Discorso di Charlie Chaplin ne "Il Grande Dittatore"
TIBALDI MATTEO 4B
IL CONTESTO
Il Grande Dittatore (1940) è un film satirico di Charlie Chaplin che critica i regimi totalitari di Hitler e Mussolini. Il protagonista,interpretato dallo stesso Chaplin, è un barbiere ebreo che viene scambiato per il dittatore Adenoid Hynkel, personaggio che rappresenta il potere autoritario. Alla fine del film, il barbiere, in un atto di coraggio, pronuncia un discorso che esorta l'umanità a lottare contro la tirannia e a difendere la libertà, la democrazia e la dignità umana. In un momento storico critico, prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra, Chaplin utilizza questo monologo per lanciare un messaggio di speranza e resistenza contro l'oppressione, rendendolo uno dei più potenti appelli contro la dittatura e l'ingiustizia.
IL DISCORSO
"Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare ne conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità.
Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo" – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi ,voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!"
TESI
L'umanità deve unirsi per combattere l'avidità, l'odio e la tirannia, per creare un mondo migliore basato sulla libertà, l'uguaglianza e la fraternità universale. "Non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro."
ARGOMENTAZIONI
La natura ha abbastanza risorse per tutti: l'uomo potrebbe vivere in armonia se non fosse per l'avidità. "In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato." L'avidità e il potere hanno corrotto l'umanità: l'odio e la brama di potere hanno portato sofferenza e distruzione. "L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette." La scienza e la tecnologia dovrebbero servire il bene comune, non l'oppressione: il progresso è stato usato per controllare, invece che per migliorare la vita. "La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco." Il popolo ha il vero potere e deve usarlo per creare un mondo migliore: le masse possono cambiare la storia e sconfiggere la tirannia.
"Voi, il popolo, avete la forza di creare la felicità, voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera."
ANTITESI
Gli uomini sono ridotti a macchine senza volontà: i dittatori impongono il loro controllo e trasformano gli uomini in strumenti privi di autonomia. "Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore." I dittatori promettono benessere e sicurezza: i regimi autoritari cercano di convincere il popolo che porteranno ordine e prosperità. "Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere."
CONFUTAZIONI
Gli uomini non sono macchine, ma esseri umani con amore e sentimenti: la vera natura dell'umanità è la bontà, non la sottomissione. "Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore!" I dittatori mentono e non manterranno mai le loro promesse: il loro scopo non è il bene del popolo, ma il potere. "Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno!"
ELEMENTI RETORICI DI STILE
Anafora "Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera." La ripetizione di "voi, il popolo" sottolinea l'importanza dell'unità e del potere collettivo.
Antitesi Chaplin usa molte antitesi per evidenziare il conflitto tra oppressione e libertà, tra disumanizzazione e speranza e per mettere in risalto come il progresso materiale e tecnologico non abbia portato necessariamente benessere umano.
"Pensiamo troppo e sentiamo poco."
"La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà."
Metafora
Le metafore rendono più potente il messaggio del discorso.
"Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore."
L’immagine degli "uomini macchina" rappresenta la disumanizzazione causata dai regimi totalitari.
Domande retoriche "Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina?" Questa domanda retorica stimola una rifessione crititca. Allusione biblica Chaplin richiama un passo del Vangelo per dare autorità morale al suo messaggio.
"Ricordate, nel Vangelo di San Luca è scritto: 'Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo' – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini."
Discorso di Charlie Chaplin ne "Il Grande Dittatore"
Matteo Tibaldi
Created on March 3, 2025
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Discorso di Charlie Chaplin ne "Il Grande Dittatore"
TIBALDI MATTEO 4B
IL CONTESTO
Il Grande Dittatore (1940) è un film satirico di Charlie Chaplin che critica i regimi totalitari di Hitler e Mussolini. Il protagonista,interpretato dallo stesso Chaplin, è un barbiere ebreo che viene scambiato per il dittatore Adenoid Hynkel, personaggio che rappresenta il potere autoritario. Alla fine del film, il barbiere, in un atto di coraggio, pronuncia un discorso che esorta l'umanità a lottare contro la tirannia e a difendere la libertà, la democrazia e la dignità umana. In un momento storico critico, prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra, Chaplin utilizza questo monologo per lanciare un messaggio di speranza e resistenza contro l'oppressione, rendendolo uno dei più potenti appelli contro la dittatura e l'ingiustizia.
IL DISCORSO
"Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare ne conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità.
Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo" – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi ,voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!"
TESI
L'umanità deve unirsi per combattere l'avidità, l'odio e la tirannia, per creare un mondo migliore basato sulla libertà, l'uguaglianza e la fraternità universale. "Non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro."
ARGOMENTAZIONI
La natura ha abbastanza risorse per tutti: l'uomo potrebbe vivere in armonia se non fosse per l'avidità. "In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato." L'avidità e il potere hanno corrotto l'umanità: l'odio e la brama di potere hanno portato sofferenza e distruzione. "L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette." La scienza e la tecnologia dovrebbero servire il bene comune, non l'oppressione: il progresso è stato usato per controllare, invece che per migliorare la vita. "La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco." Il popolo ha il vero potere e deve usarlo per creare un mondo migliore: le masse possono cambiare la storia e sconfiggere la tirannia. "Voi, il popolo, avete la forza di creare la felicità, voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera."
ANTITESI
Gli uomini sono ridotti a macchine senza volontà: i dittatori impongono il loro controllo e trasformano gli uomini in strumenti privi di autonomia. "Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore." I dittatori promettono benessere e sicurezza: i regimi autoritari cercano di convincere il popolo che porteranno ordine e prosperità. "Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere."
CONFUTAZIONI
Gli uomini non sono macchine, ma esseri umani con amore e sentimenti: la vera natura dell'umanità è la bontà, non la sottomissione. "Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore!" I dittatori mentono e non manterranno mai le loro promesse: il loro scopo non è il bene del popolo, ma il potere. "Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno!"
ELEMENTI RETORICI DI STILE
Anafora "Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera." La ripetizione di "voi, il popolo" sottolinea l'importanza dell'unità e del potere collettivo. Antitesi Chaplin usa molte antitesi per evidenziare il conflitto tra oppressione e libertà, tra disumanizzazione e speranza e per mettere in risalto come il progresso materiale e tecnologico non abbia portato necessariamente benessere umano. "Pensiamo troppo e sentiamo poco." "La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà." Metafora Le metafore rendono più potente il messaggio del discorso. "Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore." L’immagine degli "uomini macchina" rappresenta la disumanizzazione causata dai regimi totalitari. Domande retoriche "Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina?" Questa domanda retorica stimola una rifessione crititca. Allusione biblica Chaplin richiama un passo del Vangelo per dare autorità morale al suo messaggio. "Ricordate, nel Vangelo di San Luca è scritto: 'Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo' – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini."