* Lucentini Adele 3B*
L'ITALIA DELLA SINISTRA E DI GIOLITTI
La destra e la Sinistra storica, crispi, la chiesa e giolitti
LA DESTRA STORICA
In seguito all'unità d' Italia (1861) in Parlamento si fronteggiarono due schieramenti con interessi differenti: La destra e La sinistra. La destra storica governò fino al 1876 e rappresentava gli interessi dei commercianti agiati, dei grandi proprietari terrieri e degli imprenditori agricoli centro-settentrionali che appogiavano la politica liberista della Destra. I governi della Destra ottenero diversi risultati come il risanamento dei conti publici, la creazione di un mercato unitario, l' avviazione di un sistema scolastico nazionale e il complimento dell'unificazione nazionale. Furono però aumentate le tasse e fu reso obbligatorio il servizio militare.
LA SINISTRA STORICA
Nel 1876 il governo passò alla Sinistra Storica il cui presidente del consiflio è Agostino Depretis che difende gli interessi della classe media e degli industriali. Quest'ultimi ottennerò la riduzione delle tasse e il protezionismo doganale, ovvero l'imposizione delle tasse sulle merci estere così da difendere le industrie italiane. La Sinistra introduce anche alcune riforme quali l'istituzione primaria obbligatoria e gratuita, l'abolizione della tassa sul macinato, cioè sul grano che portava a un amumneto del prezzo del pane, l'itroduzione delle prime leggi sul lavoro come ad esempio aiuti a chi subisce infortuni e limiti al lavoro infantili e l' introduzione di una nuova legge elettrorale così da aumentare il numero di italiani con il diritto del voto. Depretis potè governare fino al 1887 grazie all'appogio di numerosi uomini della Destra dai quali otteneva i voti che utitlizzava per far approvare le leggi ma in cambio chiedevano l'appoggio per l'approvazione di leggi che a loro interessavano. Questra politica fu chiamata trasformismo.
LA SINISTRA IN POLITICA ESTERA
Si ebbero importanti cambiamenti anche in politica estera: nel 1881 il governo italiano decise di stringere un patto militare con la Germania in seguito all'occupazione della Tunisia da parte della Francia. Nacque così nel 1882 la Triplice Alleanza alla quale faceva parte anche l'impero austro-ungarico; il trattato sanciva che gli stati membri dovevano difendere gli alleati solo in caso di attacco da parte di altri stati. L'Italia inoltre mirava a un impero coloniale ma la sconfitta a Dogali contro la Abbisina bloccò ogni tentativo di espansione coloniale.
FRANCESCO CRISPI
Nel 1887 Il governo passò nelle mani di Francesco Crispi, rappresentate della Sinistra storica, che dominò fino al 1896. Avviò una politica nettamente autoritatria e ricoprì anche il ruolo di ministro degli Esteri e degli Interni. Il protezionismo introdotto dalla sinistra provoco movimenti di protesta in quantoi veva permesso ai piccoli produttori agricoli di alzare i prezzi delle merci; Crispi ordinò di reprimere duramente le proteste e proclamò lo Stato d'assedio, un provvedimento che può prevedere la sospensione dei diritti e la delega dei oteri civili militari. Crispi riteneva indispensabili le conquiste coloniali per aumentare il proprio prestigio internazionale e per favorire i guadagni dei gruppi industriali, inoltre avrebbe suscitato maggior consenso. Conquistò, quindi, il controllo sull'Eritrea e il protettorato sulla Somalia, inoltre le mire espansionistiche erano dirette anche verso l'Etiopia ma l'Italia subì pesanti sconfitte ad Adua. Era la prima volta che un apotenza europea era stata sconfitta per possesso di una colonia. Questo portò Crispi a dimettersi. La politica coloniale aggravò le tensioni sociali dell'Italia perchè le spese militari provocarono un aumento delle tasse e causarono malcontento e ripresse. Nel 1900 a Monza un anarchico uccide il re Umberto I e il governo passò ai progressisti, contrari alla politica utoritaria.
LA CHIESA
La chiesa era rimasta in contrasto con il Regno d'Italia perchè quest'ultimo le veva sottratto partre del territorio e le leggi andavano contreo gli interessi dello satto pontificio. Nolti cattolici decisero di obbedire al Non expedit che reccomandava loro di di partecipare alla vita politica. Nel 1878 venne eletto Papa Leone XIII che dovette rivedere l'attegiamento nei confronti della questione sociale e nel 1891 publicò il Renum novarum che ribadiva la condanna del socialismo, criticava le distorzioni del capitalismo e proponeva una collaborazione tra le classi. Alcuni cattolici giudicvarono insufficenti le aperture del pontefice; nacque così il modernismo che si impeganva a rinnovare la chiesa
GIOVANNI GIOLITTI
Nel 1903 Giovanni Giolitti diventò Primo ministro e rimase in carica fino al 1914. Giolitti evitò i metodi repressivi contro le proteste popolari e lo stato lasciò che le controverse fossero risolte da accordi fra i sindacati e i proprietari terrieri. Il Partito socialista, sotto la giuda di Filippo Turati, aveva adottato una linea riformista. Turati guardò con interesse la politica di Giolitti il quale rispose creando la collaborazione politica dei socialisti riformisti. Il Primo ministro varò una serie di riforme: leggi a tutela del lavoro delle donne e dei bambini, sugli infurtuni, sull'invalidità e sulla vecchiaia, l'obbligo del riposo settimanale, il controllo da parte dello Stato del rispetto dell'obbligo scolastico. L'età di Giolitti fu caratterizzata da alcuni importanti progressi economici e da un aumento demografico. Nel 1908, inoltre, si verificò una crisi di sovrapproduzione. Il sud fu però escluso dallo sviluppo, colpito da calamità che aggravarono la situazione. Nel Sud, infatti, la terra era concentrata nelle mani di pochi "baroni", che facevano vivere nella miseria milioni di contadini.
SI CONCLUDE L'ERA DI GIOLITTI
Nell'ultimo periodo del governo di Giolitti (tra il 1912 e il 1913) accadono due cose importanti:
- Giolitti riprese la politica coloniale e nel 1912 l'Italia dichiarò guerra all'impero ottomano e conquistò la Libia e le Isole del Dodecaneso.
- Giolitti, sempre nel 1912, introdusse il suffragio universale maschile, con alcune restrizioni per i cittadini sotto i 30 anni, per la prima volta, però, potevano votare contadini e operai.
Nel marzo 1914 la presidenza del consiglio passò ad Antonio Salandra; nell'estate di quell'anno scoppiarono diverse proteste e si mobilitarono tutte le forze della sinistra in quella che fu chiamata "settimana rossa". Salandra bloccò gli sciperi con metodi repressivi.
L'ITALIA DELLA SINISTRA E DI GIOLITTI
Adele Lucentini
Created on March 2, 2025
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* Lucentini Adele 3B*
L'ITALIA DELLA SINISTRA E DI GIOLITTI
La destra e la Sinistra storica, crispi, la chiesa e giolitti
LA DESTRA STORICA
In seguito all'unità d' Italia (1861) in Parlamento si fronteggiarono due schieramenti con interessi differenti: La destra e La sinistra. La destra storica governò fino al 1876 e rappresentava gli interessi dei commercianti agiati, dei grandi proprietari terrieri e degli imprenditori agricoli centro-settentrionali che appogiavano la politica liberista della Destra. I governi della Destra ottenero diversi risultati come il risanamento dei conti publici, la creazione di un mercato unitario, l' avviazione di un sistema scolastico nazionale e il complimento dell'unificazione nazionale. Furono però aumentate le tasse e fu reso obbligatorio il servizio militare.
LA SINISTRA STORICA
Nel 1876 il governo passò alla Sinistra Storica il cui presidente del consiflio è Agostino Depretis che difende gli interessi della classe media e degli industriali. Quest'ultimi ottennerò la riduzione delle tasse e il protezionismo doganale, ovvero l'imposizione delle tasse sulle merci estere così da difendere le industrie italiane. La Sinistra introduce anche alcune riforme quali l'istituzione primaria obbligatoria e gratuita, l'abolizione della tassa sul macinato, cioè sul grano che portava a un amumneto del prezzo del pane, l'itroduzione delle prime leggi sul lavoro come ad esempio aiuti a chi subisce infortuni e limiti al lavoro infantili e l' introduzione di una nuova legge elettrorale così da aumentare il numero di italiani con il diritto del voto. Depretis potè governare fino al 1887 grazie all'appogio di numerosi uomini della Destra dai quali otteneva i voti che utitlizzava per far approvare le leggi ma in cambio chiedevano l'appoggio per l'approvazione di leggi che a loro interessavano. Questra politica fu chiamata trasformismo.
