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la GUERRA FREDDA dellE OLIMPIADI

previtali nicole

Created on March 20, 2025

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la GUERRA FREDDA dellE OLIMPIADI

Cosa successe tra il 1946 e il 1991?

Nicole Previtali 5G

NUOVA GEOGRAFIA POLITICA

La principale difficoltà derivava dal fatto che il Comitato Olimpico Internazionale richiedeva che ciascun paese fosse rappresentato da un solo Comitato Nazionale Olimpico (CNO). La nascita di nuove repubbliche e la divisione di nazioni già esistenti, come la Germania, le due Coree e la Cina, portarono a sfide significative per la partecipazione alle competizioni internazionali.

DIETRO LE QUINTE DELLE OLIMPIADI

Russia e sport

DOPING

SPORT E PROPAGANDA

ATLETA STATO

GUERRA FREDDA

5 MARZO 1946 - 25 DICEMBRE 1991

ROMA

londra

CITTA' DEL MESSICO

TOKYO

MELBOURNE

HELSINKI

1964

1960

1948

1956

1952

1968

E OLIMPIADI

5 MARZO 1946 - 25 DICEMBRE 1991

monaco di baviera

seul

mosca

1972

1988

1980

los angeles

montrÉal

1976

1984

Germania Est Doping di Stato sistematico (1968-1988)

La DDR mise in atto un vero e proprio programma di doping di Stato (noto come “Staatsplanthema 14.25”), che coinvolgeva centinaia di atleti fin da giovanissimi, spesso all’insaputa loro stessi.Sostanze: Principalmente steroidi anabolizzanti (come l’Oral-Turinabol).Risultati:a) Dominio alle Olimpiadi: la DDR fu tra i primi 3 paesi nel medagliere, pur avendo una popolazione molto inferiore a USA e URSS.b) Olimpiadi di Montreal 1976: la DDR vinse 40 ori (molti nel nuoto femminile).Conseguenze: a) Gravi danni alla salute per molti atleti (problemi ormonali, infertilità, tumori).b) Dopo la riunificazione tedesca (1990), furono aperte inchieste: alcuni medici e dirigenti sportivi furono condannati.c) Molti atleti denunciarono lo Stato per i danni subiti.

Ben Johnson

olimpiadi di seul 1988

CONSEGUENZE

chi e'?

-Squalifica immediata dalle competizioni per 2 anni. - Perdita della medaglia d’oro olimpica e del record mondiale. - Grave danno d’immagine personale e professionale.

Nazionalità: Canadese (di origine giamaicana)Disciplina: Atletica leggera, specializzato nei 100 metri piani Carriera: Fu uno dei velocisti più veloci degli anni ’80 e inizio anni ’90.

Tuttavia, poche ore dopo la gara, il test antidoping risultò positivo a stanozololo, uno steroide anabolizzante proibito.

cosa e' successo?

Di conseguenza, la medaglia d’oro gli fu immediatamente revocata e assegnata al secondo classificato, Carl Lewis (USA).

- Rivelò un problema diffuso nel mondo dell’atletica: doping e controlli insufficienti.- Fu coinvolto in ulteriori scandali di doping dopo il suo ritorno alle gare.

Il 24 settembre 1988, durante la finale dei 100 metri alle Olimpiadi di Seul, Ben Johnson vinse la medaglia d’oro con un tempo fenomenale di 9.79 secondi, stabilendo un nuovo record mondiale.

altri casi di doping

nelle olimpiadi della guerra fredda

Nina Lobkovskaya (URSS) Nuoto, Montreal 1976

Valeriy Borzov (URSS) (Monaco 1972)

Valeriy Borzov, campione sovietico nei 100 e 200 metri, è stato un simbolo del successo sportivo dell’URSS. Nonostante non sia mai risultato positivo al doping, molti sospettano che il sistema sovietico utilizzasse metodi di preparazione speciali, inclusi programmi di doping sistematico che oggi gettano un’ombra sui risultati di quell’epoca.

