Presentazione sui
presofisti
e sulla filosofia presocratica
presocratici o presofisti?
I filosofi presocratici sono quei pensatori che vissero prima di Socrate e che hanno gettato le basi della filosofia occidentale. Il termine "presocratico" significa letteralmente "prima di Socrate", in riferimento al fatto che questi filosofi furono attivi prima che Socrate iniziasse a influenzare la filosofia ma è giusto chimarli che presofisti in quanto furono i sofisti a spostare per primi il centro della loro filosofia dalla natura all'uomo.
quindi:
presofisti = presocratici
non furono un insieme compatto di filosofi, ma furono divisi in diverse scuola e pensieri
ionici: Talete, Anassimandro, Anasimene pitagorici: Pitogora eraclitei: seguaci Eraclito eleati: seguati di Parmenide fisici pluralitici: Empedocle, Anassagora e Democrito
scuola di mileto
La scuola di Mileto è una delle prime scuole filosofiche della Grecia antica e rappresenta un momento fondamentale nell'evoluzione del pensiero occidentale. Essa ha preso il nome dalla città di Mileto, una fiorente polis della Ionia (nell'attuale Turchia), e si distingue per essere la prima scuola a porre domande razionali sulla natura e sull'origine dell'universo, superando le spiegazioni mitologiche. La scuola di Mileto è nota per il suo interesse per il cosmo, la natura e il principio (arché) che sta alla base di tutte le cose.
quali furono i problemi dominanti di questa filosofia riguardanti la realtà? (inieme di correnti)
cosmologico: Il problema cosmologico dei filosofi presocratici riguarda principalmente il tentativo di spiegare l'origine, la struttura e il funzionamento dell'universo senza ricorrere alla mitologia, ma usando il pensiero razionale e filosofico. I presocratici furono i primi a porsi domande fondamentali sul cosmo (dal greco "kosmos", che significa ordine o universo) e cercarono di comprendere quale fosse il principio originario (arché) che dava ordine all'universo. Ogni presocratico propose una propria visione, ma tutti cercavano di rispondere alla stessa domanda fondamentale: Cosa c'è alla base di tutto ciò che esiste?
ontologico: Nei filosofi presocratici, l'orientamento verso il problema ontologico si intreccia con le loro riflessioni sulla realtà e sull'origine dell'universo. Se il problema cosmologico si concentra su cosa compone l'universo e da dove provenga, il problema ontologico affronta la questione di cosa sia l'essere in sé infatti molti dei presocratici, pur concentrandosi sull'origine del cosmo, si confrontano anche con domande ontologiche
ORIGINE SCUOLA MILETO:
La scuola di Mileto nacque intorno alla metà del VII secolo a.C., in un contesto di forte sviluppo commerciale, culturale e intellettuale, tipico delle città ioniche. Mileto era una città prospera, nota per il suo scambio di idee con le altre civiltà del Mediterraneo, e questo ambiente favorì l'emergere di nuovi pensieri filosofici. I filosofi mileti cercavano risposte razionali ai fenomeni naturali, ponendo al centro delle loro indagini la natura (physis) e il principio originario (arché) da cui tutto ha origine. Nelle città ioniche come Mileto, la classe dirigente era spesso composta da mercanti e commercianti, oltre che da aristocratici tradizionali. Questi gruppi avevano accumulato una notevole ricchezza grazie alle rotte commerciali, sia marittime che terrestri, che collegavano la Ionia con altre regioni del Mediterraneo e del Vicino Oriente. L'ascesa di questa classe plutocratica ebbe una forte influenza sul pensiero filosofico. La prosperità economica portò a un aumento del pensiero razionale e del desiderio di comprendere il mondo in termini non solo mitologici, ma anche scientifici e naturalistici. La scuola di Mileto, con i suoi filosofi come Talete, Anassimandro e Anassimene, è emersa proprio in questo periodo di grande cambiamento sociale e culturale.
archè "principio"
In greco, "arché" significa letteralmente "principio", "origine" o "fondamento". Il concetto di arché è associato alla ricerca del principio primordiale che ha dato origine al mondo e a tutte le cose. I presocratici, infatti, si chiedevano cosa fosse il principio ultimo di tutte le cose e quale fosse la causa prima della realtà che percepiamo. Quindi l'archè è ciò da cui tutto si origina, ciò che tutto anima, regola e tutela.
da cui
panteismo
ilozoismo
monismo
materia vivente la materia da cui tutto si genera h una forza che la anima
monos=unico tutto deriva da un principio unico.
tutto è Dio l'archè è eterno e divino
PRINCIPALI ESPONENTI:
ora li approfondiamo
Talete
Talete di Mileto (circa 624-546 a.C.) è stato un filosofo, matematico, astronomo e uno dei primi pensatori razionali della Grecia antica. È considerato il fondatore della scuola di Mileto, una delle prime scuole filosofiche della Grecia, e viene ricordato come una delle figure più significative nell'evoluzione del pensiero occidentale. Talete è stato uno dei sette saggi della Grecia, un titolo che indicava la sua saggezza e il suo contributo alla filosofia e alla scienza. Non si sa molto di lui, non ha lasciato scritti, ciò che abbiamo lo abbiamo grazie ad Aristotele.
