Leopardi e manzoni vissero nell' '800 dove emerge la figura di Napoleone che diffonde gli ideal di libertà e uguaglianza.ben presto,nel 1804, Napoleone raggiunge il massimo del potere diventando imperatore. nel 1812 l'invasione della Russia non ha successo e questo conferisce agli stati europei un controattacco, così Napoleone viene esiliato nel'isola d'elba da dove però riece a fuggire e riprende il potere. la sua sconfitta definitiva avviene nel 1815 a Waterloo esiliato nell'isola di Sant'Elena dove muore nel 1821. la figura di Napoleone cambia la storia, in italia vige il codice Napoleonico che afferma che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e con la sua sconfitta finisce il cosi detto ancien régime e si afferma la borghesia. con il congresso di vienne c'è la restaurazione cioè si tenta di rimettere al loro posto i sovrani spodestati da Napoleone;l' italia in quel momento è governata dagli austriaci ma alcune società segreta si battono per l'indipendenza nazionale e anche se non hanno succeso, queste società alimentano il risorgimento:il processo attravrso il quale il nostro paese può raggiunge l'indipendenza. per raggiungere l'obbiettivo ci sono ancora dei problemi da afforntare:la liberazione dei territori dagli austriaci e la separazione in piccoli stati;grazie alle guerre d'indipendenza il primo problema viene risolto, il secodo vine risolto dalla spedizione dei mille guidata da giuseppe garibaldi così nel 1861 vittorio emanuele 2 viene proclamato re d 'italia
leopardi e Manzoni vissero anche nel periodo del romanticismo un movimento artistico,musicale e letterario sviluppatosi al termine del 18 in germania.preannunciato in alcuni dei suoi temi dal movimento preromantico dello sturm und dranc (uno dei più importanti movimenti culturali tedeschi che significa sconvolgimento ed impeto) il romanticismo si diffuse poi in tutta europa nel 19 secolo
Il termine "romantico" deriva dal termine inglese "romantic", che significa non reale; infatti, i poeti si servono della fantasia e dei sentimenti, e non più della ragione, per comporre le loro poesie in cui parlano del lato irrazionale della mente, e il soggetto della poesia è un uomo tormentato e ribelle.
leopardi
Leopardi nasce a Recanati, che definisce anche come "il natio borgo selvaggio", nel 1798, in una famiglia nobile. Fin da bambino conduce uno studio "matto e disperatissimo", come lui stesso definisce. Nel 1819 tenta di fuggire da Recanati perché non vive una condizione familiare buona, ma non ci riesce; ci riuscirà solo nel 1822 andando a Roma, che però non soddisfa le sue aspettative e quindi sarà costretto a tornare a casa. In questo periodo elabora il pensiero pessimista, convinto che l'infelicità non dipenda da casa sua, ma che sia una cosa comune per tutti gli uomini. Successivamente, dal 1825 al 1828, viaggerà molto per l'Italia, ma ancora una volta è costretto a tornare a casa a causa delle condizioni economiche. Tuttavia, da questa delusione riuscirà a trarne le opere più belle. Ancora una volta, per l'ultima volta, lascerà Recanati per andare a Firenze e poi, nel 1833, per dirigersi a Napoli, dove muore nel 1837 e infatti è a Napoli che troviamo la sua tomba.
opere
Durante l'estate del 1817, Leopardi iniziò a mettere insieme gli appunti e le annotazioni destinati a costituire lo Zibaldone di pensieri, opera filosofica alla quale lavorò intensamente fino al 1832. Esso è una raccolta di impressioni personali, profonde osservazioni filosofiche, analisi filologiche, critiche letterarie e vari tipi di annotazioni. Nello Zibaldone, Leopardi confronta lo stato innocente e felice della natura di un tempo con la condizione dell'uomo moderno, corrotto da una facoltà della ragione eccessivamente sviluppata.
