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Lo stile di orazio

DIEGO MONTALBANO

Created on March 16, 2025

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Transcript

Lo stile di orazio

Ardovino, di Vicino, Montalbano

Un poeta cangiante••

Quinto Orazio Flacco è considerato uno dei maggiori esponenti del mecenatismo augusteo, nonchè uno dei poeti più famosi nel panorama della Roma antica. Nonostante sia riconosciuto maggiormente per lo sviluppo di concetti filosofici come "Carpe Diem" o concetti più terreni come "Nunc est bibendum" è da apprezzare anche il suo linguaggio, che cambia da opera ad opera i base alle emozioni che vuole trasmettere al lettore.

LE SATIRE

Informazioni come queste, inoltre, sono confermate nella Satira I, 4 vv. 41-43: “neque enim concludere versum dixeris esse satis, neque, siqui scribat uti nos sermoni propiora, putes hunc esse poetam.” “infatti non diresti che sia sufficiente saper costruire un verso, né riterresti che sia poeta chi, come me, compone scritti piuttosto vicini alla conversazione.”

Esse infatti, non contengono un livello stilistico e un linguaggio elevato, ma delle semplici espressioni colloquiali, con un lessico e un linguaggio prettamente familiare. Si evitano inoltre grecismi e vocaboli greci, allontanandosi anche dalla formazione che gli stessi poeti del tempo avevano (Poemi Ellenistici).

Lo Stile di Orazio varia a seconda delle varie opere create nel tempo dal poeta: le Satire, a differenza dei poemi rientranti nella Categoria delle Odi e delle Epodi, sono più accessibili al pubblico.

"Est Modus In Rebus""C'è una misura delle cose"

Nelle Satire, come negli altri poemi di Orazio, è possibile notare molteplici differenze tra il suo stile e quello di Lucilio, modello da cui prende esplicito riferimento dalla tradizione comica greca. Tranquillità e Aggressività: dapprima si possono notare subito le conversazioni pacate e tranquille di Orazio che, a differenza di Lucilio, evitano l’aggressività, allontanandosi dal carattere fangoso dell’opera dell’autore greco. Critiche alla Società: mentre Lucilio si appresta alla critica dei vizi nella vita umana e della corruzione, Orazio tende a prendere in esame i piccoli aneddoti del mondo romano e i pettegolezzi, ricercando così una misura etica da applicare nella società. Bersagli Satirici: i personaggi principali di Lucilio sono gli esponenti di Roma al suo tempo, mentre Orazio si basa su figure oscure e marginali. Lingua e Stile: mentre nelle opere di Lucilio persiste una mancanza di cura formale, rimproverata anche da Orazio, in quest’ultimo invece predilige il Labor Limae.

Nelle Satire troviamo, come dapprima citate, varie espressioni caratteristiche del parlato.- Espressioni Enfatiche, come interiezioni e iperboli - Forme di carattere colloquiale, non ammesse nei linguaggi sublimi (registri elevati) - Tendenza a frammentare l’esametro, dividendolo tra più interlocutori. Un esempio pratico che riprende lo Stile di Orazio nelle Satire è “Un incontro sgradevole”.

le odi••

"Denique sit quodvis, simplex dumtaxat et unum." "In conclusione, sia pure qualunque cosa, purché semplice e coerente." (Ars Poetica, v. 23)

Le Odi sono il fulcro dell'attività poetica di Orazio, composte da 109 liriche divise in quattro libri di cui i primi tre libri (che comprendono 88 carmi) vengono pubblicati nel 23 a.c. mentre il quarto attorno al 13 a.c.

Sono presenti vari metri: la strofa alcaica (37 odi), la strofa saffica minore (25 odi) e ben cinque forme diverse di strofe aesclepiadea (34 odi)

Strofa saffica

Strofa alcaica

Strofa aesclepiadea

Forma metrica usata da Saffo composta anch'essa da quattro versi di cui, il primo il secondo e il quarto, composti da undici sillabe mentre il terzo da nove. Usata per la sua musicalità delicata e armoniosa che la rende ideale per esprimere emozioni intense come l'amore.

