare che lo associa a una storia legata alla lebbra, ma l'origine del nome non è certa. Il ponte è composto da sette arcate, ed è stato utilizzato in passato per il passaggio di carri e pedoni. Oggi, pur essendo stato danneggiato nel corso dei secoli da eventi naturali e interventi umani, il Ponte Leproso rimane una testimonianza affascinante dell'ingegneria romana e un simbolo storico della città di Benevento.
BENEVENTO
AECLANUM
Teatro Romano
Il teatro sorgeva nella zona occidentale della città, a nord della via Appia, non lontano
dell’area del foro. Un primo edificio di età tardo repubblicana fu obliterato in età imperiale
per far posto ad un nuovo teatro, inaugurato intorno al 126 d.C. e completato tra il 200 e il
210 d.C., come testimoniano due epigrafi onorarie collocate ai lati della scena. La
costruzione, rimessa in luce tra il 1934 e il 1960, presenta un emiciclo di venticinque
arcate e una cavea che si innalza a gradoni semicircolari, su strutture a mattoni che si
elevano gradatamente su archi, fino ai grandi archi esterni che sorreggono il parapetto. A
destra della scena è una sala con resti di mosaici pavimentali e di rivestimenti parietali in
marmo. Nell’Altomedioevo l’area, dapprima abbandonata, fu utilizzata per attività agricole
e artigianali; poi, inglobata nel quartiere medievale del Triggio, venne parcellizzata in
piccole unità abitative. Nel XVII secolo nell’area del teatro venne quindi edificata la chiesa
di S. Maria della Verità.
ARCO DEL SACRAMENTO
Saggi di scavo effettuati tra il 2005 e il 2009 lungo San Gaetano, hanno messo in luce
evidenze archeologiche monumentali riferibili ad un ampio complesso termale pubblico
databile al I secolo d.C., probabilmente in relazione con altre strutture indagate negli anni
Cinquanta. Il complesso, costituito da strutture in laterizio, comprende un grande
ambiente rettangolare con pilastri di muratura addossati alle pareti e con tracce di un
doppio pavimento. Un secondo ambiente, anch'esso con resti di doppio pavimento ,
conserva anche elementi relative alle suspensurae del calidarium. Un vano rettangolare
presenta vasche quadrate nel pavimento, leggermente sopraelevato rispetto ai precedenti,
insieme a tracce della volta e elementi di un piano superiore. Infine, in una sala a pianta
esagonale si trova una vasca nel pavimento rivestita di lastre di marmo.
Via Appia Stefano
Amelia Rossetti
Created on March 22, 2025
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VENOSA
SANT'ILARIO
Sant'Ilario è una località di Benevento, famosa per la Chiesa di Sant'Ilario, dedicata a Sant'Ilario di Poitiers, teologo del IV secolo. La chiesa, risalente al Medioevo, è stata un importante centro religioso e culturale per la città. Benevento, storicamente sotto il dominio romano, longobardo e normanno, ha sempre avuto una forte tradizione cristiana, con Sant'Ilario che rappresenta un punto di riferimento spirituale. Oggi, la chiesa è un simbolo della storia religiosa della città.
ROCCA DEI RETTORI
La Rocca dei Rettori è conosciuta anche come Castello di Manfredi o Castello di Benevento. Venne fondata su un precedente palazzo longobardo, edificato dal duca Arechi II a partire dal 871. Questo palazzo ospitò diversi pontefici prima di essere distrutto, l'ultimo dei quali fu papa Gregorio X nel 1272. la rocca ha avuto un ruolo centrale nel controllo della città e delle sue terre. Oggi la Rocca dei Rettori ospita il Museo del Sannio, che espone reperti archeologici e storici legati alla città e alla sua regione. La struttura è un simbolo della storia medievale di Benevento e offre una vista panoramica sulla città.
DUOMO DI BENEVENTO
CATTEDRALE DI S.MARIA ASSUNTA
Il Duomo di Benevento, ufficialmente chiamato Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno dei principali luoghi di culto della città. Si trova nel cuore del centro storico di Benevento ed è dedicato alla Madonna Assunta, fu quasi totalmente distrutto dai bombardamenti nella Seconda guerra mondiale e ricostruito successivamente. La costruzione risale all’epoca longobarda: l’edificio fu costruito nel VII su un antico tempio romano, tuttavia subì molti ampliamenti e rifacimenti con l'intento di adattarla ai cambiamenti liturgici e alle necessità della città. La cattedrale è anche un luogo di grande valore storico e culturale, testimone delle varie fasi storiche che hanno segnato la città di Benevento, dalle origini longobarde fino alla modernità.