La squadra sovietica di nuoto femminile dominò Montreal 1976, suscitando sospetti per le prestazioni improvvise e straordinarie. Anche se nessuna atleta fu ufficialmente squalificata all’epoca, documenti successivi rivelarono l’uso di ormoni e steroidi per migliorare la forza e il recupero. Nessuna sanzione immediata, ma i dati hanno contribuito a svelare un sistema di doping statale.

OLIMPIADI DI HELSINKI

Tuttavia le Olimpiadi rappresentarono anche un'opportunità diplomatica, in cui l'URSS cercava di mostrarsi aperta a una politica di riavvicinamento con l'Occidente. Lo sport divenne così un campo di competizione, ma anche di distensione, che favorì la comunicazione tra le due superpotenze, specialmente durante gli anni successivi alla morte di Stalin.

Le Olimpiadi di Helsinki del 1952 sono state il primo grande confronto sportivo tra le superpotenze della Guerra Fredda, l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Si svolsero in un periodo di stallo nella guerra di Corea, e gli atleti sovietici, che alloggiavano in un villaggio olimpico separato, influenzarono anche gli atleti statunitensi, che sentivano una forte pressione per battere i russi. Nonostante la rivalità, fra gli atleti emersero anche atti di amicizia.Il CIO, in quel periodo, affrontò anche la propaganda filocomunista, che promuoveva un "movimento per la pace", criticando le scelte filo-occidentali dell'organizzazione. Durante i Giochi, alcuni atleti, come Emil Zatopek, espressero posizioni politiche pacifiste, ma il CIO reagì fermamente, vietando qualsiasi coinvolgimento politico nelle Olimpiadi.

TRA BOICOTTAGGIO E SUCCESSI

Il boicottaggio delle Olimpiadi di Seul 1988 fu principalmente promosso dalla Corea del Nord, che accusò la Corea del Sud di usare i Giochi a fini di propaganda politica. La Corea del Nord aveva richiesto una riunificazione delle due Coree sotto un'unica bandiera e si oppose fermamente al fatto che le Olimpiadi si tenessero solo in Corea del Sud. Oltre alla Corea del Nord, anche alcuni paesi alleati non parteciparono, ma la maggior parte delle nazioni, inclusi gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, prese parte ai Giochi. Il boicottaggio non fu così significativo come quello delle Olimpiadi di Mosca 1980 o di Los Angeles 1984, ma contribuì comunque a mettere in evidenza le tensioni politiche tra i due Stati coreani e la divisione della Guerra Fredda. Nonostante il boicottaggio di alcuni paesi, le Olimpiadi di Seul furono un successo, con un'ampia partecipazione internazionale. Sebbene la Corea del Sud fosse un paese relativamente nuovo nel mondo sportivo internazionale, le Olimpiadi del 1988 segnarono una forte crescita economica e culturale.

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INVESTIMENTI SOVIETICI

Mosca ha continuato a investire massivamente per garantire il successo olimpico.Agli atleti che hanno vinto medaglie olimpiche o battuto record nazionali o mondiali sono state promesse ricompense con enormi cifre di denaro. Strutture sportive, accademie, programmi di allenamento e di coaching hanno ricevuto tutti una considerevole quantità di finanziamenti statali. Tra il 1960 e il 1980, il governo sovietico investì molto nelle infrastrutture sportive, raddoppiando il numero di stadi e piscine e costruendo quasi 60,000 nuove palestre. Gli sportivi di successo venivano celebrati nella stampa e nella propaganda statali. I cittadini comuni venivano incoraggiati a partecipare agli sport e i programmi sportivi divennero obbligatori nelle scuole sovietiche. I programmi di identificazione dei talenti individuavano giovani atleti promettenti, a cui venivano offerti allenamenti o borse di studio finanziati dallo stato. Durante questo periodo, l'Unione Sovietica aderì a numerose federazioni sportive internazionali e divenne esperta in diversi sport, anche in sport che non erano molto praticati in Russia, come il basket, la pallavolo e il calcio.

