Presentazione di letteratura
Il duecento e il trecento
Idealizzato da Kristian Visiello
Il duecento
Contesto storico:
In Europa
Siamo in epoca medievale a ridosso dell'anno mille con la caduta dell'impero Romano d'Occidente nel 476 d.C. e finirà nella data 1492 anno in cui Cristoforo Colombo scoprirà l'America. Questo momento storico portò per l'Italia una grande decadenza economica e sociale: un accumulo di guerre, carestie e migrazioni di popoli barbari. In questa situazione precaria, l'unico punto di riferimento diventa la chiesa. Dopo la disgregazione dell'impero Romano si diffondono in Europa i regni romano-germanici: i Franchi sotto il governo di Carlo Magno dal 742 al 814 che creerà il Sacro Romano Impero. Carlo Magno istituisce il sistema Feudale e da qui in poi il secolo verrà denominato "Feudalesimo". Nell'843 il Sacro Romano Impero viene diviso in tre regni che provocò una crisi del sistema feudale. Inizia l'anno mille, il quale segnò una rinascita e ripresa economica, culturale e politica dove si afferma la borghesia.
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In Italia
Nel medioevo in Italia il potere è frammentato: la Sicilia è occupata dagli Arabi, il Meridione dopo l’anno mille passa sotto il dominio dei Normanni (prima faceva parte dell’impero bizantino), al centro trionfa il potere della chiesa, mentre il nord che comprende il Regno d’Italia è controllato dai feudatari, fino a quando interviene Ottone I di Sassonia (912-973) che acquistò il titolo di re d’Italia nel 951 e tentò di rifondare il Sacro Romano Impero nel 962. Prendendo il potere nasce la figura del vescovo-conte cioè elegge feudatari i vescovi. A partire dal XII secolo, la popolazione cominciò ad organizzarsi per sovrastare il potere dei feudatari. Nascono così i comuni soprattutto nel centro-nord. La continua potenza dei comuni gli causò una lotta con gli imperatori tedeschi: prima con Federico Barbarossa (1122-1190) e poi con Federico II di Svevia (1194-1250). Inoltre all’interno delle città ci sono delle divisioni tra fazioni opposte; c’è chi sostiene l’impero ossia i ghibellini e chi appoggia il papato: i guelfi.
La storia della lingua:
La lingua italiana deriva dal latino parlato dalla gente "Vulgus" che era formata dal latino volgare e dal latino letterario. Nel II secolo d.C. Roma aveva imposto ai popoli conquistati la sua legge e la sua lingua. Incominciò a fiorire il latino volgare. Dopo la caduta dell'impero Romano il latino soi trasformò tanto da far nascere nuove lingue latine: ebbero così origine le lingue neolatine (di origine Romanza) che costituirono l'italiano, il francese, il provenzale, il catalano, il portoghese, il rumeno, il ladino e lo spagnolo. In Italia il latino rimase vivo ma col tempo questo latino si frantumò e nacquero vari dialetti che presero il nome di "volgari"(lingua di uso comune). Rispetto alla lingua scritta era la lingua formata dalla borghesia (mercanti/banchieri). Il dialetto che prevalse su tutti fu il dialetto toscano che diventò la lingua italiana per quattro motivi:
Le prime testimonianze in volgare in Italia
In italia fin dal IX secolo d.C. abbiamo esempi di documenti scritti che riporta il latino più antico. La prima testimonianza scritta del passaggio dal latino a una forma di volgare italiano che risale all'800 d.C. è l'indovinello veronese. Il testo è un miscuglio tra latino e dialetto veneto:
Il Placito capuano
Un altro documento che appare (questa volta di valore significativo del lento diffondersi del volgare italiano) è il placito capuano. Stiamo parlando di una sentenza giudiziara relativa a una contesa tra il monastero di Montecassino e l'abate Rodelgrimo di Aquino sorta per il possesso di alcune terre. Essi litigano per queste terre e vanno a finire in tribunale che riporta la formula pronunciale la quale conferma che le terre fanno parte dei monaci.
La presenza di termini è evidente:
- Sono forme volgari: la congiunzione ko, "che", l'aggettivo dimostrativo kelle, cioè "quelle" e l'avverbio ki, "chi".