LA SINISTRA IN POLITICA ESTERA
Si ebbero importanti cambiamenti anche in politica estera: nel 1881 il governo italiano decise di stringere un patto militare con la Germania in seguito all'occupazione della Tunisia da parte della Francia. Nacque così nel 1882 la Triplice Alleanza alla quale faceva parte anche l'impero austro-ungarico; il trattato sanciva che gli stati membri dovevano difendere gli alleati solo in caso di attacco da parte di altri stati. L'Italia inoltre mirava a un impero coloniale ma la sconfitta a Dogali contro la Abbisina bloccò ogni tentativo di espansione coloniale.
FRANCESCO CRISPI
Nel 1887 Il governo passò nelle mani di Francesco Crispi, rappresentate della Sinistra storica, che dominò fino al 1896. Avviò una politica nettamente autoritatria e ricoprì anche il ruolo di ministro degli Esteri e degli Interni. Il protezionismo introdotto dalla sinistra provoco movimenti di protesta in quantoi veva permesso ai piccoli produttori agricoli di alzare i prezzi delle merci; Crispi ordinò di reprimere duramente le proteste e proclamò lo Stato d'assedio, un provvedimento che può prevedere la sospensione dei diritti e la delega dei oteri civili militari. Crispi riteneva indispensabili le conquiste coloniali per aumentare il proprio prestigio internazionale e per favorire i guadagni dei gruppi industriali, inoltre avrebbe suscitato maggior consenso. Conquistò, quindi, il controllo sull'Eritrea e il protettorato sulla Somalia, inoltre le mire espansionistiche erano dirette anche verso l'Etiopia ma l'Italia subì pesanti sconfitte ad Adua. Era la prima volta che un apotenza europea era stata sconfitta per possesso di una colonia. Questo portò Crispi a dimettersi. La politica coloniale aggravò le tensioni sociali dell'Italia perchè le spese militari provocarono un aumento delle tasse e causarono malcontento e ripresse. Nel 1900 a Monza un anarchico uccide il re Umberto I e il governo passò ai progressisti, contrari alla politica utoritaria.
LA CHIESA
La chiesa era rimasta in contrasto con il Regno d'Italia perchè quest'ultimo le veva sottratto partre del territorio e le leggi andavano contreo gli interessi dello satto pontificio. Nolti cattolici decisero di obbedire al Non expedit che reccomandava loro di di partecipare alla vita politica. Nel 1878 venne eletto Papa Leone XIII che dovette rivedere l'attegiamento nei confronti della questione sociale e nel 1891 publicò il Renum novarum che ribadiva la condanna del socialismo, criticava le distorzioni del capitalismo e proponeva una collaborazione tra le classi. Alcuni cattolici giudicvarono insufficenti le aperture del pontefice; nacque così il modernismo che si impeganva a rinnovare la chiesa
GIOVANNI GIOLITTI
Nel 1903 Giovanni Giolitti diventò Primo ministro e rimase in carica fino al 1914. Giolitti evitò i metodi repressivi contro le proteste popolari e lo stato lasciò che le controverse fossero risolte da accordi fra i sindacati e i proprietari terrieri. Il Partito socialista, sotto la giuda di Filippo Turati, aveva adottato una linea riformista. Turati guardò con interesse la politica di Giolitti il quale rispose creando la collaborazione politica dei socialisti riformisti. Il Primo ministro varò una serie di riforme: leggi a tutela del lavoro delle donne e dei bambini, sugli infurtuni, sull'invalidità e sulla vecchiaia, l'obbligo del riposo settimanale, il controllo da parte dello Stato del rispetto dell'obbligo scolastico. L'età di Giolitti fu caratterizzata da alcuni importanti progressi economici e da un aumento demografico. Nel 1908, inoltre, si verificò una crisi di sovrapproduzione. Il sud fu però escluso dallo sviluppo, colpito da calamità che aggravarono la situazione. Nel Sud, infatti, la terra era concentrata nelle mani di pochi "baroni", che facevano vivere nella miseria milioni di contadini.
SI CONCLUDE L'ERA DI GIOLITTI
Nell'ultimo periodo del governo di Giolitti (tra il 1912 e il 1913) accadono due cose importanti:
- Giolitti riprese la politica coloniale e nel 1912 l'Italia dichiarò guerra all'impero ottomano e conquistò la Libia e le Isole del Dodecaneso.
- Giolitti, sempre nel 1912, introdusse il suffragio universale maschile, con alcune restrizioni per i cittadini sotto i 30 anni, per la prima volta, però, potevano votare contadini e operai.
Nel marzo 1914 la presidenza del consiglio passò ad Antonio Salandra; nell'estate di quell'anno scoppiarono diverse proteste e si mobilitarono tutte le forze della sinistra in quella che fu chiamata "settimana rossa". Salandra bloccò gli sciperi con metodi repressivi.