BOICOTTAGGIO

Gli Stati Uniti e altri paesi occidentali, tra cui il Canada, il Giappone e la Germania, decisero di boicottare le Olimpiadi di Mosca per protestare contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979. Questo boicottaggio fece sentire le sue ripercussioni a livello internazionale, riducendo la partecipazione di molti atleti di paesi non allineati al loro pensiero e orientamento politico

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lo spettro del doping

Durante la Guerra Fredda, il doping nelle Olimpiadi divenne una problematica crescente. Entrambi i blocchi cercavano di dimostrare la superiorità talvolta ricorrendo a sostanze dopanti. L'Unione Sovietica era spesso accusata di avere un programma di doping sistematico supportato dallo stato. Gli atleti sovietici venivano spesso sottoposti a trattamenti dopanti come steroidi anabolizzanti, ormoni e altre sostanze per migliorare la performance. Questo sistema era ben organizzato e utilizzato in modo coordinato tra le varie federazioni sportive sovietiche. I paesi dell'Europa dell'Est, come la Germania Est, la Polonia, e l'Ungheria, adottarono anch'essi pratiche dopanti con l'approvazione o il tacito consenso dei loro governi. Il doping era visto come un modo per raggiungere il successo internazionale e dimostrare la forza del socialismo. Gli atleti venivano spesso indotti ad assumere sostanze senza il loro pieno consenso o conoscenza. Durante le Olimpiadi di Monaco 1972 e Montreal 1976, ci furono accuse di doping, ma fu solo più tardi che i test antidoping iniziarono a diventare parte integrante delle Olimpiadi. Tuttavia, l'efficacia dei test iniziali era limitata, e molti atleti riuscivano a eludere i controlli. I primi test antidoping ufficiali furono introdotti alle Olimpiadi di Tokyo 1964, ma furono molto limitati. Solo negli anni successivi, specialmente dopo le Olimpiadi di Seoul 1988, si cominciarono a sviluppare metodi di rilevamento più sofisticati, portando alla squalifica di atleti e a una maggiore consapevolezza riguardo all'uso di sostanze proibite.

ATLETA DI STATO

Nel contesto sportivo della Guerra Fredda, l'Unione Sovietica sviluppò un modello unico, noto come "atleta di stato" o "sportivo di stato", che rifletteva la stretta connessione tra sport e ideologia politica. Questo sistema prevedeva che gli atleti fossero selezionati, formati e finanziati direttamente dallo Stato. Gli atleti sovietici erano considerati strumenti del potere statale, e molti di loro facevano parte delle forze armate o di organizzazioni sportive governative, come il "Dynamo" o il "CSKA". La missione principale di questo sistema era quella di formare campioni olimpici e atleti di livello mondiale, per dimostrare al mondo la superiorità del sistema politico ed economico sovietico.Questo modello sovietico di "atleta di stato" si distingue nettamente dal sistema sportivo degli Stati Uniti, dove lo sport era principalmente organizzato attraverso il sistema delle università e dei club sportivi privati. Negli USA, gli atleti spesso iniziavano la loro carriera sportiva a livello amatoriale, frequentando college e università dove venivano formati sia come studenti che come atleti. Solo successivamente, una volta completati gli studi, molti di loro passavano al professionismo, partecipando a competizioni organizzate da leghe private e club.

IL CASO DELLA GERMANIA

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania fu divisa in due stati: la Repubblica Federale Tedesca (RFT) e la Repubblica Democratica Tedesca (RDT). La RFT ricostruì il proprio CNO nel 1949, ma la RDT non accettò l'idea di una squadra tedesca unificata. Ai Giochi Olimpici di Helsinki nel 1952, quindi, parteciparono solo gli atleti della Germania Ovest. Tuttavia, nel 1956, la Germania Est accettò la formazione di una squadra unificata, ma questo compromesso si rivelò più vantaggioso per la RFT. Fu solo con l’avvicinarsi della Ostpolitik negli anni '70 che le due Germanie parteciparono separatamente alle Olimpiadi, a partire dai Giochi di Monaco del 1972, simbolo di un nuovo approccio alle relazioni tra Est e Ovest.