Forma metrica inventata da Alceo composta da quattro versi composti da undici sillabe nel primo e terzo verso e nove sillabe nel secondo e quarto. Viene usata per conferire un tono solenne e melodico.

Forma metrica di asclepiade di Mitilene composta da versi di 11 sillabe seguiti da 9 sillabe per un ritmo fluido e meditativo. Questa è la strofa preferita da Orazio

Il labor limae••

Il labor limae di Orazio e quello dei poeti alessandrini condividono l'attenzione per la cura e la perfezione formale, ma differiscono per finalità e approccio. Orazio usa il labor limae per creare una poesia chiara, armoniosa e accessibile, che unisca eleganza e insegnamento morale. Nelle sue Odi e nell'Ars Poetica, sottolinea l'importanza della revisione e del controllo, rifiutando l'improvvisazione grezza. I poeti alessandrini (come Callimaco) utilizzano il labor limae per realizzare poesie raffinate, dense di riferimenti colti e complesse, destinate a un'élite intellettuale. Prediligono temi mitologici rari e uno stile ricercato.

Differenza principale: Orazio punta a un equilibrio tra forma e contenuto per un pubblico più ampio, mentre gli alessandrini valorizzano la complessità e l'originalità per sorprendere il lettore erudito.

Altra caratteristica fondamentale di Orazio è la brevitas che predilige nei suoi testi. La brevitas di Orazio non è semplicemente la riduzione quantitativa del testo, ma un'arte di concentrare concetti complessi in poche parole, attraverso:

III

II

-Sintassi essenziale: frasi brevi, chiare e spesso incisive.

-Densità semantica:ogni parola o immagine è carica di significato, spesso attraverso l'uso di metafore e simboli.

-Economia espressiva:eliminazione del superfluo e scelta accurata del lessico.

Nelle Odi, la brevitas emerge soprattutto in alcune formule e immagini che condensano grandi verità universali in pochi versi, come: -Il "carpe diem" (Odi 1.11): un invito a vivere il presente, espresso con una formula brevissima che ha avuto un'eco millenaria. -La fugacità della vita: attraverso poche parole, Orazio evoca il senso del tempo che scorre, come nel celebre "Pulvis et umbra sumus" (Odi 4.7), dove la condizione umana viene riassunta in una semplice e potente metafora.

  • La brevitas si combina perfettamente con altre caratteristiche dello stile di Orazio:
  • -L'equilibrio e l'armonia: la sintesi espressiva non sacrifica la musicalità del verso.
  • -La varietà tematica: pur essendo concise, le Odi spaziano tra temi filosofici, etici, politici e personali.
  • -L'ispirazione lirica greca: Orazio segue l'esempio di Alceo e Saffo, adattandolo al contesto romano, concentrando idee universali in forme concise ma pregnanti.
  • La brevitas serve a:
  • -Coinvolgere il lettore: la sintesi stimola una riflessione personale, lasciando spazio all'immaginazione.
  • -Rendere i versi memorabili: molte delle espressioni concise di Orazio sono diventate motti proverbiali (es. "Aurea mediocritas").
  • -Valorizzare l'eleganza formale: la semplicità apparente nasconde un lavoro raffinato e complesso, in linea con il labor limae.
Nelle odi Orazio attinge alla tradizione dei lirici Greci che cercavano ricchi effetti di senso per mezzo della collocazione delle parole facendo uso di costruzione intrecciate soprattutto tra aggettivi e sostantivi, chiasmi ed iperbati. Il fulcro dello stile oraziano sta nella disposizione delle parole incastonate con somma maestria in modo da valorizzarsi reciprocamente In particolare le iuncturae, ovvero le ingegnose associazioni di vocaboli al limite dell'ossimoro come ad esempio “simplex munditiis” “semplice dell'eleganza” oppure “splendide mendax” “splendidamente menzognera” o ancora le celeberrime “Aurea mediocritas” “preziosa mediocrità” e “strenua inertia” “affannata immobilità“.
Stile delle odi ••

Grazie per l'ascolto