Alessia t. e viola s.3BC
Nel mondo dei sogni danteschi
INDice
Purgatorio
Introduzione
Il sogno della madre
L'interpretazione
Dante narcolettico
Altri riferimenti
Paragone con Freud
Il sonno
L'Inferno
Sitografia
Le modalità
Vita Nova
Finale
Dante soffriva forse di narcolessia?
La tesi di Giuseppe Piazzi.
Introduzione
Nelle sue opere Dante descrive :
- I suoi sogni;
- Quegli altrui;
- Il suo viaggio usando il sogno come espediente letterario;
- I sonnellini;
- La stanchezza fisica e mentale;
- Gli svenimenti.
Il sonno
Lo smarrimento
Il risveglio
If V
If III
If IV
If I
Il terremoto
Lo svenimento
L'assopimento e il risveglio
"Quando s'accorse d'alcuna dimora
ch'io facëa dinanzi a la risposta,
supin ricadde e più non parve fora."
“onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo sostenere, anzi si ruppe e fui disvegliato."
Inferno X
Vita Nova III
Il sogno della madre di Dante
"Pareva alla gentil donna nel suo sonno essere sotto uno altissimo alloro, sopra uno verde prato, allato ad una chiarissima fonte, e quivi si sentia partorire uno figliuolo, il quale in brevissimo tempo, nutricandosi solo delle orbache, le quali dello alloro cadevano, e delle onde della chiara fonte, le parea che divenisse un pastore, e s’ingegnasse a suo potere d’avere delle fronde dell’albero, il cui frutto l’avea nudrito; e, a ciò sforzandosi, le parea vederlo cadere, e nel rilevarsi non uomo più, ma uno paone il vedea divenuto. Della qual cosa tanta ammirazione le giunse, che ruppe il sonno; né guari di tempo passò che il termine debito al suo parto venne, e partorì uno figliuolo, il quale di comune consentimento col padre di lui per nome chiamaron Dante."
Bella
Degli Abati
Vita di Dante
Altri riferimenti
Le Persiame
Confessioni
Atossa
Santa Monica
Inferno canto XXVI
"Ma se presso al mattin del ver si sogna, tu sentirai di qua da picciol tempo di quel che Prato, non ch’altri, t’agogna. "
Vita Nova
“A ciascun’alma presa e gentil core”.
Capitolo III
Capitolo XXII
donna pietosa e di novella etate
Purgatorio
Tre sogni profetici:
- Canto IX
- Canto XVIII (descritto nel XIX)
- Canto XXVII
Primo sogno
Monte Ida
Ganimede
"in sogno mi parea veder sospesa un’aguglia nel ciel con penne d’oro,
con l’ali aperte e a calare intesa; ed esser mi parea là dove fuoro
abbandonati i suoi da Ganimede,
quando fu ratto al sommo consistoro. Fra me pensava: ‘Forse questa fiede
pur qui per uso, e forse d’altro loco
disdegna di portarne suso in piede’. Poi mi parea che, poi rotata un poco,
terribil come folgor discendesse,
e me rapisse suso infino al foco. Ivi parea che ella e io ardesse;
e sì lo ‘ncendio imaginato cosse,
che convenne che ‘l sonno si rompesse."
Santa Lucia
Aquila
SECONDO sOGNO
"Io la mirava; e come ‘l sol conforta
le fredde membra che la notte aggrava,
così lo sguardo mio le facea scorta la lingua, e poscia tutta la drizzava
in poco d’ora, e lo smarrito volto,
com’ amor vuol, così le colorava. Poi ch’ell’avea ‘l parlar così disciolto,
cominciava a cantar sì, che con pena
da lei avrei mio intento rivolto. «Io son», cantava, «io son dolce serena,
che’ marinari in mezzo mar dismago;
tanto son di piacere a sentir piena! Io volsi Ulisse del suo cammin vago
al canto mio; e qual meco s’ausa,
rado sen parte; sì tutto l’appago!». "
Femina balba
Donna santa e presta
"Ne l’ora, credo, che de l’oriente,
prima raggiò nel monte Citerea,
che di foco d’amor par sempre ardente, giovane e bella in sogno mi parea
donna vedere andar per una l,anda
cogliendo fiori; e cantando dicea: «Sappia qualunque il mio nome dimanda
ch’i’ mi son Lia, e vo movendo intorno
le belle mani a farmi una ghirlanda. Per piacermi a lo specchio, qui m’addorno;
ma mia suora Rachel mai non si smaga
dal suo miraglio, e siede tutto giorno. Ell’è d’i suoi belli occhi veder vaga
com’io de l’addornarmi con le mani;
lei lo vedere, e me l’ovrare appaga»."