SPORT E POLITICA ESTERA

Lo sport, durante la Guerra Fredda, divenne un campo di sfida tra Stati Uniti e Unione Sovietica, riflettendo la rivalità politica, ideologica e culturale tra le due superpotenze. Stalin e Kennedy, ad esempio, vedevano nello sport una continuazione della lotta ideologica, rispettivamente per affermare la forza del socialismo e del capitalismo. Durante la Guerra Fredda, lo sport divenne uno strumento cruciale di politica estera. Le superpotenze lo usarono per promuovere la propria immagine e dimostrare la superiorità del proprio sistema politico e sociale attraverso vittorie sportive e l'organizzazione di eventi. Lo sport serviva anche come mezzo per rafforzare le alleanze, attrarre paesi del "Terzo Mondo" e, nei momenti di distensione, migliorare le relazioni con il blocco rivale. Un esempio emblematico di questa funzione diplomatica è la "diplomazia del ping pong" tra Cina e Stati Uniti, che, grazie al tennistavolo, portò all'apertura delle relazioni diplomatiche tra i due paesi nel 1971.

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ROMA E L'INNOVAZIONE

Atleti leggendari:- Cassius Clay (Muhammad Ali): vinse la medaglia d'oro nel pugilato - Wilma Rudolph: La velocista statunitense - Don Schollander: Il nuotatore statunitense che vinse quattro medaglie d'oro - La ginnasta sovietica Larisa Latynina vinse sei medaglie (due d'oro, due d'argento e due di bronzo)

Le Olimpiadi di Roma 1960 furono le prime a essere trasmesse in diretta televisiva via satellite, un evento che permise a milioni di persone in tutto il mondo di assistere in tempo reale agli eventi olimpici. Furono anche le prime ad avere una copertura televisiva globale, aumentando l'interesse per i Giochi in molti paesi.

BOICOTTAGGIO A MONTREAL

Le Olimpiadi di Montreal si svolsero dal 17 luglio all'1 agosto 1976 e furono caratterizzate da un importante boicottaggio. Il motivo principale di questa protesta fu legato alla Nuova Zelanda, che stava intraprendendo delle relazioni sportive con il Sud Africa durante l'apartheid.Durante quel periodo, il regime dell'apartheid in Sud Africa praticava una segregazione razziale che impediva la partecipazione degli atleti non bianchi alle competizioni sportive, creando enormi tensioni con la comunità internazionale. Nel 1976, la Nuova Zelanda aveva una squadra di rugby che aveva visitato il Sud Africa, suscitando un forte scandalo internazionale, in particolare tra i paesi africani. Molti paesi, soprattutto quelli dell'Africa e del blocco dei paesi non allineati, ritennero che tale interazione con il regime dell'apartheid fosse inaccettabile, considerando che il Sud Africa era stato escluso da eventi sportivi internazionali proprio a causa delle politiche razziali discriminatorie. Come reazione alla partecipazione della Nuova Zelanda alle Olimpiadi di Montreal, ben 26 paesi africani decisero di boicottare i Giochi del 1976, tra cui potenze come l'Algeria, il Kenya, la Nigeria e il Senegal. Inizialmente, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) cercò di mediare ma alla fine, i paesi africani mantennero la loro decisione di non partecipare.

boicottaggio di risposta

Il boicottaggio delle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 fu una risposta diretta al boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca del 1980. Questa volta, fu il blocco sovietico e altri paesi alleati a decidere di non partecipare ai Giochi olimpici, accusando gli Stati Uniti di politiche imperialiste e di un clima politico ostile.L'Unione Sovietica, insieme a 14 altri paesi del blocco sovietico, boicottò le Olimpiadi di Los Angeles, a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan. I sovietici e i loro alleati protestarono contro l'uso delle Olimpiadi per motivi politici e denunciarono la "politicizzazione" dei Giochi. Nonostante il boicottaggio, le Olimpiadi di Los Angeles furono un grande successo per gli Stati Uniti, con numerosi record e vittorie. Il boicottaggio non riuscì a minare l'importanza dei Giochi, ma evidenziò ancora una volta come le Olimpiadi potessero essere influenzate dalle tensioni geopolitiche della Guerra Fredda.

