Giotto
La Cappella degli Scrovegni Padova
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La volta
La volta della cappella è di un colore azzurro intenso cosparso di stelle a otto punte, per indicare l'ottavo giorno, ovvero quello della resurrezione di Cristo, che è un simbolo di eternità e perfezione. Nel cielo, suddiviso da tre fasce decorative dove sono rappresentati patriarchi e re dell'Antico Testamento, sono presenti dieci tondi, all'interno dei quali sono raffigurati la Madonna col Bambino e il Cristo benedicente, sette Profeti e San Giovanni Battista.
La Cappella degli Scrovegni
La Cappella degli Scrovegni si trova a Padova e fu costruita tra il 1303 e il 1305. Enrico Scrovegni, un ricco banchiere, la commissionò per espiare i peccati di usuraio, di cui era accusato insieme a tutta la sua famiglia. E' dedicata alla vergine Maria ed è conosciuta per il ciclo di affreschi sulla storia di Maria e di Gesù Cristo, a opera di Giotto. La decorazione fu divisa in quattro fasce, in cui si trovano i pannelli dedicati al tema della salvezza: gli episodi di Gioacchino e Anna, di Maria, della vita e della morte di Cristo, i monocromi dei Vizi e delle Virtù e il Giudizio Universale.
Sintesi dell'innovazione pittorica di Giotto
Giotto fu il primo a introdurre la prospettiva, utilizzando il chiaroscuro per rendere la profondità spaziale. Essa era una prospettiva intuitiva, in particolare quella da lui utilizzata è chiamata "a spina di pesce" in quanto le linee di fuga convergono su più punti lungo l'asse, invece che su un unico punto. Inoltre l'espressività è resa dal realismo dei volti e dei gesti, che rende i personaggi più umani e le scene facilmente comprensibili. L'innovazione pittorica è evidente anche nell'uso di colori caldi e armoniosi e di sfumature.
Tutte queste novità introdotte influenzarono profondamente il rinascimento e fanno di Giotto il padre della pittura moderna.
La vita di Giotto
Giotto di Bondone, vissuto tra il 1267 e il 1337, fu un pittore e un architetto fiorentino, allievo di Cimabue. Insieme a Dante, viene considerato il padre dell'arte italiana moderna. E' infatti ricordato per aver superato la tradizione medievale e lo stile bizantino, introducendo nelle sue opere la prospettiva a spina di pesce, dando così volume e naturalismo. Nel 1334 fu nominato capomastro (ovvero dirigente e sorvegliante delle maestranze per la costruzione) del Duomo di Firenze. Le sue opere più famose sono la Cappella degli Scrovegni a Padova, La Basilica di San Francesco ad Assisi e più in generale gli affreschi di Firenze.
La cacciata di Gioacchino dal Tempio
Si tratta della prima scena nell'ordine cronologico, ambientata all'entrata del Tempio di Gerusalemme. Qui Gioacchino, il padre di Maria, sta per sacrificare un agnello per chiedere a Dio la grazia di avere dei figli, quando uno scriba sacerdote lo caccia e lo umilia proprio per questa ragione. Le figure rappresentate sono monumentali, sembrano sculture colorate, ma i gesti e i sentimenti sono resi con naturalezza. Si nota inoltre l'utilizzo della prospettiva a spina di pesce.
Incontro di Gioacchino e Anna
Gioacchino e Anna si incontrano alla Porta Aurea (d'oro) di Gerusalemme. Egli quando la vede le corre incontro gettandole le braccia al collo e ringraziando il signore e i due si baciano. Il bacio è il simbolo della procreazione. La donna vestita di nero con il volto in parte nascosto, invece, si crede sia un'allusione al fatto che Anna era una vedova. In contrapposizione a questa figura, sempre in secondo piano si notano delle ragazze gioiose. Gli abiti e le acconciature sono tipici della moda delle nobildonne del '300.
L'annuncio della nascita di Maria ad Anna
Anna sta pregando nella sua nella sua stanza quando l'Angelo le dice che Dio esaudirà la sua preghiera. La sacralità della scena è resa dalla figura divina, che occupa tutta la finestra, e dall'immagine della donna inginocchiata. All'esterno, invece, un serva sta filando, senza sapere il miracolo che sta accadendo. L'edificio ha forme classicheggianti, mentre il mobilio è di epoca trecentesca.