CHIESA DI S.SOFIA
La Chiesa di Santa Sofia a Benevento è uno dei monumenti più significativi della città, simbolo del periodo medievale e testimone della storia religiosa e architettonica della regione. Fu costruita nel 760 d.C., durante il regno del Ducato longobardo di Benevento. La sua fondazione si lega alla figura del duca Arechi II, intitolò il tempio alla Santa Sofia, cioè alla Santa Sapienza, a somiglianza della basilica di Costantinopoli inaugurata dall’imperatore Giustiniano I nell’anno 527. Nel IX secolo fu annesso anche un monastero che divenne un importante centro culturale e religioso, la chiesa divenne anche un luogo di sepoltura per alcuni membri della famiglia ducale. Nel 1980 è stata iscritta nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO per la sua importanza storica e architettonica. Ad oggi la chiesa è un importante simbolo della ricca storia di Benevento e una testimonianza della presenza dei Longobardi in Italia.
PARCO ARCHEOLOGICO DI MIRABELLA ECLANO: AECLANUM
Aeclanum era una città romana situata presso l'attuale frazione Passo del comune di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. Gli scavi archeologici condotti nel corso del XX secolo hanno permesso di rivenire i resti della città romana.Il parco archeologico, affacciato sulla Via Appia, è legato alle vicende di Aeclanum fondata dalla tribù sannita degli irpini. Oggi, all'interno del parco, in un'area di circa 18 ettari, sono custoditi i resti della città romana: le terme pubbliche, la piazza del mercato, alcune abitazioni, botteghe e il teatro. Sempre all'età tardo-antica, infine, risale la costruzione della basilica paleocristiana, i cui resti ancora in vista, tra cui un fonte battesimale con pianta a croce greca e scalini per il rito a immersione, risalgono all'età dell'Imperatore Giustiniano.
PONTE APPIANO
Il Ponte Appiano fu costruito lungo la Via Appia, la Regina Viarum, la strada più importante del mondo romano che collegava Roma a Brindisi. Il Ponte Appiano ed i suoi resti sono condivisi da ben cinque Comuni: due della Provincia di Benevento (Apice e Calvi) e tre della provincia di Avellino (Bonito, Mirabella Eclano e Venticano). Il Ponte Appiano, detto anche "Ponte Rotto" permetteva la prosecuzione lungo la via Appia, attraversata al confine delle due province campane dal fiume Calore. L'opera, di epoca romana, copre un arco cronologico dal I secolo a.C. al VII secolo d.C. Da un'attenta visione dello stesso e dei suoi resti è possibile individuare almeno quattro tecniche edilizie differenti, riferibili ad altrettante fasi storiche. Si pensa che originariamente il Ponte fosse costruito in legno e che in età romana venne rivestito in muratura.
SCHIZZO PONTE APPAIANO
CASA DI ORAZIO
Tra le attrazioni che non possono mancare durante una visita al borgo di Venosa, occorre citare la casa di Quinto Orazio Flacco, uno dei più grandi poeti latini, citato nella Divina Commedia di Dante Alighieri, che qui nacque più di duemila anni fa. La casa è un sito risalente al I secolo d. C, un piccolo immobile parte di un’antica casa patrizia costituito da diversi ambienti termali, tra cui un calidarium, una stanza rotonda destinata ai bagni nell’acqua calda, e una stanza adiacente di forma rettangolare. La facciata esterna presenta i tratti tipici dell’architettura romana ricoperta di mattoni, mentre a sinistra dell’ingresso è possibile ammirare i resti di una scultura incastonata nel muro. Essa è composta di due vani: uno a pianta circolare coperto e l'altro a pianta rettangolare mancante di copertura. Il paramento murario esterno mostra resti di opus reticulatum e opus latericium. Sotto il selciato della stradina che conduce al fabbricato, venne alla luce una pavimentazione a mosaico raffigurante un mitologico mostro marino.
PARCO ARCHEOLOGICO DI VENOSA
Il parco archeologico comprende diversi importanti resti romani e monumenti che risalgono a vari periodi storici, dal periodo romano al Medioevo. Gli elementi più interessanti sono senza dubbio le terme e l’anfiteatro; il complesso termale che si compone in diversi ambienti, con delle pavimentazioni a mosaico raffiguranti motivi geometrici di animali marini. Sono presenti molte testimonianze di domus private e una doppia struttura che comprende due chiese che risalgono all’epoca normanna e la prima, a pianta basilicale a tre navate, conserva al suo interno traccia del pavimento della precedente basilica paleocristiana a sua volta edificata su un tempio pagano. Adiacente a questa possiamo ammirare quella che oggi conosciamo con il nome di “Chiesa Incompiuta”. Questo complesso risale al XIII secolo, con il perimetro a croce latina è circondata da muri ben conservati, con all’interno due arcate, cinque colonne corinzie e un pilastro portante. L’opera come la vediamo oggi è il risultato di un lavoro incompiuto per la probabile assenza di fondi, e un esempio evidente è la parte della facciata e del battistero.
ARCO DI TRAIANO
L'Arco di Traiano di Benevento è un maestoso arco trionfale costruito in onore dell'Imperatore Traiano, probabilmente tra il 114 e il 117 d.C., per celebrare le sue vittorie nelle guerre daciche. Situato all'ingresso della città, l'arco è uno dei più importanti monumenti romani sopravvissuti in Italia. L'arco, in stile classico e realizzato in marmo bianco, è decorato con eleganti bassorilievi che raccontano scene delle vittorie di Traiano. Le sue quattro colonne corinzie sorreggono la struttura, ed è arricchito da raffigurazioni delle guerre e della vita dell'imperatore. L'Arco di Traiano non solo celebra l'imperatore, ma testimonia anche l'importanza di Benevento nell'Impero Romano, in quanto città di transito strategico per le legioni romane. Oggi è uno dei principali punti di riferimento storici e turistici della città.