- Sono scomparse le desinenze latine dei sostantivi e dei verbi tranne sancti benedicti che era l'unica forma in latino.
I quattro filoni letterari:
I quattro filoni della letteratura italiana comprendono: La poesia religiosa, la poesia amorosa, il dolce stil novo e la posia comico-realistica.I quattro cicli della letteratura italiana costituiscono una vera essenza nell' habitat letterario e sono di rilevante importanza per il volgare fiorentino che si performerà con le tre corone fiorentine (Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio). Detto questo possiamo ritornare all'argomento dei quattro concetti principali della letteratura del periodo duecentesco.
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La poesia religiosa
Le prime composizioni letterarie in italiano compaiono solo nel XIII secolo quando già da due secoli fiorirono le letterature in volgare provenzale e francese. Ma dove prende inizio il volgare? Il volgare si diffonde nella nostra penisola prima delle altre penisole. Come mai questo forte ritardo nelle altre penisole? Inanzitutto perchè in Italia l'uso della lingua latina fu più duraturo; anche perchè la nostra penisola non era unita politicamente e questo non favoriva la diffusione di lingua comune e solo in questo secolo il volgare fu assunto come strumento di espressione da grandi artisti. Ci furono inoltre, centri e movimenti validi (pazze, edifici). Le composizioni letterarie scritte sono componimenti di carattere religioso che con viva e sincera immediatezza/accuratezza cantano le lodi del signore, della vergine e dei santi. Nel 200 in Italia si assisteva il conflitto tra papato e impero. Il papato ne uscì vincitore raggiungendo il culmine della sua potenza come guida di tutta la sua cristianità. Il conflitto riguardava la lotta per il controllo del potere politico. Il papa (è il pastore di tutta la sua cristianità e guida tutti i fedeli) è a capo del potere spirituale. L'imperatore gestiva il potere temporale e quindi si stabiliva che questi poteri sono diversi. L'intervento crescente dei papi produsse un aumento della corruzione all'interno della chiesa, quindi continuano ad intervenire. Questa situazione aveva fatto nascere nei prelati ma soprattutto nel popolo l'esigenza di un rinnovamento spirituale della chiesa. Nascono così due ordini monastici: l'Ordine francescano dei Frati minori, fondato da Francesco d'Assisi nel 1210 e l'Ordine domenicano dei Frati predicatori, fondato dallo spagnolo Domenico di Guzmàn nel 1216. In questo contesto storico si inserisce un'opera di rinnovamento degli spiriti dei santi della chiesa di Francesco d'Assisi che un giorno si denuda in piazza d'Assisi e si veste di un sacco e lo fa anche come metafora di vita (spogliatoio delle vostre ricchezze9.
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Francesco d'Assisi
Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone è stato un religioso, mistico e poeta italiano. Nasce nel 1181 ad Assisi; suo padre era un ricco mercante italiano di stoffe (quindi era famoso e specializzato in questo settore) il quale gli aveva conferito un'ottima preparazione letteraria. A circa 25 anni decide di abbandonare e di rinunciare alle ricchezze della famiglia e dedicarsi alla preghiera. Nel 1210 crea l'Ordine francescano dei Frati minori e inizia l'attività di predicazione del vangelo in Italia, Egitto e Palestina. Muore ad Assisi nel 1226. Diacono e fondatore dell'ordine che da lui prese il nome (Ordine Francescano), è stato proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228; dichiarato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono princcipale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa pio XII, il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la chiesa cattolica. Profondamente ascetico, era conosciuto anche come "il poverello d'Assisi" per via della sua scelta di spogliarsi. Francesco d'Assisi é riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana.
Il cantico di frate sol (laudes creaturarum)
Il Cantico di frate Sole o Laudes Creaturarum tradotto come lodi delle creature composto durante una notte di insonne é un inno di lode, fraternità (amore di fraternità). Francesco lo produsse nel 1224 poco prima di morire. Questa lauda é stata scritta in volgare umbro con l'intento di avere e ricevere contatto reciproco con la gente onesta. Il poeta si concentra sui comportamenti e sui simboli del cristianesimo, onorando e ringraziando Dio per l'immensa gesta più preziosa al sesso maschile che poteva fare: gli ha donato la possibilità di godere la vita e la bellezza del mondo. D'Assisi, inoltre, invita le persone ad approvare tutte le opere del signore che siano belle che brutte definendole come fratello e sorella.