archè di talete
acqua
L'acqua è essenziale per la vita. Senza acqua, la vita non sarebbe possibile. Talete osservava che tutte le forme di vita dipendono dall'acqua per sopravvivere e prosperare, e quindi la considerava la sostanza fondamentale da cui tutto ha origine. Essa sostiene la terra, tutto è umido, tutto si origina da lei, tutto è umido. La troviamo nei semi, nei cibi ecc. L'acqua ha da sempre un importanza fondamentale, ciò risale anche nei poemi omerici e nella mitologia, anche per noi cristiani è importante, in quanto con il battesimo ci viene versata sulla fronte come simbolo di purificazione dal peccato.
anassimandro
è stato un filosofo greco, discepolo e successore di Talete, e uno dei pensatori più importanti della scuola di Mileto. Fu anche un politico e astonomo e tra le opere che scrisse la più famosa è in prosa, ovvero Intorno alla Natura
archè di anassimandro
apeiron
Caratteristiche principali dell'apeiron secondo Anassimandro: Illimitato e indefinito:
L'apeiron non è una sostanza specifica, come l'acqua di Talete, ma è una realtà che trascende la materialità e i limiti della nostra percezione. È illimitato e indefinito, cioè non ha confini, non è circoscritto da nulla ed è al di là di qualsiasi caratteristica definibile. Principio universale:
L'apeiron è il principio (arché) da cui tutte le cose derivano. Anassimandro non concepisce il principio originario come una sostanza materiale, ma come un principio eterno e immutabile che è alla base di tutte le trasformazioni e delle opposizioni che caratterizzano il mondo. Da questo principio illimitato nascono tutte le cose e in esso tornano. Causa delle opposizioni:
Secondo Anassimandro, l'universo è governato da un equilibrio tra forze opposte (come caldo e freddo, umido e secco). Queste opposizioni esistono per effetto dell'apeiron, che dà origine a questi conflitti e li risolve, creando così l'ordine naturale del cosmo. Le cose esistenti sono il risultato di questo equilibrio dinamico tra le forze contrapposte. Eterno e indistruttibile:
L'apeiron è eterno e indistruttibile. Non nasce né muore mai, ma è un principio senza fine che esiste al di là delle trasformazioni materiali del mondo. In altre parole, è l'elemento che garantisce la stabilità dell'universo, pur essendo al di fuori del tempo e dello spazio.
Non è una sostanza fisica:
A differenza dell'idea di Talete, che considerava l'acqua come principio fondamentale, l'apeiron di Anassimandro non è una sostanza materiale o fisica. Non è qualcosa che possiamo percepire direttamente, ma un principio metafisico che spiega la generazione e il ritorno di tutte le cose.
mondi terra e uomo
MONDI INFINITI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO:1) SPAZIO perchè sono l'universo è infinito quindi ci sono infiniti mondi 2) TEMPO perchè si rigenerano dall'aperion secondo un ciclo eterno COME ERA FATTA LA TERRA PER LUI? La Terra secondo Anassimandro: Sospesa nell'universo senza supporto: Una delle idee più innovative di Anassimandro riguardava la posizione della Terra. Secondo lui, la Terra non era sostenuta da nulla, ma sospesa nel cosmo in modo stabile. Questo concetto era radicalmente diverso dalle visioni tradizionali dell'epoca, che spesso attribuivano alla Terra una posizione fissa sostenuta da supporti materiali o divini. La Terra, quindi, non poggiava su nessun altro corpo celeste o superficie; essa era semplicemente "in equilibrio", grazie alla sua posizione centrale nell'universo e alla forza dell'apeiron, il principio illimitato che regola l'universo. Forma cilindrica: Anassimandro, nel suo trattato cosmologico, suggeriva che la Terra fosse cilindrica e non sferica. Questa forma cilindrica era un'idea originale che cercava di spiegare la sua stabilità nell'universo. Secondo lui, la Terra aveva la forma di un cilindro che si estendeva in modo uniforme, e sarebbe stata sospesa nello spazio, mantenendo l'equilibrio tra le forze opposte che la circondavano. Il movimento delle stelle e dei corpi celesti: Anassimandro credeva che i corpi celesti (come il Sole, la Luna e le stelle) fossero disposti in orbite circolari, ma il movimento dei corpi celesti seguiva leggi naturali e non dipendeva da interventi divini. La sua visione dell'universo era razionale e regolata, piuttosto che essere guidata da poteri sovrannaturali, come invece accadeva nelle concezioni religiose dell'epoca. La Terra come centro dell'universo: Nonostante la sua visione della Terra come sospesa, Anassimandro la vedeva comunque come il centro dell'universo, poiché gli altri corpi celesti ruotano attorno ad essa.
ANASSIMENE E L'ARIA
L'arché: l'aria: Anassimene, come i suoi predecessori, cercò un principio fondamentale (arché) da cui tutto ha origine, egli individuò nell'aria il principio primordiale dell'universo. Secondo Anassimene, l'aria è una sostanza che ha la capacità di trasformarsi in altre forme attraverso processi di rarefazione (per diventare freddo) o condendazione (per diventare caldo quindi prima acqua e poi terra). Per Anassimene, l'aria è un principio vivo e dinamico che pervade tutto l'universo. La trasformazione dell'aria: L'aria, secondo Anassimene, non è una sostanza statica, ma una materia in continua trasformazione. Quando l'aria si dilata, diventa fuoco. Quando si condensa, diventa prima acqua e, se ulteriormente compressa, diventa terra. Così, tutte le cose dell'universo derivano da questa sostanza primordiale.
