Il duello tra Tancredi e clorinda
Prima parte
Ali Sabri e Ettore De Pietri
Introduzione
Temi principali
Personaggi
Collegamenti
Riflessioni
Introduzione
- Guerriero intrepido circondato dal sangue nemico
- Duello fra Tancredi e un coraggioso combattente
50 - 51
52 - 53
54 - 55 - 56
57 - 58 - 59
Tancredi ed Erminia
Temi principali
Violenza e cieca ferocia del combattimento
Destino tragico e inganno dell’identità
Eroismo, onore e orgoglio cavalleresco
Memoria e immortalità attraverso l’arte
Violenza e cieca ferocia del combattimento
Lo scontro tra Tancredi e Clorinda è brutale e disumano; l’ira e l’ombra della notte annullano la tecnica, lasciando spazio solo alla furia e alla volontà di distruggere l’avversario
Destino tragico e inganno dell’identità
Clorinda, ignara del suo destino, si mescola ai nemici e finisce per combattere Tancredi, che non la riconosce. La fatalità e l’ironia della sorte conducono entrambi verso una tragedia inevitabile.
Eroismo, onore e orgoglio cavalleresco
Tancredi incarna l'ideale cavalleresco scegliendo di combattere a piedi per parità d’onore, ma il suo orgoglio cresce vedendo l’avversario sanguinare, senza sapere che la sua vittoria è in realtà una condanna.
Memoria e immortalità attraverso l’arte
Tasso, consapevole della grandezza dell’impresa, eleva il combattimento a simbolo eterno, chiedendo alla notte di non nascondere l’eroismo dei protagonisti, affinché la loro gloria viva nelle generazioni future.
personaggi
Descrizione
Descrizione
Descrizione
Clorinda
Tancredi
Arimon
COLLEGAMENTI
Materie Linguistiche
ITALIANO
INGLESE
STORIA
Educazione civica
Matematica
Informatica
RIFLESSIONI FINALI
1.
Il destino tragico
2.
Il senso di colpa e la redenzione
3.
Il conflitto tra l'amore e il dovere
TRISTANO E ISOTTA
COLLEGAMENTI
- L’elemento della morte e del sacrificio
- Il tema della fede e della lealtà
Tristano e Isotta
Un cavaliere cristiano nobile e coraggioso. È innamorato di Clorinda, ma lei non lo ricambia. La uccide accidentalmente durante il duello, senza sapere che fosse lei, e si tormenta per questo errore tragico.
Tancredi
52-53
Vuole sfidarla a duello: pensa che sia un uomo con cui possa degnamente misurare il proprio valore. Lei sta girando intorno alla collina montuosa [il colle di Sion, dove sorge Gerusalemme] verso un'altra porta in cui poter entrare. Lui la segue con impeto, per cui molto prima di raggiungerla le sue armi risuonano al punto che lei si volta e grida: «Tu, che corri in tal modo, cosa porti?» Lui risponde: «Guerra e morte»
Lei disse: «Avrai guerra e morte, non rifiuto di dartela se la cerchi», e attende ferma. Tancredi, che ha visto il suo nemico a piedi, non vuole usare il cavallo e smonta. Entrambi impugnano la spada acuminata e aguzzano l'orgoglio, accendono l'ira; e vanno a scontrarsi in modo simile a due tori, gelosi e ardenti d'ira.
INGLESE
- Riflessione su cultura e valori.
STORIA
- Il contesto storico e culturale della Gerusalemme Liberata.
- Riflessione sulle guerre e le sue conseguenze.
50-51
Ma quando Clorinda sfogò la propria ira nel sangue del nemico e tornò in sé, vide la porta chiusa e se stessa circondata da nemici, e pensò di essere destinata a morire. Pure, vedendo che nessuno bada a lei, le venne in mente uno stratagemma per salvarsi. Si finge una di loro e si mescola silenziosa ai cristiani; nessuno la nota.
Poi, come un lupo silenzioso torna nel bosco dopo aver compiuto un misfatto nell'oscurità, e lascia le vie consuete, così lei se ne andava col favore della confusione e del buio. Solo Tancredi si accorge di lei; egli è sopraggiunto qui poco prima, quando lei ha ucciso Arimone: l'ha vista e l'ha tenuta d'occhio, iniziando a seguirla.
ITALIANO
- Analisi letteraria e poetica: L'opera può essere letta e analizzata dal punto di vista stilistico e narrativo.
