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Monte Saint Helens
Vittoria Bertolami
Created on March 8, 2025
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Transcript
Monte Saint Helens
vittoria bertolami
Localizzazione
Il Monte St. Helens (in italiano Monte Sant'Elena) si trova nello stato americano di Washington, nella contea di Skamania, a circa 83 km da Portland. Esso, con un'altezza di 2540 m, fa parte dell'arco vulcanico della catena delle Cascate, una fascia a forma arcuata che si estende dal sud-ovest della Columbia Britannica alla California settentrionale, parallelamente alla costa del Pacifico. Poco più a nord del vulcano di trova lo Spirit Lake.
Geologia
Il monte Saint Helens il giorno prima dell'eruzione del 1980.
La Catena delle Cascate è una serie di montagne vulcaniche formate dalla subduzione della placca Juan de Fuca sotto la placca nordamericana lungo la zona di subduzione di Cascadia. Questa attività geologica genera magma che, accumulandosi sotto la crosta, causa eruzioni vulcaniche. Il Monte St. Helens, un stratovulcano della catena, era un'imponente montagna ricoperta di foreste prima dell'eruzione del 1980. Sebbene il vulcano avesse mostrato segni di attività, come terremoti e la formazione di una nuova cupola di lava, l'eruzione esplosiva del 18 maggio 1980 devastò la regione.
Formazione geologica del vulcano.
L'eruzione del 1980
L'eruzione esplosiva del Monte St. Helens del 1980 iniziò con terremoti e deformazioni del terreno tra marzo e maggio, segnali di un aumento della pressione magmatica. Il 18 maggio, un terremoto di magnitudo 5.1 causò il crollo della parete nord, liberando pressione sul magma e scatenando un'esplosione laterale. I gas, cenere e detriti si mossero a 700 km/h, devastando 600 km². Seguirono un'imponente colonna eruttiva di cenere e vapore che raggiunse 24 km di altezza. L'attività continuò con la formazione di nuove cupole laviche fino agli anni '90.
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Impatti dell'eruzione
L'eruzione del 18 maggio 1980 del Monte St. Helens fu la peggior eruzione vulcanica negli Stati Uniti. La devastazione colpì anche l'ambiente: 9,4 milioni di m³ di legno furono distrutti, colture agricole compromesse e migliaia di animali, tra cui alci, cervi e salmoni, uccisi. L'eruzione rilasciò 24 megatoni di energia, equivalenti a 1.600 volte la bomba di Hiroshima. Nonostante i segnali precursori, l'eruzione del Monte St. Helens del 1980 fu imprevedibile e causò la morte di 57 persone. I danni inclusero oltre 200 abitazioni e 200 km di strade, con perdite stimate a 1,1 miliardi di dollari. L'eruzione abbassò la cima del vulcano di oltre 400 m. L’esplosione laterale e la successiva eruzione hanno distrutto oltre 500 chilometri quadrati (200 miglia quadrate) di foreste, laghi e altri ecosistemi, lasciando dietro di sé un paesaggio arido noto come “zona dell’esplosione”.
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Monitoraggio e studio scientifico
L'eruzione del Monte Saint Helens del 1980 ha rappresentato una svolta nella vulcanologia, con un'esplosione orizzontale imprevista che ha modificato la comprensione dei fenomeni vulcanici. L'evento ha permesso di spiegare strutture simili, come le collinette nel Nord della California, causate da un fenomeno analogo avvenuto 350.000 anni fa. Lo studio del Saint Helens ha contribuito a migliorare la sorveglianza vulcanica e a sviluppare strategie di gestione del rischio, servendo da modello per crisi successive, come quella del Pinatubo. Dal 1982, l'area è diventata monumento nazionale, con un osservatorio dedicato alla memoria del vulcanologo David A. Johnston.
