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CYBERBULLISMO

Lucia Abbruzzo

Created on March 3, 2025

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CYBERBULLISMO

QUANDE NASCE IL TERMINE "CYBERBULLISMO"

Il termine “Cyberbullismo” fu coniato dall'educatore canadese Bill Belsey nel 2002. Anche se il fenomeno appare diffuso in tutto il mondo occidentale sin dalla sua comparsa, la letteratura scientifica sull'argomento non ha ancora raggiunto una definizione condivisa.

Il 18 giugno 2017 è entrata in vigore la legge che si occupa del fenomeno del cyberbullismo. Stiamo parlando della L. 29 maggio 2017, n. 71, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 giugno 2017.

TIPI DI BULLISMO E LE FASI

Ad esempio è possibile raggruppare concettualmente tutte quelle forme di cyberbullismo che prevedono l'invio di uno o più messaggi di insulto a danno della vittima.

Alcuni esempi sono: la denigrazione, il cyberstalking, quando la molestia è particolarmente insistente, la cyberpersecuzione, molestie ripetute volte a incutere timore e il cosiddetto flaming, cioè l'invio di messaggi volgari e violenti.

COME COMBATTERLO

Non rispondere alle provocazioni e alle offese per non incoraggiare ulteriori attacchi. Blocca e segnala i bulli grazie agli strumenti forniti dalle principali piattaforme social e di messaggistica, sia se il bullismo è rivolto a te, sia se sei testimone di attacchi verso qualcun altro.

Prevenire il cyberbullismo. Usare Internet e i social network consapevolmente. Segnalare e bloccare i cyberbulli. Parlare con i propri genitori e insegnanti. Sporgere denuncia alle autorità Risorse utili per i genitori.

La cura migliore per il cyberbullismo è la prevenzione, volta a evitare a possibili vittime le ferite che questi comportamenti possono lasciare. È importante favorire il dialogo, sia in famiglia che a scuola, facendo capire ai ragazzi che possono sempre chiedere aiuto o consiglio

LE VITTIME PIU COLPITE

I soggetti coinvolti sono adolescenti e bambini. Di solito, l'elemento più debole e sensibile rappresenta il bersaglio ideale. Il cyberbullismo identifica ugualmente una molestia, ma con la differenza che essa viene perpetrata attraverso la rete. Per questo lo si definisce anche come bullismo su internet.

COSA SI RISCHIA

i minorenni vengono in genere puniti con un'ammenda di 526 euro o con la reclusione fino a 6 mesi; per i maggiorenni le pene sono più gravi: si va da un minimo di 6 mesi fino a un massimo di 5 anni di reclusione, ai quali si aggiungono eventuali risarcimenti del danno procurato alla vittima in sede civile.

La legge 71/17 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” è nata per tutelare il diritto delle nuove generazioni di navigare in rete in modo sicuro, positivo e libero.