LE OPERETTE MORALI sono 24 brevi scritti, progettati dall'autore dal 1820 al 1824. Per lo più scritte sotto forma di dialoghi tra personaggi reali o immaginari
I CANTI: quarantuno componimenti in cui si posso distinguere-piccoli idilli cioè liriche brevi in cui il poeta parla dei suioi sentimenti e stati d'animo. -grandi idilli liriche più grandi che parlano dell'infelicità
LA GINESTRA parla della fatica dell'uomo nel superare la sofferenza, al contario il fiore ginestra è il simbolo del coraggio che riesce ad affrontare gli ostacoli della natura ed è la poesia più lunga che fece
il pensiero
Il pensiero e la poetica di Giacomo Leopardi sono caratterizzati dal pessimismo, l'aspetto filosofico che caratterizza tutto l'evolversi delle sue idee e ideali,
PESSIMISMO INDIVIDUALE:nonostante Leopardi abbia trascorso l'infanzia condividendo l'esperienza felice del gioco con i suoi fratelli minori, ed in essa abbia dimostrato particolare vivacità e spensieratezza, le esperienze dell'adolescenza e della prima giovinezza lo conducono a pensare che la vita sia stata spietata con lui, ma che altri possono essere felici
PESSIMISMO STORICO:eopardi con gli anni allarga la sua riflessione, tendendo a valutare che la felicità degli altri è solo apparente, che la vita umana non ha uno scopo per il quale valga la pena di lottare, e che tutti gli uomini sono condannati all'infelicità terrena. Afferma che essi vivevano in uno stato di felicità, per quanto illusoria, solo nell'età primitiva, Leopardi giunge così a considerare il dolore come il frutto negativo dell'evoluzione storica
PESSIMISMO COSMICO:Approfondendo ulteriormente la riflessione sul dolore umano, Leopardi ARRIVA al cosiddetto pessimismo cosmico, ovvero a quella concezione per cui l'infelicità è legata alla stessa vita dell'uomo, destinato quindi a soffrire per tutta la durata della sua esistenza. nella poesia "a Silvia possiamo notare il massimo esempio del pessimismo cosmico
PESSIMISMO EROICO:Nell'ultima fase della sua meditazione il poeta rivaluta la ragione, (seppur fonte di infelicità) come l'unico bene rimasto agli uomini che consenta loro di conservare nelle sventure la propria dignità, e anzi, inducendoli a unirsi in fraterna solidarietà, li aiuti a vincere o almeno attenuare il dolore.Quest'ultima fase del pessimismo leopardiano è chiamata pessimismo eroico poiché l'uomo afferma orgogliosamente ed eroicamente la propria dignità
la poetica e lo stile
nel pensiero di Leopardi c'è l'illuminismo e il romanticismo ;sebbene lui ne rifiutasse l'appartenenza ma preferiva definirsi un classicista; quindi di conseguenza sonon presenti anche nella poesia.La componente illuministica è presente nelle opere in prosa,in cui Leopardi parla delle illusioni che distolgono dalla realtà.La componente romantica la troviamo negli idilli dove l autore usa la natura per descrivere i suoi stati d animo.Lo stile è vario la metrica rifiuta le forme tradizionali,adottando strofe lunghe con versi sciolti dalle rime
il sabato del villagio
il sabato del villagio è una poesia scritta da leopardi nel 1829 e pubblicata nella raccolta i "canti".durante le ore di studio "matto e disperatissimo", il giovane poeta usava accostare il tavolino alla finestra, che si affaciava su una piazzola. e proprio questa piccola piazza è stata ad ispirargli la scrittura "del sabato del villagio".
il sabato del villaggio risponde alla forma metrica della canzone libera, con strofe di endecasillabi e settenari a rima libera, alternati senza uno schema prestabilito fisso, ma seguendo l'ispirazione. Parallelamente alle tematiche affrontate, il ritmo della prima strofa è svelto e festivo, quasi spensierato: Leopardi ottiene questo effetto grazie all'uso frequente e prolungato degli agili settenari. In chiusura, invece, il ritmo sembra prolungare, divenendo più moderato grazie all'impiego degli endecasillabi per ottenere un effeto maliconico
il componimento si apre con la descrizione(fatta talmente bene che al lettore sembra quasi di trovarsi in quel li) di un piccolo borgo rulare in un sabato primaverile. una ragazza torna dalla campagna con un fascio di fiori che viene seguita poi dall'immagine della vecchiarella che racconta i momenti passati in gioventù.con più maliconica leopardi descrive il contadino che pensa al riposo del giorno succesivone ed infine c'è un gruppo di ragazzi che giocano. Leopardi in questa poesia ci dà l'esempio del suo pessimismo cosmico,qui rappresentato dalla ragazza come prmessa di felicità da parte della natura,promesse poi non mantenute rappresentate dall'anziana;quindi per leopardi la natura è maligna
a lessandro manzoni
Alessandro Manzoni nacque il 7 marzo 1785 a Milano in una famiglia nobile e influente, figlio di Pietro Manzoni, un nobile milanese, e Giulia Beccaria, figlia del celebre giurista e filosofo Cesare Beccaria.
Già in giovane età, Manzoni ricevette un'educazione improntata agli studi classici e alla cultura illuministi, ma la sua formazione avvenne soprattutto attraverso studi privati e in collegi religiosi. La sua educazione fu anche influenzata dalle idee del Neoclassicismo e del Romanticismo ed inoltre sostiene anche gli ideali del Risorgimento.nonostante gli studi religiosi Manzoni dedise di allontanarsi da questa religione, solo sua molglie Enrichetta Blondel lo fece riavvicinare nel 1810.Successivamente tornò a Milano decise di dedicarsi sempre di più alla vita privata e alla famiglia che si faceva semprre più triste perchè nel 1833 muiono sua moglie e alcune sue figlie; e nel 1861 murì anche la secoda moglie nel 1861 viene proclamato senatore del regno d'italia raggiungendo così una fama straordinara. ed infine muorì nel 1873
opere
dopo la coversione al cattolicesimo Manzoni scrisse le sue opere più importanti che sono:
gli Inni sacri sono composizioni dedicate alle principali feste dell'anno liturgico. Il progetto prevedeva dodici Inni; in realtà Manzoni ne compose quattro, pubblicati nel 1815: La Resurrezione, Il Natale, La Passione, Il nome di Maria. Il quinto, La Pentecoste, dopo varie elaborazioni fu pubblicato nel 1822.
"le odi": il 5 maggio dedicata alla morte di Napoleone e "marzo 1821" dedicata alla battagli sui monti del Piemonte contro gli austriaci. le tragedie in versi, composte dal 1820 al 1822,:"il conte di carmagnola" e Adelchi dedicate a 2 personaggi che lottarono per le ingustizie del potere. "storia della colonna infame scritta nel 1840 per il processo di 2 presunti untori
il pensiero e la poetica
durante il soggiorno a Parigi,Manzoni si interessa sempre di più al pensiero illuminista,iniziò,così, che l'arte debba essere utile per il progresso dell'umanità.infatti la letteratura deve essere utile,vera e ineressante. Anche dopo il suo ritorno al cattolicesimo non rinnega gli ideali illuministi, anzi,inizia anche ad avere particolare attenzione per gli umili e oppressi e quindi anche nelle sue opere quest'ultimi saranno i protagonisti che verrano aiutati dalla provvidenza divina. tutta questa attenzione per le persone umili, che Manzoni acquisisce grazie al romanticismo,è alla base del romanzo storico;il miscuglio di fatti storici reali a fatti inventati. nelle sue opere possiamo anche notare alcuni ideali del risorgimento, come quello di un italia più unita ed è per questo motivo che creò anche una nuova lingua:il fiorentino parlat per rivolgersi ad un pubblico più ampio
i promessi sposi, i cui protagonisti sono per la prima volta persone umili, è ambientato nella lombarida del '600,sotto la dominazione spagola,che Manzoni usa per denunciare la dominazione austriaca del suo tempo e con la peste diffusa in italia.dopo una Introduzione dell’autore, che parla del manoscritto ritrovato (contenente la storia dei due promessi), inizia il racconto con la descrizione paesaggistica dei luoghi. Nel romanzo si può individuare una prima parte della trama dominata da eventi negativi che ostacolano e rinviano il matrimonio, e una seconda parte della trama dove gli eventi positivi portano al ricongiungimento dei due promessi. Il matrimonio di due giovani, Renzo e Lucia, viene impedito da don Rodrigo, signorotto locale invaghitosi di Lucia. che prima impone al parroco del paese, il timoroso don Abbondio, di non celebrare le nozze e poi organizza coi suoi bravi il rapimento della fanciulla, che per fortuite coincidenze fallisce. A proteggere i due giovani è fra Cristoforo, un coraggioso frate cappuccino, che dopo aver tentato invano di fermare don Rodrigo, aiuta Renzo, Lucia ed Agnese, madre di lucia a fuggire dal paese. A questo punto le storie dei due promessi si separano. Renzo va a Milano, dove viene coinvolto nelle rivolte popolari e arrestato,fuggirà poi, raggiungendo il territorio della Repubblica veneta e trovando rifugio e lavoro presso il cugino Bortolo, anche lui artigiano tessile . Lucia viene ospitata a Monza, presso un’autorevole monaca (la cui torbida biografia viene narrata nei capp. IX-X), ma viene poi fatta rapire, con la complicità della monaca e del suo amante Egidio, dall’Innominato, un brigante dal passato sanguinario al quale si era rivolto Don Rodrigo. Portata nel castello dell’Innominato, Lucia, durante la notte, sopraffatta dall’angoscia, fa voto alla Vergine di rinunziare al matrimonio. Ma proprio durante quella notte la vicenda ha una svolta decisiva. L’umile innocenza di Lucia provoca nell’animo dell’Innominato un mutamento radicale e quest’intima “conversione” viene confermata, il giorno successivo, dalle parole e dall’abbraccio del cardinale Federigo Borromeo, giunto in visita in un paese vicino
Con la conversione dell’Innominato, che chiude la prima parte “negativa” della trama, la storia comincia a procedere verso un esito favorevole. Lucia viene liberata e trova accoglienza a Milano, in casa di due nobili, donna Prassede e don Ferrante. Il cardinal Federigo convoca don Abbondio e lo rimprovera per non aver assolto, rifiutando di celebrare le nozze, il suo compito di sacerdote. La notizia del rapimento e della salvazione di Lucia giunge al paese, e don Rodrigo è costretto a fuggire a Milano. A questo punto entrano in scena, e in modo decisivo per i due protagonisti e la loro vicenda, gli eventi storici: E’ appunto la peste (quasi segno della Provvidenza) a preparare il finale della vicenda, togliendo di mezzo l’artefice delle disgrazie dei due giovani, don Rodrigo, che si ammala e viene condotto al lazzaretto (dove si raccoglievano gli appestati). Proprio nel lazzaretto ritrova Lucia, guarita anche lei dalla peste. Al lazzaretto i due giovani ritrovano anche padre Cristoforo, che presta la sua opera caritatevole: il frate conduce Renzo davanti al moribondo don Rodrigo, che viene perdonato dal giovane, e scioglie il voto di rinunzia di Lucia. Viene finalmente celebrato il matrimonio; Renzo compra una filanda e diviene un imprenditore; nascono tanti figli: un “lieto fine” (almeno apparente) che l’autore racconta con molta ironia nei due capitoli finali del romanzo
i promessi sposi sono un celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni, ritenuto il più famoso e il più letto tra quelli scritti in lingua italiana;infatti questo romanzo segna il passaggio a questa lingua. la prima edizione che ebbe il nome di "fermo e Lucia" risale al 1821 ; rivisto in seguito dallo stesso autore perchè il carattere di renzo è l'opposto di fermo cioè è molto impulsivo, cambiò così il titolo in gli sposi promessi ed infine gli diede il nome dei promssi sposi e lo pubblicò nel 1842;ci mise quasi 20 anni per scriverlo.
fu il primo esempio di romanzo storico considerato anche l'opera più rappresentativa del romanticismo della letteratura italiana. Il romanzo si basa su una rigorosa ricerca storica quindi alcuni fatti, come ad esempio le vicende della monaca di Monza e la Grande Peste del 1629-1631, si fondano su documenti d'archivio e cronache dell'epoca.
"addio,monti" è un brano tratto dall'ottavo capitolo de "i promessi sposi"
Manzoni riporta i pensieri di Lucia mentre saluta tristemente, a bordo di una barca, il paese tanto amato. Rivolge il suo addio soprattutto ai monti, paragonati ai visi dei suoi cari, ai torrenti che ricordano il suono delle voci dei suoi amici, alle ville sparse, alla chiesa in cui si sarebbe dovuta sposare, alla sua casa nativa e alla casa di Renzo. La notte tra il 10 e l'11 novembre 1628, Renzo e Lucia, su indicazione di fra Cristoforo, abbandonano in barca il paese natale per sfuggire da don Rodrigo, Lucia, rivedendo i propri luoghi cari, che teme di perdere e la casa di don Rodrigo, è vinta dallo sconforto e, posati il braccio e la fronte sul bordo della piccola imbarcazione, piange. Manzoni riporta i pensieri di Lucia. Nella prima parte del brano Lucia pensa alle persone che abbandonano la propria casa volontariamente,magari perchè cerca lavoro in altre terre ma che poi ritornerà a casa con una vita migliore.Nella secoda parte,invece,parla di chi come lei e Rezo non vorebbe lasciare la propria casa ma è costretto a farlo.Alla fine del brano,Manzoni menzionando la chiesa vuole farci capire che Dio è ovunque e che quando turba la serenità e la gioia dei propri figli e soltanto per dargliene una più grande e bella.
lo stile
Manoni in questo brano si esprime in base allo stato d'animo di Lucia,cioè malinconico e anche in modo semplice perchè Lucia dato che era umile non poteva avere lo stesso linguaggio di un poeta come Manzoni. Manzoni utilizza alcuni elementi per arrichire il brano come: il paesaggio interiore Lucia passano delle immagini che non descrivono luoghi ma stai d'animo. IL NOTTURNO:il silenzio e il chiaro di luna sono un riflesso dello staro cupo e preoccupato di Lucia.LA RIPETIZIONE: la parola "addio" è ripetuta in modo tale da far aumentare le emozioni di LucIa man mano che Manzoni desscrive i vari elementi del paesaggio,IL CONTRASTO:c'è un contrato tra la tranquillità dei villaghi e l'imponente palazzotto di Don Rodrigo;tra le cime alte dei monti e quelle della pianura basse.
Il termine "romantico" deriva dal termine inglese "romantic", che significa non reale; infatti, i poeti si servono della fantasia e dei sent
Antonio Palo
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Leopardi e manzoni vissero nell' '800 dove emerge la figura di Napoleone che diffonde gli ideal di libertà e uguaglianza.ben presto,nel 1804, Napoleone raggiunge il massimo del potere diventando imperatore. nel 1812 l'invasione della Russia non ha successo e questo conferisce agli stati europei un controattacco, così Napoleone viene esiliato nel'isola d'elba da dove però riece a fuggire e riprende il potere. la sua sconfitta definitiva avviene nel 1815 a Waterloo esiliato nell'isola di Sant'Elena dove muore nel 1821. la figura di Napoleone cambia la storia, in italia vige il codice Napoleonico che afferma che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e con la sua sconfitta finisce il cosi detto ancien régime e si afferma la borghesia. con il congresso di vienne c'è la restaurazione cioè si tenta di rimettere al loro posto i sovrani spodestati da Napoleone;l' italia in quel momento è governata dagli austriaci ma alcune società segreta si battono per l'indipendenza nazionale e anche se non hanno succeso, queste società alimentano il risorgimento:il processo attravrso il quale il nostro paese può raggiunge l'indipendenza. per raggiungere l'obbiettivo ci sono ancora dei problemi da afforntare:la liberazione dei territori dagli austriaci e la separazione in piccoli stati;grazie alle guerre d'indipendenza il primo problema viene risolto, il secodo vine risolto dalla spedizione dei mille guidata da giuseppe garibaldi così nel 1861 vittorio emanuele 2 viene proclamato re d 'italia
leopardi e Manzoni vissero anche nel periodo del romanticismo un movimento artistico,musicale e letterario sviluppatosi al termine del 18 in germania.preannunciato in alcuni dei suoi temi dal movimento preromantico dello sturm und dranc (uno dei più importanti movimenti culturali tedeschi che significa sconvolgimento ed impeto) il romanticismo si diffuse poi in tutta europa nel 19 secolo
Il termine "romantico" deriva dal termine inglese "romantic", che significa non reale; infatti, i poeti si servono della fantasia e dei sentimenti, e non più della ragione, per comporre le loro poesie in cui parlano del lato irrazionale della mente, e il soggetto della poesia è un uomo tormentato e ribelle.
leopardi
Leopardi nasce a Recanati, che definisce anche come "il natio borgo selvaggio", nel 1798, in una famiglia nobile. Fin da bambino conduce uno studio "matto e disperatissimo", come lui stesso definisce. Nel 1819 tenta di fuggire da Recanati perché non vive una condizione familiare buona, ma non ci riesce; ci riuscirà solo nel 1822 andando a Roma, che però non soddisfa le sue aspettative e quindi sarà costretto a tornare a casa. In questo periodo elabora il pensiero pessimista, convinto che l'infelicità non dipenda da casa sua, ma che sia una cosa comune per tutti gli uomini. Successivamente, dal 1825 al 1828, viaggerà molto per l'Italia, ma ancora una volta è costretto a tornare a casa a causa delle condizioni economiche. Tuttavia, da questa delusione riuscirà a trarne le opere più belle. Ancora una volta, per l'ultima volta, lascerà Recanati per andare a Firenze e poi, nel 1833, per dirigersi a Napoli, dove muore nel 1837 e infatti è a Napoli che troviamo la sua tomba.
opere
Durante l'estate del 1817, Leopardi iniziò a mettere insieme gli appunti e le annotazioni destinati a costituire lo Zibaldone di pensieri, opera filosofica alla quale lavorò intensamente fino al 1832. Esso è una raccolta di impressioni personali, profonde osservazioni filosofiche, analisi filologiche, critiche letterarie e vari tipi di annotazioni. Nello Zibaldone, Leopardi confronta lo stato innocente e felice della natura di un tempo con la condizione dell'uomo moderno, corrotto da una facoltà della ragione eccessivamente sviluppata.