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Poesia amorosa
Siamo nel regno di Sicilia alla corte dell'imperatore Federico II e nacque la prima esperienza italiana in volgare: la Scuola siciliana. Federico II di Svevia era un uomo molto colto e si colloca tra il 1230 e il 1250 a Palermo e nella corte del meridione d'Italia. La costante e particolare attenzione di Federico per le arti lo invita ad accogliere a corte importanti intelettuali e filosofi come Giacomo da Lentini, Pier delle Vigne etc...Nella prima metà del secolo giunsero dei trovatori cioè poeti provenzali che diffusero la moda della poesia amorosa. Diedero vita così alla scuola siciliana: il primo movimento in volgare nato in Italia. Il tema dominante della scuola siciliana è l'amore cortese. Un amore cortese che impone ai giovani rigide regole di comportamento e privatezza. Infatti Dante interpreterà l'amore cortese. Altra tematica fondamentale è la superiorità della donna amata cioè è la dama da onorare in distanza. Se citiamo l'amore cortese parliamo di poesia cortese che è la poesia sviluppata tra l'XI e il XIII secolo. Fu chiamata così perché si sviluppa nelle corti delle chiese basat sul rispetto e sulla dedizione verso la donna amata. La lingua utilizzata è in volgare siciliano illustre priva di parole di uso comune; è arrichita con aggettivi.
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Una nuova composizione stilistica: il sonetto
Alla corte di Federico II di Svevia è stato elaborato il sonetto: un testo in poesia dalla struttura fissa rimasto immutato fino ad oggi. Ha avuto fortuna nel campo della letteratura con F.Pretarca, D'Annunzio, Foscolo, Saba. Il sonetto è un componimento in rima compposto da due terzine e da due quartine di endecasillabi (11 sillabe). Lo schema ritmico delle terzine è vario mentre quello delle quartine si tratta di una rima alternata/incrociata. Il sonetto deriva dalla letteratura provenzale sonet che proviene dal latino sonus. Esso prevedeva un accompagnamento musicale. La composizione è attribuita a un autore: Giacomo da Lentini che lui stesso utilazzava nella letteratura provenzale. Con un sonetto "rispondere per le rime" significa risposta a tono adatta a qualcuno che ha parlato in modo brusco. Risale all'invenzione del sonetto quando i poeti del medioevo lo indirizzavano in rima ad altri avversari. Si tratta di una sfiida (tenzone) lanciata a questi poeti. Assumeva argomenti di filosofia, morali con toni polemici (si scambiavano parole). Anche Dante Alighieri si scambiava parole soprattutto con Forese Donati e quindi c'è questa sfida scherzosa/tenzone in modo divertente su argomenti politici.
Il Dolce Stil Novo
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Nella II metà del secolo é la Toscana e soprattutto Firenze a diventare centro culturale importantissimo. Alcuni poeti ispirandosi all'esperienza dei siciliani danno vita al Dolce StilNovo. L'espressione del dolce stil novo si riferisce alla poesia in volgare composta dagli ultimi decenni del duecento ai primi decenni del trecento composto da un gruppo di toscani: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti e dal poeta bolognese Guido Guinizzelli. Gli stlnovisti consideravano la poesia come slancio spontaneo dell'anima governata da un solo signore: un amore che prevedeva suoni dolci. Fu lo stesso Dante a inaugurare questa nuova maniera di fare la poesia: il dolce stil novo in cui c'é un volgare privo di asprezza. Il tema del dolce stl novo è anche qui l'amore, per questo motvo la donna (l'amata) occupa un ruolo cruciale e si basa su un amore spirituale. Perchè dolce? Perchè i suoni dovevano essere armoniosi e piacevoli. Il dolce stil novo si distingue dalla scuola siciliana poichè dà maggiore attenzione all'interiorità del poeta. Una della caratteristiche del Dolce Stil Novo è la rigorosità o la raffinatezza della lingua. L'amata è rappresentata come donna angelo/angelica (è uno strumento attraverso il quale l'uomo si perfeziona ed è condotto a Dio). Dante la chiama "messaggero del cielo e tramite di elevazione spirituale"; uomini che si lasciano trasformare sono solo gli uomini dotati di un cuore sensibile. Mentre la Scuola Siciliana si basa sui personaggi medievali (nobiltà), quindi sui vecchi valori feudali dell'amore cortese. Una nuova e moderna concezione di nobiltà.
Giacomo da Lentini
Giacomo da Lentini è stato un poeta e notaio italiano (nato a Lentini nel 1210 circa- morto a Lentini 1260 circa). Tra i principali esponenti della Scuola Siciliana, ha contribuito alla creazione del sonetto. Nato in Sicilia, milita il mestiere del notaio alla corte di Fedrico II di Svevia. Tra le opere di Giacomo da Lentini possiamo ritrovare "Amore è uno desio che ven da' core". Qui il sonetto lavora sulla tradizione/impronta dell'amore. Si denotano temi prevalentemente della poesia cortese.
La poesia Comico-Realistica
Circa la poesia Comico-Realistica verso la fine del duecento in Toscana accanto all'esperienza stilnovista prende piede una poesia più vicina alla vita quotidiana (una forma più concreta) che tratta temi sul denaro, sul cibo, con un amore non più spirituale ma un amore più carnale descritto in termini maliziosi rispetto al Dolce Stil Novo. Quindi si tratta di una poesia giocosa, scherzosa che tratta argomenti con un linguaggio proprio e uno stile ben definito. Il volgare usato dai comici era meno raffinato dei poeti stilnovisti e si avvicina al latino usato dalle classi toscane. Gli esponenti maggiori sono Cecco Angiolieri e Folgore da San Gimignano. Con la poesia Comico-Realistica si chiude in versi. In Italia nel 200 non nasce soltanto la lauda, la poesia, ma anche la prosa e ricordiamo la raccolta anonima del novellino: 100 novelle all'oridine della narrativa italiana. Il novellino è un genere antichissimo. La novella è un racconto narrativo. Nel secolo scorso, infatti, si erano diffusi racconti sulla vita dei santi. Tra le figure letterarie principali possiamo annotare Pirandello (autore del '900) e Verga (proveniente dalla seconda metà del duecento) che scrivono tante novelle.Nelle novelle di Pirandello la finalità religiosa è assente ed è presente una tibertie. Arrivati a questo punto possiamo riassumere ciò dicendo che lo scopo della poesia è divertire.
11. Audio
6. Graphic + text
1. Text + image
12. Inserted content
7. Table + text
2. Quote
I resoconti di viaggio
13. Interactive question
8. List / processes
3. Section
14. Conclusions
9. Video
4. Relevant data
15. Closing
10. Text + icons
5. Timeline
Tra i capolavori liturgici di codesto maestro di questa epoca si ricorre:
A livello dello stile è da sottolineare l'efficacia delle figure retoriche sfruttate dall'artista nel Cantico di Frate Sole ricco di termini estranei ormai nell'italiano di oggi, tranne per alcune forme simili alla nostra lingua.
- Il dialetto toscano non era diverso dal latino letterario
- Grazie alla posizione geografica della Toscana per poter diffondere la lingua.
- Nel 1200-1300 fiorirono le città comunali (i comuni), di conseguenza doveva esserci una lingua che superasse le differenze di tutte le altre lingue.
- Fu tutta la toscana la lingua.
Ci furono molti autori che scrissero con il volgare o il dialetto toscano, infatti i principali esponenti sono Dante, Boccaccio, Petrarca e Carducci.
