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FUGA AB TROIA!
Federica Corcione
Created on March 5, 2025
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Jumanlly
Transcript
fuga
ab troia!
START
Instructiones
Aiuta Enea a scappare da Troia e ad affrontare le sfide del secondo libro dell’Eneide mentre viaggi attraverso le fiamme e le rovine della città! Sarai tu a guidarlo con il lancio dei dadi! Ma ricorda...non avere fretta! Ad ogni casella ti attenderà una pausa durante la quale imparerai di più su questa grande storia!
Deinde
FUGA AB TROIA!
Players
Didone
Gira il dado!
Veni, vidi, vici!
ENEA
ANCHISE
Ripeti il gioco!
ASCANIO
Deinde
FINIS
THE
THANKS!
Realizzato da: Cacciatore Marco, Corcione Federica, Corcione Maria Francesca, Ligniti Gabriele, Mele Crescenzo, Pugliese Vincenzo, Richiello Giada e Zironi Giulia.
END
ANALISI
771. «Quaerenti et tectis urbis sine fine furenti infelix simulacrum atque ipsius umbra Creûsae visa mihi ante oculos et nota maior imago. Obstipui, steteruntque comae et vox faucibus haesit. 775. Tum sic adfari et curas his demere dictis: "Quid tantum insano iuvat indulgere dolori, o dulcis coniunx? Non haec sine numine divom eveniunt; nec te hinc comitem portare Creüsam fas, aut ille sinit superi regnator Olympi.
771. Mentre cercavo e smaniavo senza fine tra le case della città apparve davanti agli occhi il triste fantasma e lo spettro della stessa Creusa, una figura più grande di quella a me nota. Restai attonito, mi si drizzarono i capelli e la voce mi restò in gola.775. Allora parlò così e alleviava le pene con queste parole: "Che cosa giova abbandonarsi a un tanto folle dolore, dolce sposo? Queste cose non accadono senza il volere degli dèi; né ti è lecito portare via da qui Creusa come compagna, né lo permetterà lui, il re supremo dell'Olimpo.
vv.771-773 Il passo comincia con Enea che è alla ricerca della moglie Creusa. Dopo l’attacco dei greci infatti l’eroe era fuggito assieme a lei, il figlio e il padre, che si era caricato sulle spalle. Nella confusione della fuga però Creusa era rimasta indietro costringendo Enea a tornare. Purtroppo però quest’ultimo non riuscirà a trovare altro che il fantasma della moglie ormai morta. vv. 777-779 Durante il discorso pronunciato dal fantasma viene ribadito un concetto chiave per la comprensione dell’Eneide: il viaggio che Enea compie è voluto dagli dei e tutte le difficoltà che affronterà non possono da lui essere evitate se vuole portare a compimento il proprio destino. Una caratteristica fondamentale di Enea, come eroe, è infatti la pietas, ovvero il rispetto verso il volere degli dei.
Da Omero a Virgilio
Il secondo libro dell'Eneide di Virgilio, che narra la caduta di Troia e la fuga di Enea, presenta numerosi riferimenti ai poemi di Omero, in particolare all’Iliade e all’Odissea.
Il motivo del mancato abbraccio tra Enea e Creusa ha un modello omerico. Odisseo, ad esempio, nell'Odissea non riesce ad abbracciare la madre, così come Achille non riesce ad abbracciare Patroclo quando gli appare in sogno.
ANALISI
780. Un lungo esilio per te e una vasta distesa di mare da solcare. Arriverai alla terra di Esperia, dove il lidio Tevere tra i campi lavorati dagli uomini scorre con placido corso. Là prosperi eventi e un regno e una sposa regale sono pronti per te; scaccia le lacrime per l'amata Creusa. 785. lo non vedrò le superbe case dei Mirmidoni o dei Dolopi o andrò come schiava di donne greche, discendente di Dardano e nuora della divina Venere; ma la grande madre degli dèi mi trattiene su questi lidi. E ora addio e conserva l'amore per il figlio comune."
780. Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum.Et terram Hesperiam venies, ubi Lydius arva inter opima virum leni fluit agmine Thybris: illic res laetae regnumque et regia coniunx parta tibi: lacrimas dilectae pelle Creūsae". 785. Non ego Myrmidonum sedes Dolopumve superbas aspiciam aut Grais servitum matribus ibo, Dardanis, et divae Veneris nurus"; sed me magna deum genetrix his detinet oris". Iamque vale et nati serva communis amorem".
vv.781-782 L’aggettivo "Lydius" si riferisce alla credenza antica secondo cui gli etruschi erano provenienti dalla Lidia, territorio dell’Asia minore. vv.783-784 In questi due versi Creusa pronuncia una vera e propria profezia, preannunciando infatti a Enea ciò che lo aspetta alla fine del suo viaggio. Nell’Eneide Virgilio sfrutta anche altre volte le profezie come strumento narrativo per collegare il passato in cui si svolge il racconto al presente che lui stesso vive sotto il governo di Augusto. Per esempio durante la sua discesa nell’ade, a Enea vengono rivelati, non solo il proprio futuro personale, ma anche alcuni grandi eventi della storia di Roma.vv.785-787 Creusa in questi versi si mostra sollevata per la consapevolezza che almeno, essendo morta, non sarà costretta a sopportare la schiavitù come invece faranno molte altre donne catturate dai greci.
SINONE: UN ABILE ORATORE
Sinone è un personaggio non omerico che appare solo nell'Eneide, ma la sua figura acquisisce grande fama come simbolo della menzogna e dell'inganno. Virgilio lo descrive attraverso Enea, evidenziando la sua falsità e astuzia, mescolando verità e menzogne per manipolare i Troiani. Sinone usa la "captatio benevolentiae" per suscitare compassione, ritraendosi come un nemico di Ulisse e descrivendo l'ingiusta morte dell'amico Palamede. Con abilità oratoria, riesce a far credere ai Troiani che le sue parole siano veritiere. Il suo inganno riguarda il cavallo di legno, ma intervalla le menzogne con alcune verità, come la rivalità tra Ulisse e Palamede. Sinone giura su oggetti sacri, ma l'ironia è che il sacrificio non è mai avvenuto.
Nonostante la sua perizia, Enea svela continuamente la sua natura mendace, sottolineando la diffidenza verso i Greci, rafforzando l'immagine di "inganni pelasgici".
Da Omero a Virgilio
Inoltre, Virgilio introduce una maggiore riflessione sul "fatum", il destino, inteso non come qualcosa di ineluttabile da subire passivamente, ma come una forza che va accettata con dignità e adempità attraverso l’azione. Enea è quindi consapevole del suo ruolo e della sua missione, una consapevolezza che si sviluppa anche attraverso una narrazione più introspettiva rispetto alla visione degli eroi omerici, che agiscono piuttosto impulsivamente.