LE OPERETTE MORALI sono 24 brevi scritti, progettati dall'autore dal 1820 al 1824. Per lo più scritte sotto forma di dialoghi tra personaggi reali o immaginari
I CANTI: quarantuno componimenti in cui si posso distinguere-piccoli idilli cioè liriche brevi in cui il poeta parla dei suioi sentimenti e stati d'animo. -grandi idilli liriche più grandi che parlano dell'infelicità
LA GINESTRA parla della fatica dell'uomo nel superare la sofferenza, al contario il fiore ginestra è il simbolo del coraggio che riesce ad affrontare gli ostacoli della natura ed è la poesia più lunga che fece
il pensiero
Il pensiero e la poetica di Giacomo Leopardi sono caratterizzati dal pessimismo, l'aspetto filosofico che caratterizza tutto l'evolversi delle sue idee e ideali,
PESSIMISMO INDIVIDUALE:nonostante Leopardi abbia trascorso l'infanzia condividendo l'esperienza felice del gioco con i suoi fratelli minori, ed in essa abbia dimostrato particolare vivacità e spensieratezza, le esperienze dell'adolescenza e della prima giovinezza lo conducono a pensare che la vita sia stata spietata con lui, ma che altri possono essere felici
PESSIMISMO STORICO:eopardi con gli anni allarga la sua riflessione, tendendo a valutare che la felicità degli altri è solo apparente, che la vita umana non ha uno scopo per il quale valga la pena di lottare, e che tutti gli uomini sono condannati all'infelicità terrena. Afferma che essi vivevano in uno stato di felicità, per quanto illusoria, solo nell'età primitiva, Leopardi giunge così a considerare il dolore come il frutto negativo dell'evoluzione storica
PESSIMISMO COSMICO:Approfondendo ulteriormente la riflessione sul dolore umano, Leopardi ARRIVA al cosiddetto pessimismo cosmico, ovvero a quella concezione per cui l'infelicità è legata alla stessa vita dell'uomo, destinato quindi a soffrire per tutta la durata della sua esistenza. nella poesia "a Silvia possiamo notare il massimo esempio del pessimismo cosmico
PESSIMISMO EROICO:Nell'ultima fase della sua meditazione il poeta rivaluta la ragione, (seppur fonte di infelicità) come l'unico bene rimasto agli uomini che consenta loro di conservare nelle sventure la propria dignità, e anzi, inducendoli a unirsi in fraterna solidarietà, li aiuti a vincere o almeno attenuare il dolore.Quest'ultima fase del pessimismo leopardiano è chiamata pessimismo eroico poiché l'uomo afferma orgogliosamente ed eroicamente la propria dignità
la poetica e lo stile
nel pensiero di Leopardi c'è l'illuminismo e il romanticismo ;sebbene lui ne rifiutasse l'appartenenza ma preferiva definirsi un classicista; quindi di conseguenza sonon presenti anche nella poesia.La componente illuministica è presente nelle opere in prosa,in cui Leopardi parla delle illusioni che distolgono dalla realtà.La componente romantica la troviamo negli idilli dove l autore usa la natura per descrivere i suoi stati d animo.Lo stile è vario la metrica rifiuta le forme tradizionali,adottando strofe lunghe con versi sciolti dalle rime
il sabato del villagio
il sabato del villagio è una poesia scritta da leopardi nel 1829 e pubblicata nella raccolta i "canti".durante le ore di studio "matto e disperatissimo", il giovane poeta usava accostare il tavolino alla finestra, che si affaciava su una piazzola. e proprio questa piccola piazza è stata ad ispirargli la scrittura "del sabato del villagio".
il sabato del villaggio risponde alla forma metrica della canzone libera, con strofe di endecasillabi e settenari a rima libera, alternati senza uno schema prestabilito fisso, ma seguendo l'ispirazione. Parallelamente alle tematiche affrontate, il ritmo della prima strofa è svelto e festivo, quasi spensierato: Leopardi ottiene questo effetto grazie all'uso frequente e prolungato degli agili settenari. In chiusura, invece, il ritmo sembra prolungare, divenendo più moderato grazie all'impiego degli endecasillabi per ottenere un effeto maliconico
il componimento si apre con la descrizione(fatta talmente bene che al lettore sembra quasi di trovarsi in quel li) di un piccolo borgo rulare in un sabato primaverile. una ragazza torna dalla campagna con un fascio di fiori che viene seguita poi dall'immagine della vecchiarella che racconta i momenti passati in gioventù.con più maliconica leopardi descrive il contadino che pensa al riposo del giorno succesivone ed infine c'è un gruppo di ragazzi che giocano. Leopardi in questa poesia ci dà l'esempio del suo pessimismo cosmico,qui rappresentato dalla ragazza come prmessa di felicità da parte della natura,promesse poi non mantenute rappresentate dall'anziana;quindi per leopardi la natura è maligna
a lessandro manzoni
Alessandro Manzoni nacque il 7 marzo 1785 a Milano in una famiglia nobile e influente, figlio di Pietro Manzoni, un nobile milanese, e Giulia Beccaria, figlia del celebre giurista e filosofo Cesare Beccaria.