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Infatti nel testo possiamo rinscontrare alcuni termini latini e variazioni ortografiche: - Sono ancora presenti termini latini: boves,"buoi", semen,"seme", alba/o;
- Altri verbi hanno perso la "t": pareba, araba, teneba, seminaba;
- Anche il complemento oggetto non ha più la desinenza in -o invece della desinenza in -um (versorio e non "versorium" e albo e non "album")
Curiosità sul Sacro Romano Impero:
Sacro=perchè è consacrato dal rappresentante della fede cristiana, tutti i territori sottomessi devono convertirsi al cristianesimo=Romano=perchè l'imperatore vuole ripristinare l'impero Romano=impero=poichè non si dichiara re (nella notte di Natale dell'800 Carlo Magno viene incoronato imperatore a Roma da papa Leone III come "imperatore del Sacro Romano Impero")
Il duecento e il trecento
KRISTIAN VISIELLO
Created on March 10, 2025
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Presentazione di letteratura
Il duecento e il trecento
Idealizzato da Kristian Visiello
Il duecento
Contesto storico:
In Europa
Siamo in epoca medievale a ridosso dell'anno mille con la caduta dell'impero Romano d'Occidente nel 476 d.C. e finirà nella data 1492 anno in cui Cristoforo Colombo scoprirà l'America. Questo momento storico portò per l'Italia una grande decadenza economica e sociale: un accumulo di guerre, carestie e migrazioni di popoli barbari. In questa situazione precaria, l'unico punto di riferimento diventa la chiesa. Dopo la disgregazione dell'impero Romano si diffondono in Europa i regni romano-germanici: i Franchi sotto il governo di Carlo Magno dal 742 al 814 che creerà il Sacro Romano Impero. Carlo Magno istituisce il sistema Feudale e da qui in poi il secolo verrà denominato "Feudalesimo". Nell'843 il Sacro Romano Impero viene diviso in tre regni che provocò una crisi del sistema feudale. Inizia l'anno mille, il quale segnò una rinascita e ripresa economica, culturale e politica dove si afferma la borghesia.
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In Italia Nel medioevo in Italia il potere è frammentato: la Sicilia è occupata dagli Arabi, il Meridione dopo l’anno mille passa sotto il dominio dei Normanni (prima faceva parte dell’impero bizantino), al centro trionfa il potere della chiesa, mentre il nord che comprende il Regno d’Italia è controllato dai feudatari, fino a quando interviene Ottone I di Sassonia (912-973) che acquistò il titolo di re d’Italia nel 951 e tentò di rifondare il Sacro Romano Impero nel 962. Prendendo il potere nasce la figura del vescovo-conte cioè elegge feudatari i vescovi. A partire dal XII secolo, la popolazione cominciò ad organizzarsi per sovrastare il potere dei feudatari. Nascono così i comuni soprattutto nel centro-nord. La continua potenza dei comuni gli causò una lotta con gli imperatori tedeschi: prima con Federico Barbarossa (1122-1190) e poi con Federico II di Svevia (1194-1250). Inoltre all’interno delle città ci sono delle divisioni tra fazioni opposte; c’è chi sostiene l’impero ossia i ghibellini e chi appoggia il papato: i guelfi.
La storia della lingua:
La lingua italiana deriva dal latino parlato dalla gente "Vulgus" che era formata dal latino volgare e dal latino letterario. Nel II secolo d.C. Roma aveva imposto ai popoli conquistati la sua legge e la sua lingua. Incominciò a fiorire il latino volgare. Dopo la caduta dell'impero Romano il latino soi trasformò tanto da far nascere nuove lingue latine: ebbero così origine le lingue neolatine (di origine Romanza) che costituirono l'italiano, il francese, il provenzale, il catalano, il portoghese, il rumeno, il ladino e lo spagnolo. In Italia il latino rimase vivo ma col tempo questo latino si frantumò e nacquero vari dialetti che presero il nome di "volgari"(lingua di uso comune). Rispetto alla lingua scritta era la lingua formata dalla borghesia (mercanti/banchieri). Il dialetto che prevalse su tutti fu il dialetto toscano che diventò la lingua italiana per quattro motivi:
Le prime testimonianze in volgare in Italia
In italia fin dal IX secolo d.C. abbiamo esempi di documenti scritti che riporta il latino più antico. La prima testimonianza scritta del passaggio dal latino a una forma di volgare italiano che risale all'800 d.C. è l'indovinello veronese. Il testo è un miscuglio tra latino e dialetto veneto:
Il Placito capuano
Un altro documento che appare (questa volta di valore significativo del lento diffondersi del volgare italiano) è il placito capuano. Stiamo parlando di una sentenza giudiziara relativa a una contesa tra il monastero di Montecassino e l'abate Rodelgrimo di Aquino sorta per il possesso di alcune terre. Essi litigano per queste terre e vanno a finire in tribunale che riporta la formula pronunciale la quale conferma che le terre fanno parte dei monaci.
