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L'ILLUMINISMO

Marika Palmieri

Created on March 11, 2025

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Transcript

Nel Settecento si diffuse a partire dall'inghilterra e, soprattutto, dalla Francia, e, poi, nel resto d'Europa un grande movimento culturale e filosofico: l'illuminismo. Il nome deriva dal fatto che i suoi seguaci consideravano loro compito "portare la luce", illuminare le menti eliminando le tenebre dell'ignoranza, del fanatismo, della superstizione. La "luce" di cui parlavano i filosofi illuministi è quella della ragione, che le persone devono usare in ogni ambito della vita. Solo la ragione consente, infatti, di conoscere la realtà e di sviluppare un pensiero critico e autonomo. Inoltre, poiché la ragione presente in ogni essere umano, tutti gli esseri umani sono uguali. Se sono uguali, devono avere gli stessi diritti e la libertà di esercitarli. L'illuminismo affermava così i principi di uguaglianza e di libertà che sono tuttora la base della nostra società ed erano in netto contrasto con la società dell' "Antico regime". L'idea che la ragione sia comune a tutti gli esseri umani, di qualsiasi origine e provenienza, spingeva gli illuministi a sostenere che siamo tutti "cittadini del mondo", a prescindere dalla nazione alla quale apparteniamo, dalla nostra cultura, dalla nostra lingua. Questa concezione si chiama cosmopolitismo. La parola cosmopolitismo deriva dal greco "kosmos", cioè "mondo", e "polites", cioè cittadino, e indica l'atteggiamento che considera tutti gli esseri umani cittadini del mondo, senza barriere di etnia, lingua, cultura.

L'ILLUMINISMO

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ILLUMINISMO E PENSIERO POLITICO

Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu

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jean-Jacques Rousseau

Sia le decisioni collettive sia quelle individuali dovevano essere prese sulla base di principi razionali, non di dogmi religiosi che non possono essere dimostrati. Questo è il motivo per cui la maggior parte degli illuministi era atea. Molti di loro credevano in una forma di religione naturale o razionale: la ragione stessa e l'osservazione della natura spinge a credere in un Essere supremo, creatore di tutte le cose. Questo essere supremo però non è identificabile con il Dio di nessuna religione. Perciò nessuna religione può pretendere di possedere la verità. Ecco perché l'illuminista rifiuta l'intolleranza religiosa, cioè la convinzione che esista una sola vera fede e che le altre debbano essere proibite o perseguitate; promosse, invece, il suo opposto: la tolleranza, cioè la possibilità per chiunque di professare liberamente la propria fede.

Trattato sulla tolleranza di VoltaireSecondo Voltaire il pluralismo religioso, cioè il principio per cui è consentita e favorita la convivenza pacifica di gruppi diversi per cultura, religione, idee e politica, è il miglior strumento contro i fanatici e i conflitti che essi causano. Il vero pericolo per la pace non è la libertà religiosa bensì l'intolleranza.

L'obiettivo dell'illuminismo era cambiare il comune modo di pensare, cioè sostituire le idee su cui si fondava la società dell'Antico regime con una nuova mentalità. Il Settecento fu quindi un secolo di grande vivacità culturale. L'alfabetizzazione, cioè la capacità di leggere e scrivere, iniziò a diffondersi anche tra artigiani e lavoratori. La maggiore alfabetizzazione consentì un grande sviluppo dell'informazione e dell'editoria. Nacquero le biblioteche circolanti, che rendevano disponibili libri anche a chi non poteva comprarli; si moltiplicarono giornali, gazzette e i primi periodici popolari. Queste pubblicazioni erano destinate al pubblico borghese e urbano, che si trasformava in opinione pubblica, cioè un'insieme di cittadini che

si tengono informati e discutono pubblicamente le proprie idee in ogni campo: politica, economia, società, arte e letteratura. Perciò la nascita dell'opinione pubblica fu considerato un grande evento: accanto alle Accademie e alle università, si diffusero anche luoghi di dibattito, circoli, società scientifiche, club, salotti di intellettuali e vivaci caffè come a Londra, Milano, Venezia e Parigi.

Gli illuministi ripresero le idee di Galileo Galilei e Isaac Newton. Credevano dunque nella scienza come lo strumento di indagine e di ricerca della verità e sostenevano che la scienza dovesse essere indipendente dalla fede. La fiducia nella scienza portò gli illuministi a credere nel progresso, cioè nella possibilità dell'uomo di migliorare la propria condizione grazie al sapere e alla conoscenza. Conoscere la natura voleva dire avere la capacità di dominarla e trasformarla, per aumentare la ricchezza e la felicità del genere umano. Il desiderio di diffondere il sapere scientifico e tecnico ispirò la grande opera della cultura illuminista, l' Encyclopédie, o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, pubblicata a Parigi tra il 1751 e il 1772 dai filosofi Denise Diderot e Jean Baptiste Le Rond d' Alambert. .

L' Encyclopedie proponeva un nuovo tipo di sapere perché trattava non solo temi di filosofia, religione e scienza, ma anche di conoscenze tecniche che la cultura tradizionale non considerava. Le Encyclopedie ebbe un grande successo editoriale e scatenò le ire dei conservatori, in particolare dei gesuiti che misero all'indice e condannarono l'opera nel 1759. Nonostante gli attacchi, le proibizioni e la censura, l'opera continuò le sue pubblicazioni clandestinamente, sostenuta dal consenso di intellettuali innovatori e proseguì la sua ampia diffusione. Il suo fu, quindi, anche un successo politico, perché divenne simbolo di una battaglia rinnovamento culturale che metteva in discussione l'intera società dell' Antico regime.