Terzo sogno
L'interpretazione
01
Bibbia
Genesi 37-50
02
Macrobio
Commentario al Somnium Scipionis
03
Sant'Agostino
le Confessioni e De Genesi Ad Litteram
04
Freud
Freud
Nella Divima Commedia , descrive i propri sogni e utilizza spesso le metafore del sogno. Da quello che dice, comprendiamo come egli, molti secoli prima di Freud, fosse già un profondo conoscitore dei sogni e delle loro misteriose caratteristiche.
Sitografia
- https://www.dire.it/25-03-2021/615289-dante-alighieri-era-narcolettico/
- https://offtopicmagazine.net/2018/09/01/dante-lalto-sonno-e-la-maravigliosa-visione-prima-parte/
- http://www.cassiciaco.it/navigazione/iconografia/tematiche/monica/06_sogno.html
- https://prezi.com/p/3cf8bwgf_gwb/il-sogno-di-atossa/
- https://quadernidelascaletta.it/rubriche/dante-e-il-sogno-poesia-in-forma-di-visione/
- https://www.foliamagazine.it/il-sogno-di-dante/
- https://www.dantetemplare.com/2019/03/28/dante-precursore-di-freud/
- https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-iii.html
Grazie per l'attenzione
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Inferno V
"Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com'io morisse.
E caddi come corpo morto cade."
Inferno IV
"Ruppemi l'alto sonno ne la testa
un greve truono, sì ch'io mi riscossi
come persona ch'è per forza desta; "
Donna santa e presta
"Ancor non era sua bocca richiusa,
quand’ una donna apparve santa e presta
lunghesso me per far colei confusa. "
Femina balba
"mi venne in sogno una femmina balba, ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta,
con le man monche, e di colore scialba."
Inferno III
"La terra lagrimosa diede vento, che balenò una luce vermiglia
la qual mi vinse ciascun sentimento;
e caddi come l’uom cui sonno piglia."
Inferno I
"Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai. "
Nel mondo dei sogni danteschi
Viola Sommaruga
Created on March 21, 2025
Dantedì
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Alessia t. e viola s.3BC
Nel mondo dei sogni danteschi
INDice
Purgatorio
Introduzione
Il sogno della madre
L'interpretazione
Dante narcolettico
Altri riferimenti
Paragone con Freud
Il sonno
L'Inferno
Sitografia
Le modalità
Vita Nova
Finale
Dante soffriva forse di narcolessia?
La tesi di Giuseppe Piazzi.
Introduzione
Nelle sue opere Dante descrive :
Il sonno
Lo smarrimento
Il risveglio
If V
If III
If IV
If I
Il terremoto
Lo svenimento
L'assopimento e il risveglio
"Quando s'accorse d'alcuna dimora ch'io facëa dinanzi a la risposta, supin ricadde e più non parve fora."
“onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo sostenere, anzi si ruppe e fui disvegliato."
Inferno X
Vita Nova III
Il sogno della madre di Dante
"Pareva alla gentil donna nel suo sonno essere sotto uno altissimo alloro, sopra uno verde prato, allato ad una chiarissima fonte, e quivi si sentia partorire uno figliuolo, il quale in brevissimo tempo, nutricandosi solo delle orbache, le quali dello alloro cadevano, e delle onde della chiara fonte, le parea che divenisse un pastore, e s’ingegnasse a suo potere d’avere delle fronde dell’albero, il cui frutto l’avea nudrito; e, a ciò sforzandosi, le parea vederlo cadere, e nel rilevarsi non uomo più, ma uno paone il vedea divenuto. Della qual cosa tanta ammirazione le giunse, che ruppe il sonno; né guari di tempo passò che il termine debito al suo parto venne, e partorì uno figliuolo, il quale di comune consentimento col padre di lui per nome chiamaron Dante."