SINONE: UN ABILE ORATORE
Sinone è un personaggio non omerico che appare solo nell'Eneide, ma la sua figura acquisisce grande fama come simbolo della menzogna e dell'inganno. Virgilio lo descrive attraverso Enea, evidenziando la sua falsità e astuzia, mescolando verità e menzogne per manipolare i Troiani. Sinone usa la "captatio benevolentiae" per suscitare compassione, ritraendosi come nemico di Ulisse e descrivendo l'ingiusta morte dell'amico Palamede. Con abilità oratoria, riesce a far credere ai Troiani che le sue parole siano veritiere. Il suo inganno riguarda il cavallo di legno, ma intervalla le menzogne con alcune verità, come la rivalità tra Ulisse e Palamede. Sinone giura su oggetti sacri, ma l'ironia è che il sacrificio non è mai avvenuto.
Nonostante la sua perizia, Enea svela continuamente la sua natura mendace, sottolineando la diffidenza verso i Greci, rafforzando l'immagine di "inganni pelasgici".
CASELLE SPECIALI!
- LIBRO II DELL'ENEIDE: TRAMA E ANALISI;
- ANALISI TESTUALE: "ENEA PERDE CREUSA" (Eneide, 2, vv 730-804);
- DA OMERO A VIRGILIO;
- L'ENEIDE NELL'ARTE: "ENEA, ANCHISE E ASCANIO" E "IL GRUPPO DEL LACOONTE" DI GIAN LORENZO BERNINI;
- "LE TROIANE" DI EURIPIDE - "LE TROIANE: IN GUERRA PER UN FANTASMA" DI CARLO CERCIELLO;
- LA CADUTA DI TROIA COME QUELLA DI GAZA: IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE;
- L'INVASIONE DI TROIA COME QUELLA DELL'UCRAINA: LA GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA.
UN DIVERSO PUNTO DI VISTA
Virgilio, nell'Eneide, affida a Enea il compito di narrare la caduta di Troia, offrendo così una visione diversa da quella dell'epica greca. Mentre i poemi omerici celebrano la presa di Troia come un trionfo militare, l'Eneide la racconta come una tragedia: Enea considera i Greci nemici e aggressori. Le virtù greche, come ingegno e valore nella guerra, vengono viste da Enea come aspetti negativi. Questo approccio narrativo rende il racconto più avvincente, poiché Enea, conoscendo gli eventi futuri, li interpreta in modo soggettivo ed emotivo. Inoltre, l'opera è arricchita da numerose similitudini per enfatizzare il dramma e le emozioni dei personaggi.Le similitudini:
- introducono una pausa nella narrazione
- offrono immagini poetiche,
- stimolano riflessioni psicologiche, emozioni o sentimenti
- creano parallelismi o confronti.
UN DIVERSO PUNTO DI VISTA
Virgilio, nell'Eneide, affida a Enea il compito di narrare la caduta di Troia, offrendo così una visione diversa da quella dell'epica greca. Mentre i poemi omerici celebrano la presa di Troia come un trionfo militare, l'Eneide la racconta come una tragedia: Enea considera i Greci nemici e aggressori. Le virtù greche, come ingegno e valore nella guerra, vengono viste da Enea come aspetti negativi. Questo approccio narrativo rende il racconto più avvincente, poiché Enea, conoscendo gli eventi futuri, li interpreta in modo soggettivo ed emotivo. Inoltre, l'opera è arricchita da numerose similitudini per enfatizzare il dramma e le emozioni dei personaggi.Le similitudini:
- introducono una pausa nella narrazione
- offrono immagini poetiche,
- stimolano riflessioni psicologiche, emozioni o sentimenti
- creano parallelismi o confronti.
TRAMA
Dopo la fuga dalla sua città, Enea naufraga a Cartagine e racconta alla regina Didone dell'ultima notte di Troia. Descrive come i Greci, con il cavallo di legno, hanno ingannato i Troiani, nonostante gli avvertimenti di Laocoonte e Cassandra. Durante la notte Enea, svegliato in sogno da Ettore, scopre la città in fiamme e corre in cerca dei suoi cari. Pirro uccide Priamo e Polite. Enea cerca di salvare Anchise, Creusa e Ascanio, ma durante la fuga incontra Elena e, preso dalla rabbia, pensa di ucciderla. Venere gli appare e gli ricorda che i veri colpevoli sono gli dèi. Enea cerca di portare Anchise, ma il padre si rifiuta di fuggire. Dopo aver perso Creusa, Enea riceve il suo messaggio in sogno, che lo esorta a fondare una nuova città sul Tevere. Enea si unisce agli altri esuli e parte.
Da Omero a Virgilio
Il secondo libro dell'Eneide di Virgilio, che narra la caduta di Troia e la fuga di Enea, presenta numerosi riferimenti ai poemi di Omero, in particolare all’Iliade e all’Odissea.
Il motivo del mancato abbraccio tra Enea e Creusa ha un modello omerico. Odisseo, ad esempio, nell'Odissea non riesce ad abbracciare la madre, così come Achille non riesce ad abbracciare Patroclo quando gli appare in sogno.
ANALISI
771. «Quaerenti et tectis urbis sine fine furenti infelix simulacrum atque ipsius umbra Creûsae visa mihi ante oculos et nota maior imago. Obstipui, steteruntque comae et vox faucibus haesit. 775. Tum sic adfari et curas his demere dictis: "Quid tantum insano iuvat indulgere dolori, o dulcis coniunx? Non haec sine numine divom eveniunt; nec te hinc comitem portare Creüsam fas, aut ille sinit superi regnator Olympi.
771. Mentre cercavo e smaniavo senza fine tra le case della città apparve davanti agli occhi il triste fantasma e lo spettro della stessa Creusa, una figura più grande di quella a me nota. Restai attonito, mi si drizzarono i capelli e la voce mi restò in gola.775. Allora parlò così e alleviava le pene con queste parole: "Che cosa giova abbandonarsi a un tanto folle dolore, dolce sposo? Queste cose non accadono senza il volere degli dèi; né ti è lecito portare via da qui Creusa come compagna, né lo permetterà lui, il re supremo dell'Olimpo.
vv.771-773 Il passo comincia con Enea che è alla ricerca della moglie Creusa. Dopo l’attacco dei greci infatti l’eroe era fuggito assieme a lei, il figlio e il padre, che si era caricato sulle spalle. Nella confusione della fuga però Creusa era rimasta indietro costringendo Enea a tornare. Purtroppo però quest’ultimo non riuscirà a trovare altro che il fantasma della moglie ormai morta. vv. 777-779 Durante il discorso pronunciato dal fantasma viene ribadito un concetto chiave per la comprensione dell’Eneide: il viaggio che Enea compie è voluto dagli dei e tutte le difficoltà che affronterà non possono da lui essere evitate se vuole portare a compimento il proprio destino. Una caratteristica fondamentale di Enea, come eroe, è infatti la pietas, ovvero il rispetto verso il volere degli dei.