Visione cosmologica:
Anassimene immaginava l'universo come un sistema in cui l'aria è la forza che sostiene e unifica tutto. Le sue concezioni cosmologiche erano meno astratte di quelle di Anassimandro: l'aria è una sostanza concreta che può essere percepita, e il mondo fisico e materiale dipende dal suo ciclo.
scuola pitagorica
scuola pitagorica
Intorno al 530 a.C., Pitagora si stabilì a Crotone, una città nella Magna Grecia (l'odierna Italia meridionale), dove fondò una scuola che divenne una comunità filosofica e religiosa molto influente. La scuola pitagorica era tanto un centro di studio della matematica e della filosofia quanto un movimento religioso e mistico. Pitagora e i suoi seguaci credevano che la conoscenza del mondo si potesse ottenere attraverso lo studio della matematica e che i numeri rappresentassero la chiave per comprendere l'ordine dell'universo.
il fondatore: Pitagora
Pitagora nacque a Samo, ma la sua vita si svolse in gran parte a Crotone, una città della Magna Grecia (oggi nel sud Italia). Nel corso dei suoi viaggi, si dice che abbia visitato Egitto, Mesopotamia e altri luoghi del Mediterraneo, dove acquisì conoscenze avanzate in matematica, astronomia, filosofia e religione. Alcune delle sue idee potrebbero essere state influenzate dalle tradizioni egiziane e babilonesi.Egli inoltre fu il primo a tarttare la matematica come una vera Scienza che seguiva un metodo rigoroso e replicabile.
La metempsicosi (o trasmigrazione dell'anima):
Pitagora è noto per la sua credenza nella metempsicosi, cioè nella trasmigrazione dell'anima, un concetto che sostiene che l'anima sia immortale e che, dopo la morte di un corpo, si reincarni in un altro corpo, animale o umano. Questa concezione si avvicina alla reincarnazione che si trova in alcune religioni orientali, come l'induismo e il buddhismo.
La metempsicosi era legata alla sua idea che la vita fosse un ciclo continuo di purificazione dell'anima. La reincarnazione rappresentava una possibilità di miglioramento e purificazione attraverso diverse esistenze, finché l'anima non raggiungeva un perfetto stato di armonia e purezza.
numero come principio del cosmo
Tetraktys
La Tetraktys (o Tetractys) è uno dei concetti più simbolici e significativi della scuola pitagorica, un gruppo di pensatori che seguivano le dottrine di Pitagora. La parola "Tetraktys" deriva dal greco τέτρακτυς (tetraktýs), che significa "quattro" e si riferisce a una figura geometrica composta da un triangolo equilatero formato da dieci punti, disposti in un modello piramidale, questo perchè il numero era sia un unità che un ente geometrico e dieci veniva considerato il numero perfetto.
Pitagora e la sua scuola credevano che il mondo fosse governato da un ordine armonico e razionale, e questo ordine poteva essere descritto attraverso i numeri. Secondo loro, ogni fenomeno naturale, dalla musica alla geometria, dalla scienza alla cosmologia, aveva una struttura numerica alla sua base. Tutto poteva essere numerabile pertanto il numero era la sostanza di tutte le cose
Tetraktys approfondimento
Per i pitagorici, la Tetraktys non era solo una figura geometrica, ma un simbolo sacro che rappresentava l'armonia dell'universo e il principio matematico su cui si fonda l'ordine cosmico. Ogni numero che compone la Tetraktys aveva un valore simbolico molto profondo: Il numero 1 rappresenta l'unità, il principio originario da cui tutto ha avuto origine. Il numero 2 rappresenta la dualità, le opposizioni come maschile e femminile, bene e male. Il numero 3 rappresenta l'armonia e la relazione tra gli opposti, che crea equilibrio. Il numero 4 è legato alla stabilità e al quadrato, che rappresenta la base solida di tutta la realtà fisica.( insieme al nove rappresentavano anche la giustizia)
La Dualità in Pitagora: Finito e Infinito Nella visione pitagorica, possiamo interpretare la matematica come un linguaggio che media tra il limitato e l'illimitato: Limitato: Le cose che possiamo osservare nel mondo fisico (le stelle, gli oggetti, gli esseri viventi) sono tutte manifestazioni finite, misurabili e definite, proprio come un numero finito o una forma geometrica, e per lui ciò è rappresentabile con i numeri dispari Illimitato: Al di là di queste manifestazioni fisiche c'è un principio infinito e divino che pervade tutto e che può essere conosciuto solo attraverso l'ordine e la concezione dei numeri. pari , difettosi e incompiuti. L'universo è in equilibrio perchè c'è il trionfo del limitato sull'illimitato.
dottrine astronomiche pitagora
Una delle idee più famose della dottrina astronomica pitagorica riguarda il concetto di sfere celesti. Secondo questa visione, le stelle e i pianeti non erano corpi solidi separati, ma erano contenuti in sfere concentriche che ruotavano attorno a un punto centrale. Ogni sfera era associata a un corpo celeste, (in tutto erano dieci corpi celesti) come un pianeta o una stella, e tutte queste sfere si muovevano secondo ritmi armoniosi.
