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Le figure femminili nell' odissea

Matilde Consales

Created on February 28, 2025

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Transcript

Le figure femminili nell' odissea

Matilde Consales, Alessia Romagnuolo e Ginevra Terzo 3°C A.S. 2024/2025
Sottotitolo
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Indice

5.Affascinante e astuta: Calipso 1
6.Affascinante e astuta: Calipso 2
1.L'Odissea e i suoi valori
7.Le altre figure femminili
2. La donna nel poema omerico
8. Bibliografia
3. L'Importanza delle donne nel viaggio di Odisseo

4. Genealogia

L'Odissea

e i suoi valori

.I valori che vengono messi più in risalto nel poema sono: 1. Μῆτις (Mêtis) – Astuzia, intelligenza strategica • Ulisse è noto per la sua mêtis, ovvero la capacità di usare l’ingegno per superare ostacoli, come nell’episodio del cavallo di Troia o con Polifemo. 2. Ξενία (Xenía) – Ospitalità sacra • Nell’epoca omerica, l’ospitalità era un valore fondamentale: chi accoglieva gli stranieri era benedetto dagli dèi. La xenía viene violata dai Proci, che abusano dell’ospitalità di Penelope. 3. Νόστος (Nóstos) – Ritorno in patria • Il tema centrale dell’Odissea: il desiderio e il viaggio di ritorno a casa. Ulisse affronta innumerevoli ostacoli per riconquistare la sua patria, Itaca. 4. Πίστις (Pístis) – Fedeltà, lealtà • Penelope incarna la pístis, rimanendo fedele a Ulisse nonostante la lunga assenza. Anche il protagonista dimostra fedeltà alla sua terra e ai suoi valori.

L’Odissea è un poema epico attribuito a Omero, composto nell’VIII secolo a.C. Narra il lungo viaggio di ritorno di Ulisse (Odisseo) verso Itaca dopo la guerra di Troia, durato dieci anni. Durante il viaggio, Ulisse affronta molte prove, tra cui l’incontro con il ciclope Polifemo, la maga Circe, le sirene e il regno dei morti. Dopo mille peripezie e con l’aiuto della dea Atena, Ulisse torna a casa, dove sconfigge i Proci, pretendenti di sua moglie Penelope, e si ricongiunge con lei e il figlio Telemaco. Il poema esalta valori come l’astuzia, la fedeltà e il coraggio.

5. Τιμή (Timḗ) – Onore, prestigio • Il rispetto e il valore sociale erano fondamentali nell’epoca omerica. Ulisse lotta per riaffermare il suo timḗ contro i Proci. 6. Δίκη (Díkē) – Giustizia • Il poema riflette l’importanza della díkē, la giustizia divina e umana. Il ritorno di Ulisse porta equilibrio punendo coloro che hanno trasgredito le leggi dell’ospitalità. Questi valori rappresentano il codice morale dell’eroe e della società greca arcaica, riflettendo il loro ideale di comportamento e virtù.

La donna nel poema omerico

Nell'Odissea, le figure femminili sono rappresentate in modo sfaccettato e complesso e sono tutte delineate nella loro individualità e nelle loro sfumature. Omero descrive diverse tipologie di donne, che vanno dall'ideale di fedeltà e saggezza fino alla seduzione e al potere magico. La bellezza è la prima caratteristica su cui si sofferma il cantore; infatti, l'immagine femminile che emerge nel poema è quella di una donna molto bella.

Per questo, l'Odissea è stata considerata "il poema delle donne", proprio perché Omero si è voluto soffermare molto di più sulla figura femminile che su quella maschile rispetto all'Iliade. Inoltre le donne omeriche sono molto più libere delle donne della Grecia classica, che erano considerate degli esseri privi di ragione e di intelletto.

L'importanza delle donne nel viaggio di Odisseo

Donne come aiuti e punti di riferimento

Nausicaa: Giovane principessa dei Feaci, rappresenta l’ospitalità e la purezza. Aiuta Odisseo dandogli vestiti e indicandogli la strada per la reggia del padre Alcinoo. Penelope: La fedeltà e l’intelligenza incarnate. Inganna i Proci con la tela e resta fedele a Odisseo, simboleggiando il premio finale del suo viaggio: il ritorno a casa.

Nell’Odissea, le donne giocano un ruolo chiave nel destino di Odisseo, influenzando il suo viaggio sia come ostacoli che come aiuti. La loro presenza rappresenta diverse sfaccettature della femminilità e della società greca.

Donne come ostacoli e tentazioni

Significato simbolico

Calipso: Simboleggia il desiderio e l’immortalità, trattenendo Odisseo per sette anni sull’isola di Ogigia. Lei offre amore eterno e una vita senza dolore, ma Odisseo rifiuta perché desidera tornare a casa. Circe: Una maga potente che inizialmente trasforma i compagni di Odisseo in porci. Dopo essere stata “domata” dall’eroe, lo ospita per un anno, diventando un’alleata e consigliandolo sulla discesa nell’Ade.

Le donne nell’Odissea incarnano scelte morali e ostacoli che Odisseo deve superare per maturare come eroe. Calipso e Circe rappresentano la tentazione e la permanenza nell’oblio, mentre Nausicaa e Penelope lo riportano alla realtà e alla sua identità di re e marito. Quindi, il viaggio di Odisseo non è solo fisico ma anche interiore: attraverso le donne che incontra, definisce sé stesso e il suo destino.