Le nozze di Maria e Giuseppe
Nella scena è rappresentato Giuseppe mentre infila l’anello al dito di Maria. Il sommo sacerdote tiene la mano della donna mentre consacra l’unione. Giuseppe ha in mano il bastone fiorito, segno che indica che è stato scelto da Dio per essere lo sposo di Maria. A sinistra un ragazzo spezza il bastone secco con il ginocchio; il giovane vestito d'azzurro invece è il testimone che deve legittimare lo sposo e per questo alza la mano destra.
L'ultima cena
Secondo il vangelo di Giovanni, durante l'ultima cena Gesù annunciò che l'apostolo per il quale intingerà un boccone e glielo darà lo avrebbe tradito. Nella scena rappresentata si nota Giuda, seduto in un angolo a sinistra, che sta per ricevere il segnale di riconoscimento da Cristo. Gli altri apostoli sono disposti intorno alla tavola imbandita, cinque visti frontalmente e cinque posti in primo piano, di schiena, seduti sulla panca. Essa è posizionata leggermente in diagonale con la cornice inferiore del riquadro, come il tetto dell'edificio. Le vesti sono dipinte con colori in piena luce per quelle in primo piano, mentre con tonalità ombrate quelle sulla parete di fondo. La veste dell'apostolo al centro è ornata da una fitta decorazione dorata e corrisponde al punto di massima luminosità.
Il battesimo di Cristo
Nella scena è rappresentato il battesimo di Gesù: egli sta ricevendo il sacramento da San Giovanni Battista, e nel mentre il cielo si apre e lo spirito santo scende su di lui. Il padre Eterno é in asse verticale con Gesù, e tenendo nella mano sinistra il libro delle Sacre Scritture allunga la mano per benedirlo. L'acqua del fiume, trasparente, lascia visibile il corpo di Gesù, oltre a un pesce che gli guizza a lato. Le due rocce ai lati definiscono lo spazio a imbuto e incorniciano la figura di Gesù. Nella figura a destra, che rappresenta un discepolo di San Giovanni, è ancora leggibile il disegno preparatorio, molto rifinito a causa della caduta dell'azzurrite.
La natività di Cristo
Nell'affresco è raffigurata Maria che pone Gesù nella mangiatoia accanto al bue e all'asino. Lo scorcio dell'asino è una delle invenzioni più innovative della pittura italiana. Sull'altro lato, sempre su un piano obliquo, sono raffigurati i due pastori che parlano con l'angelo in alto. Ciò simboleggia l'unità di tempo e di azione, e quindi di partecipazione, all'episodio narrato. Si nota inoltre l'espressività e l'emotività dei personaggi, introdotta per la prima volta proprio da Giotto.
Il bacio di Giuda
L'affresco rappresenta la cattura di Gesù a seguito del tradimento dell'apostolo Giuda. Egli infatti abbracciò e baciò Gesù, rendendolo così riconoscibile ai soldati romani, che lo catturano. La scena di Simon Pietro che, con una spada, taglia l'orecchio destro al servo del sommo sacerdote, è dipinta con grande realismo, come la pressione dei soldati, assiepati in secondo piano dietro Cristo e Giuda con elmi, lance e torce che fanno luce nella notte si riflettono sulle armature. I volti sono anch'essi resi con forte realismo grazie all'irregolarità dei lineamenti, che sottolinea l'aggressività dei sentimenti e la colpa.
La crocifissione di Cristo
Nella raffigurazione della crocifissione di Cristo degli angeli ruotano intorno alla croce con gesti disperati, si stracciano le vesti e allargano le braccia all'indietro. Tre di essi raccolgono in delle coppe il sangue di Gesù che esce dal costato e dalle mani. La reliquia del sangue di Cristo era infatti una delle più ricercate e venerate nel Medioevo. Giotto rappresentò gli angeli con scorci da sotto in su o laterali per rendere meglio il loro volo intorno alla croce. Gli angeli e i due assembramenti ai lati inoltre hanno la funzione di incorniciare l'immagine centrale. Il tutto è reso ancora più incantevole e allo stesso tempo drammatico dall'eccellente esecuzione pittorica. Il corpo di Cristo è dipinto con strati di velature molto liquide e il perizoma è decorato da bordi dorati. La sua nudità è usata per accentuare la tortura e fare così in modo che l'osservatore si senta più partecipe alla sua sofferenza, che poi simboleggia quella umana. Anche il comandante romano è rappresentato con l'aureola perché all'epoca era considerato un santo. Per quanto riguarda la composizione è significativo anche la tunica rossa di Cristo, una crisalide vuota del corpo, la cui anima è già volata in cielo.