Già in giovane età, Manzoni ricevette un'educazione improntata agli studi classici e alla cultura illuministi, ma la sua formazione avvenne soprattutto attraverso studi privati e in collegi religiosi. La sua educazione fu anche influenzata dalle idee del Neoclassicismo e del Romanticismo ed inoltre sostiene anche gli ideali del Risorgimento.nonostante gli studi religiosi Manzoni dedise di allontanarsi da questa religione, solo sua molglie Enrichetta Blondel lo fece riavvicinare nel 1810.Successivamente tornò a Milano decise di dedicarsi sempre di più alla vita privata e alla famiglia che si faceva semprre più triste perchè nel 1833 muiono sua moglie e alcune sue figlie; e nel 1861 murì anche la secoda moglie nel 1861 viene proclamato senatore del regno d'italia raggiungendo così una fama straordinara. ed infine muorì nel 1873
opere
dopo la coversione al cattolicesimo Manzoni scrisse le sue opere più importanti che sono:
gli Inni sacri sono composizioni dedicate alle principali feste dell'anno liturgico. Il progetto prevedeva dodici Inni; in realtà Manzoni ne compose quattro, pubblicati nel 1815: La Resurrezione, Il Natale, La Passione, Il nome di Maria. Il quinto, La Pentecoste, dopo varie elaborazioni fu pubblicato nel 1822.
"le odi": il 5 maggio dedicata alla morte di Napoleone e "marzo 1821" dedicata alla battagli sui monti del Piemonte contro gli austriaci. le tragedie in versi, composte dal 1820 al 1822,:"il conte di carmagnola" e Adelchi dedicate a 2 personaggi che lottarono per le ingustizie del potere. "storia della colonna infame scritta nel 1840 per il processo di 2 presunti untori
il pensiero e la poetica
durante il soggiorno a Parigi,Manzoni si interessa sempre di più al pensiero illuminista,iniziò,così, che l'arte debba essere utile per il progresso dell'umanità.infatti la letteratura deve essere utile,vera e ineressante. Anche dopo il suo ritorno al cattolicesimo non rinnega gli ideali illuministi, anzi,inizia anche ad avere particolare attenzione per gli umili e oppressi e quindi anche nelle sue opere quest'ultimi saranno i protagonisti che verrano aiutati dalla provvidenza divina. tutta questa attenzione per le persone umili, che Manzoni acquisisce grazie al romanticismo,è alla base del romanzo storico;il miscuglio di fatti storici reali a fatti inventati. nelle sue opere possiamo anche notare alcuni ideali del risorgimento, come quello di un italia più unita ed è per questo motivo che creò anche una nuova lingua:il fiorentino parlat per rivolgersi ad un pubblico più ampio
i promessi sposi, i cui protagonisti sono per la prima volta persone umili, è ambientato nella lombarida del '600,sotto la dominazione spagola,che Manzoni usa per denunciare la dominazione austriaca del suo tempo e con la peste diffusa in italia.dopo una Introduzione dell’autore, che parla del manoscritto ritrovato (contenente la storia dei due promessi), inizia il racconto con la descrizione paesaggistica dei luoghi. Nel romanzo si può individuare una prima parte della trama dominata da eventi negativi che ostacolano e rinviano il matrimonio, e una seconda parte della trama dove gli eventi positivi portano al ricongiungimento dei due promessi. Il matrimonio di due giovani, Renzo e Lucia, viene impedito da don Rodrigo, signorotto locale invaghitosi di Lucia. che prima impone al parroco del paese, il timoroso don Abbondio, di non celebrare le nozze e poi organizza coi suoi bravi il rapimento della fanciulla, che per fortuite coincidenze fallisce. A proteggere i due giovani è fra Cristoforo, un coraggioso frate cappuccino, che dopo aver tentato invano di fermare don Rodrigo, aiuta Renzo, Lucia ed Agnese, madre di lucia a fuggire dal paese. A questo punto le storie dei due promessi si separano. Renzo va a Milano, dove viene coinvolto nelle rivolte popolari e arrestato,fuggirà poi, raggiungendo il territorio della Repubblica veneta e trovando rifugio e lavoro presso il cugino Bortolo, anche lui artigiano tessile . Lucia viene ospitata a Monza, presso un’autorevole monaca (la cui torbida biografia viene narrata nei capp. IX-X), ma viene poi fatta rapire, con la complicità della monaca e del suo amante Egidio, dall’Innominato, un brigante dal passato sanguinario al quale si era rivolto Don Rodrigo. Portata nel castello dell’Innominato, Lucia, durante la notte, sopraffatta dall’angoscia, fa voto alla Vergine di rinunziare al matrimonio. Ma proprio durante quella notte la vicenda ha una svolta decisiva. L’umile innocenza di Lucia provoca nell’animo dell’Innominato un mutamento radicale e quest’intima “conversione” viene confermata, il giorno successivo, dalle parole e dall’abbraccio del cardinale Federigo Borromeo, giunto in visita in un paese vicino