- Tematiche: vi sono vari temi da approfondire in italiano.
- Metafore e simbolismo: sono presenti vari immagini e frasi nel testo di cui possiamo discutere.
57
59
58
Il cavaliere stringe per tre volte a sé la donna con le braccia robuste, ed altrettante volte lei si scioglie da quelle strette vigorose, che sono proprie di un nemico e non di un amante. Tornano a incrociare le spade ed entrambi le bagnano [col sangue] di molte ferite; e alla fine entrambi si ritirano stanchi e stremati, e respirano dopo una lunga fatica.
Si guardano a vicenda e ognuno appoggia il peso del suo corpo dissanguato sull'elsa della spada. Ormai si spegne raggio dell'ultima stella [Venere], al primo albeggiare nel cielo d'oriente. Tancredi vede che il sangue versato dal suo nemico è più abbondante, mentre lui non è ferito in modo altrettanto grave. Ne gode e ne insuperbisce. Oh quanto è folle la nostra mente, che viene esaltata da ogni vento di fortuna!
Misero, di cosa ti rallegri? Oh, quanto sarà triste il tuo trionfo e quanto infelice il tuo vanto! I tuoi occhi pagheranno (sempre che sopravvivi) con un mare di pianto ogni goccia di quel sangue. Così, tacendo e osservandosi, questi guerrieri insanguinati riposarono qualche tempo. Alla fine Tancredi ruppe il silenzio e parlò, per far sì che l'altro rivelasse il suo nome:
____________
____________
55
56
54
La vergogna [di essere stati colpiti] irrita lo sdegno per vendicarsi e la vendetta rinnova poi la vergogna; per cui al ferire e alla fretta si aggiungono sempre nuovi stimoli e nuove cause. Lo scontro si fa di momento in momento più ravvicinato e ristretto e non è più possibile usare la spada: si colpiscono con le else, e cozzano insieme con gli elmi e gli scudi, crudeli e spietati.
Costoro non vogliono schivare i colpi, né pararli, né ritrarsi, né la destrezza ha una parte in questo duello. Non danno i colpi finti, pieni, scarsi: il buio e il furore non danno loro modo di usare l'arte del duello. Si sentono le spade urtarsi in modo orribile al centro della lama, e il piede non lascia la sua orma [i due restano saldi]; il piede è sempre fermo e la mano è sempre in movimento, e i colpi di taglio o di punta non scendono mai a vuoto o invano.
Gesta così memorabili sarebbero degne di svolgersi alla luce del sole, in un teatro pieno. O notte, che hai richiuso nel suo seno profondo e oscuro e nell'oblio un fatto così grande, accetta che io lo tragga [dal buio] e lo spieghi e tramandi in piena luce alle età future. Possa la loro fama sopravvivere, e insieme alla loro gloria continui a risplendere anche l'alta memoria della tua oscurità.
____________
____________
Una guerriera saracena molto valorosa, cresciuta come un cavaliere. È determinata e coraggiosa, ma il suo destino è tragico. In un duello con Tancredi, senza che lui la riconosca, muore per mano sua. La sua morte segna profondamente Tancredi, che scopre troppo tardi la sua identità.
Clorinda
È un guerriero saraceno che appare brevemente nella scena. Viene ucciso da Clorinda in una battaglia precedente al duello con Tancredi. La sua morte non è il fulcro dell'episodio, ma serve a mostrare la forza e l'abilità marziale di Clorinda.
Arimon
Matematica
In Matematica, possiamo esplorare la geometria dei movimenti nel combattimento, considerando le traiettorie delle armi e dei combattenti. Inoltre, si può applicare la teoria delle probabilità per calcolare l'esito di uno scontro, analizzando fattori come l’esperienza, la forza e la velocità. Questi concetti possono essere utilizzati per modellare matematicamente le dinamiche di un conflitto.
Informatica
In Informatica, possiamo paragonare il conflitto del testo alle simulazioni di battaglie nei videogiochi, dove l'intelligenza artificiale gestisce le azioni dei personaggi in tempo reale. Allo stesso modo, i combattimenti descritti nel testo possono essere modellati usando algoritmi che simulano decisioni e movimenti, come la strategia e la reazione in combattimento.
