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LOTTA PER LE INVESTITURE

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Created on March 10, 2025

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Transcript

LOTTA PER LE INVESTITURE

IL PAPA GREGORIO VII CONTRO L'IMPERATORE ENRICO IV

1073-1085

1056

1077

1122

1075

1076

IMPERATORE ENRICO IV

DIVENTA PAPA GREGORIO VII

L'UMILIAZIONE DI CANOSSA

CONCORDATO DI WORMS

SCOMUNICA

DICTATUS PAPAE

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Gregorio VII (freddo, rivolto ai suoi consiglieri): Un imperatore che osa sfidare la Chiesa di Dio merita il perdono? O il castigo? Matilde di Canossa (in disparte, osserva con espressione turbata): Tre giorni e tre notti al gelo… è davvero necessaria un’umiliazione così lunga? Il Papa rimane in silenzio. Enrico IV abbassa la testa, il respiro si fa più affannoso. Un’altra notte lo attende sotto la neve. Scena II: Matilde persuade il Papa All’interno del castello, Matilde e Gregorio VII siedono accanto al camino. Le fiamme proiettano ombre danzanti sulle pareti di pietra. Matilde: Santo Padre, la vostra giustizia è grande, ma la misericordia lo è ancora di più. Enrico IV ha compreso il suo errore, altrimenti non avrebbe attraversato le Alpi nel pieno dell’inverno per inginocchiarsi davanti a voi. Gregorio VII (riflettendo): Se lo perdonassi, potrebbe tornare sui suoi passi, tradirmi di nuovo. Ha umiliato la Chiesa, ha tentato di sottometterla al suo potere. Matilde: Ma se non lo perdonate, rischiate di farlo diventare il nemico definitivo della Chiesa. Un sovrano disperato è pericoloso. E ricordate, Santità, che siete rifugiato proprio nel mio castello perché Enrico IV vi ha costretto alla fuga. Canossa è una terra sicura per voi, ma anche un simbolo di clemenza e saggezza. Dimostrate che la Chiesa sa perdonare, non solo punire. Gregorio VII (dopo una pausa, sospira): Forse hai ragione, Matilde. La Chiesa non deve solo condannare, ma anche salvare le anime. Scena III: Il perdono di Enrico IV Il terzo giorno, al sorgere del sole, Gregorio VII esce dal castello. La folla trattiene il fiato. Enrico IV è inginocchiato nella neve, gli occhi colmi di speranza. Gregorio VII (solenne, con la mano levata): Enrico, per la potenza di Cristo e l’autorità della Chiesa, ti assolvo dai tuoi peccati. Torna in comunione con noi. Enrico IV abbassa la testa, trattenendo a stento le lacrime. Il Papa gli poggia una mano sulla testa in segno di benedizione. La tensione si scioglie. La folla sussurra parole di sollievo. Enrico IV (con voce spezzata): Vi ringrazio, Santo Padre. Non dimenticherò mai questa lezione. Scena IV: Il Concordato di Worms (1122) Un grande salone, la luce filtra dalle alte vetrate. Davanti a una folla di nobili e prelati, un giudice imperiale si alza e legge l’accordo che pone fine alla lotta per le investiture. Giudice imperiale: Per volontà dell’Imperatore Enrico V e di Papa Callisto II, si decreta che il diritto di nominare i vescovi spetta unicamente alla Chiesa. Tuttavia, l’Imperatore manterrà il diritto di scegliere i suoi collaboratori tra i vescovi consacrati. Così si stabilisce la pace tra l’Impero e la Chiesa. I presenti annuiscono, consapevoli che una lunga guerra è giunta al termine. La lotta tra il sacro e il potere temporale non è finita, ma per ora, un equilibrio è stato trovato.

