Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Lo stupro, Degas
Aurora Giordano
Created on March 11, 2025
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Children's Holiday Card
View
Three Good Things Card
View
Santa presents
View
Three Wise Men Letter
View
Halloween Discount Code
View
Interactive Halloween Card
View
Halloween Invitation
Transcript
Tira giù la corda
"Lo stupro", Edgar Degas
It is necessary to point out that the painter more than the scene itself and its content, found the form and scenic presence of the objects interesting. One can note, for example, the suitcase placed on the small table containing the necessary items for personal care or the lamp that provides light to the scene by creating a play of light on the woman's white dress, which cuts through the composition by guiding the viewer's gaze from the lower right side of the painting to the upper left. An almost photographic cut that leads the viewer to focus on the two figures and the effects of light, an expedient similar to that used in “The Wormwood.” Another detail to note is the white corset lying on the ground. This is not an accident but the result of a perfectly studied composition: Degas is interested in the color contrast that is created between the off-white of the corset and the red of the carpet beside it that makes the offense manifest. Degas, it is as if he were assuming the guise of a director, who constructs his own crime scene and one of the details that stands out most is the presence of traces of blood on the bed. And again, the somber room's floral wallpaper is the same one found in some Japanese art portraits that greatly influenced the Impressionists.
Pull the rope!
L’atmosfera è certamente rarefatta, ambigua, la tensione è palpabile. La composizione si presenta molto buia, l’aspetto dell’uomo minaccioso sul quale Degas è ancora una volta molto attento nell’accentuare il pizzetto caprino e l’orecchio a punta. L’uomo è quasi stordito, inquieto ma allo stesso tempo compiaciuto per quel che ha fatto, la malizia e non il pentimento illumina il suo volto. È un uomo misero, incapace, addirittura più piccolo della sua ombra, con le gambe che gli cedono, le forze che gli mancano tanto da aver bisogno del sostegno della porta. La donna è inginocchiata, fragile, vulnerabile, offesa nello spirito prima ancora che nel corpo. Non sappiamo se sia stata consumata effettivamente la violenza sessuale poiché Degas vuole restare, come solito, profondamente ambiguo ma si notano, comunque, le tracce di sangue e la stanza intrisa di sofferenza e lacrime. Considerare, poi, la donna una compagna o una prostituta non cambia il valore dell’offesa, la violenza è sempre presente e l’uomo resta sempre piccolo ed insignificante. Insomma, ciò che penso sia evidente è che il pittore non abbia colto semplicemente l’impressione ma abbia studiato e costruito minuziosamente la scena per renderla più realistica possibile.
Questo è un quadro che ha il potere di emozionare, di farci sentire la paura della donna, un quadro che suscita diverse riflessioni su di un tema che, ancora oggi, ci fa rabbrividire: la violenza femminile. Non è la prima volta che un artista rappresenti questo tema. Ad esempio, si può considerare un quadro seicentesco di Artemisia Gentileschi, “Susanna e i vecchioni”. L’episodio, che si trova nel Libro di Daniele della Bibbia, narra di una giovane moglie dal nome di Susanna. Due uomini anziani che frequentavano la casa della donna si invaghirono di lei e la sorpresero al bagno, all’aperto, ricattandola chiedendo favori sessuali. Se la giovane si fosse rifiutata di soddisfare le loro richieste i due anziani avrebbero rivelato al marito Daniele che Susanna lo tradiva con un giovane. La donna, coraggiosa, non cedette al ricatto così Daniele scoprì le bugie dei due vecchioni. Come spesso avviene nell’interpretare le opere di Artemisia Gentileschi, la figura femminile sembra far riferimento alla sua vicenda biografica. Di fatti, la giovane artista fu vittima di una violenza da parte di un collega di suo padre ed ebbe il coraggio di confessare l’abuso e dovette affrontare un lungo ed umiliante processo.
"Susanna e i vecchioni" Artemisia Gentileschi
Tutto ciò per farci riflettere sul fatto che, ogni giorno, le donne sono costantemente vittime di violenze, abusi, offese, umiliazioni, spesso non denunciate. Ogni giorno è il 25 novembre, ed il problema è proprio che, in una società moderna e civile, non dovrebbe nemmeno esistere un 25 novembre. Tutti noi possiamo diventare spregevoli, cadere in basso, fa parte della nostra natura. È importante, però, imparare a difendersi, indossare una corazza per far sì che l’odio, gli insulti e le offese che ci vengono lanciate addosso dalla vita, ricadano al di fuori della stessa, scivolando via come pioggia. Non esiste assolutamente giustificazione per la violenza, non deve mai rimanere impunita. E un pittore come Degas con la sua sua visione realista della pittura, non esita a sensibilizzarci sul tema, non esita a rappresentare il marcio del mondo, la malvagità, la purezza della donna con il suo abito bianco contrapposto alla figura nera e tenebrosa del suo aggressore.