Bella
Degli Abati
Vita di Dante
Altri riferimenti
Le Persiame
Confessioni
Atossa
Santa Monica
Inferno canto XXVI
"Ma se presso al mattin del ver si sogna, tu sentirai di qua da picciol tempo di quel che Prato, non ch’altri, t’agogna. "
Vita Nova
“A ciascun’alma presa e gentil core”.
Capitolo III
Capitolo XXII
donna pietosa e di novella etate
Purgatorio
Tre sogni profetici:
Primo sogno
Monte Ida
Ganimede
"in sogno mi parea veder sospesa un’aguglia nel ciel con penne d’oro, con l’ali aperte e a calare intesa; ed esser mi parea là dove fuoro abbandonati i suoi da Ganimede, quando fu ratto al sommo consistoro. Fra me pensava: ‘Forse questa fiede pur qui per uso, e forse d’altro loco disdegna di portarne suso in piede’. Poi mi parea che, poi rotata un poco, terribil come folgor discendesse, e me rapisse suso infino al foco. Ivi parea che ella e io ardesse; e sì lo ‘ncendio imaginato cosse, che convenne che ‘l sonno si rompesse."
Santa Lucia
Aquila
SECONDO sOGNO
"Io la mirava; e come ‘l sol conforta le fredde membra che la notte aggrava, così lo sguardo mio le facea scorta la lingua, e poscia tutta la drizzava in poco d’ora, e lo smarrito volto, com’ amor vuol, così le colorava. Poi ch’ell’avea ‘l parlar così disciolto, cominciava a cantar sì, che con pena da lei avrei mio intento rivolto. «Io son», cantava, «io son dolce serena, che’ marinari in mezzo mar dismago; tanto son di piacere a sentir piena! Io volsi Ulisse del suo cammin vago al canto mio; e qual meco s’ausa, rado sen parte; sì tutto l’appago!». "
Femina balba
Donna santa e presta
"Ne l’ora, credo, che de l’oriente, prima raggiò nel monte Citerea, che di foco d’amor par sempre ardente, giovane e bella in sogno mi parea donna vedere andar per una l,anda cogliendo fiori; e cantando dicea: «Sappia qualunque il mio nome dimanda ch’i’ mi son Lia, e vo movendo intorno le belle mani a farmi una ghirlanda. Per piacermi a lo specchio, qui m’addorno; ma mia suora Rachel mai non si smaga dal suo miraglio, e siede tutto giorno. Ell’è d’i suoi belli occhi veder vaga com’io de l’addornarmi con le mani; lei lo vedere, e me l’ovrare appaga»."
Terzo sogno
L'interpretazione
01
Bibbia
Genesi 37-50
02
Macrobio
Commentario al Somnium Scipionis
03
Sant'Agostino
le Confessioni e De Genesi Ad Litteram
04
Freud
Freud
Nella Divima Commedia , descrive i propri sogni e utilizza spesso le metafore del sogno. Da quello che dice, comprendiamo come egli, molti secoli prima di Freud, fosse già un profondo conoscitore dei sogni e delle loro misteriose caratteristiche.
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Inferno V
"Mentre che l'uno spirto questo disse, l'altro piangea; sì che di pietade io venni men così com'io morisse. E caddi come corpo morto cade."
Inferno IV
"Ruppemi l'alto sonno ne la testa un greve truono, sì ch'io mi riscossi come persona ch'è per forza desta; "
Donna santa e presta
"Ancor non era sua bocca richiusa, quand’ una donna apparve santa e presta lunghesso me per far colei confusa. "
Femina balba
"mi venne in sogno una femmina balba, ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta, con le man monche, e di colore scialba."
Inferno III
"La terra lagrimosa diede vento, che balenò una luce vermiglia la qual mi vinse ciascun sentimento; e caddi come l’uom cui sonno piglia."
Inferno I
"Io non so ben ridir com'i' v'intrai, tant'era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. "