Educazione Civica
Il brano offre spunti di riflessione sulle conseguenze della violenza e della vendetta, temi che si possono approfondire in Educazione Civica. Si può parlare di come il conflitto, alimentato da rancore e orgoglio, danneggi le persone e la società. Il testo invita a riflettere sull'importanza di risolvere i conflitti in modo pacifico e rispettoso dei diritti di tutti, piuttosto che ricorrere alla violenza.
Il duello tra Tancredi e Clorinda
SABRI ELSAYED ABDELAZIM MOHAME ALI
Created on March 5, 2025
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Transcript
Il duello tra Tancredi e clorinda
Prima parte
Ali Sabri e Ettore De Pietri
Introduzione
Temi principali
Personaggi
Collegamenti
Riflessioni
Introduzione
50 - 51
52 - 53
54 - 55 - 56
57 - 58 - 59
Tancredi ed Erminia
Temi principali
Violenza e cieca ferocia del combattimento
Destino tragico e inganno dell’identità
Eroismo, onore e orgoglio cavalleresco
Memoria e immortalità attraverso l’arte
Violenza e cieca ferocia del combattimento
Lo scontro tra Tancredi e Clorinda è brutale e disumano; l’ira e l’ombra della notte annullano la tecnica, lasciando spazio solo alla furia e alla volontà di distruggere l’avversario
Destino tragico e inganno dell’identità
Clorinda, ignara del suo destino, si mescola ai nemici e finisce per combattere Tancredi, che non la riconosce. La fatalità e l’ironia della sorte conducono entrambi verso una tragedia inevitabile.
Eroismo, onore e orgoglio cavalleresco
Tancredi incarna l'ideale cavalleresco scegliendo di combattere a piedi per parità d’onore, ma il suo orgoglio cresce vedendo l’avversario sanguinare, senza sapere che la sua vittoria è in realtà una condanna.
Memoria e immortalità attraverso l’arte
Tasso, consapevole della grandezza dell’impresa, eleva il combattimento a simbolo eterno, chiedendo alla notte di non nascondere l’eroismo dei protagonisti, affinché la loro gloria viva nelle generazioni future.
personaggi
Descrizione
Descrizione
Descrizione
Clorinda
Tancredi
Arimon
COLLEGAMENTI
Materie Linguistiche
ITALIANO
INGLESE
STORIA
Educazione civica
Matematica
Informatica
RIFLESSIONI FINALI
1.
Il destino tragico
2.
Il senso di colpa e la redenzione
3.
Il conflitto tra l'amore e il dovere
TRISTANO E ISOTTA
COLLEGAMENTI
Tristano e Isotta
Un cavaliere cristiano nobile e coraggioso. È innamorato di Clorinda, ma lei non lo ricambia. La uccide accidentalmente durante il duello, senza sapere che fosse lei, e si tormenta per questo errore tragico.
Tancredi
52-53
Vuole sfidarla a duello: pensa che sia un uomo con cui possa degnamente misurare il proprio valore. Lei sta girando intorno alla collina montuosa [il colle di Sion, dove sorge Gerusalemme] verso un'altra porta in cui poter entrare. Lui la segue con impeto, per cui molto prima di raggiungerla le sue armi risuonano al punto che lei si volta e grida: «Tu, che corri in tal modo, cosa porti?» Lui risponde: «Guerra e morte»
Lei disse: «Avrai guerra e morte, non rifiuto di dartela se la cerchi», e attende ferma. Tancredi, che ha visto il suo nemico a piedi, non vuole usare il cavallo e smonta. Entrambi impugnano la spada acuminata e aguzzano l'orgoglio, accendono l'ira; e vanno a scontrarsi in modo simile a due tori, gelosi e ardenti d'ira.
INGLESE
STORIA
50-51
Ma quando Clorinda sfogò la propria ira nel sangue del nemico e tornò in sé, vide la porta chiusa e se stessa circondata da nemici, e pensò di essere destinata a morire. Pure, vedendo che nessuno bada a lei, le venne in mente uno stratagemma per salvarsi. Si finge una di loro e si mescola silenziosa ai cristiani; nessuno la nota.
Poi, come un lupo silenzioso torna nel bosco dopo aver compiuto un misfatto nell'oscurità, e lascia le vie consuete, così lei se ne andava col favore della confusione e del buio. Solo Tancredi si accorge di lei; egli è sopraggiunto qui poco prima, quando lei ha ucciso Arimone: l'ha vista e l'ha tenuta d'occhio, iniziando a seguirla.
