Giulia pascariello 3al
Dalla peste alle streghe
1348-1349
XIV secolo
1347
XII-XIII secolo
Gli ebrei come capro espiatorio
I villaggi scomparsi e il tempo del mercante
La grande epidemia di peste nera
L'arrivo del freddo e della carestia
1347-1350
1348-1349
Quattrocento
1315-1318
La peste bubbonica e la peste polmonare
Il ritorno dei flagellanti e il culto di Maria e dei santi
La caccia alle streghe
Le prime carestie
Nel 1347 si verificò la prima epidemia di peste in Europa, che nell'Alto Medioevo sembrava essere scomparsa, probabilmente a causa del trasferimento dei cittadini nelle zone rurali. Questo bloccò il contagio fino al XIII secolo, quando iniziò lo scambio di merci tra Cina ed Europa. Insieme alle merci però, si spostarono in Occidente anche batteri di varie malattie, tra cui appunto, quello della peste nera. L'epidemia ricominciò a partire de Caffa, un terminale delle carovane provenienti dall'Oriente, dove la peste era una malattia endemica, cioè stabile. I mercanti genovesi contagiarono quindi prima l'Italia e la Sicilia, poi Provenza ed Aragona.
Vi erano più varianti della peste, ma quelle più diffuse erano:-PESTE BUBBONICA: era caratterizzata dalla comparse di rigonfiamenti alla base degli arti (inguine, ascelle) e il tasso di mortalità oscillava tra il 40% e il 70% a seconda di età ed alimentazione; -PESTE POLMONARE: riguardava l'apparato respiratorio e uccideva tra il 90% e il 100% di chi colpiva. Mentre la peste polmonare si passava da uomo a uomo, quella bubbonica era trasmessa dalla pulce del ratto nero, dunque era una malattia caratteristica di zone scarsamente igieniche. Si potrebbe anche considerare "una malattia socialmente ingiusta", infatti i ricchi potevano rifugiarsi nelle loro residenze in campagna, cambiarsi i vestiti o erano semplicemente più sani perché si alimentavano frequentemente, mentre i poveri molto spesso possedevano un solo vestito e non avevo accesso regolare al cibo. Si stima che la peste abbia eliminato un terzo della popolazione europea e rimase nel nostro continente fino al XVIII secolo, se pur con intervalli più o meno lunghi.
Durante questi secoli, il clima fu molto favorevole agli agricoltori europei. Fu però alla fine del Duecento che la situazione si ribaltò; il freddo fu causa di morte di intere popolazioni, dell'abbandono della coltura dei cereali e della rovina dei raccolti in generale, senza contare il completo ghiacciamento per ben tre volte del mar Baltico.
Nel XIV secolo ebbe luogo il fenomeno dei villaggi scomparsi, insediamenti abbandonati dai contadini, ma una volta abitati. Questi erano territori che rendevano poco, e con il calo demografico era diventata inutile la loro coltivazione. I contadini si trasferirono invece nei centri urbani, dove, per aumentare i guadagni, allungarono la giornata lavorativa. Venne introdotta un'apposita campana che scandiva il tempo dei lavoratori e venne fissato un orario di lavoro che non coincideva più con quello della Chiesa. Alle campane ecclesiastiche fu affiancato l'orologio meccanico a suoneria.Il Trecento fu inoltre un secolo di conflitti sociali, specialmente tra mercanti, artigiani e manovali. I mercanti tentavano infatti tramite principi e autorità cittadine di ridurre le retribuzioni della manodopera. Si ricorda a Firenze la rivolta denominata "Tumulto dei ciompi" del 1378.Tra il 1380 e il 1480 calaroni invece i prezzi dei cereali, ma non il carico del lavoro, quindi alla fine del Trecento si verificarono altre rivolte. La più importante è nota come jaquerie e prese piede in Francia nel 1358, quando le campagne al nord di Parigi furono saccheggiate dagli eserciti della guerra dei Cent'anni.
Tra il 1315 e il 1318 si verificò una grande carestia, poiché la pioggia rovinò i raccolti. Ciò comportò successivamente gravi crisi alimentari, che implicavano una dieta scadente e quindi la vulnerabilità dell'organismo. In questo contesto si svilupparono vari morbi, tra cui quello della peste.
La peste e le carestie erano talvolta attribuite a Satana che agiva per mezzo degli ebrei. Questi furono accusati di aver avvelenato i pozzi e di voler sterminare la cristianità. In realtà parliamo di una strategia psicologica nota come capro espiatorio: per evitare che le tensioni si riversino all'interno della società, si individua un colpevole esterno che possa essere credibile su cui riversare la colpa del problema iniziale. Così facendo l'immagine degli ebrei diventò sempre più negativa e questi furono accusati di crimini sempre più gravi, come l'accusa di omicidio rituale secondo la quale gli ebrei si sarebbero serviti del sangue di un bambino cristiano per preparare il pane usato nel rito della cena pasquale. 'episodio più grave fu quello del 1475 a Trento, dove la presunta vittima era un bambino di nome Simone. Quindici ebrei furono accusati,torturati e giustiziati e la Chiesa dovette proclamare il bambino beato Simonino da Trento.
