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Romanticismo in Italia

Sorin Martinescu

Created on March 21, 2025

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Transcript

Romanticismo in Italia

B.Mattia,C.Filippo,M.Sorin,S.Leon,S.Imad

Romanticismo in Europa

Chi?

Che cosa?

01

02

Intellettuali tedeschi, poeti, Filosofi e critici d’arte

Un nuovo modo, più moderno, di pensare al mondo

Dove?

Perchè?

03

04

Maggiormente in Germania ed Inghilterra, ma anche in Francia ed Italia

Per essere una reazione al Neoclassicismo, esaltando l’individualismo, la passione e la libertà di espressione

Quando?

05

alla fine del XVIII secolo, ma non si può costringere in confini temporali precisi, in quanto si diffonde nei diversi paesi in momenti differenti

Romanticismo in Italia

I romantici arrivarono in Italia nel 1816, trovando una scena letteraria ancora, per la maggior parte, di gusto molto neoclassico. Coloro che sostenevano il nuovo movimento rifiutavano l'eredità nel senso di una ricerca di originalità sfrenata e libertà di espressione in contrapposizione agli estremi irrazionali del romanticismo nordico. In Italia il romanticismo creò forti sentimenti patriottici e, cosa più importante, fu legato al Risorgimento, poiché molti intellettuali ritenevano che la letteratura potesse essere un mezzo di istruzione civile e politica. La discussione tra romantici e classicisti esplode quando subito dopo l'articolo in questione della signora de Staël, "Sul modo e gli scritti di tradurre; sull'utilità degli scritti e delle traduzioni" attacca l'arretratezza della letteratura italiana. Giovanni Berchet si schiera quindi dalla parte dei romantici, mentre Pietro Giordani e Vincenzo Monti sostengono la tradizione classica. Giacomo Leopardi, senza aderire del tutto al movimento romantico, rifiuterà l'influenza nordica e riaffermerà la tradizione italiana. Questo scontro tra innovazione e conservazione sarà uno dei segni delle letterature del tempo.

Il conciliatore

Il Conciliatore fu un giornale milanese pubblicato due volte a settimana tra il 1818 e il 1819. Nasce da un gruppo di intellettuali insofferenti alla dominazione austriaca. Anche Alessandro Manzoni guardava con piacere questi intellettuali, pur non contribuendo mai alla redazione del giornale. Oltre alle tematiche letterarie, prendendo esempio dal Caffè di Beccaria, si auspicava a “conciliare” le posizioni opposte degli intellettuali e promuovere il bene pubblico per il progresso della borghesia milanese. Inoltre, il giornale assume una connotazione sempre più patriottica sostenendo l’idea di un’Italia unita attraverso la lingua, la religione e la cultura. Il giornale viene represso nel 1819 dalla polizia austriaca.

Dibattito classicisti e romantici

Il 1816 è considerato l’inizio del Romanticismo italiano con la pubblicazione, sulla rivista milanese, “Biblioteca italiana”, di un articolo di Madame de Staël intitolato “Sulla maniera e la utilità delle traduzioni”. La Staël invita gli italiani a leggere e tradurre non solo la letteratura classica, ma anche le opere straniere moderne, abbandonando le vecchie formule della mitologia. Inoltre sostiene che sarebbe da tradurre il teatro perché è l’arte più adatta a indirizzare il pubblico ad altri pensieri. Infine, in una parte provocatoria dell’articolo accusa gli italiani di scrivere opere ripetitive e che sarebbe necessaria una sana gara in modo da tornare a produrre opere originali.

Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo

Giovanni Berchet scrive "lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo", in cui il protagonista si rivolge al figlio sostenendo di cogliere i nuovi orientamenti romantici. Successivamente invece si sostiene classico con degli argomenti tanto deboli da rafforzare invece l’argomentazione precedente. Grisostomo, all’interno della lettera sostiene di dover parlare al popolo, rendendola popolare. Per sostenere questo vengono individuati tre categorie di persone:- Gli ottentoni, le classi umili - I parigini, le classi elevati - Il popolo Il punto fondamentale della lettera è che la poesia deve essere attuale dividendo i poeti in classici e romantici, i primi che copiano il passato e i secondi che ascoltano la propria anima. Infine sostiene che la poesia italiana potrà arricchirsi riprendendo le autentiche radici del popolo.

La posizione di Leopardi

Giacomo Leopardi interviene nella discussione nel 1816 con una posizione del tutto originale in contrasto con i romantici. Leopardi sostiene la superiorità della letteratura antica e sostiene che sia impossibile imitare i poeti nordici perché esterni al gusto italiano.Nel “Discorso di un Italiano intorno alla poesia romantica” sostiene che i romantici cerchino di scrivere una poesia popolare, invece è difficile e filosofica. Inoltre sostiene che la poesia imita la natura e quindi non ha senso mutare i modi poetici, seppur sia necessario imitare direttamente la natura e non riprendere la mitologia. Inoltre Leopardi respinge con disgusto gli orridi e raccapriccianti. Infine sostiene l’obiettivo di riscatto dell’Italia.