TOMBA DI MARCELLO
La Tomba di Marcello a Venosa è tradizionalmente associata al giovane Marcello, figlio di Marco Claudio Marcelo e nipote di Ottaviano Augusto, fu un giovane patrizio che, come nel caso del Marcello di Roma, morì prematuramente, e in suo onore fu eretta questa tomba monumentale. Nel caso di Venosa, la Tomba di Marcello potrebbe anche riferirsi a un monumento funebre legato alla famiglia Claudia o a un altro esponente della nobiltà romana che aveva un legame con la città. Anche se non sono chiare tutte le circostanze della sua edificazione, il monumento si inserisce nell'ambito dei monumenti funerari che erano comuni in epoca romana. La tomba presenta tipiche caratteristiche dell'architettura funeraria romana, come un mausoleo o una struttura cilindrica o rettangolare, che in passato sarebbe stata decorata con elementi scultorei o iscrizioni. Questo monumento risiede nel fatto che esso rappresentava un segno di onore e prestigio, riservato ai membri di famiglie nobili o di alto rango come nel caso di Marcello.
CASTELLO ARAGONESE
Edificato tra il 1460 e il 1470 per volere del duca Pirro del Balzo, sui resti di un’antica cattedrale romanica, il Castello del Balzo o Castello Aragonese, è una presenza imponente nel borgo di Venosa. È possibile notare immediatamente le quattro imponenti torri poste ai vertici della pianta quadrangolare, a delimitare il profondo fossato perimetrale e il cortile interno. Si tratta, infatti, di un edificio particolarmente grande e massiccio che primeggia sul borgo e sugli altri monumenti che fanno da sfondo Al suo interno ha sede il Museo Archeologico Nazionale intitolato "Mario Torelli" che raccoglie la storia preromana, romana e altomedievale della città.
PONTE LEPROSO
Il Ponte Leproso di Benevento è un antico ponte romano che attraversa il fiume Calore, situato appena fuori dalla città. La sua costruzione risale al I secolo d.C., durante l'epoca dell'Impero Romano, e rappresenta uno dei monumenti più significativi dell'antichità nella città. Il ponte prende il nome di "Leproso" per una leggenda popolare che lo associa a una storia legata alla lebbra, ma l'origine del nome non è certa. Il ponte è composto da sette arcate, ed è stato utilizzato in passato per il passaggio di carri e pedoni. Oggi, pur essendo stato danneggiato nel corso dei secoli da eventi naturali e interventi umani, il Ponte Leproso rimane una testimonianza affascinante dell'ingegneria romana e un simbolo storico della città di Benevento.
BENEVENTO
AECLANUM
Teatro Romano
Il teatro sorgeva nella zona occidentale della città, a nord della via Appia, non lontano dell’area del foro. Un primo edificio di età tardo repubblicana fu obliterato in età imperiale per far posto ad un nuovo teatro, inaugurato intorno al 126 d.C. e completato tra il 200 e il 210 d.C., come testimoniano due epigrafi onorarie collocate ai lati della scena. La costruzione, rimessa in luce tra il 1934 e il 1960, presenta un emiciclo di venticinque arcate e una cavea che si innalza a gradoni semicircolari, su strutture a mattoni che si elevano gradatamente su archi, fino ai grandi archi esterni che sorreggono il parapetto. A destra della scena è una sala con resti di mosaici pavimentali e di rivestimenti parietali in marmo. Nell’Altomedioevo l’area, dapprima abbandonata, fu utilizzata per attività agricole e artigianali; poi, inglobata nel quartiere medievale del Triggio, venne parcellizzata in piccole unità abitative. Nel XVII secolo nell’area del teatro venne quindi edificata la chiesa di S. Maria della Verità.
ARCO DEL SACRAMENTO
Saggi di scavo effettuati tra il 2005 e il 2009 lungo San Gaetano, hanno messo in luce evidenze archeologiche monumentali riferibili ad un ampio complesso termale pubblico databile al I secolo d.C., probabilmente in relazione con altre strutture indagate negli anni Cinquanta. Il complesso, costituito da strutture in laterizio, comprende un grande ambiente rettangolare con pilastri di muratura addossati alle pareti e con tracce di un doppio pavimento. Un secondo ambiente, anch'esso con resti di doppio pavimento , conserva anche elementi relative alle suspensurae del calidarium. Un vano rettangolare presenta vasche quadrate nel pavimento, leggermente sopraelevato rispetto ai precedenti, insieme a tracce della volta e elementi di un piano superiore. Infine, in una sala a pianta esagonale si trova una vasca nel pavimento rivestita di lastre di marmo.