Al concetto di capro espiatorio si aggiunse quello di strega, cioè una donna che aveva fatto un patto con il diavolo e attraverso Satana operavano con strumenti soprannaturali. Anche le streghe diventarono capri espiatori, ma questa volta di incidenti relativi a piccole comunità. Anche in questo caso lo scopo era quello di allentare la rabbia e la tensione di chi aveva subito il volere di una strega per evitare danno alla società.Ma perché le donne? Perché erano delle figure marginali che da anni erano considerate pericolose per gli uomini, infatti, spesso veniva preso come esempio la figura di Eva che induce Adamo al peccato.
Nel Trecento non si avevano le conoscenze mediche per spiegare la peste, quindi venne interpretata come un castigo divino. Ecco che si ebbe la ripresa del fenomeno dei flagellanti, che tramite il dolore che si infliggevano cercavano di ottenere la salvezza eterna e la fine della pestilenza. Per questi uomini la morte segnava quindi l'inizio della vita eterna, e di conseguenza la morte e il morire divennero i temi principali della loro religione. Ciò si nota nella rappresentazione della Morte nei temi del Trionfo della Morte e della danza macabra, che indossa una corona come simbolo di potere.Si diffuse anche il culto di Maria e dei santi. La Vergine veniva vista come un avvocato che supplicava Dio affinché provasse misericordia per gli uomini, e veniva rappresentata nell'atto di proteggere gli uomini con il suo mantello mentre questi subivano i colpi di Dio sottoforma di frecce.I santi invece assunsero il ruolo di intermediari fra i peccatori e Dio. Visitando le loro reliquie era infatti possibile ottenere la remissione di alcuni anni che si sarebbero dovuti scontare in purgatorio, che incominciava ad essere visto come un inferno temporaneo. I più abbienti facevano costruire delle collezioni di reliquie, mentre i normali fedeli cercavano di accumulare il più possibile di indulgenze.
Dalla peste alle streghe
Giulia Pascariello
Created on March 8, 2025
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Giulia pascariello 3al
Dalla peste alle streghe
1348-1349
XIV secolo
1347
XII-XIII secolo
Gli ebrei come capro espiatorio
I villaggi scomparsi e il tempo del mercante
La grande epidemia di peste nera
L'arrivo del freddo e della carestia
1347-1350
1348-1349
Quattrocento
1315-1318
La peste bubbonica e la peste polmonare
Il ritorno dei flagellanti e il culto di Maria e dei santi
La caccia alle streghe
Le prime carestie
Nel 1347 si verificò la prima epidemia di peste in Europa, che nell'Alto Medioevo sembrava essere scomparsa, probabilmente a causa del trasferimento dei cittadini nelle zone rurali. Questo bloccò il contagio fino al XIII secolo, quando iniziò lo scambio di merci tra Cina ed Europa. Insieme alle merci però, si spostarono in Occidente anche batteri di varie malattie, tra cui appunto, quello della peste nera. L'epidemia ricominciò a partire de Caffa, un terminale delle carovane provenienti dall'Oriente, dove la peste era una malattia endemica, cioè stabile. I mercanti genovesi contagiarono quindi prima l'Italia e la Sicilia, poi Provenza ed Aragona.
Vi erano più varianti della peste, ma quelle più diffuse erano:-PESTE BUBBONICA: era caratterizzata dalla comparse di rigonfiamenti alla base degli arti (inguine, ascelle) e il tasso di mortalità oscillava tra il 40% e il 70% a seconda di età ed alimentazione; -PESTE POLMONARE: riguardava l'apparato respiratorio e uccideva tra il 90% e il 100% di chi colpiva. Mentre la peste polmonare si passava da uomo a uomo, quella bubbonica era trasmessa dalla pulce del ratto nero, dunque era una malattia caratteristica di zone scarsamente igieniche. Si potrebbe anche considerare "una malattia socialmente ingiusta", infatti i ricchi potevano rifugiarsi nelle loro residenze in campagna, cambiarsi i vestiti o erano semplicemente più sani perché si alimentavano frequentemente, mentre i poveri molto spesso possedevano un solo vestito e non avevo accesso regolare al cibo. Si stima che la peste abbia eliminato un terzo della popolazione europea e rimase nel nostro continente fino al XVIII secolo, se pur con intervalli più o meno lunghi.