Il compianto sul Cristo morto
Le figure altamente espressive e i molti gesti simbolici rendono questa scena una delle più drammatiche dell'intero ciclo. La composizione mette in risalto il lato in basso a sinistra (e non il centro, come si usava): la vergine che osserva intensamente il figlio morto. Qui, nel focus emotivo della rappresentazione, si raccolgono i sentimenti di tutti gli altri personaggi. Anche il colore è adoperato con grande bravura: i toni sono modulati con velature sovrapposte e lievi sfumature. Si nota inoltre la sperimentazione delle ombre colorate, ad esempio nella veste verde di Nicodemo, che presenta ombre rosse e non scure.
L'ascensione
Nella scena si vede Gesù ascendere al cielo davanti agli apostoli, trasportato da una nube. Egli emana così tanta luce da obbligare i discepoli a coprirsi gli occhi per osservare il miracolo. Più in alto, due schiere di Angeli e Profeti dell'Antico Testamento accompagnano Cristo in cielo. I loro volti sono posti in alternanza frontalmente e di profilo per rendere il senso di profondità nello spazio. Le vesti degli Angeli sono ornate con decorazioni dorate di gusto geometrico-floreale.
L'annunciazione
La scena dell'annunciazione è divisa in due: nella sinistra dell'arco è raffigurato l'Arcangelo Gabriele mentre sta informando Maria, nella destra la Vergine che riceve la notizia della futura nascita di Gesù.Nelle strutture degli edifici, in particolare nei coretti, è evidente la maestria dell'artista nell'uso della prospettiva, che crea un'illusione di profondità per cercare di imitare delle vere cappelle.
Dio Padre
Dio Padre è raffigurato al centro dell'arco trionfale, seduto su un suntuoso trono e circondato da degli angeli, i quali sottolineano la sua maestosità e la sua importanza nella storia della salvezza. Egli infatti sta ordinando all'Arcangelo Gabriele (a sinistra) di portare a Maria l'annuncio della nascita di Gesù. Sia il trono che gli angeli sono rappresentati in prospettiva; inoltre il realismo è garantito dall'animazione data dalla naturalezza degli sguardi e dei gesti degli angeli.
Cristo Giudice
Cristo è raffigurato all'interno di una cornice a forma di mandorla luminosa, che, in quanto figura derivante dall'unione di due cerchi, i mondi dell'umano e del divino, simboleggia la connessione tra i due. Gesù è inoltre circondato da angeli e serafini, come un giudice supremo. Con un gesto della mano separa beati da dannati.
Schiere Angeliche
Le schiere di angeli ai lati di Cristo annunciano la fine della vita e la resurrezione dei morti.
Dodici Apostoli
Croce
La croce dove morì Cristo divide i beati dai dannati.
Beati
E' rappresentata l'accoglienza in Paradiso delle anime dei giusti, accompagnati dagli angeli nella città celeste.
Dannati
I diavoli trascinano all'Inferno le anime dei dannati. Qui questi ultimi subiscono torture eterne: ci sono persone appese per i capelli, per la lingua, per i genitali, impalate in uno spiedo, segate a metà, persone a cui viene fuso del piombo in bocca, a cui vengono strappati i genitali con delle tenaglie. Al centro della scena spicca Satana, raffigurato come una grossa bestia mostruosa, che divora i peccatori -ne ha ancora uno che gli esce dalla bocca; mentre in basso a sinistra si nota l'apostolo traditore Giuda, impiccato e sventrato, con le viscere che colano. Tutti i dettagli, anche quelli più crudi o scabrosi, sono mostrati in modo molto realistico, cosa che non era mai avvenuta prima di allora.
Enrico Scrovegni
Enrico Scrovegni, colui che ha commissionato l'opera per espiare i propri peccati di usuraio, è dipinto in Paradiso, inginocchiato mentre offre la cappella alla madonna.