Da Omero a Virgilio
Il secondo libro dell'Eneide di Virgilio, che narra la caduta di Troia e la fuga di Enea, presenta numerosi riferimenti ai poemi di Omero, in particolare all’Iliade e all’Odissea.
Il motivo del mancato abbraccio tra Enea e Creusa ha un modello omerico. Odisseo, ad esempio, nell'Odissea non riesce ad abbracciare la madre, così come Achille non riesce ad abbracciare Patroclo quando gli appare in sogno.
ENEA, ANCHISE E ASCANIO
-Realizzato per Scipione Borghese; -Raffigura Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia in fiamme: Enea porta sulle spalle il padre che sorregge la statuetta dei Penati. Dietro di loro c'è Ascanio che tiene il fuoco di Vesta; -Le figure, nude e parzialmente avvolte in pelliccia, sono state pensate per essere viste frontalmente e da destra; -Enea riflette l'interpretazione del giovane Scipione che sostiene l'anziano zio; -L'opera esplora le tre età dell'uomo tramite la pelle morbida del bambino, tesa dell'adulto e rugosa dell'anziano; -La scultura ha subito diversi spostamenti e nel 1909 fu dotata dell’attuale piedistallo in marmo.
Da Omero a Virgilio
Inoltre, Virgilio introduce una maggiore riflessione sul "fatum", il destino, inteso non come qualcosa di ineluttabile da subire passivamente, ma come una forza che va accettata con dignità e adempità attraverso l’azione. Enea è quindi consapevole del suo ruolo e della sua missione, una consapevolezza che si sviluppa anche attraverso una narrazione più introspettiva rispetto alla visione degli eroi omerici, che agiscono piuttosto impulsivamente.
TRAMA
Dopo la fuga dalla sua città, Enea naufraga a Cartagine e racconta alla regina Didone dell'ultima notte di Troia. Descrive come i Greci, con il cavallo di legno, hanno ingannato i Troiani, nonostante gli avvertimenti di Laocoonte e Cassandra. Durante la notte Enea, svegliato in sogno da Ettore, scopre la città in fiamme e corre in cerca dei suoi cari. Pirro uccide Priamo e Polite. Enea cerca di salvare Anchise, Creusa e Ascanio, ma durante la fuga incontra Elena e, preso dalla rabbia, pensa di ucciderla. Venere gli appare e gli ricorda che i veri colpevoli sono gli dèi. Enea cerca di portare Anchise, ma il padre si rifiuta di fuggire. Dopo aver perso Creusa, Enea riceve il suo messaggio in sogno, che lo esorta a fondare una nuova città sul Tevere. Enea si unisce agli altri esuli e parte.
TRAMA
Dopo la fuga dalla sua città, Enea naufraga a Cartagine e racconta alla regina Didone dell'ultima notte di Troia. Descrive come i Greci, con il cavallo di legno, hanno ingannato i Troiani, nonostante gli avvertimenti di Laocoonte e Cassandra. Durante la notte Enea, svegliato in sogno da Ettore, scopre la città in fiamme e corre in cerca dei suoi cari. Pirro uccide Priamo e Polite. Enea cerca di salvare Anchise, Creusa e Ascanio, ma durante la fuga incontra Elena e, preso dalla rabbia, pensa di ucciderla. Venere gli appare e gli ricorda che i veri colpevoli sono gli dèi. Enea cerca di portare Anchise, ma il padre si rifiuta di fuggire. Dopo aver perso Creusa, Enea riceve il suo messaggio in sogno, che lo esorta a fondare una nuova città sul Tevere. Enea si unisce agli altri esuli e parte.
Da Omero a Virgilio
Il secondo libro dell'Eneide di Virgilio, che narra la caduta di Troia e la fuga di Enea, presenta numerosi riferimenti ai poemi di Omero, in particolare all’Iliade e all’Odissea.
Il motivo del mancato abbraccio tra Enea e Creusa ha un modello omerico. Odisseo, ad esempio, nell'Odissea non riesce ad abbracciare la madre, così come Achille non riesce ad abbracciare Patroclo quando gli appare in sogno.
Da Omero a Virgilio
Inoltre, Virgilio introduce una maggiore riflessione sul "fatum", il destino, inteso non come qualcosa di ineluttabile da subire passivamente, ma come una forza che va accettata con dignità e adempità attraverso l’azione. Enea è quindi consapevole del suo ruolo e della sua missione, una consapevolezza che si sviluppa anche attraverso una narrazione più introspettiva rispetto alla visione degli eroi omerici, che agiscono piuttosto impulsivamente.
TRAMA
Dopo la fuga dalla sua città, Enea naufraga a Cartagine e racconta alla regina Didone dell'ultima notte di Troia. Descrive come i Greci, con il cavallo di legno, hanno ingannato i Troiani, nonostante gli avvertimenti di Laocoonte e Cassandra. Durante la notte Enea, svegliato in sogno da Ettore, scopre la città in fiamme e corre in cerca dei suoi cari. Pirro uccide Priamo e Polite. Enea cerca di salvare Anchise, Creusa e Ascanio, ma durante la fuga incontra Elena e, preso dalla rabbia, pensa di ucciderla. Venere gli appare e gli ricorda che i veri colpevoli sono gli dèi. Enea cerca di portare Anchise, ma il padre si rifiuta di fuggire. Dopo aver perso Creusa, Enea riceve il suo messaggio in sogno, che lo esorta a fondare una nuova città sul Tevere. Enea si unisce agli altri esuli e parte.
UN DIVERSO PUNTO DI VISTA
Virgilio, nell'Eneide, affida a Enea il compito di narrare la caduta di Troia, offrendo così una visione diversa da quella dell'epica greca. Mentre i poemi omerici celebrano la presa di Troia come un trionfo militare, l'Eneide la racconta come una tragedia: Enea considera i Greci nemici e aggressori. Le virtù greche, come ingegno e valore nella guerra, vengono viste da Enea come aspetti negativi. Questo approccio narrativo rende il racconto più avvincente, poiché Enea, conoscendo gli eventi futuri, li interpreta in modo soggettivo ed emotivo. Inoltre, l'opera è arricchita da numerose similitudini per enfatizzare il dramma e le emozioni dei personaggi.Le similitudini:
- introducono una pausa nella narrazione
- offrono immagini poetiche,
- stimolano riflessioni psicologiche, emozioni o sentimenti
- creano parallelismi o confronti.