Sfere concentriche: Le sfere che trasportavano i corpi celesti erano disposte una dentro l'altra, come in un sistema di sfere concentriche, e ogni sfera si muoveva su un'orbita circolare. Movimento circolare: Per i pitagorici, la sfera era la forma perfetta, simbolo di armonia e simmetria. Il movimento dei corpi celesti doveva essere circolare, il che si rifletteva nell'idea di un cosmo ordinato e perfetto.
eraclito
Eraclito nacque a Efeso, una città dell'Asia Minore che faceva parte dell'antica Ionia, intorno al 535 a.C. La sua vita è avvolta in un certo mistero, e molte informazioni su di lui provengono da fonti successive, poiché non lasciò opere estese, ma solo frammenti delle sue riflessioni. Si racconta che Eraclito fosse di nobile nascita e che inizialmente fosse destinato a una carriera politica, ma che poi si ritirò dalla vita pubblica e decise di dedicarsi alla filosofia, inostre era noto per la sua natura introversa e contraddittoria. È descritto come una persona difficile e ironica, talvolta addirittura arrogante nei confronti delle credenze comuni della sua epoca. Si racconta che il filosofo non fosse molto amato dagli abitanti di Efeso, poiché criticava la loro mancanza di saggezza e la loro incapacità di comprendere la realtà profonda.
dottrina svegli e dormienti
La dottrina di Eraclito sui "svegli" e "dormienti" riguarda un aspetto profondo del suo pensiero filosofico, che riflette la sua concezione sulla conoscenza e sulla consapevolezza dell'uomo rispetto alla realtà. Eraclito spesso utilizzava un linguaggio enigmatico e simbolico per esprimere le sue idee, e una delle sue affermazioni più famose in questo senso riguarda il contrasto tra chi è "sveglio" (cioè consapevole e in grado di cogliere la realtà in tutta la sua profondità ovvero i FILOSOFI) e chi è "dormiente" (cioè ignorante o indifferente alla verità profonda del mondo ovvero gli ALTRI UOMINI). Lui in questa distinzione è "di parte" perchè eleva la classe sociale di cui fa parte ovvero gli aristocratici. Per Eraclito, un vero filosofo è colui che riesce a comprendere il Logos, ossia la legge razionale e universale che governa l'intero cosmo. Il filosofo, quindi, non è solo colui che si dedica alla speculazione intellettuale o alla semplice acquisizione di conoscenza, ma colui che percepisce e afferra il significato profondo del cambiamento e delle contraddizioni che caratterizzano la realtà. Pertanto è filosofo chi va oltre ai pregiudizi e oltre le prime impressioni.
dottrina del divenire
Per Eraclito, la realtà non è mai statica, ma è definita dal movimento e dal cambiamento continuo. Secondo lui, ogni cosa è in perenne divenire, ed è attraverso il cambiamento che l'universo mantiene la sua esistenza e la sua armonia. Nulla può essere compreso se non come parte di un flusso ininterrotto e costante. Il concetto di "panta rhei" esprime l'idea che tutto, in ogni momento, è in continuo flusso. Ogni cosa cambia, e non c'è niente che rimanga immutato. Per Eraclito, la realtà stessa è un continuo processo di trasformazione, e anche l'uomo e le sue esperienze sono soggetti a questo flusso inesorabile. Un esempio che Eraclito porta per esprimere questa visione è il fiume: "Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume", perché le acque che scorrono sono sempre nuove, e il fiume stesso è in continuo mutamento. Eraclito identifica il fuoco come l'elemento primordiale, simbolo del cambiamento continuo. Il fuoco è un elemento che trasforma e si trasforma continuamente, e per questo rappresenta perfettamente la sua concezione del cosmo come qualcosa di perennemente in divenire. Il fuoco, quindi, non è solo un elemento fisico, ma anche un simbolo della dinamicità e della transitorietà di tutte le cose.
dottrina dei contrari
Eraclito sosteneva che il mondo è un equilibrio dinamico in cui gli opposti sono interconnessi e coesistono. Ad esempio, la vita e la morte, il bene e il male, la luce e l'oscurità sono tutte forze complementari. L'uno non può esistere senza l'altro( l'uno vive in virtu dell'altro), e la tensione tra di essi è ciò che permette al mondo di muoversi e di cambiare. Eraclito usava frequentemente l'esempio del fuoco per spiegare questa visione: il fuoco è un elemento che continua a mutare, ed è un simbolo del cambiamento costante che è prodotto dall'interazione tra opposti.
Il Logos, (archè) che Eraclito definisce come la legge razionale che governa l'universo, è il principio che unifica e regola il conflitto tra gli opposti. Sebbene gli opposti possano sembrare in contrasto tra loro, il Logos garantisce che tale conflitto non distrugga l'ordine dell'universo, ma che lo sostenga e lo mantenga in equilibrio. Questo equilibrio c'è se persiste la Polemos, la guerra tra contrari.Il logos è divino, è Dio.
dottrina dei contrari nella vita quotidiana
Eraclito applicava la sua visione degli opposti anche al comportamento umano e alla vita quotidiana. La sua idea è che gli esseri umani devono accettare la necessità degli opposti nella loro vita, in quanto il conflitto tra forze opposte fa parte della natura stessa del cosmo e della condizione umana. Ad esempio: La gioia non potrebbe esistere senza la tristezza. La salute non potrebbe essere compresa senza la malattia. La giustizia si definisce attraverso la sua opposizione con l'ingiustizia.
lavoro di Nicolas Vetturini
presofisti
eleonora Carbonari
Created on March 7, 2025
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Presentazione sui
presofisti
e sulla filosofia presocratica
presocratici o presofisti?
