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Calandrino e l'elitropia

Chiara Di Nisio

Created on February 27, 2025

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Transcript

Calandrino e l'elitropia

da "Decameron", VIII, 3

LA NOVELLA:

La novella "Calandrino e l'elitropia fa parte dell'ottava giornata del Decameron, della quale è regina Lauretta, personaggio inserito da Boccaccio come omaggio a Laura de Noves.La narratrice della novella è Elissa. Il tema della giornata è quello della beffa di ogni sorta, attraverso il quale Boccaccio elogia la furbizia e l'intelligenza dei beffatori e disprezza gli stupidi vittime delle beffe.

SINTESI:

Maso del Saggio, conoscendo l'ingenuità di Calandrino, decide di tendergli un inganno. Gli racconta infatti dell'esistenza di alcune pietre magiche, tra cui una, chiamata l'elitropia, che aveva la proprietà di rendere invisibile chiunque la portasse con sè e che era presente anche nella loro contrada. Calandrino, dopo quell'incontro, corre subito dai suoi amici, Bruno e Buffalmacco, per coinvolgerli nell'impresa di ricercare e trovare l'elitropia. Gli amici burloni, capendo che il loro amico era vittima di una beffa, colgono l'occasione per ideare una beffa nella beffa. Il giorno dopo si riuniscono per cercare l'elitropia nel torrente Mugnone. Dopo che Calandrino ha raccolto una gran quantità di sassi neri, i due amici, per fargli credere di aver trovato la pietra magica, fanno finta di non vederlo più. Poi, fingendo di lanciare con rabbia ciottoli a caso, si divertono a colpire lo sciocco, che sopporta tutto in silenzio, persuaso di essere invisibile. A reggere il gioco sono anche le guardie della dogana, che lasciano passare lo stolto indisturbato. Neanche quando, rientrato a casa, la moglie dimostra di vederlo Calandrino capisce di essere stato beffato, anzi, da la colpa alla donna ignara di tutto e la picchia ripetutamente, accusandola, in quanto donna, di aver annullato il valore magico della pietra. Gli amici intervengono in difesa della donna e lo convincono che non è stata la moglie, ma il suo comportamento imprevidente a far svanire il potere magico dell'elitropia. La novella si conclude con l'immagine dei sassi del torrente che occupano inutilmente la casa, senza che la beffa sia stata svelata.

ANALISI:

PERSONAGGI: Il protagonista è Calandrino, uomo ingenuo e sciocco, vittima delle beffe, rappresenta la personificazione della dabbenaggine umana. Gli antagonisti sono coloro che beffano Calandrino e sono:-Maso del Saggio, che si prende gioco dello sciocco inventandosi storie e usando termini inesistenti e senza senso - Bruno e Buffalmacco, che assecondano la beffa di Maso e prendono spesso in giro Calandrino. AMBIENTAZIONE: La novella è ambientata a Firenze. FINALITA' E SCOPI: Boccaccio vuole elogiare l'astuzia e l'intelligenza dei beffatori e disprezzare gli stupidi vittime delle beffe. Infatti egli riteneva che la furbizia, l'intelligenza e la prontezza d'animo fossero valori fondamentali per saper fare affari. MESSAGGIO MORALE: La morale di questa novella è centrata sull'ingenuità umana e sugli effetti della credulità e della stoltezza, oltre alla superstizione e all'avidità.