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LE DUE COREE

La Corea del Sud partecipò alle Olimpiadi dal 1948, mentre la Corea del Nord ottenne il riconoscimento del proprio CNO solo nel 1957. La sua partecipazione alle Olimpiadi si concretizzò solo nel 1964 e nel 1972. Le tensioni lungo il 38° parallelo portarono a un boicottaggio da parte della Corea del Nord alle Olimpiadi di Seoul nel 1988, ma lo sport divenne anche un mezzo per riavvicinamenti, come nel caso degli incontri sportivi tra i due paesi negli anni successivi.

il caso della cina

Dopo la fine della guerra civile, la Cina fu divisa tra la Repubblica Popolare Cinese (RPC), controllata dai comunisti e esiliata a Taiwan (la Cina nazionalista). Entrambi i governi rivendicavano di essere l’unico rappresentante legittimo della "vera Cina". La questione portò a una serie di negoziati complessi e boicottaggi. Nel 1952, durante le Olimpiadi di Helsinki, si decise di permettere agli atleti delle due fazioni di partecipare separatamente, ma senza riconoscere ufficialmente i comitati olimpici di entrambe le fazioni. Questo compromesso permise ai nazionalisti di partecipare alle Olimpiadi di Melbourne 1956, mentre la Cina comunista boicottò l'evento. Negli anni successivi, la Cina Popolare si ritirò dal Movimento Olimpico per poi tornarci nel 1964. A partire dal 1971, con la partecipazione della RPC ai Mondiali di tennistavolo di Nagoya, la Cina Popolare iniziò a tornare nel panorama sportivo internazionale, un processo facilitato dal miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti. Tuttavia, il suo ritorno completo nelle Olimpiadi avvenne solo nel 1984, quando la Cina divenne una potenza sportiva globale, affermandosi con risultati straordinari in poco tempo.

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REALIZZAZIONI SPORTIVE

Mark Spitz (USA) divenne uno degli atleti più celebri di questi Giochi, vincendo 7 medaglie d'oro nel nuoto, un record che rimase imbattuto fino a quando Michael Phelps non lo superò nel 2008. Vera Caslavska, la ginnasta cecoslovacca, vinse 4 medaglie d'oro e 2 d'argento, confermando la sua grandezza nella ginnastica. Olga Korbut, una delle ginnaste più amate di tutti i tempi, divenne una stella internazionale grazie alle sue performance, anche se non vinse tante medaglie quanto le aspettative iniziali.

Il massacro di Monaco

Il 5 settembre 1972, un commando di otto terroristi palestinesi del gruppo Settembre Nero irruppe nel villaggio olimpico di Monaco, in Germania Ovest, e prese in ostaggio 11 atleti israeliani della squadra olimpica. L'attacco aveva l'obiettivo di ottenere la liberazione di prigionieri palestinesi incarcerati in Israele. I terroristi chiesero in cambio che i prigionieri fossero liberati, ma le trattative con le autorità tedesche non portarono a un esito positivo. Il 6 settembre, la situazione degenerò durante un tentativo di liberazione da parte delle forze speciali tedesche (la Bayerische Landespolizei). Purtroppo, l'intervento non fu risolutivo e portò alla morte di tutti gli atleti israeliani presi in ostaggio, nonché di 5 dei terroristi. L'attacco sconvolse il mondo intero e gettò un'ombra oscura su quella che doveva essere una celebrazione della pace attraverso lo sport. Il massacro di Monaco del 1972 ebbe ripercussioni profonde sul mondo delle Olimpiadi e sulla sicurezza degli eventi internazionali. Da quel momento in poi, le misure di sicurezza nelle Olimpiadi furono rafforzate notevolmente.

MELBOURNE E LA PALLACANESTRO

Una delle sfide più memorabili tra le due superpotenze avvenne durante i Giochi Olimpici di Melbourne nel 1956 nel torneo di pallacanestro maschile. La partita finale tra USA e URSS fu oggetto di grande tensione e controversia. Gli Stati Uniti, guidati dalla squadra di basket dell'Università del Kentucky, erano considerati i favoriti per la vittoria, ma l'Unione Sovietica riuscì a sconfiggerli in modo controverso con un canestro allo scadere. La decisione dell'arbitro di concedere il canestro sovietico fu contestata dagli americani, ma alla fine fu confermata, portando alla vittoria dell'URSS.

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