ITALIANO
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Il cavaliere stringe per tre volte a sé la donna con le braccia robuste, ed altrettante volte lei si scioglie da quelle strette vigorose, che sono proprie di un nemico e non di un amante. Tornano a incrociare le spade ed entrambi le bagnano [col sangue] di molte ferite; e alla fine entrambi si ritirano stanchi e stremati, e respirano dopo una lunga fatica.
Si guardano a vicenda e ognuno appoggia il peso del suo corpo dissanguato sull'elsa della spada. Ormai si spegne raggio dell'ultima stella [Venere], al primo albeggiare nel cielo d'oriente. Tancredi vede che il sangue versato dal suo nemico è più abbondante, mentre lui non è ferito in modo altrettanto grave. Ne gode e ne insuperbisce. Oh quanto è folle la nostra mente, che viene esaltata da ogni vento di fortuna!
Misero, di cosa ti rallegri? Oh, quanto sarà triste il tuo trionfo e quanto infelice il tuo vanto! I tuoi occhi pagheranno (sempre che sopravvivi) con un mare di pianto ogni goccia di quel sangue. Così, tacendo e osservandosi, questi guerrieri insanguinati riposarono qualche tempo. Alla fine Tancredi ruppe il silenzio e parlò, per far sì che l'altro rivelasse il suo nome:
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La vergogna [di essere stati colpiti] irrita lo sdegno per vendicarsi e la vendetta rinnova poi la vergogna; per cui al ferire e alla fretta si aggiungono sempre nuovi stimoli e nuove cause. Lo scontro si fa di momento in momento più ravvicinato e ristretto e non è più possibile usare la spada: si colpiscono con le else, e cozzano insieme con gli elmi e gli scudi, crudeli e spietati.
Costoro non vogliono schivare i colpi, né pararli, né ritrarsi, né la destrezza ha una parte in questo duello. Non danno i colpi finti, pieni, scarsi: il buio e il furore non danno loro modo di usare l'arte del duello. Si sentono le spade urtarsi in modo orribile al centro della lama, e il piede non lascia la sua orma [i due restano saldi]; il piede è sempre fermo e la mano è sempre in movimento, e i colpi di taglio o di punta non scendono mai a vuoto o invano.
Gesta così memorabili sarebbero degne di svolgersi alla luce del sole, in un teatro pieno. O notte, che hai richiuso nel suo seno profondo e oscuro e nell'oblio un fatto così grande, accetta che io lo tragga [dal buio] e lo spieghi e tramandi in piena luce alle età future. Possa la loro fama sopravvivere, e insieme alla loro gloria continui a risplendere anche l'alta memoria della tua oscurità.
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Una guerriera saracena molto valorosa, cresciuta come un cavaliere. È determinata e coraggiosa, ma il suo destino è tragico. In un duello con Tancredi, senza che lui la riconosca, muore per mano sua. La sua morte segna profondamente Tancredi, che scopre troppo tardi la sua identità.
Clorinda
È un guerriero saraceno che appare brevemente nella scena. Viene ucciso da Clorinda in una battaglia precedente al duello con Tancredi. La sua morte non è il fulcro dell'episodio, ma serve a mostrare la forza e l'abilità marziale di Clorinda.
Arimon
Matematica
In Matematica, possiamo esplorare la geometria dei movimenti nel combattimento, considerando le traiettorie delle armi e dei combattenti. Inoltre, si può applicare la teoria delle probabilità per calcolare l'esito di uno scontro, analizzando fattori come l’esperienza, la forza e la velocità. Questi concetti possono essere utilizzati per modellare matematicamente le dinamiche di un conflitto.
Informatica
In Informatica, possiamo paragonare il conflitto del testo alle simulazioni di battaglie nei videogiochi, dove l'intelligenza artificiale gestisce le azioni dei personaggi in tempo reale. Allo stesso modo, i combattimenti descritti nel testo possono essere modellati usando algoritmi che simulano decisioni e movimenti, come la strategia e la reazione in combattimento.
Educazione Civica
Il brano offre spunti di riflessione sulle conseguenze della violenza e della vendetta, temi che si possono approfondire in Educazione Civica. Si può parlare di come il conflitto, alimentato da rancore e orgoglio, danneggi le persone e la società. Il testo invita a riflettere sull'importanza di risolvere i conflitti in modo pacifico e rispettoso dei diritti di tutti, piuttosto che ricorrere alla violenza.