Altre posizioni:

  • Pietro Giordani, Un italiano
Si tratta di un articolo che risponde all’articolo della Staël sostenendo l’idea classicista che la bellezza è un dato oggettivo. Il classicismo di Giordani si basa sull’orgoglio nazionale e sull’idea che la letteratura possa rappresentare il riscatto per l’Italia, sostenendo che la cultura classica sia la base della nostra cultura.
  • Vincenzo Monti, Sermone sulla mitologia
viene pubblicato solo nel 1825 e si può considerare la fine della questione, sostenendo, utilizzando un linguaggio aulico, che senza la mitologia non esisterebbe la poesia.
  • Vittorio Alfieri si forma dal pensiero illuminista per poi prenderne le distanze ed esaltare passioni e sentimenti. Il filo rosso che collega tutte le sue opere è la volontà di scrivere di sé. Questo si rispecchia nella “Vita scritto da esso”, un autoritratto che lo aiuta a creare un ritratto ideale di sé stesso. Nell’introduzione Alfieri rovescia la dichiarazione di modestia sostenendo di narrare la propria vita spinto dall’amore per sé stesso affermando di voler contribuire alla conoscenza dell’uomo in generale.
  • La "Vita" racconta la storia della sua vocazione poetica, come ragione di vita coltivata fin dall’infanzia, ma anche come fatica. Alfieri si presenta come un eroe tragico, spinto da grandi ideali. Nella seconda parte l’isolamento e l’amarezza sono dominanti, intrecciandosi con il disprezzo nei confronti dei francesi e di quelli che accettano il dominio. Oltre a questo è presente anche il tema dell’amore e del viaggio, nei quali esprime la propria passionalità.
  • La lingua e lo stile riflettono “naturalezza”, con toni ironici e autoironici che si intrecciano a quelli patetici e satirici .

Vittorio Alfieri

Politica di Vittorio Alfieri

Questo spirito di intolleranza si trasforma in rifiuto dell’idea di uguaglianza tra gli uomini. Infatti anche la concezione antitirannica e antimilitarista non deriva dall’opposizione alle monarchie, ma dall’odio per la mancata libertà. Alfieri supporta inizialmente le sollevazioni per poi, questo entusiasmo, trasformarsi in disillusione, perché anche le insurrezioni portano alla dipendenza da nuove forze, per seguire l’idea di libertà assoluta. Il senso di libertà, per Alfieri, viene consumato chiuso nel suo animo, con la tirannide dentro di lui, che lotta tra la vita e la morte e che non è destinato a vincere. Si sente come i Titani, con il desiderio di oltrepassare i propri limiti. Nasce quindi il desiderio di morte.

Le due opere politiche di chiara ispirazione a Machiavelli:

  • Della tirannide, nella quale esamina la figura del tiranno, i regimi dispotici e la reazione dell’uomo libero. Il tiranno è un uomo forte e spregiudicato e la tirannide è un qualsiasi governo nel quale il potere è nelle mani di uno solo. Individuando come il tiranno non agisca da solo ma grazie all’ignoranza e alla superstizione dei popoli e ad onori e privilegi, si forma una tirannide. Alfieri sogna un popolo libero attraverso reazioni estreme o all’azione di uomini prudenti.
  • Del principe e delle lettere, diviso in tre libri. Nel primo viene presentato il principe che protegge solo coloro che condividono le sue opinioni e presenta il rapporto privilegiato tra letterato e potere. Nel secondo libro, sostiene che la letteratura deve guidare l’uomo alla verità e alla virtù e sostiene che la scrittura sia superiore all’azione. Nel terzo Alfieri sostiene la sua virtù morale e l’obiettivo di guidare la crescita morale e civile del popolo.

Misogallo

Alfieri vive la Rivoluzione francese e nel 1792 abbandona la Francia per lo sdegno e la vergogna, descrivendo i rivoluzionari come una “mandria assassina”. Il sentimento antifrancese viene descritto nel Misogallo, un’opera sia drammatica che satirica. Si tratta di un prosimetro di disprezzo contro la Francia. Nella conclusione contrappone a questo l’Italia del suo tempo, suddivisa, opressa, proponendosi come guida morale ad una nazione libera e unita politicamente.

Le commedie e le rime

Le commedie sono state scritte tra il 1800 e il 1803, nel momento in cui Alfieri era reso cupo dalla malattia e dalla solitudine e pubblicate postume. - Le prime quattro trattano dei diversi sistemi politici. - Le successive sono invece commedie di costume, per rappresentare la società e la meschinità di questa Queste sono influenzate dai modelli classici come Plauto e Aristofane. Le "Rime" sono un progetto secondario del 1776. Nelle "Rime" Alfieri parla di sé, rielaborando avvenimenti, sentimenti, ideali politici, nelle quali riflette il conflitto con sè stesso e con il mondo esterno, riprendendo la figura del letterato eroe. Riprende i classici italiani come Dante e Petrarca con soprattutto il Canzoniere.