I filosofi presocratici sono quei pensatori che vissero prima di Socrate e che hanno gettato le basi della filosofia occidentale. Il termine "presocratico" significa letteralmente "prima di Socrate", in riferimento al fatto che questi filosofi furono attivi prima che Socrate iniziasse a influenzare la filosofia ma è giusto chimarli che presofisti in quanto furono i sofisti a spostare per primi il centro della loro filosofia dalla natura all'uomo.
quindi:
presofisti = presocratici
non furono un insieme compatto di filosofi, ma furono divisi in diverse scuola e pensieri
ionici: Talete, Anassimandro, Anasimene pitagorici: Pitogora eraclitei: seguaci Eraclito eleati: seguati di Parmenide fisici pluralitici: Empedocle, Anassagora e Democrito
scuola di mileto
La scuola di Mileto è una delle prime scuole filosofiche della Grecia antica e rappresenta un momento fondamentale nell'evoluzione del pensiero occidentale. Essa ha preso il nome dalla città di Mileto, una fiorente polis della Ionia (nell'attuale Turchia), e si distingue per essere la prima scuola a porre domande razionali sulla natura e sull'origine dell'universo, superando le spiegazioni mitologiche. La scuola di Mileto è nota per il suo interesse per il cosmo, la natura e il principio (arché) che sta alla base di tutte le cose.
quali furono i problemi dominanti di questa filosofia riguardanti la realtà? (inieme di correnti)
cosmologico: Il problema cosmologico dei filosofi presocratici riguarda principalmente il tentativo di spiegare l'origine, la struttura e il funzionamento dell'universo senza ricorrere alla mitologia, ma usando il pensiero razionale e filosofico. I presocratici furono i primi a porsi domande fondamentali sul cosmo (dal greco "kosmos", che significa ordine o universo) e cercarono di comprendere quale fosse il principio originario (arché) che dava ordine all'universo. Ogni presocratico propose una propria visione, ma tutti cercavano di rispondere alla stessa domanda fondamentale: Cosa c'è alla base di tutto ciò che esiste?
ontologico: Nei filosofi presocratici, l'orientamento verso il problema ontologico si intreccia con le loro riflessioni sulla realtà e sull'origine dell'universo. Se il problema cosmologico si concentra su cosa compone l'universo e da dove provenga, il problema ontologico affronta la questione di cosa sia l'essere in sé infatti molti dei presocratici, pur concentrandosi sull'origine del cosmo, si confrontano anche con domande ontologiche
ORIGINE SCUOLA MILETO:
La scuola di Mileto nacque intorno alla metà del VII secolo a.C., in un contesto di forte sviluppo commerciale, culturale e intellettuale, tipico delle città ioniche. Mileto era una città prospera, nota per il suo scambio di idee con le altre civiltà del Mediterraneo, e questo ambiente favorì l'emergere di nuovi pensieri filosofici. I filosofi mileti cercavano risposte razionali ai fenomeni naturali, ponendo al centro delle loro indagini la natura (physis) e il principio originario (arché) da cui tutto ha origine. Nelle città ioniche come Mileto, la classe dirigente era spesso composta da mercanti e commercianti, oltre che da aristocratici tradizionali. Questi gruppi avevano accumulato una notevole ricchezza grazie alle rotte commerciali, sia marittime che terrestri, che collegavano la Ionia con altre regioni del Mediterraneo e del Vicino Oriente. L'ascesa di questa classe plutocratica ebbe una forte influenza sul pensiero filosofico. La prosperità economica portò a un aumento del pensiero razionale e del desiderio di comprendere il mondo in termini non solo mitologici, ma anche scientifici e naturalistici. La scuola di Mileto, con i suoi filosofi come Talete, Anassimandro e Anassimene, è emersa proprio in questo periodo di grande cambiamento sociale e culturale.
archè "principio"
In greco, "arché" significa letteralmente "principio", "origine" o "fondamento". Il concetto di arché è associato alla ricerca del principio primordiale che ha dato origine al mondo e a tutte le cose. I presocratici, infatti, si chiedevano cosa fosse il principio ultimo di tutte le cose e quale fosse la causa prima della realtà che percepiamo. Quindi l'archè è ciò da cui tutto si origina, ciò che tutto anima, regola e tutela.
da cui
panteismo
ilozoismo
monismo
materia vivente la materia da cui tutto si genera h una forza che la anima
monos=unico tutto deriva da un principio unico.
tutto è Dio l'archè è eterno e divino
PRINCIPALI ESPONENTI:
ora li approfondiamo
Talete
Talete di Mileto (circa 624-546 a.C.) è stato un filosofo, matematico, astronomo e uno dei primi pensatori razionali della Grecia antica. È considerato il fondatore della scuola di Mileto, una delle prime scuole filosofiche della Grecia, e viene ricordato come una delle figure più significative nell'evoluzione del pensiero occidentale. Talete è stato uno dei sette saggi della Grecia, un titolo che indicava la sua saggezza e il suo contributo alla filosofia e alla scienza. Non si sa molto di lui, non ha lasciato scritti, ciò che abbiamo lo abbiamo grazie ad Aristotele.
archè di talete
acqua
L'acqua è essenziale per la vita. Senza acqua, la vita non sarebbe possibile. Talete osservava che tutte le forme di vita dipendono dall'acqua per sopravvivere e prosperare, e quindi la considerava la sostanza fondamentale da cui tutto ha origine. Essa sostiene la terra, tutto è umido, tutto si origina da lei, tutto è umido. La troviamo nei semi, nei cibi ecc. L'acqua ha da sempre un importanza fondamentale, ciò risale anche nei poemi omerici e nella mitologia, anche per noi cristiani è importante, in quanto con il battesimo ci viene versata sulla fronte come simbolo di purificazione dal peccato.
anassimandro
è stato un filosofo greco, discepolo e successore di Talete, e uno dei pensatori più importanti della scuola di Mileto. Fu anche un politico e astonomo e tra le opere che scrisse la più famosa è in prosa, ovvero Intorno alla Natura
archè di anassimandro
apeiron
Caratteristiche principali dell'apeiron secondo Anassimandro: Illimitato e indefinito: L'apeiron non è una sostanza specifica, come l'acqua di Talete, ma è una realtà che trascende la materialità e i limiti della nostra percezione. È illimitato e indefinito, cioè non ha confini, non è circoscritto da nulla ed è al di là di qualsiasi caratteristica definibile. Principio universale: L'apeiron è il principio (arché) da cui tutte le cose derivano. Anassimandro non concepisce il principio originario come una sostanza materiale, ma come un principio eterno e immutabile che è alla base di tutte le trasformazioni e delle opposizioni che caratterizzano il mondo. Da questo principio illimitato nascono tutte le cose e in esso tornano. Causa delle opposizioni: Secondo Anassimandro, l'universo è governato da un equilibrio tra forze opposte (come caldo e freddo, umido e secco). Queste opposizioni esistono per effetto dell'apeiron, che dà origine a questi conflitti e li risolve, creando così l'ordine naturale del cosmo. Le cose esistenti sono il risultato di questo equilibrio dinamico tra le forze contrapposte. Eterno e indistruttibile: L'apeiron è eterno e indistruttibile. Non nasce né muore mai, ma è un principio senza fine che esiste al di là delle trasformazioni materiali del mondo. In altre parole, è l'elemento che garantisce la stabilità dell'universo, pur essendo al di fuori del tempo e dello spazio. Non è una sostanza fisica: A differenza dell'idea di Talete, che considerava l'acqua come principio fondamentale, l'apeiron di Anassimandro non è una sostanza materiale o fisica. Non è qualcosa che possiamo percepire direttamente, ma un principio metafisico che spiega la generazione e il ritorno di tutte le cose.
mondi terra e uomo
MONDI INFINITI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO:1) SPAZIO perchè sono l'universo è infinito quindi ci sono infiniti mondi 2) TEMPO perchè si rigenerano dall'aperion secondo un ciclo eterno COME ERA FATTA LA TERRA PER LUI? La Terra secondo Anassimandro: Sospesa nell'universo senza supporto: Una delle idee più innovative di Anassimandro riguardava la posizione della Terra. Secondo lui, la Terra non era sostenuta da nulla, ma sospesa nel cosmo in modo stabile. Questo concetto era radicalmente diverso dalle visioni tradizionali dell'epoca, che spesso attribuivano alla Terra una posizione fissa sostenuta da supporti materiali o divini. La Terra, quindi, non poggiava su nessun altro corpo celeste o superficie; essa era semplicemente "in equilibrio", grazie alla sua posizione centrale nell'universo e alla forza dell'apeiron, il principio illimitato che regola l'universo. Forma cilindrica: Anassimandro, nel suo trattato cosmologico, suggeriva che la Terra fosse cilindrica e non sferica. Questa forma cilindrica era un'idea originale che cercava di spiegare la sua stabilità nell'universo. Secondo lui, la Terra aveva la forma di un cilindro che si estendeva in modo uniforme, e sarebbe stata sospesa nello spazio, mantenendo l'equilibrio tra le forze opposte che la circondavano. Il movimento delle stelle e dei corpi celesti: Anassimandro credeva che i corpi celesti (come il Sole, la Luna e le stelle) fossero disposti in orbite circolari, ma il movimento dei corpi celesti seguiva leggi naturali e non dipendeva da interventi divini. La sua visione dell'universo era razionale e regolata, piuttosto che essere guidata da poteri sovrannaturali, come invece accadeva nelle concezioni religiose dell'epoca. La Terra come centro dell'universo: Nonostante la sua visione della Terra come sospesa, Anassimandro la vedeva comunque come il centro dell'universo, poiché gli altri corpi celesti ruotano attorno ad essa.
ANASSIMENE E L'ARIA
L'arché: l'aria: Anassimene, come i suoi predecessori, cercò un principio fondamentale (arché) da cui tutto ha origine, egli individuò nell'aria il principio primordiale dell'universo. Secondo Anassimene, l'aria è una sostanza che ha la capacità di trasformarsi in altre forme attraverso processi di rarefazione (per diventare freddo) o condendazione (per diventare caldo quindi prima acqua e poi terra). Per Anassimene, l'aria è un principio vivo e dinamico che pervade tutto l'universo. La trasformazione dell'aria: L'aria, secondo Anassimene, non è una sostanza statica, ma una materia in continua trasformazione. Quando l'aria si dilata, diventa fuoco. Quando si condensa, diventa prima acqua e, se ulteriormente compressa, diventa terra. Così, tutte le cose dell'universo derivano da questa sostanza primordiale.