Giotto
Secondo la tradizione, nel gruppo dei beati Giotto incluse anche se stesso: si dice sia l'uomo con la berretta gialla calata in capo. Il signore alle sue spalle, con una corona d'alloro in capo, sarebbe invece Dante Alighieri, un suo grande amico.
arte - Giotto - Cappella Scrovegni Padova
Matilde
Created on March 5, 2025
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La volta
La volta della cappella è di un colore azzurro intenso cosparso di stelle a otto punte, per indicare l'ottavo giorno, ovvero quello della resurrezione di Cristo, che è un simbolo di eternità e perfezione. Nel cielo, suddiviso da tre fasce decorative dove sono rappresentati patriarchi e re dell'Antico Testamento, sono presenti dieci tondi, all'interno dei quali sono raffigurati la Madonna col Bambino e il Cristo benedicente, sette Profeti e San Giovanni Battista.
La Cappella degli Scrovegni
La Cappella degli Scrovegni si trova a Padova e fu costruita tra il 1303 e il 1305. Enrico Scrovegni, un ricco banchiere, la commissionò per espiare i peccati di usuraio, di cui era accusato insieme a tutta la sua famiglia. E' dedicata alla vergine Maria ed è conosciuta per il ciclo di affreschi sulla storia di Maria e di Gesù Cristo, a opera di Giotto. La decorazione fu divisa in quattro fasce, in cui si trovano i pannelli dedicati al tema della salvezza: gli episodi di Gioacchino e Anna, di Maria, della vita e della morte di Cristo, i monocromi dei Vizi e delle Virtù e il Giudizio Universale.
Sintesi dell'innovazione pittorica di Giotto
Giotto fu il primo a introdurre la prospettiva, utilizzando il chiaroscuro per rendere la profondità spaziale. Essa era una prospettiva intuitiva, in particolare quella da lui utilizzata è chiamata "a spina di pesce" in quanto le linee di fuga convergono su più punti lungo l'asse, invece che su un unico punto. Inoltre l'espressività è resa dal realismo dei volti e dei gesti, che rende i personaggi più umani e le scene facilmente comprensibili. L'innovazione pittorica è evidente anche nell'uso di colori caldi e armoniosi e di sfumature. Tutte queste novità introdotte influenzarono profondamente il rinascimento e fanno di Giotto il padre della pittura moderna.
La vita di Giotto
Giotto di Bondone, vissuto tra il 1267 e il 1337, fu un pittore e un architetto fiorentino, allievo di Cimabue. Insieme a Dante, viene considerato il padre dell'arte italiana moderna. E' infatti ricordato per aver superato la tradizione medievale e lo stile bizantino, introducendo nelle sue opere la prospettiva a spina di pesce, dando così volume e naturalismo. Nel 1334 fu nominato capomastro (ovvero dirigente e sorvegliante delle maestranze per la costruzione) del Duomo di Firenze. Le sue opere più famose sono la Cappella degli Scrovegni a Padova, La Basilica di San Francesco ad Assisi e più in generale gli affreschi di Firenze.
La cacciata di Gioacchino dal Tempio
Si tratta della prima scena nell'ordine cronologico, ambientata all'entrata del Tempio di Gerusalemme. Qui Gioacchino, il padre di Maria, sta per sacrificare un agnello per chiedere a Dio la grazia di avere dei figli, quando uno scriba sacerdote lo caccia e lo umilia proprio per questa ragione. Le figure rappresentate sono monumentali, sembrano sculture colorate, ma i gesti e i sentimenti sono resi con naturalezza. Si nota inoltre l'utilizzo della prospettiva a spina di pesce.
Incontro di Gioacchino e Anna
Gioacchino e Anna si incontrano alla Porta Aurea (d'oro) di Gerusalemme. Egli quando la vede le corre incontro gettandole le braccia al collo e ringraziando il signore e i due si baciano. Il bacio è il simbolo della procreazione. La donna vestita di nero con il volto in parte nascosto, invece, si crede sia un'allusione al fatto che Anna era una vedova. In contrapposizione a questa figura, sempre in secondo piano si notano delle ragazze gioiose. Gli abiti e le acconciature sono tipici della moda delle nobildonne del '300.
L'annuncio della nascita di Maria ad Anna
Anna sta pregando nella sua nella sua stanza quando l'Angelo le dice che Dio esaudirà la sua preghiera. La sacralità della scena è resa dalla figura divina, che occupa tutta la finestra, e dall'immagine della donna inginocchiata. All'esterno, invece, un serva sta filando, senza sapere il miracolo che sta accadendo. L'edificio ha forme classicheggianti, mentre il mobilio è di epoca trecentesca.