SINONE: UN ABILE ORATORE
Sinone è un personaggio non omerico che appare solo nell'Eneide, ma la sua figura acquisisce grande fama come simbolo della menzogna e dell'inganno. Virgilio lo descrive attraverso Enea, evidenziando la sua falsità e astuzia, mescolando verità e menzogne per manipolare i Troiani. Sinone usa la "captatio benevolentiae" per suscitare compassione, ritraendosi come un nemico di Ulisse e descrivendo l'ingiusta morte dell'amico Palamede. Con abilità oratoria, riesce a far credere ai Troiani che le sue parole siano veritiere. Il suo inganno riguarda il cavallo di legno, ma intervalla le menzogne con alcune verità, come la rivalità tra Ulisse e Palamede. Sinone giura su oggetti sacri, ma l'ironia è che il sacrificio non è mai avvenuto.
Nonostante la sua perizia, Enea svela continuamente la sua natura mendace, sottolineando la diffidenza verso i Greci, rafforzando l'immagine di "inganni pelasgici".
SINONE: UN ABILE ORATORE
Sinone è un personaggio non omerico che appare solo nell'Eneide, ma la sua figura acquisisce grande fama come simbolo della menzogna e dell'inganno. Virgilio lo descrive attraverso Enea, evidenziando la sua falsità e astuzia, mescolando verità e menzogne per manipolare i Troiani. Sinone usa la "captatio benevolentiae" per suscitare compassione, ritraendosi come un nemico di Ulisse e descrivendo l'ingiusta morte dell'amico Palamede. Con abilità oratoria, riesce a far credere ai Troiani che le sue parole siano veritiere. Il suo inganno riguarda il cavallo di legno, ma intervalla le menzogne con alcune verità, come la rivalità tra Ulisse e Palamede. Sinone giura su oggetti sacri, ma l'ironia è che il sacrificio non è mai avvenuto.
Nonostante la sua perizia, Enea svela continuamente la sua natura mendace, sottolineando la diffidenza verso i Greci, rafforzando l'immagine di "inganni pelasgici".
UN DIVERSO PUNTO DI VISTA
Virgilio, nell'Eneide, affida a Enea il compito di narrare la caduta di Troia, offrendo così una visione diversa da quella dell'epica greca. Mentre i poemi omerici celebrano la presa di Troia come un trionfo militare, l'Eneide la racconta come una tragedia: Enea considera i Greci nemici e aggressori. Le virtù greche, come ingegno e valore nella guerra, vengono viste da Enea come aspetti negativi. Questo approccio narrativo rende il racconto più avvincente, poiché Enea, conoscendo gli eventi futuri, li interpreta in modo soggettivo ed emotivo. Inoltre, l'opera è arricchita da numerose similitudini per enfatizzare il dramma e le emozioni dei personaggi.Le similitudini:
- introducono una pausa nella narrazione
- offrono immagini poetiche,
- stimolano riflessioni psicologiche, emozioni o sentimenti
- creano parallelismi o confronti.
GRUPPO DEL LACOONTE
-L’opera fu acquistata dal papa Giulio II e collocata nel giardino del Palazzetto del Belvedere nei Musei Vaticani;-L'opera esprime la drammaticità tipica dell’Ellenismo e rappresenta il sacerdote Laocoonte con i suoi figli, uccisi da serpenti marini inviati dalla dea Atena, -Laocoonte si rifiutava di far entrare a Troia il cavallo di legno dei Greci e per questo fu punito; -Al centro della scena, Laocoonte, in un dolore estremo, si dibatte contro i serpenti, mentre i figli, terrorizzati, lo guardano, -Il gruppo scultoreo evidenzia una forte tensione drammatica che simboleggia il tragico destino della famiglia.
IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
Il conflitto israelo-palestinese, simile alla guerra di Troia, nasce da una disputa territoriale, ma coinvolge anche questioni identitarie, religiose e politiche. Le sue radici risalgono alla fine del XIX secolo, con il movimento sionista che promuoveva la creazione di uno Stato ebraico. Nel 1947, l'ONU propose di dividere la Palestina in due Stati, uno ebraico e uno arabo, ma il piano fu accettato dagli ebrei e rifiutato dagli arabi, scatenando la guerra del 1948 e la nascita di Israele. Le principali cause del conflitto sono la rivendicazione del medesimo territorio da entrambe le parti e l'occupazione israeliana. Il conflitto ha causato migliaia di morti e sfollati, con gravi difficoltà umanitarie, in particolare a Gaza. Recentemente, gli Stati Uniti hanno avviato negoziati con Hamas per risolvere la situazione.
GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA
Nel secondo libro dell'Eneide, Enea racconta la distruzione di Troia, un racconto che può essere paragonato al conflitto tra Russia e Ucraina. Come i troiani, gli ucraini resistono a una potenza invasiva. L'eroismo di Enea riflette quello dei civili ucraini che combattono per la loro patria. Il conflitto tra Russia e Ucraina è iniziato nel 2014 con l'annessione della Crimea e le proteste filorusse nel Donbass. La causa principale è il tentativo dell'Ucraina di unirsi alla NATO, contrariato dalla Russia. Il conflitto ha causato vittime, sfollamenti e danni, con sanzioni alla Russia e negoziati di pace ancora in stallo.
GRUPPO DEL LACOONTE
-L’opera fu acquistata dal papa Giulio II e collocata nel giardino del Palazzetto del Belvedere nei Musei Vaticani;-L'opera esprime la drammaticità tipica dell’Ellenismo e rappresenta il sacerdote Laocoonte con i suoi figli, uccisi da serpenti marini inviati dalla dea Atena, -Laocoonte si rifiutava di far entrare a Troia il cavallo di legno dei Greci e per questo fu punito; -Al centro della scena, Laocoonte, in un dolore estremo, si dibatte contro i serpenti, mentre i figli, terrorizzati, lo guardano, -Il gruppo scultoreo evidenzia una forte tensione drammatica che simboleggia il tragico destino della famiglia.