Durante questi secoli, il clima fu molto favorevole agli agricoltori europei. Fu però alla fine del Duecento che la situazione si ribaltò; il freddo fu causa di morte di intere popolazioni, dell'abbandono della coltura dei cereali e della rovina dei raccolti in generale, senza contare il completo ghiacciamento per ben tre volte del mar Baltico.
Nel XIV secolo ebbe luogo il fenomeno dei villaggi scomparsi, insediamenti abbandonati dai contadini, ma una volta abitati. Questi erano territori che rendevano poco, e con il calo demografico era diventata inutile la loro coltivazione. I contadini si trasferirono invece nei centri urbani, dove, per aumentare i guadagni, allungarono la giornata lavorativa. Venne introdotta un'apposita campana che scandiva il tempo dei lavoratori e venne fissato un orario di lavoro che non coincideva più con quello della Chiesa. Alle campane ecclesiastiche fu affiancato l'orologio meccanico a suoneria.Il Trecento fu inoltre un secolo di conflitti sociali, specialmente tra mercanti, artigiani e manovali. I mercanti tentavano infatti tramite principi e autorità cittadine di ridurre le retribuzioni della manodopera. Si ricorda a Firenze la rivolta denominata "Tumulto dei ciompi" del 1378.Tra il 1380 e il 1480 calaroni invece i prezzi dei cereali, ma non il carico del lavoro, quindi alla fine del Trecento si verificarono altre rivolte. La più importante è nota come jaquerie e prese piede in Francia nel 1358, quando le campagne al nord di Parigi furono saccheggiate dagli eserciti della guerra dei Cent'anni.
Tra il 1315 e il 1318 si verificò una grande carestia, poiché la pioggia rovinò i raccolti. Ciò comportò successivamente gravi crisi alimentari, che implicavano una dieta scadente e quindi la vulnerabilità dell'organismo. In questo contesto si svilupparono vari morbi, tra cui quello della peste.
La peste e le carestie erano talvolta attribuite a Satana che agiva per mezzo degli ebrei. Questi furono accusati di aver avvelenato i pozzi e di voler sterminare la cristianità. In realtà parliamo di una strategia psicologica nota come capro espiatorio: per evitare che le tensioni si riversino all'interno della società, si individua un colpevole esterno che possa essere credibile su cui riversare la colpa del problema iniziale. Così facendo l'immagine degli ebrei diventò sempre più negativa e questi furono accusati di crimini sempre più gravi, come l'accusa di omicidio rituale secondo la quale gli ebrei si sarebbero serviti del sangue di un bambino cristiano per preparare il pane usato nel rito della cena pasquale. 'episodio più grave fu quello del 1475 a Trento, dove la presunta vittima era un bambino di nome Simone. Quindici ebrei furono accusati,torturati e giustiziati e la Chiesa dovette proclamare il bambino beato Simonino da Trento.
Al concetto di capro espiatorio si aggiunse quello di strega, cioè una donna che aveva fatto un patto con il diavolo e attraverso Satana operavano con strumenti soprannaturali. Anche le streghe diventarono capri espiatori, ma questa volta di incidenti relativi a piccole comunità. Anche in questo caso lo scopo era quello di allentare la rabbia e la tensione di chi aveva subito il volere di una strega per evitare danno alla società.Ma perché le donne? Perché erano delle figure marginali che da anni erano considerate pericolose per gli uomini, infatti, spesso veniva preso come esempio la figura di Eva che induce Adamo al peccato.
Nel Trecento non si avevano le conoscenze mediche per spiegare la peste, quindi venne interpretata come un castigo divino. Ecco che si ebbe la ripresa del fenomeno dei flagellanti, che tramite il dolore che si infliggevano cercavano di ottenere la salvezza eterna e la fine della pestilenza. Per questi uomini la morte segnava quindi l'inizio della vita eterna, e di conseguenza la morte e il morire divennero i temi principali della loro religione. Ciò si nota nella rappresentazione della Morte nei temi del Trionfo della Morte e della danza macabra, che indossa una corona come simbolo di potere.Si diffuse anche il culto di Maria e dei santi. La Vergine veniva vista come un avvocato che supplicava Dio affinché provasse misericordia per gli uomini, e veniva rappresentata nell'atto di proteggere gli uomini con il suo mantello mentre questi subivano i colpi di Dio sottoforma di frecce.I santi invece assunsero il ruolo di intermediari fra i peccatori e Dio. Visitando le loro reliquie era infatti possibile ottenere la remissione di alcuni anni che si sarebbero dovuti scontare in purgatorio, che incominciava ad essere visto come un inferno temporaneo. I più abbienti facevano costruire delle collezioni di reliquie, mentre i normali fedeli cercavano di accumulare il più possibile di indulgenze.