Affascinante e astuta: Calipso

Calipso era una ninfa, considerata bellissima e, soprattutto, immortale. Quando Ulisse approdò sull'isola di Ogigia (canto V), Calipso se ne innamorò e lo tenne con sé per sette lunghi anni, offrendogli l'immortalità in cambio del suo amore, che però l'eroe rifiutava costantemente. La ninfa lasciò andare Ulisse solo dopo aver ricevuto un ordine da parte di Ermes, il messaggero degli dèi, mandato in quell'occasione da Zeus, che le consigliava di lasciarlo partire e, a malincuore, acconsentì.

Calipso e Ulisse sull' isola di Ogigia

(vv. 83-115) • Quando Ermes porta il messaggio, Calipso si mostra inizialmente indignata, lamentando l’ingiustizia degli dèi che impediscono alle dee di trattenere gli uomini mortali come amanti, mentre gli dèi maschi fanno lo stesso senza problemi. Tuttavia, si sottomette alla volontà di Zeus.

Genealogia

Calipso deriva dal verbo greco kalýpto (καλύπτω), «nascondere» o «coprire».Era figlia di Atlante e Teti o Oceano e Pleione . Da Ulisse partorì i figli Nausitoo e Nausinoo, che nell'Odissea sono chiamati Feacio e Ausonio. Calipso appare anche tra i nomi delle Nereidi (ninfe marine, figlie di Nereo e Doride)

Calipso viveva sull'isola di Ogigia, situata nel Mediterraneo.

Affascinante e astuta: Calipso

La ninfa era solita a trascorrere la maggior parte delle ore filando insieme alla compagnia delle schiave, le quali svolgevano le loro mansioni quotidiane intonando dei canti armoniosi.Aveva superato la fase della ribellione ed era giunta a quella della stanchezza, che aveva lentamente interiorizzato e abbracciato andando oltre. Accettava ora con quieta rassegnazione la sua condizione, ovvero la solitudine.

Come già detto prima, la ninfa, dal punto di vista estetico, era una donna dall'aspetto affascinante ma con un carattere complesso. Da un lato, è una dea potente, in grado di offrire l'immortaità ad Ulisse, dall'altro invece è una donna innamorata, ma non corrisposta, costretta a subire il volere degli dei e a vedere l’uomo che ama partire. Quello di Calipso sembra essere un personaggio avvolto da tristezza e malinconia che non può amare liberamente e che deve sottostare alle regole imposte dagli dei e questo la rende una persona tragica ma allo stesso tempo estremamente umana, nonostante la sua natura divina.

secondo Pascoli

Calipso

La dea, in seguito soprannominata “Nasconditrice” da Pascoli nei Poemi conviviali/L’ultimo viaggio, riuscirà a celare Ulisse agli occhi degli uomini per anni, ma nulla potrà contro la volontà degli dèi, che tutto osservano e governano. Il suo destino è segnato dalla solitudine e dall’abbandono: un fato amaro per una divinità che desiderava soltanto amare ed essere amata. Tuttavia, il suo sentimento resterà inevitabilmente inappagato, lasciandola immersa in una malinconia senza rimedio.

Altre figure femminili

Penelope

Circe

Atena

Nausica

Bibliografia

Fine!

  • studenti.it
  • ilpensierostorico.com
  • wikipedia.it
  • eroicafenice.com
  • genteeterritorio.it
Penelope

Penelope aveva tutte le caratteristiche positive che una donna poteva avere. Moglie di Odisseo, è vista come un simbolo di fedeltà incrollabile e furba. Le sue doti e virtù diventano simbolo dell’idea e del modello di donna greca: bella, regale, abilissima nella tessitura e fedele al marito e alla famiglia.

Nausica

Figlia di Alcino, re dell'isola dei Feaci. Nausica è una figura bellissima, descritta con i toni più delicati che il poeta potesse usare, considerata portatrice di una bellezza pura, ingenua, anche se non sprovveduta. Aiuta Ulisse dopo il suo naufragio nell'isola seguendo le perfette regole dell'ospitalità anche davanti uno sconosciuto

Atena

Figlia di Zeus, l’aiutante per eccellenza, che assiste continuamente l’eroe, sollecitandolo nel suo ritorno a casa. Uno dei suoi compiti principali era proprio quello di proteggere il figlio: Telemaco. Inoltre è l’unica figura femminile che ha non solo un ruolo definito, ma anche potere nel poema.

Circe

Omero narra una femminilità seducente, sprezzante, ammaliante, beffarda. Circe si mostra risoluta, decisa, volitiva, superiore alle accettazioni facili e ai compromessi volgari. Aiuterà Odisseo a scendere negli inferi dopo aver stabilito un patto con lui e dopo averlo trasformato in animale.

L'isola di Ogigia

in greco antico: Ὠγυγίη

Quest'isola viene descritta da Omero come un posto paradisiaco della felicità e dell'immortalità. Era presente una grande spelonca, dove risiedeva la ninfa, che vi dormiva con Ulisse. Attorno alla grotta vi erano un lussureggiante bosco, pieno di uccelli e svariati prati di sedano e viole e, dei rigogliosi tralci di vite domestica con quattro sorgenti d'acqua nei pressi.

Non si sa molto sulla posizione dell'isola, infatti gli sono state attribuite diverse collocazioni tra cui: Stretto di Gibilterra, l'isola di Gozo nell'arcipelago maltese o, in un isola nel sud della Grecia.