Visione cosmologica: Anassimene immaginava l'universo come un sistema in cui l'aria è la forza che sostiene e unifica tutto. Le sue concezioni cosmologiche erano meno astratte di quelle di Anassimandro: l'aria è una sostanza concreta che può essere percepita, e il mondo fisico e materiale dipende dal suo ciclo.
scuola pitagorica
scuola pitagorica
Intorno al 530 a.C., Pitagora si stabilì a Crotone, una città nella Magna Grecia (l'odierna Italia meridionale), dove fondò una scuola che divenne una comunità filosofica e religiosa molto influente. La scuola pitagorica era tanto un centro di studio della matematica e della filosofia quanto un movimento religioso e mistico. Pitagora e i suoi seguaci credevano che la conoscenza del mondo si potesse ottenere attraverso lo studio della matematica e che i numeri rappresentassero la chiave per comprendere l'ordine dell'universo.
il fondatore: Pitagora
Pitagora nacque a Samo, ma la sua vita si svolse in gran parte a Crotone, una città della Magna Grecia (oggi nel sud Italia). Nel corso dei suoi viaggi, si dice che abbia visitato Egitto, Mesopotamia e altri luoghi del Mediterraneo, dove acquisì conoscenze avanzate in matematica, astronomia, filosofia e religione. Alcune delle sue idee potrebbero essere state influenzate dalle tradizioni egiziane e babilonesi.Egli inoltre fu il primo a tarttare la matematica come una vera Scienza che seguiva un metodo rigoroso e replicabile.
La metempsicosi (o trasmigrazione dell'anima):
Pitagora è noto per la sua credenza nella metempsicosi, cioè nella trasmigrazione dell'anima, un concetto che sostiene che l'anima sia immortale e che, dopo la morte di un corpo, si reincarni in un altro corpo, animale o umano. Questa concezione si avvicina alla reincarnazione che si trova in alcune religioni orientali, come l'induismo e il buddhismo. La metempsicosi era legata alla sua idea che la vita fosse un ciclo continuo di purificazione dell'anima. La reincarnazione rappresentava una possibilità di miglioramento e purificazione attraverso diverse esistenze, finché l'anima non raggiungeva un perfetto stato di armonia e purezza.
numero come principio del cosmo
Tetraktys
La Tetraktys (o Tetractys) è uno dei concetti più simbolici e significativi della scuola pitagorica, un gruppo di pensatori che seguivano le dottrine di Pitagora. La parola "Tetraktys" deriva dal greco τέτρακτυς (tetraktýs), che significa "quattro" e si riferisce a una figura geometrica composta da un triangolo equilatero formato da dieci punti, disposti in un modello piramidale, questo perchè il numero era sia un unità che un ente geometrico e dieci veniva considerato il numero perfetto.
Pitagora e la sua scuola credevano che il mondo fosse governato da un ordine armonico e razionale, e questo ordine poteva essere descritto attraverso i numeri. Secondo loro, ogni fenomeno naturale, dalla musica alla geometria, dalla scienza alla cosmologia, aveva una struttura numerica alla sua base. Tutto poteva essere numerabile pertanto il numero era la sostanza di tutte le cose
Tetraktys approfondimento
Per i pitagorici, la Tetraktys non era solo una figura geometrica, ma un simbolo sacro che rappresentava l'armonia dell'universo e il principio matematico su cui si fonda l'ordine cosmico. Ogni numero che compone la Tetraktys aveva un valore simbolico molto profondo: Il numero 1 rappresenta l'unità, il principio originario da cui tutto ha avuto origine. Il numero 2 rappresenta la dualità, le opposizioni come maschile e femminile, bene e male. Il numero 3 rappresenta l'armonia e la relazione tra gli opposti, che crea equilibrio. Il numero 4 è legato alla stabilità e al quadrato, che rappresenta la base solida di tutta la realtà fisica.( insieme al nove rappresentavano anche la giustizia)
La Dualità in Pitagora: Finito e Infinito Nella visione pitagorica, possiamo interpretare la matematica come un linguaggio che media tra il limitato e l'illimitato: Limitato: Le cose che possiamo osservare nel mondo fisico (le stelle, gli oggetti, gli esseri viventi) sono tutte manifestazioni finite, misurabili e definite, proprio come un numero finito o una forma geometrica, e per lui ciò è rappresentabile con i numeri dispari Illimitato: Al di là di queste manifestazioni fisiche c'è un principio infinito e divino che pervade tutto e che può essere conosciuto solo attraverso l'ordine e la concezione dei numeri. pari , difettosi e incompiuti. L'universo è in equilibrio perchè c'è il trionfo del limitato sull'illimitato.
dottrine astronomiche pitagora
Una delle idee più famose della dottrina astronomica pitagorica riguarda il concetto di sfere celesti. Secondo questa visione, le stelle e i pianeti non erano corpi solidi separati, ma erano contenuti in sfere concentriche che ruotavano attorno a un punto centrale. Ogni sfera era associata a un corpo celeste, (in tutto erano dieci corpi celesti) come un pianeta o una stella, e tutte queste sfere si muovevano secondo ritmi armoniosi. Sfere concentriche: Le sfere che trasportavano i corpi celesti erano disposte una dentro l'altra, come in un sistema di sfere concentriche, e ogni sfera si muoveva su un'orbita circolare. Movimento circolare: Per i pitagorici, la sfera era la forma perfetta, simbolo di armonia e simmetria. Il movimento dei corpi celesti doveva essere circolare, il che si rifletteva nell'idea di un cosmo ordinato e perfetto.
eraclito
Eraclito nacque a Efeso, una città dell'Asia Minore che faceva parte dell'antica Ionia, intorno al 535 a.C. La sua vita è avvolta in un certo mistero, e molte informazioni su di lui provengono da fonti successive, poiché non lasciò opere estese, ma solo frammenti delle sue riflessioni. Si racconta che Eraclito fosse di nobile nascita e che inizialmente fosse destinato a una carriera politica, ma che poi si ritirò dalla vita pubblica e decise di dedicarsi alla filosofia, inostre era noto per la sua natura introversa e contraddittoria. È descritto come una persona difficile e ironica, talvolta addirittura arrogante nei confronti delle credenze comuni della sua epoca. Si racconta che il filosofo non fosse molto amato dagli abitanti di Efeso, poiché criticava la loro mancanza di saggezza e la loro incapacità di comprendere la realtà profonda.
dottrina svegli e dormienti
La dottrina di Eraclito sui "svegli" e "dormienti" riguarda un aspetto profondo del suo pensiero filosofico, che riflette la sua concezione sulla conoscenza e sulla consapevolezza dell'uomo rispetto alla realtà. Eraclito spesso utilizzava un linguaggio enigmatico e simbolico per esprimere le sue idee, e una delle sue affermazioni più famose in questo senso riguarda il contrasto tra chi è "sveglio" (cioè consapevole e in grado di cogliere la realtà in tutta la sua profondità ovvero i FILOSOFI) e chi è "dormiente" (cioè ignorante o indifferente alla verità profonda del mondo ovvero gli ALTRI UOMINI). Lui in questa distinzione è "di parte" perchè eleva la classe sociale di cui fa parte ovvero gli aristocratici. Per Eraclito, un vero filosofo è colui che riesce a comprendere il Logos, ossia la legge razionale e universale che governa l'intero cosmo. Il filosofo, quindi, non è solo colui che si dedica alla speculazione intellettuale o alla semplice acquisizione di conoscenza, ma colui che percepisce e afferra il significato profondo del cambiamento e delle contraddizioni che caratterizzano la realtà. Pertanto è filosofo chi va oltre ai pregiudizi e oltre le prime impressioni.
dottrina del divenire
Per Eraclito, la realtà non è mai statica, ma è definita dal movimento e dal cambiamento continuo. Secondo lui, ogni cosa è in perenne divenire, ed è attraverso il cambiamento che l'universo mantiene la sua esistenza e la sua armonia. Nulla può essere compreso se non come parte di un flusso ininterrotto e costante. Il concetto di "panta rhei" esprime l'idea che tutto, in ogni momento, è in continuo flusso. Ogni cosa cambia, e non c'è niente che rimanga immutato. Per Eraclito, la realtà stessa è un continuo processo di trasformazione, e anche l'uomo e le sue esperienze sono soggetti a questo flusso inesorabile. Un esempio che Eraclito porta per esprimere questa visione è il fiume: "Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume", perché le acque che scorrono sono sempre nuove, e il fiume stesso è in continuo mutamento. Eraclito identifica il fuoco come l'elemento primordiale, simbolo del cambiamento continuo. Il fuoco è un elemento che trasforma e si trasforma continuamente, e per questo rappresenta perfettamente la sua concezione del cosmo come qualcosa di perennemente in divenire. Il fuoco, quindi, non è solo un elemento fisico, ma anche un simbolo della dinamicità e della transitorietà di tutte le cose.
dottrina dei contrari
Eraclito sosteneva che il mondo è un equilibrio dinamico in cui gli opposti sono interconnessi e coesistono. Ad esempio, la vita e la morte, il bene e il male, la luce e l'oscurità sono tutte forze complementari. L'uno non può esistere senza l'altro( l'uno vive in virtu dell'altro), e la tensione tra di essi è ciò che permette al mondo di muoversi e di cambiare. Eraclito usava frequentemente l'esempio del fuoco per spiegare questa visione: il fuoco è un elemento che continua a mutare, ed è un simbolo del cambiamento costante che è prodotto dall'interazione tra opposti.
Il Logos, (archè) che Eraclito definisce come la legge razionale che governa l'universo, è il principio che unifica e regola il conflitto tra gli opposti. Sebbene gli opposti possano sembrare in contrasto tra loro, il Logos garantisce che tale conflitto non distrugga l'ordine dell'universo, ma che lo sostenga e lo mantenga in equilibrio. Questo equilibrio c'è se persiste la Polemos, la guerra tra contrari.Il logos è divino, è Dio.
dottrina dei contrari nella vita quotidiana
Eraclito applicava la sua visione degli opposti anche al comportamento umano e alla vita quotidiana. La sua idea è che gli esseri umani devono accettare la necessità degli opposti nella loro vita, in quanto il conflitto tra forze opposte fa parte della natura stessa del cosmo e della condizione umana. Ad esempio: La gioia non potrebbe esistere senza la tristezza. La salute non potrebbe essere compresa senza la malattia. La giustizia si definisce attraverso la sua opposizione con l'ingiustizia.
lavoro di Nicolas Vetturini