Le tragedie

Alfieri compone ventuno tragedie, a cui attribuisce un’alta funzione educativa. Il teatro permetteva di vedere concretamente rappresentato sulla scena un ideale spingendo gli spettatori alla virtù, come sosteneva la Staël. Nelle sue tragedie cerca di conciliare rigore, passionalità, tradizione e innovazione. La composizione si sviluppa in tre fasi, definiti “respiri”: l’ideazione, la scrittura e la versificazione. Ogni tragedia è divisa in cinque atti, con pochi personaggi e uno schema ricorrente, seguendo il modello aristotelico dell’unità di azione e dell'unità di spazio e di tempo, eliminando tutti gli elementi superflui. La lingua usata è una lingua poetica: si usa l’endecasillabo, enjambements.Nelle tragedie Alfieri esprime il suo disprezzo per ogni forma di tirannide; nelle prime si mostra la superiorità del tiranno sull’eroe e nelle opere successive i personaggi appaiono sempre più complessi, con temi personali e il tema del conflitto dell’individuo con se stesso.

Il Saul

Il Saul è l’unica tragedia di Alfieri di argomento biblico, che consente una grande libertà al poeta. Saul è un guerriero valoroso, consacrato primo re di Israele. Quando decide di sterminare i nemici Filistei, il re si oppone e Saul nomina segretamente un nuovo re, David che sposa Micol, figlia di Saul. Saul, per colpa della sua disobbedienza, inizia a sentire invidia per il giovane e tenta di ucciderlo. Si aggancia quindi alla vicenda biblica, quando Saul concede il comando dell’esercito nella battaglia contro i Filistei a David, ma lo costringe a fuggire. Infine, Saul, sconvolto da violente allucinazioni, per non cadere nelle mani nemiche, si uccide. Si tratta il tema della lotta tra la tirannide e la libertà, ma anche il tema della sofferenza umana. Saul ha la consapevolezza di essere sconfitto, rimanendo chiuso nel suo dramma interiore, e solo il suicidio eroico lo può salvare.

Arte e musica

Hayez
Verdi

Francesco Hayez incarna il Romanticismo italiano, unendo espressione sentimentale, storia e cultura nazionale. La sua opera più celebre, Il Bacio, fonde passione e patriottismo, simboleggiando l’unificazione italiana. L’influenza di Raffaello e Canova è evidente nel classicismo delle su e forme.

Giuseppe Verdi rappresenta il fervore politico e il sentimentalismo romantico. Le sue opere esaltano emozioni intense come amore, vendetta e dolore, mentre il Va, pensiero dal Nabucco diventa un inno patriottico. Il suo impegno per l’unificazione italiana si riflette non solo nella musica, ma anche nella sua vita.

Il bacio

DescrizioneIl dipinto raffigura un giovane uomo e una donna in un appassionato bacio. L'uomo indossa un abito medievale e sembra sul punto di partire, suggerito dalla sua postura e dal piede sul gradino. La scena trasmette un senso di amore, passione e addio.SignificatoPur essendo un'opera romantica, "Il Bacio" ha anche un forte valore simbolico legato al Risorgimento. Il 1859 è l'anno della Seconda Guerra d’Indipendenza, che portò alla liberazione della Lombardia dagli austriaci. Il dipinto può essere interpretato come un'allegoria dell’amore per la patria e del sacrificio per la libertà.

La Meditazione

Il dipinto Meditazione (Storia d'Italia) di Francesco Hayez raffigura una giovane donna immortalata in abito bianco, con una croce appesa al collo. Dolorosamente inconsapevole, addolorata e riflessiva, il suo volto malinconico raffigura il dolore. Nella mano destra stringe un libro con la scritta "Storia d'Italia", facendo così riferimento diretto agli eventi del Risorgimento. Lo sfondo cupo fa risaltare la figura contrapponendola a se stessa e fornisce un'illustrazione dell'espressione e del simbolismo dell'occidente. Interpretazione Quest'opera è profondamente storica con il Risorgimento italiano. La donna non è altro che l'Italia stessa in quel momento, in retrospettiva e in lutto per il dolore e i sacrifici che erano inevitabili per il processo di unificazione. Mentre La Croce incarna il dolore e la speranza, Il Libro rappresenta la memoria storica più la necessità di ricordare le lotte per l'indipendenza. Il Bacio va oltre un ritratto in quell'opera di Hayez per diventare il portavoce stesso di un messaggio patriottico e politico.

Nabucco

L'opera divenne simbolo del Risorgimento italiano per il noto "Va, pensiero", cantato dagli ebrei prigionieri, che fu interpretato come inno alla libertà degli italiani oppressi dal dominio straniero. Grazie a "Nabucco", Verdi divenne un'icona del Risorgimento italiano con la sua musica che ispirò l'unità e indipendenza dell' Italia.

La Messa da Requiem

La Messa da Requiem è una composizione liturgica per i defunti ed è quindi una delle creazioni musicali più note in quel campo. I capolavori più famosi sono il Requiem di Mozart, drammatico e misterioso; quello di Verdi, potente e teatrale; e quello di Fauré, più intimo e sereno. Ognuna di queste versioni dimostra quanto il compositore sia sensibile alla trasformazione del testo sacro in un'esperienza musicale unica, generalmente inserita in una tradizione liturgica o concertistica.

Grazie dell'ascolto