Le nozze di Maria e Giuseppe
Nella scena è rappresentato Giuseppe mentre infila l’anello al dito di Maria. Il sommo sacerdote tiene la mano della donna mentre consacra l’unione. Giuseppe ha in mano il bastone fiorito, segno che indica che è stato scelto da Dio per essere lo sposo di Maria. A sinistra un ragazzo spezza il bastone secco con il ginocchio; il giovane vestito d'azzurro invece è il testimone che deve legittimare lo sposo e per questo alza la mano destra.
L'ultima cena
Secondo il vangelo di Giovanni, durante l'ultima cena Gesù annunciò che l'apostolo per il quale intingerà un boccone e glielo darà lo avrebbe tradito. Nella scena rappresentata si nota Giuda, seduto in un angolo a sinistra, che sta per ricevere il segnale di riconoscimento da Cristo. Gli altri apostoli sono disposti intorno alla tavola imbandita, cinque visti frontalmente e cinque posti in primo piano, di schiena, seduti sulla panca. Essa è posizionata leggermente in diagonale con la cornice inferiore del riquadro, come il tetto dell'edificio. Le vesti sono dipinte con colori in piena luce per quelle in primo piano, mentre con tonalità ombrate quelle sulla parete di fondo. La veste dell'apostolo al centro è ornata da una fitta decorazione dorata e corrisponde al punto di massima luminosità.
Il battesimo di Cristo
Nella scena è rappresentato il battesimo di Gesù: egli sta ricevendo il sacramento da San Giovanni Battista, e nel mentre il cielo si apre e lo spirito santo scende su di lui. Il padre Eterno é in asse verticale con Gesù, e tenendo nella mano sinistra il libro delle Sacre Scritture allunga la mano per benedirlo. L'acqua del fiume, trasparente, lascia visibile il corpo di Gesù, oltre a un pesce che gli guizza a lato. Le due rocce ai lati definiscono lo spazio a imbuto e incorniciano la figura di Gesù. Nella figura a destra, che rappresenta un discepolo di San Giovanni, è ancora leggibile il disegno preparatorio, molto rifinito a causa della caduta dell'azzurrite.
La natività di Cristo
Nell'affresco è raffigurata Maria che pone Gesù nella mangiatoia accanto al bue e all'asino. Lo scorcio dell'asino è una delle invenzioni più innovative della pittura italiana. Sull'altro lato, sempre su un piano obliquo, sono raffigurati i due pastori che parlano con l'angelo in alto. Ciò simboleggia l'unità di tempo e di azione, e quindi di partecipazione, all'episodio narrato. Si nota inoltre l'espressività e l'emotività dei personaggi, introdotta per la prima volta proprio da Giotto.
Il bacio di Giuda
L'affresco rappresenta la cattura di Gesù a seguito del tradimento dell'apostolo Giuda. Egli infatti abbracciò e baciò Gesù, rendendolo così riconoscibile ai soldati romani, che lo catturano. La scena di Simon Pietro che, con una spada, taglia l'orecchio destro al servo del sommo sacerdote, è dipinta con grande realismo, come la pressione dei soldati, assiepati in secondo piano dietro Cristo e Giuda con elmi, lance e torce che fanno luce nella notte si riflettono sulle armature. I volti sono anch'essi resi con forte realismo grazie all'irregolarità dei lineamenti, che sottolinea l'aggressività dei sentimenti e la colpa.
La crocifissione di Cristo
Nella raffigurazione della crocifissione di Cristo degli angeli ruotano intorno alla croce con gesti disperati, si stracciano le vesti e allargano le braccia all'indietro. Tre di essi raccolgono in delle coppe il sangue di Gesù che esce dal costato e dalle mani. La reliquia del sangue di Cristo era infatti una delle più ricercate e venerate nel Medioevo. Giotto rappresentò gli angeli con scorci da sotto in su o laterali per rendere meglio il loro volo intorno alla croce. Gli angeli e i due assembramenti ai lati inoltre hanno la funzione di incorniciare l'immagine centrale. Il tutto è reso ancora più incantevole e allo stesso tempo drammatico dall'eccellente esecuzione pittorica. Il corpo di Cristo è dipinto con strati di velature molto liquide e il perizoma è decorato da bordi dorati. La sua nudità è usata per accentuare la tortura e fare così in modo che l'osservatore si senta più partecipe alla sua sofferenza, che poi simboleggia quella umana. Anche il comandante romano è rappresentato con l'aureola perché all'epoca era considerato un santo. Per quanto riguarda la composizione è significativo anche la tunica rossa di Cristo, una crisalide vuota del corpo, la cui anima è già volata in cielo.