ENEA, ANCHISE E ASCANIO
-Realizzato per Scipione Borghese; -Raffigura Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia in fiamme: Enea porta sulle spalle il padre che sorregge la statuetta dei Penati. Dietro di loro c'è Ascanio che tiene il fuoco di Vesta; -Le figure, nude e parzialmente avvolte in pelliccia, sono state pensate per essere viste frontalmente e da destra; -Enea riflette l'interpretazione del giovane Scipione che sostiene l'anziano zio; -L'opera esplora le tre età dell'uomo tramite la pelle morbida del bambino, tesa dell'adulto e rugosa dell'anziano; -La scultura ha subito diversi spostamenti e nel 1909 fu dotata dell’attuale piedistallo in marmo.
GRUPPO DEL LACOONTE
-L’opera fu acquistata dal papa Giulio II e collocata nel giardino del Palazzetto del Belvedere nei Musei Vaticani;-L'opera esprime la drammaticità tipica dell’Ellenismo e rappresenta il sacerdote Laocoonte con i suoi figli, uccisi da serpenti marini inviati dalla dea Atena, -Laocoonte si rifiutava di far entrare a Troia il cavallo di legno dei Greci e per questo fu punito; -Al centro della scena, Laocoonte, in un dolore estremo, si dibatte contro i serpenti, mentre i figli, terrorizzati, lo guardano, -Il gruppo scultoreo evidenzia una forte tensione drammatica che simboleggia il tragico destino della famiglia.
Le troiane: in guerra per un fantasma
Lo spettacolo "Le Troiane: in guerra per un fantasma", diretto da Carlo Cerciello, rilegge la tragedia di Euripide per riflettere su guerra, propaganda e manipolazione della verità. Integra influenze di Sartre e Seneca, attualizzando il dramma delle donne troiane. Secondo "Elena" di Euripide (412 a.C.), la vera Elena non fu mai a Troia: la guerra fu combattuta per un’illusione creata dalla dea Era. Questo evidenzia come la propaganda possa giustificare conflitti distruttivi, proprio come accade ancora oggi. Importante è anche il confronto con Marilyn Monroe, infatti furono trasformate entrambe in icone: Elena, accusata di aver scatenato la guerra di Troia, Marilyn ridotta a "sex symbol" dai media e dall’industria cinematografica. Entrambe furono strumenti di un sistema che le rese prigioniere della loro immagine e ne condizionò il destino. Elena, in alcune versioni del mito, viene esiliata o uccisa; Marilyn, dopo una vita di successi, morì sola e senza controllo sulla propria storia.
ENEA, ANCHISE E ASCANIO
-Realizzato per Scipione Borghese; -Raffigura Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia in fiamme: Enea porta sulle spalle il padre che sorregge la statuetta dei Penati. Dietro di loro c'è Ascanio che tiene il fuoco di Vesta; -Le figure, nude e parzialmente avvolte in pelliccia, sono state pensate per essere viste frontalmente e da destra; -Enea riflette l'interpretazione del giovane Scipione che sostiene l'anziano zio; -L'opera esplora le tre età dell'uomo tramite la pelle morbida del bambino, tesa dell'adulto e rugosa dell'anziano; -La scultura ha subito diversi spostamenti e nel 1909 fu dotata dell’attuale piedistallo in marmo.
GRUPPO DEL LACOONTE
-L’opera fu acquistata dal papa Giulio II e collocata nel giardino del Palazzetto del Belvedere nei Musei Vaticani;-L'opera esprime la drammaticità tipica dell’Ellenismo e rappresenta il sacerdote Laocoonte con i suoi figli, uccisi da serpenti marini inviati dalla dea Atena, -Laocoonte si rifiutava di far entrare a Troia il cavallo di legno dei Greci e per questo fu punito; -Al centro della scena, Laocoonte, in un dolore estremo, si dibatte contro i serpenti, mentre i figli, terrorizzati, lo guardano, -Il gruppo scultoreo evidenzia una forte tensione drammatica che simboleggia il tragico destino della famiglia.
ENEA, ANCHISE E ASCANIO
-Realizzato per Scipione Borghese; -Raffigura Enea, Anchise e Ascanio in fuga da Troia in fiamme: Enea porta sulle spalle il padre che sorregge la statuetta dei Penati. Dietro di loro c'è Ascanio che tiene il fuoco di Vesta; -Le figure, nude e parzialmente avvolte in pelliccia, sono state pensate per essere viste frontalmente e da destra; -Enea riflette l'interpretazione del giovane Scipione che sostiene l'anziano zio; -L'opera esplora le tre età dell'uomo tramite la pelle morbida del bambino, tesa dell'adulto e rugosa dell'anziano; -La scultura ha subito diversi spostamenti e nel 1909 fu dotata dell’attuale piedistallo in marmo.
ANALISI
771. «Quaerenti et tectis urbis sine fine furenti infelix simulacrum atque ipsius umbra Creûsae visa mihi ante oculos et nota maior imago. Obstipui, steteruntque comae et vox faucibus haesit. 775. Tum sic adfari et curas his demere dictis: "Quid tantum insano iuvat indulgere dolori, o dulcis coniunx? Non haec sine numine divom eveniunt; nec te hinc comitem portare Creüsam fas, aut ille sinit superi regnator Olympi.
771. Mentre cercavo e smaniavo senza fine tra le case della città apparve davanti agli occhi il triste fantasma e lo spettro della stessa Creusa, una figura più grande di quella a me nota. Restai attonito, mi si drizzarono i capelli e la voce mi restò in gola.775. Allora parlò così e alleviava le pene con queste parole: "Che cosa giova abbandonarsi a un tanto folle dolore, dolce sposo? Queste cose non accadono senza il volere degli dèi; né ti è lecito portare via da qui Creusa come compagna, né lo permetterà lui, il re supremo dell'Olimpo.
vv.771-773 Il passo comincia con Enea che è alla ricerca della moglie Creusa. Dopo l’attacco dei greci infatti l’eroe era fuggito assieme a lei, il figlio e il padre, che si era caricato sulle spalle. Nella confusione della fuga però Creusa era rimasta indietro costringendo Enea a tornare. Purtroppo però quest’ultimo non riuscirà a trovare altro che il fantasma della moglie ormai morta. vv. 777-779 Durante il discorso pronunciato dal fantasma viene ribadito un concetto chiave per la comprensione dell’Eneide: il viaggio che Enea compie è voluto dagli dei e tutte le difficoltà che affronterà non possono da lui essere evitate se vuole portare a compimento il proprio destino. Una caratteristica fondamentale di Enea, come eroe, è infatti la pietas, ovvero il rispetto verso il volere degli dei.
ANALISI
771. «Quaerenti et tectis urbis sine fine furenti infelix simulacrum atque ipsius umbra Creûsae visa mihi ante oculos et nota maior imago. Obstipui, steteruntque comae et vox faucibus haesit. 775. Tum sic adfari et curas his demere dictis: "Quid tantum insano iuvat indulgere dolori, o dulcis coniunx? Non haec sine numine divom eveniunt; nec te hinc comitem portare Creüsam fas, aut ille sinit superi regnator Olympi.
771. Mentre cercavo e smaniavo senza fine tra le case della città apparve davanti agli occhi il triste fantasma e lo spettro della stessa Creusa, una figura più grande di quella a me nota. Restai attonito, mi si drizzarono i capelli e la voce mi restò in gola.775. Allora parlò così e alleviava le pene con queste parole: "Che cosa giova abbandonarsi a un tanto folle dolore, dolce sposo? Queste cose non accadono senza il volere degli dèi; né ti è lecito portare via da qui Creusa come compagna, né lo permetterà lui, il re supremo dell'Olimpo.
vv.771-773 Il passo comincia con Enea che è alla ricerca della moglie Creusa. Dopo l’attacco dei greci infatti l’eroe era fuggito assieme a lei, il figlio e il padre, che si era caricato sulle spalle. Nella confusione della fuga però Creusa era rimasta indietro costringendo Enea a tornare. Purtroppo però quest’ultimo non riuscirà a trovare altro che il fantasma della moglie ormai morta. vv. 777-779 Durante il discorso pronunciato dal fantasma viene ribadito un concetto chiave per la comprensione dell’Eneide: il viaggio che Enea compie è voluto dagli dei e tutte le difficoltà che affronterà non possono da lui essere evitate se vuole portare a compimento il proprio destino. Una caratteristica fondamentale di Enea, come eroe, è infatti la pietas, ovvero il rispetto verso il volere degli dei.
Le troiane: in guerra per un fantasma
Lo spettacolo "Le Troiane: in guerra per un fantasma", diretto da Carlo Cerciello, rilegge la tragedia di Euripide per riflettere su guerra, propaganda e manipolazione della verità. Integra influenze di Sartre e Seneca, attualizzando il dramma delle donne troiane. Secondo "Elena" di Euripide (412 a.C.), la vera Elena non fu mai a Troia: la guerra fu combattuta per un’illusione creata dalla dea Era. Questo evidenzia come la propaganda possa giustificare conflitti distruttivi, proprio come accade ancora oggi. Importante è anche il confronto con Marilyn Monroe, infatti furono trasformate entrambe in icone: Elena, accusata di aver scatenato la guerra di Troia, Marilyn ridotta a "sex symbol" dai media e dall’industria cinematografica. Entrambe furono strumenti di un sistema che le rese prigioniere della loro immagine e ne condizionò il destino. Elena, in alcune versioni del mito, viene esiliata o uccisa; Marilyn, dopo una vita di successi, morì sola e senza controllo sulla propria storia.
Le troiane: in guerra per un fantasma
Lo spettacolo "Le Troiane: in guerra per un fantasma", diretto da Carlo Cerciello, rilegge la tragedia di Euripide per riflettere su guerra, propaganda e manipolazione della verità. Integra influenze di Sartre e Seneca, attualizzando il dramma delle donne troiane. Secondo "Elena" di Euripide (412 a.C.), la vera Elena non fu mai a Troia: la guerra fu combattuta per un’illusione creata dalla dea Era. Questo evidenzia come la propaganda possa giustificare conflitti distruttivi, proprio come accade ancora oggi. Importante è anche il confronto con Marilyn Monroe, infatti furono trasformate entrambe in icone: Elena, accusata di aver scatenato la guerra di Troia, Marilyn ridotta a "sex symbol" dai media e dall’industria cinematografica. Entrambe furono strumenti di un sistema che le rese prigioniere della loro immagine e ne condizionò il destino. Elena, in alcune versioni del mito, viene esiliata o uccisa; Marilyn, dopo una vita di successi, morì sola e senza controllo sulla propria storia.
Le troiane: in guerra per un fantasma
Lo spettacolo "Le Troiane: in guerra per un fantasma", diretto da Carlo Cerciello, rilegge la tragedia di Euripide per riflettere su guerra, propaganda e manipolazione della verità. Integra influenze di Sartre e Seneca, attualizzando il dramma delle donne troiane. Secondo "Elena" di Euripide (412 a.C.), la vera Elena non fu mai a Troia: la guerra fu combattuta per un’illusione creata dalla dea Era. Questo evidenzia come la propaganda possa giustificare conflitti distruttivi, proprio come accade ancora oggi. Importante è anche il confronto con Marilyn Monroe, infatti furono trasformate entrambe in icone: Elena, accusata di aver scatenato la guerra di Troia, Marilyn ridotta a "sex symbol" dai media e dall’industria cinematografica. Entrambe furono strumenti di un sistema che le rese prigioniere della loro immagine e ne condizionò il destino. Elena, in alcune versioni del mito, viene esiliata o uccisa; Marilyn, dopo una vita di successi, morì sola e senza controllo sulla propria storia.
IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
Il conflitto israelo-palestinese, simile alla guerra di Troia, nasce da una disputa territoriale, ma coinvolge anche questioni identitarie, religiose e politiche. Le sue radici risalgono alla fine del XIX secolo, con il movimento sionista che promuoveva la creazione di uno Stato ebraico. Nel 1947, l'ONU propose di dividere la Palestina in due Stati, uno ebraico e uno arabo, ma il piano fu accettato dagli ebrei e rifiutato dagli arabi, scatenando la guerra del 1948 e la nascita di Israele. Le principali cause del conflitto sono la rivendicazione del medesimo territorio da entrambe le parti e l'occupazione israeliana. Il conflitto ha causato migliaia di morti e sfollati, con gravi difficoltà umanitarie, in particolare a Gaza. Recentemente, gli Stati Uniti hanno avviato negoziati con Hamas per risolvere la situazione.
IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
Il conflitto israelo-palestinese, simile alla guerra di Troia, nasce da una disputa territoriale, ma coinvolge anche questioni identitarie, religiose e politiche. Le sue radici risalgono alla fine del XIX secolo, con il movimento sionista che promuoveva la creazione di uno Stato ebraico. Nel 1947, l'ONU propose di dividere la Palestina in due Stati, uno ebraico e uno arabo, ma il piano fu accettato dagli ebrei e rifiutato dagli arabi, scatenando la guerra del 1948 e la nascita di Israele. Le principali cause del conflitto sono la rivendicazione del medesimo territorio da entrambe le parti e l'occupazione israeliana. Il conflitto ha causato migliaia di morti e sfollati, con gravi difficoltà umanitarie, in particolare a Gaza. Recentemente, gli Stati Uniti hanno avviato negoziati con Hamas per risolvere la situazione.
IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
Il conflitto israelo-palestinese, simile alla guerra di Troia, nasce da una disputa territoriale, ma coinvolge anche questioni identitarie, religiose e politiche. Le sue radici risalgono alla fine del XIX secolo, con il movimento sionista che promuoveva la creazione di uno Stato ebraico. Nel 1947, l'ONU propose di dividere la Palestina in due Stati, uno ebraico e uno arabo, ma il piano fu accettato dagli ebrei e rifiutato dagli arabi, scatenando la guerra del 1948 e la nascita di Israele. Le principali cause del conflitto sono la rivendicazione del medesimo territorio da entrambe le parti e l'occupazione israeliana. Il conflitto ha causato migliaia di morti e sfollati, con gravi difficoltà umanitarie, in particolare a Gaza. Recentemente, gli Stati Uniti hanno avviato negoziati con Hamas per risolvere la situazione.
GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA.
Nel secondo libro dell'Eneide, Enea racconta la distruzione di Troia, un racconto che può essere paragonato al conflitto tra Russia e Ucraina. Come i troiani, gli ucraini resistono a una potenza invasiva. L'eroismo di Enea riflette quello dei civili ucraini che combattono per la loro patria. Il conflitto tra Russia e Ucraina è iniziato nel 2014 con l'annessione della Crimea e le proteste filorusse nel Donbass. La causa principale è il tentativo dell'Ucraina di unirsi alla NATO, contrariato dalla Russia. Il conflitto ha causato vittime, sfollamenti e danni, con sanzioni alla Russia e negoziati di pace ancora in stallo.
GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA
Nel secondo libro dell'Eneide, Enea racconta la distruzione di Troia, un racconto che può essere paragonato al conflitto tra Russia e Ucraina. Come i troiani, gli ucraini resistono a una potenza invasiva. L'eroismo di Enea riflette quello dei civili ucraini che combattono per la loro patria. Il conflitto tra Russia e Ucraina è iniziato nel 2014 con l'annessione della Crimea e le proteste filorusse nel Donbass. La causa principale è il tentativo dell'Ucraina di unirsi alla NATO, contrariato dalla Russia. Il conflitto ha causato vittime, sfollamenti e danni, con sanzioni alla Russia e negoziati di pace ancora in stallo.
IL dolore dei vinti
Dopo dieci anni di guerra, Troia viene distrutta e le donne troiane affrontano la schiavitù e la perdita di tutto. Euripide sposta l’attenzione dagli eroi ai vinti: Ecuba incarna il dolore e la resistenza, Cassandra la voce inascoltata, Andromaca il dramma di una madre privata del figlio. Il destino delle troiane richiama quello del popolo palestinese, costretto a subire espropri, distruzioni e sofferenze. La guerra colpisce sempre i più deboli: donne, bambini, civili innocenti. Nello spettacolo, la bandiera palestinese diventa simbolo di resistenza, mentre Ecuba rappresenta chi lotta per la verità e la giustizia nonostante il dolore. "Le Troiane" è una denuncia eterna dell’assurdità della guerra. Euripide ci ricorda che alla fine non esistono veri vincitori: la guerra lascia solo distruzione, odio e sofferenza, ieri come oggi.
GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA
Nel secondo libro dell'Eneide, Enea racconta la distruzione di Troia, un racconto che può essere paragonato al conflitto tra Russia e Ucraina. Come i troiani, gli ucraini resistono a una potenza invasiva. L'eroismo di Enea riflette quello dei civili ucraini che combattono per la loro patria. Il conflitto tra Russia e Ucraina è iniziato nel 2014 con l'annessione della Crimea e le proteste filorusse nel Donbass. La causa principale è il tentativo dell'Ucraina di unirsi alla NATO, contrariato dalla Russia. Il conflitto ha causato vittime, sfollamenti e danni, con sanzioni alla Russia e negoziati di pace ancora in stallo.
Da Omero a Virgilio
Inoltre, Virgilio introduce una maggiore riflessione sul "fatum", il destino, inteso non come qualcosa di ineluttabile da subire passivamente, ma come una forza che va accettata con dignità e adempità attraverso l’azione. Enea è quindi consapevole del suo ruolo e della sua missione, una consapevolezza che si sviluppa anche attraverso una narrazione più introspettiva rispetto alla visione degli eroi omerici, che agiscono piuttosto impulsivamente.
IL dolore dei vinti
Dopo dieci anni di guerra, Troia viene distrutta e le donne troiane affrontano la schiavitù e la perdita di tutto. Euripide sposta l’attenzione dagli eroi ai vinti: Ecuba incarna il dolore e la resistenza, Cassandra la voce inascoltata, Andromaca il dramma di una madre privata del figlio. Il destino delle troiane richiama quello del popolo palestinese, costretto a subire espropri, distruzioni e sofferenze. La guerra colpisce sempre i più deboli: donne, bambini, civili innocenti. Nello spettacolo, la bandiera palestinese diventa simbolo di resistenza, mentre Ecuba rappresenta chi lotta per la verità e la giustizia nonostante il dolore. "Le Troiane" è una denuncia eterna dell’assurdità della guerra. Euripide ci ricorda che alla fine non esistono veri vincitori: la guerra lascia solo distruzione, odio e sofferenza, ieri come oggi.
IL dolore dei vinti
Dopo dieci anni di guerra, Troia viene distrutta e le donne troiane affrontano la schiavitù e la perdita di tutto. Euripide sposta l’attenzione dagli eroi ai vinti: Ecuba incarna il dolore e la resistenza, Cassandra la voce inascoltata, Andromaca il dramma di una madre privata del figlio. Il destino delle troiane richiama quello del popolo palestinese, costretto a subire espropri, distruzioni e sofferenze. La guerra colpisce sempre i più deboli: donne, bambini, civili innocenti. Nello spettacolo, la bandiera palestinese diventa simbolo di resistenza, mentre Ecuba rappresenta chi lotta per la verità e la giustizia nonostante il dolore. "Le Troiane" è una denuncia eterna dell’assurdità della guerra. Euripide ci ricorda che alla fine non esistono veri vincitori: la guerra lascia solo distruzione, odio e sofferenza, ieri come oggi.