La presenza di termini è evidente:
I quattro filoni letterari:
I quattro filoni della letteratura italiana comprendono: La poesia religiosa, la poesia amorosa, il dolce stil novo e la posia comico-realistica.I quattro cicli della letteratura italiana costituiscono una vera essenza nell' habitat letterario e sono di rilevante importanza per il volgare fiorentino che si performerà con le tre corone fiorentine (Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio). Detto questo possiamo ritornare all'argomento dei quattro concetti principali della letteratura del periodo duecentesco.
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La poesia religiosa
Le prime composizioni letterarie in italiano compaiono solo nel XIII secolo quando già da due secoli fiorirono le letterature in volgare provenzale e francese. Ma dove prende inizio il volgare? Il volgare si diffonde nella nostra penisola prima delle altre penisole. Come mai questo forte ritardo nelle altre penisole? Inanzitutto perchè in Italia l'uso della lingua latina fu più duraturo; anche perchè la nostra penisola non era unita politicamente e questo non favoriva la diffusione di lingua comune e solo in questo secolo il volgare fu assunto come strumento di espressione da grandi artisti. Ci furono inoltre, centri e movimenti validi (pazze, edifici). Le composizioni letterarie scritte sono componimenti di carattere religioso che con viva e sincera immediatezza/accuratezza cantano le lodi del signore, della vergine e dei santi. Nel 200 in Italia si assisteva il conflitto tra papato e impero. Il papato ne uscì vincitore raggiungendo il culmine della sua potenza come guida di tutta la sua cristianità. Il conflitto riguardava la lotta per il controllo del potere politico. Il papa (è il pastore di tutta la sua cristianità e guida tutti i fedeli) è a capo del potere spirituale. L'imperatore gestiva il potere temporale e quindi si stabiliva che questi poteri sono diversi. L'intervento crescente dei papi produsse un aumento della corruzione all'interno della chiesa, quindi continuano ad intervenire. Questa situazione aveva fatto nascere nei prelati ma soprattutto nel popolo l'esigenza di un rinnovamento spirituale della chiesa. Nascono così due ordini monastici: l'Ordine francescano dei Frati minori, fondato da Francesco d'Assisi nel 1210 e l'Ordine domenicano dei Frati predicatori, fondato dallo spagnolo Domenico di Guzmàn nel 1216. In questo contesto storico si inserisce un'opera di rinnovamento degli spiriti dei santi della chiesa di Francesco d'Assisi che un giorno si denuda in piazza d'Assisi e si veste di un sacco e lo fa anche come metafora di vita (spogliatoio delle vostre ricchezze9.
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Francesco d'Assisi
Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone è stato un religioso, mistico e poeta italiano. Nasce nel 1181 ad Assisi; suo padre era un ricco mercante italiano di stoffe (quindi era famoso e specializzato in questo settore) il quale gli aveva conferito un'ottima preparazione letteraria. A circa 25 anni decide di abbandonare e di rinunciare alle ricchezze della famiglia e dedicarsi alla preghiera. Nel 1210 crea l'Ordine francescano dei Frati minori e inizia l'attività di predicazione del vangelo in Italia, Egitto e Palestina. Muore ad Assisi nel 1226. Diacono e fondatore dell'ordine che da lui prese il nome (Ordine Francescano), è stato proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228; dichiarato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono princcipale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa pio XII, il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la chiesa cattolica. Profondamente ascetico, era conosciuto anche come "il poverello d'Assisi" per via della sua scelta di spogliarsi. Francesco d'Assisi é riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana.
Il cantico di frate sol (laudes creaturarum)
Il Cantico di frate Sole o Laudes Creaturarum tradotto come lodi delle creature composto durante una notte di insonne é un inno di lode, fraternità (amore di fraternità). Francesco lo produsse nel 1224 poco prima di morire. Questa lauda é stata scritta in volgare umbro con l'intento di avere e ricevere contatto reciproco con la gente onesta. Il poeta si concentra sui comportamenti e sui simboli del cristianesimo, onorando e ringraziando Dio per l'immensa gesta più preziosa al sesso maschile che poteva fare: gli ha donato la possibilità di godere la vita e la bellezza del mondo. D'Assisi, inoltre, invita le persone ad approvare tutte le opere del signore che siano belle che brutte definendole come fratello e sorella.
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Poesia amorosa
Siamo nel regno di Sicilia alla corte dell'imperatore Federico II e nacque la prima esperienza italiana in volgare: la Scuola siciliana. Federico II di Svevia era un uomo molto colto e si colloca tra il 1230 e il 1250 a Palermo e nella corte del meridione d'Italia. La costante e particolare attenzione di Federico per le arti lo invita ad accogliere a corte importanti intelettuali e filosofi come Giacomo da Lentini, Pier delle Vigne etc...Nella prima metà del secolo giunsero dei trovatori cioè poeti provenzali che diffusero la moda della poesia amorosa. Diedero vita così alla scuola siciliana: il primo movimento in volgare nato in Italia. Il tema dominante della scuola siciliana è l'amore cortese. Un amore cortese che impone ai giovani rigide regole di comportamento e privatezza. Infatti Dante interpreterà l'amore cortese. Altra tematica fondamentale è la superiorità della donna amata cioè è la dama da onorare in distanza. Se citiamo l'amore cortese parliamo di poesia cortese che è la poesia sviluppata tra l'XI e il XIII secolo. Fu chiamata così perché si sviluppa nelle corti delle chiese basat sul rispetto e sulla dedizione verso la donna amata. La lingua utilizzata è in volgare siciliano illustre priva di parole di uso comune; è arrichita con aggettivi.
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Una nuova composizione stilistica: il sonetto
Alla corte di Federico II di Svevia è stato elaborato il sonetto: un testo in poesia dalla struttura fissa rimasto immutato fino ad oggi. Ha avuto fortuna nel campo della letteratura con F.Pretarca, D'Annunzio, Foscolo, Saba. Il sonetto è un componimento in rima compposto da due terzine e da due quartine di endecasillabi (11 sillabe). Lo schema ritmico delle terzine è vario mentre quello delle quartine si tratta di una rima alternata/incrociata. Il sonetto deriva dalla letteratura provenzale sonet che proviene dal latino sonus. Esso prevedeva un accompagnamento musicale. La composizione è attribuita a un autore: Giacomo da Lentini che lui stesso utilazzava nella letteratura provenzale. Con un sonetto "rispondere per le rime" significa risposta a tono adatta a qualcuno che ha parlato in modo brusco. Risale all'invenzione del sonetto quando i poeti del medioevo lo indirizzavano in rima ad altri avversari. Si tratta di una sfiida (tenzone) lanciata a questi poeti. Assumeva argomenti di filosofia, morali con toni polemici (si scambiavano parole). Anche Dante Alighieri si scambiava parole soprattutto con Forese Donati e quindi c'è questa sfida scherzosa/tenzone in modo divertente su argomenti politici.
Il Dolce Stil Novo
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Nella II metà del secolo é la Toscana e soprattutto Firenze a diventare centro culturale importantissimo. Alcuni poeti ispirandosi all'esperienza dei siciliani danno vita al Dolce StilNovo. L'espressione del dolce stil novo si riferisce alla poesia in volgare composta dagli ultimi decenni del duecento ai primi decenni del trecento composto da un gruppo di toscani: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti e dal poeta bolognese Guido Guinizzelli. Gli stlnovisti consideravano la poesia come slancio spontaneo dell'anima governata da un solo signore: un amore che prevedeva suoni dolci. Fu lo stesso Dante a inaugurare questa nuova maniera di fare la poesia: il dolce stil novo in cui c'é un volgare privo di asprezza. Il tema del dolce stl novo è anche qui l'amore, per questo motvo la donna (l'amata) occupa un ruolo cruciale e si basa su un amore spirituale. Perchè dolce? Perchè i suoni dovevano essere armoniosi e piacevoli. Il dolce stil novo si distingue dalla scuola siciliana poichè dà maggiore attenzione all'interiorità del poeta. Una della caratteristiche del Dolce Stil Novo è la rigorosità o la raffinatezza della lingua. L'amata è rappresentata come donna angelo/angelica (è uno strumento attraverso il quale l'uomo si perfeziona ed è condotto a Dio). Dante la chiama "messaggero del cielo e tramite di elevazione spirituale"; uomini che si lasciano trasformare sono solo gli uomini dotati di un cuore sensibile. Mentre la Scuola Siciliana si basa sui personaggi medievali (nobiltà), quindi sui vecchi valori feudali dell'amore cortese. Una nuova e moderna concezione di nobiltà.