Canossa, gennaio 1077. Sotto le mura del castello di Matilde, l’imperatore Enrico IV, un tempo fiero sovrano, è ora un uomo provato. Indossa solo un mantello di lana grezza, i piedi scalzi affondano nella neve. Il vento tagliente delle Alpi gli morde la pelle. Davanti a lui, sul cammino di ronda, Papa Gregorio VII osserva la scena dall’alto, senza espressione. Enrico IV (con voce spezzata dal freddo): Santo Padre, sono venuto umilmente a chiedervi perdono. Ho peccato contro la Chiesa, ho osato insultarvi, chiamandovi falso Papa, e ho nominato vescovi senza il vostro consenso. Ora comprendo il mio errore. Vi prego, ridatemi la comunione, restituitemi la grazia divina! Gregorio VII (freddo, rivolto ai suoi consiglieri): Un imperatore che osa sfidare la Chiesa di Dio merita il perdono? O il castigo? Matilde di Canossa (in disparte, osserva con espressione turbata): Tre giorni e tre notti al gelo… è davvero necessaria un’umiliazione così lunga? Il Papa rimane in silenzio. Enrico IV abbassa la testa, il respiro si fa più affannoso. Un’altra notte lo attende sotto la neve. Scena II: Matilde persuade il Papa All’interno del castello, Matilde e Gregorio VII siedono accanto al camino. Le fiamme proiettano ombre danzanti sulle pareti di pietra. Matilde: Santo Padre, la vostra giustizia è grande, ma la misericordia lo è ancora di più. Enrico IV ha compreso il suo errore, altrimenti non avrebbe attraversato le Alpi nel pieno dell’inverno per inginocchiarsi davanti a voi. Gregorio VII (riflettendo): Se lo perdonassi, potrebbe tornare sui suoi passi, tradirmi di nuovo. Ha umiliato la Chiesa, ha tentato di sottometterla al suo potere. Matilde: Ma se non lo perdonate, rischiate di farlo diventare il nemico definitivo della Chiesa. Un sovrano disperato è pericoloso. E ricordate, Santità, che siete rifugiato proprio nel mio castello perché Enrico IV vi ha costretto alla fuga. Canossa è una terra sicura per voi, ma anche un simbolo di clemenza e saggezza. Dimostrate che la Chiesa sa perdonare, non solo punire. Gregorio VII (dopo una pausa, sospira): Forse hai ragione, Matilde. La Chiesa non deve solo condannare, ma anche salvare le anime. Scena III: Il perdono di Enrico IV Il terzo giorno, al sorgere del sole, Gregorio VII esce dal castello. La folla trattiene il fiato. Enrico IV è inginocchiato nella neve, gli occhi colmi di speranza. Gregorio VII (solenne, con la mano levata): Enrico, per la potenza di Cristo e l’autorità della Chiesa, ti assolvo dai tuoi peccati. Torna in comunione con noi. Enrico IV abbassa la testa, trattenendo a stento le lacrime. Il Papa gli poggia una mano sulla testa in segno di benedizione. La tensione si scioglie. La folla sussurra parole di sollievo. Enrico IV (con voce spezzata): Vi ringrazio, Santo Padre. Non dimenticherò mai questa lezione. Scena IV: Il Concordato di Worms (1122) Un grande salone, la luce filtra dalle alte vetrate. Davanti a una folla di nobili e prelati, un giudice imperiale si alza e legge l’accordo che pone fine alla lotta per le investiture. Giudice imperiale: Per volontà dell’Imperatore Enrico V e di Papa Callisto II, si decreta che il diritto di nominare i vescovi spetta unicamente alla Chiesa. Tuttavia, l’Imperatore manterrà il diritto di scegliere i suoi collaboratori tra i vescovi consacrati. Così si stabilisce la pace tra l’Impero e la Chiesa. I presenti annuiscono, consapevoli che una lunga guerra è giunta al termine. La lotta tra il sacro e il potere temporale non è finita, ma per ora, un equilibrio è stato trovato.

CONCORDATO DI WORMS

ENRICO IV RICOMINCIO' A NOMINARE I VESCOVI E ARRIVO' ADDIRITTURA AD ASSEDIARE ROMA. LA LOTTA PER LE INVESTITURE QUINDI NON ERA FINITA, CONTINUO' ANCHE CON I LORO SUCCESSORI FINCHE' SI ARRIVO' A UN COMPROMESSO: - AL PAPA SPETTAVA L'INVESTITURA SPIRITUALE DEI VESCOVI - L'IMPERATORE SCEGLIEVA I PROPRI VASSALI, TRA I VESCOVI CHE ERANO STATI NOMINATI DAL PAPA. SI CREO' UNA DIVISIONE TRA I DUE POTERI: SPIRITUALE NELLE MANI DEL PAPA; TEMPORALE NELLE MANI DELL'IMPERATORE

Scomunica e Umiliazione di Canossa

ENRICO IV DECISE ALLORA DI NOMINARE UN "ANTIPAPA", MA GEGORIO VII REAGI' SCOMUNICANDO L'IMPERATORE. LA SCOMUNICA LIBERAVA I CRSTIANI DALL'OBBLIGO DI OBBEDIRE ALL'IMPERATORE, COSI' I PRINCIPI TEDESCHI NE APPROFITTARONO PER PRENDERE IL POTERE. ENRICO IV NON POTEVA RISCHIARE DI ESSERE DEPOSTO, DUNQUE DECISE DI CHIEDERE PERDONO AL PAPA.

NEL FREDDO INVERNO DEL 1077, PARTI' DALLA GERMANIA, ATTRAVERSO' LE ALPI E RAGGIUNSE CANOSSA (IN EMILIA) , DOVE IL PAPA ERA OSPITE DALLA CONTESSA MATILDE.PRIMA DI RICEVERLO, FECE STARE L'IMPERATORE TRE GIORNI E TRE NOTTI SOTTO UNA TEMPESTA DI NEVE, POI LO PERDONO' E GLI TOLSE LA SCOMUNICA.

CHI E' GREGORIO VII?

UN MONACO CLUNIACENSE DI NOME ILDEBRANDO, CHE DEPOSE (TOLSE LA CARICA ECCLESIASTICA) TUTTI COLORO CHE SI ERANO RESI COLPEVOLI DI SIMONIA E CONCUBINATO.