Johnston Ridge Observatory
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Rinascita e recupero ecologico
Nel 1982, il presidente Ronald Reagan e il Congresso degli Stati Uniti istituirono il Monumento Nazionale Vulcanico del Monte Saint Helens, un'area di 45.000 ettari nella Foresta Nazionale di Gifford Pinchot. Dopo l'eruzione del 1980, l'area tornò gradualmente al suo stato naturale. Nel 1987, fu riaperta per l'arrampicata, ma nel 2004 nuove attività vulcaniche imposero la chiusura dell'area. Il sentiero Monitor Ridge, che permetteva a 100 escursionisti al giorno di salire, fu chiuso. La montagna fu riaperta nel 2006, ma nel 2010 uno scalatore morì cadendo nel cratere.
Foresta Nazionale di Gifford Pinchot
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Sentiero Monitor Ridge
Sitografia
- https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Saint_Helens
- https://www.geopop.it/monte-saint-helens-la-storia-della-famosa-eruzione-del-18-maggio-1980/
- https://it.wikipedia.org/wiki/Eruzione_del_monte_Saint_Helens_del_1980
- https://ingvvulcani.com/2020/05/18/18-maggio-1980-mt-st-helens-uneruzione-che-ha-cambiato-la-storia-della-vulcanologia/
- https://it.geologyscience.com/branche-geologiche/vulcanologia/vulcano-Mount-St.-Helens%2C-Stati-Uniti/
- https://www.britannica.com/place/Mount-Saint-Helens
- https://www.usgs.gov/volcanoes/mount-st.-helens/science/geologic-history-summary-mount-st-helens
- https://scientificult.it/2020/05/28/monte-sant-elena-40-anni-eruzione/
ATTIVITA' ATTORNO AL MONTE ST. HELENS
Il Monte Saint Helens è una popolare destinazione per alpinisti, con percorsi adatti sia a principianti che esperti. Dal 1987, è richiesto un permesso per salire oltre i 1.500 m. I percorsi principali sono il Monitor Ridge (8 km, 1.400 m di dislivello) in estate e il Worm Flows in inverno, meno tecnico. La montagna è circondata dal Loowit Trail, con restrizioni nella zona settentrionale. Nel 2008, un incidente coinvolse John Slemp, che sopravvisse a una caduta nel cratere. Un centro visitatori a Silver Lake offre informazioni e modelli del vulcano, oltre a sismografi e ricostruzioni storiche.
cause dell'eruzione
L'eruzione del 1980 del Monte St. Helens fu causata da diversi fattori. Il magma ricco di gas volatili come vapore e anidride carbonica era altamente pressurizzato, favorendo un comportamento esplosivo. L'afflusso di magma nella camera magmatica aumentò la pressione, causando il rigonfiamento della roccia sovrastante. Inoltre, il fianco nord del vulcano era indebolito da precedenti attività vulcaniche e ghiacciai, rendendolo instabile. L'accumulo di pressione all'interno della camera magmatica destabilizzò la parete nord, scatenando una massiccia frana e contribuendo all'esplosione catastrofica.
impatto a lungo termine
Dopo l'eruzione del 1980, l'area ha visto un recupero ecologico significativo, con il ritorno di flora e fauna, fornendo preziose informazioni sulla successione ecologica. L'evento ha migliorato la conoscenza scientifica sui processi vulcanici, affinando le tecniche di previsione e valutazione dei rischi. Il sito è diventato una popolare destinazione turistica ed educativa, permettendo ai visitatori di apprendere sull'impatto dell'eruzione e i processi geologici. Inoltre, ha spinto lo sviluppo di sistemi avanzati di monitoraggio vulcanico per migliorare la previsione delle eruzioni e garantire maggiore sicurezza pubblica.
duomo di lava del monte Saint Helens
rischi attuali
Le future eruzioni del Monte Saint Helens potrebbero essere più potenti di quella del 1980, con maggiore pressione nei duomi di lava. Ciò comporterebbe una caduta di cenere su 100.000 km² e rischi per il traffico aereo. Un flusso di lahar potrebbe distruggere le aree abitate lungo la I-5.
Lahar provocato da un'eruzione del monte Saint Helens nel marzo 1982.