Giacomo da Lentini
Giacomo da Lentini è stato un poeta e notaio italiano (nato a Lentini nel 1210 circa- morto a Lentini 1260 circa). Tra i principali esponenti della Scuola Siciliana, ha contribuito alla creazione del sonetto. Nato in Sicilia, milita il mestiere del notaio alla corte di Fedrico II di Svevia. Tra le opere di Giacomo da Lentini possiamo ritrovare "Amore è uno desio che ven da' core". Qui il sonetto lavora sulla tradizione/impronta dell'amore. Si denotano temi prevalentemente della poesia cortese.
La poesia Comico-Realistica
Circa la poesia Comico-Realistica verso la fine del duecento in Toscana accanto all'esperienza stilnovista prende piede una poesia più vicina alla vita quotidiana (una forma più concreta) che tratta temi sul denaro, sul cibo, con un amore non più spirituale ma un amore più carnale descritto in termini maliziosi rispetto al Dolce Stil Novo. Quindi si tratta di una poesia giocosa, scherzosa che tratta argomenti con un linguaggio proprio e uno stile ben definito. Il volgare usato dai comici era meno raffinato dei poeti stilnovisti e si avvicina al latino usato dalle classi toscane. Gli esponenti maggiori sono Cecco Angiolieri e Folgore da San Gimignano. Con la poesia Comico-Realistica si chiude in versi. In Italia nel 200 non nasce soltanto la lauda, la poesia, ma anche la prosa e ricordiamo la raccolta anonima del novellino: 100 novelle all'oridine della narrativa italiana. Il novellino è un genere antichissimo. La novella è un racconto narrativo. Nel secolo scorso, infatti, si erano diffusi racconti sulla vita dei santi. Tra le figure letterarie principali possiamo annotare Pirandello (autore del '900) e Verga (proveniente dalla seconda metà del duecento) che scrivono tante novelle.Nelle novelle di Pirandello la finalità religiosa è assente ed è presente una tibertie. Arrivati a questo punto possiamo riassumere ciò dicendo che lo scopo della poesia è divertire.
11. Audio
6. Graphic + text
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2. Quote
I resoconti di viaggio
13. Interactive question
8. List / processes
3. Section
14. Conclusions
9. Video
4. Relevant data
15. Closing
10. Text + icons
5. Timeline
Tra i capolavori liturgici di codesto maestro di questa epoca si ricorre:
A livello dello stile è da sottolineare l'efficacia delle figure retoriche sfruttate dall'artista nel Cantico di Frate Sole ricco di termini estranei ormai nell'italiano di oggi, tranne per alcune forme simili alla nostra lingua.
Ci furono molti autori che scrissero con il volgare o il dialetto toscano, infatti i principali esponenti sono Dante, Boccaccio, Petrarca e Carducci.
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Infatti nel testo possiamo rinscontrare alcuni termini latini e variazioni ortografiche:- Sono ancora presenti termini latini: boves,"buoi", semen,"seme", alba/o;
- Altri verbi hanno perso la "t": pareba, araba, teneba, seminaba;
- Anche il complemento oggetto non ha più la desinenza in -o invece della desinenza in -um (versorio e non "versorium" e albo e non "album")
Curiosità sul Sacro Romano Impero:
Sacro=perchè è consacrato dal rappresentante della fede cristiana, tutti i territori sottomessi devono convertirsi al cristianesimo=Romano=perchè l'imperatore vuole ripristinare l'impero Romano=impero=poichè non si dichiara re (nella notte di Natale dell'800 Carlo Magno viene incoronato imperatore a Roma da papa Leone III come "imperatore del Sacro Romano Impero")