Il compianto sul Cristo morto
Le figure altamente espressive e i molti gesti simbolici rendono questa scena una delle più drammatiche dell'intero ciclo. La composizione mette in risalto il lato in basso a sinistra (e non il centro, come si usava): la vergine che osserva intensamente il figlio morto. Qui, nel focus emotivo della rappresentazione, si raccolgono i sentimenti di tutti gli altri personaggi. Anche il colore è adoperato con grande bravura: i toni sono modulati con velature sovrapposte e lievi sfumature. Si nota inoltre la sperimentazione delle ombre colorate, ad esempio nella veste verde di Nicodemo, che presenta ombre rosse e non scure.
L'ascensione
Nella scena si vede Gesù ascendere al cielo davanti agli apostoli, trasportato da una nube. Egli emana così tanta luce da obbligare i discepoli a coprirsi gli occhi per osservare il miracolo. Più in alto, due schiere di Angeli e Profeti dell'Antico Testamento accompagnano Cristo in cielo. I loro volti sono posti in alternanza frontalmente e di profilo per rendere il senso di profondità nello spazio. Le vesti degli Angeli sono ornate con decorazioni dorate di gusto geometrico-floreale.
L'annunciazione
La scena dell'annunciazione è divisa in due: nella sinistra dell'arco è raffigurato l'Arcangelo Gabriele mentre sta informando Maria, nella destra la Vergine che riceve la notizia della futura nascita di Gesù.Nelle strutture degli edifici, in particolare nei coretti, è evidente la maestria dell'artista nell'uso della prospettiva, che crea un'illusione di profondità per cercare di imitare delle vere cappelle.
Dio Padre
Dio Padre è raffigurato al centro dell'arco trionfale, seduto su un suntuoso trono e circondato da degli angeli, i quali sottolineano la sua maestosità e la sua importanza nella storia della salvezza. Egli infatti sta ordinando all'Arcangelo Gabriele (a sinistra) di portare a Maria l'annuncio della nascita di Gesù. Sia il trono che gli angeli sono rappresentati in prospettiva; inoltre il realismo è garantito dall'animazione data dalla naturalezza degli sguardi e dei gesti degli angeli.
Cristo Giudice
Cristo è raffigurato all'interno di una cornice a forma di mandorla luminosa, che, in quanto figura derivante dall'unione di due cerchi, i mondi dell'umano e del divino, simboleggia la connessione tra i due. Gesù è inoltre circondato da angeli e serafini, come un giudice supremo. Con un gesto della mano separa beati da dannati.
Schiere Angeliche
Le schiere di angeli ai lati di Cristo annunciano la fine della vita e la resurrezione dei morti.
Dodici Apostoli
Croce
La croce dove morì Cristo divide i beati dai dannati.
Beati
E' rappresentata l'accoglienza in Paradiso delle anime dei giusti, accompagnati dagli angeli nella città celeste.
Dannati
I diavoli trascinano all'Inferno le anime dei dannati. Qui questi ultimi subiscono torture eterne: ci sono persone appese per i capelli, per la lingua, per i genitali, impalate in uno spiedo, segate a metà, persone a cui viene fuso del piombo in bocca, a cui vengono strappati i genitali con delle tenaglie. Al centro della scena spicca Satana, raffigurato come una grossa bestia mostruosa, che divora i peccatori -ne ha ancora uno che gli esce dalla bocca; mentre in basso a sinistra si nota l'apostolo traditore Giuda, impiccato e sventrato, con le viscere che colano. Tutti i dettagli, anche quelli più crudi o scabrosi, sono mostrati in modo molto realistico, cosa che non era mai avvenuta prima di allora.
Enrico Scrovegni
Enrico Scrovegni, colui che ha commissionato l'opera per espiare i propri peccati di usuraio, è dipinto in Paradiso, inginocchiato mentre offre la cappella alla madonna.
Giotto
Secondo la tradizione, nel gruppo dei beati Giotto incluse anche se stesso: si dice sia l'uomo con la berretta gialla calata in capo. Il signore alle sue spalle, con una corona d'alloro in capo, sarebbe invece Dante Alighieri, un suo grande amico.