Con la conversione dell’Innominato, che chiude la prima parte “negativa” della trama, la storia comincia a procedere verso un esito favorevole. Lucia viene liberata e trova accoglienza a Milano, in casa di due nobili, donna Prassede e don Ferrante. Il cardinal Federigo convoca don Abbondio e lo rimprovera per non aver assolto, rifiutando di celebrare le nozze, il suo compito di sacerdote. La notizia del rapimento e della salvazione di Lucia giunge al paese, e don Rodrigo è costretto a fuggire a Milano. A questo punto entrano in scena, e in modo decisivo per i due protagonisti e la loro vicenda, gli eventi storici: E’ appunto la peste (quasi segno della Provvidenza) a preparare il finale della vicenda, togliendo di mezzo l’artefice delle disgrazie dei due giovani, don Rodrigo, che si ammala e viene condotto al lazzaretto (dove si raccoglievano gli appestati). Proprio nel lazzaretto ritrova Lucia, guarita anche lei dalla peste. Al lazzaretto i due giovani ritrovano anche padre Cristoforo, che presta la sua opera caritatevole: il frate conduce Renzo davanti al moribondo don Rodrigo, che viene perdonato dal giovane, e scioglie il voto di rinunzia di Lucia. Viene finalmente celebrato il matrimonio; Renzo compra una filanda e diviene un imprenditore; nascono tanti figli: un “lieto fine” (almeno apparente) che l’autore racconta con molta ironia nei due capitoli finali del romanzo
i promessi sposi sono un celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni, ritenuto il più famoso e il più letto tra quelli scritti in lingua italiana;infatti questo romanzo segna il passaggio a questa lingua. la prima edizione che ebbe il nome di "fermo e Lucia" risale al 1821 ; rivisto in seguito dallo stesso autore perchè il carattere di renzo è l'opposto di fermo cioè è molto impulsivo, cambiò così il titolo in gli sposi promessi ed infine gli diede il nome dei promssi sposi e lo pubblicò nel 1842;ci mise quasi 20 anni per scriverlo.
fu il primo esempio di romanzo storico considerato anche l'opera più rappresentativa del romanticismo della letteratura italiana. Il romanzo si basa su una rigorosa ricerca storica quindi alcuni fatti, come ad esempio le vicende della monaca di Monza e la Grande Peste del 1629-1631, si fondano su documenti d'archivio e cronache dell'epoca.
"addio,monti" è un brano tratto dall'ottavo capitolo de "i promessi sposi"
Manzoni riporta i pensieri di Lucia mentre saluta tristemente, a bordo di una barca, il paese tanto amato. Rivolge il suo addio soprattutto ai monti, paragonati ai visi dei suoi cari, ai torrenti che ricordano il suono delle voci dei suoi amici, alle ville sparse, alla chiesa in cui si sarebbe dovuta sposare, alla sua casa nativa e alla casa di Renzo. La notte tra il 10 e l'11 novembre 1628, Renzo e Lucia, su indicazione di fra Cristoforo, abbandonano in barca il paese natale per sfuggire da don Rodrigo, Lucia, rivedendo i propri luoghi cari, che teme di perdere e la casa di don Rodrigo, è vinta dallo sconforto e, posati il braccio e la fronte sul bordo della piccola imbarcazione, piange. Manzoni riporta i pensieri di Lucia. Nella prima parte del brano Lucia pensa alle persone che abbandonano la propria casa volontariamente,magari perchè cerca lavoro in altre terre ma che poi ritornerà a casa con una vita migliore.Nella secoda parte,invece,parla di chi come lei e Rezo non vorebbe lasciare la propria casa ma è costretto a farlo.Alla fine del brano,Manzoni menzionando la chiesa vuole farci capire che Dio è ovunque e che quando turba la serenità e la gioia dei propri figli e soltanto per dargliene una più grande e bella.
lo stile
Manoni in questo brano si esprime in base allo stato d'animo di Lucia,cioè malinconico e anche in modo semplice perchè Lucia dato che era umile non poteva avere lo stesso linguaggio di un poeta come Manzoni. Manzoni utilizza alcuni elementi per arrichire il brano come: il paesaggio interiore Lucia passano delle immagini che non descrivono luoghi ma stai d'animo. IL NOTTURNO:il silenzio e il chiaro di luna sono un riflesso dello staro cupo e preoccupato di Lucia.LA RIPETIZIONE: la parola "addio" è ripetuta in modo tale da far aumentare le emozioni di LucIa man mano che Manzoni desscrive i vari elementi del paesaggio,IL CONTRASTO:c'è un contrato tra la tranquillità dei villaghi e l'imponente palazzotto di Don Rodrigo;tra le cime alte dei monti e quelle della pianura basse.