IL dolore dei vinti
Dopo dieci anni di guerra, Troia viene distrutta e le donne troiane affrontano la schiavitù e la perdita di tutto. Euripide sposta l’attenzione dagli eroi ai vinti: Ecuba incarna il dolore e la resistenza, Cassandra la voce inascoltata, Andromaca il dramma di una madre privata del figlio. Il destino delle troiane richiama quello del popolo palestinese, costretto a subire espropri, distruzioni e sofferenze. La guerra colpisce sempre i più deboli: donne, bambini, civili innocenti. Nello spettacolo, la bandiera palestinese diventa simbolo di resistenza, mentre Ecuba rappresenta chi lotta per la verità e la giustizia nonostante il dolore. "Le Troiane" è una denuncia eterna dell’assurdità della guerra. Euripide ci ricorda che alla fine non esistono veri vincitori: la guerra lascia solo distruzione, odio e sofferenza, ieri come oggi.
ANALISI
780. Un lungo esilio per te e una vasta distesa di mare da solcare. Arriverai alla terra di Esperia, dove il lidio Tevere tra i campi lavorati dagli uomini scorre con placido corso. Là prosperi eventi e un regno e una sposa regale sono pronti per te; scaccia le lacrime per l'amata Creusa. 785. lo non vedrò le superbe case dei Mirmidoni o dei Dolopi o andrò come schiava di donne greche, discendente di Dardano e nuora della divina Venere; ma la grande madre degli dèi mi trattiene su questi lidi. E ora addio e conserva l'amore per il figlio comune."
780. Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum.Et terram Hesperiam venies, ubi Lydius arva inter opima virum leni fluit agmine Thybris: illic res laetae regnumque et regia coniunx parta tibi: lacrimas dilectae pelle Creūsae". 785. Non ego Myrmidonum sedes Dolopumve superbas aspiciam aut Grais servitum matribus ibo, Dardanis, et divae Veneris nurus"; sed me magna deum genetrix his detinet oris". Iamque vale et nati serva communis amorem".
vv.781-782 L’aggettivo "Lydius" si riferisce alla credenza antica secondo cui gli etruschi erano provenienti dalla Lidia, territorio dell’Asia minore. vv.783-784 In questi due versi Creusa pronuncia una vera e propria profezia, preannunciando infatti a Enea ciò che lo aspetta alla fine del suo viaggio. Nell’Eneide Virgilio sfrutta anche altre volte le profezie come strumento narrativo per collegare il passato in cui si svolge il racconto al presente che lui stesso vive sotto il governo di Augusto. Per esempio durante la sua discesa nell’ade, a Enea vengono rivelati, non solo il proprio futuro personale, ma anche alcuni grandi eventi della storia di Roma.vv.785-787 Creusa in questi versi si mostra sollevata per la consapevolezza che almeno, essendo morta, non sarà costretta a sopportare la schiavitù come invece faranno molte altre donne catturate dai greci.
ANALISI
780. Un lungo esilio per te e una vasta distesa di mare da solcare. Arriverai alla terra di Esperia, dove il lidio Tevere tra i campi lavorati dagli uomini scorre con placido corso. Là prosperi eventi e un regno e una sposa regale sono pronti per te; scaccia le lacrime per l'amata Creusa. 785. lo non vedrò le superbe case dei Mirmidoni o dei Dolopi o andrò come schiava di donne greche, discendente di Dardano e nuora della divina Venere; ma la grande madre degli dèi mi trattiene su questi lidi. E ora addio e conserva l'amore per il figlio comune."
780. Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum.Et terram Hesperiam venies, ubi Lydius arva inter opima virum leni fluit agmine Thybris: illic res laetae regnumque et regia coniunx parta tibi: lacrimas dilectae pelle Creūsae". 785. Non ego Myrmidonum sedes Dolopumve superbas aspiciam aut Grais servitum matribus ibo, Dardanis, et divae Veneris nurus"; sed me magna deum genetrix his detinet oris". Iamque vale et nati serva communis amorem".
vv.781-782 L’aggettivo "Lydius" si riferisce alla credenza antica secondo cui gli etruschi erano provenienti dalla Lidia, territorio dell’Asia minore. vv.783-784 In questi due versi Creusa pronuncia una vera e propria profezia, preannunciando infatti a Enea ciò che lo aspetta alla fine del suo viaggio. Nell’Eneide Virgilio sfrutta anche altre volte le profezie come strumento narrativo per collegare il passato in cui si svolge il racconto al presente che lui stesso vive sotto il governo di Augusto. Per esempio durante la sua discesa nell’ade, a Enea vengono rivelati, non solo il proprio futuro personale, ma anche alcuni grandi eventi della storia di Roma.vv.785-787 Creusa in questi versi si mostra sollevata per la consapevolezza che almeno, essendo morta, non sarà costretta a sopportare la schiavitù come invece faranno molte altre donne catturate dai greci.
ANALISI
780. Un lungo esilio per te e una vasta distesa di mare da solcare. Arriverai alla terra di Esperia, dove il lidio Tevere tra i campi lavorati dagli uomini scorre con placido corso. Là prosperi eventi e un regno e una sposa regale sono pronti per te; scaccia le lacrime per l'amata Creusa. 785. lo non vedrò le superbe case dei Mirmidoni o dei Dolopi o andrò come schiava di donne greche, discendente di Dardano e nuora della divina Venere; ma la grande madre degli dèi mi trattiene su questi lidi. E ora addio e conserva l'amore per il figlio comune."
780. Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum.Et terram Hesperiam venies, ubi Lydius arva inter opima virum leni fluit agmine Thybris: illic res laetae regnumque et regia coniunx parta tibi: lacrimas dilectae pelle Creūsae". 785. Non ego Myrmidonum sedes Dolopumve superbas aspiciam aut Grais servitum matribus ibo, Dardanis, et divae Veneris nurus"; sed me magna deum genetrix his detinet oris". Iamque vale et nati serva communis amorem".
vv.781-782 L’aggettivo "Lydius" si riferisce alla credenza antica secondo cui gli etruschi erano provenienti dalla Lidia, territorio dell’Asia minore. vv.783-784 In questi due versi Creusa pronuncia una vera e propria profezia, preannunciando infatti a Enea ciò che lo aspetta alla fine del suo viaggio. Nell’Eneide Virgilio sfrutta anche altre volte le profezie come strumento narrativo per collegare il passato in cui si svolge il racconto al presente che lui stesso vive sotto il governo di Augusto. Per esempio durante la sua discesa nell’ade, a Enea vengono rivelati, non solo il proprio futuro personale, ma anche alcuni grandi eventi della storia di Roma.vv.785-787 Creusa in questi versi si mostra sollevata per la consapevolezza che almeno, essendo morta, non sarà costretta a sopportare la schiavitù come invece faranno molte altre donne catturate dai greci.