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campi elisi
dario malfitana
Created on February 27, 2025
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Transcript
Presentation
campi elisi
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inferno
campi elisi
I Campi Elisi sono secondo la mitologia greca e romana il luogo nel quale, dopo la morte, dimoravano le anime di coloro i quali erano i più amati dagli dei. Per i greci i Campi Elisi erano collocati sotto terra, come il resto del regno dei morti, i "beati" vi conservavano le loro spoglie mortali e si dedicavano a tutte quelle occupazioni che in vita erano state più gradite. Anche nella religione romana ricorre spesso la descrizione di questi luoghi, come quella contenuta nell'Eneide, Virgilio però, a differenza di Omero, colloca l'Elisio all'estremo confine occidentale della Terra, in un luogo non sotterraneo, nei pressi dell'Oceano.
campi elisi in virgilio
I Campi Elisi (in greco Ἠλύσιον πεδίον, Elysion pedion) sono un concetto della mitologia greca che rappresenta un luogo di felicità e riposo eterno destinato agli eroi e alle anime giuste dopo la morte. Vengono descritti come una sorta di "paradiso", un luogo ideale dove si gode di pace, bellezza e serenità per l'eternità, lontano dalle sofferenze dell'inferno o del regno dei morti. I Campi Elisi non sono un luogo comune a cui vanno tutte le anime, ma piuttosto una sorta di ricompensa per coloro che sono stati giusti e valorosi durante la vita. Secondo le credenze dell'epoca, non tutte le anime avevano accesso a questo luogo. Sono spesso descritti come un vasto e magnifico campo verde, ricoperto di fiori e con una natura lussureggiante, un paesaggio idilliaco. Gli eroi e le anime giuste non sono soggetti alla morte o alla sofferenza, ma vivono eternamente in uno stato di beatitudine. Alcune fonti descrivono anche la presenza di una vita dedicata a compiere attività piacevoli, come la caccia o il banchetto, come in una sorta di eterna festa.
VIRGILIO descrive così i campi elisi:"… tuttavia recati prima nelle inferne sedi di Dite; nel profondo Averno, figlio, vieni all'incontro con me. Non m'accoglie l'empio Tartaro, tristi ombre; mi trovo nelle amene adunanze dei pii e nell'Eliso. La casta Sibilla ti condurrà qui per molto sangue di nere vittime. Allora apprenderai tutta la tua discendenza e le mura assegnate ". (libro V, 731 - 737) La Sibilla che parla con Enea.
in grecia
I Campi Elisi non sono sempre legati al merito, e soprattutto il merito è un concetto che cambia secondo le epoche e i punti di vista. Per esempio nell'Odissea, Omero annuncia che Menelao è destinato ai Campi Elisi, in quanto marito di Elena figlia di Zeus, pertanto l'aver sopportato di buon animo il tradimento della moglie diventa un merito agli occhi degli Dei. Una specie di nepotismo, che nulla ha a che fare con i meriti. In realtà si tratta di un retaggio matriarcale per cui la regina sacerdotessa è più importante del re guerriero, in quanto la regalità è appannaggio della donna e l'uomo può acquisirla solo mediante matrimonio. Ne fa fede Egisto che diventa re perchè ha sposato la regina Clitennestra. Dunque tempo che vivi usi che trovi. I guerrieri morti in battaglia vanno nei Campi Elisi ma pure i filosofi, almeno in Grecia.
l'entrata nei campi elisi non dipende dai meriti come li intendiamo noi
ma dipendono da una sorta di retaggio matriarcale
esiodo
Esiodo non menziona esplicitamente i Campi Elisi nelle sue opere principali, Teogonia e Le Opere e i Giorni. Tuttavia, fa riferimento a un concetto simile: l'Isola dei Beati (Makáron Nēsoi), un luogo riservato agli eroi dopo la morte.Nelle Opere e i Giorni (vv. 167-173), Esiodo descrive la quarta generazione, quella degli eroi (dopo l'Età dell'Oro, dell'Argento e del Bronzo). Questi uomini, una volta morti, non andarono negli Inferi, ma furono trasferiti nelle Isole dei Beati, governate da Crono e situate ai confini del mondo. Qui vivevano in pace, senza dolori, in un ambiente idilliaco. Questa idea è simile a quella dei Campi Elisi, che saranno descritti più dettagliatamente da autori successivi come Pindaro e Virgilio. I Campi Elisi, nella tradizione greco-romana più tarda, diventeranno la dimora delle anime virtuose nell'aldilà, situati nel regno di Ade o ai margini del mondo. Quindi, sebbene Esiodo non usi il termine "Campi Elisi", il concetto dell'Isola dei Beati anticipa questa idea e rientra nella stessa tradizione mitologica
PINDARO
Pindaro parla di un'isola luminosa e beata dove le anime giuste vivono in una condizione di eterna felicità, senza dolore né fatiche, godendo di un clima perfetto e di ogni piacere. Qui regna Crono, che governa con l’aiuto di Radamanto, il giusto giudice delle anime.In sintesi, per Pindaro i Campi Elisi (o l’Isola dei Beati) sono un luogo di premio ultraterreno per gli uomini giusti ed eroici, caratterizzato da una felicità eterna e da una natura perfetta. Per Pindaro l'entrata all'interno dei campi elisi diventa una ricompensa per i giusti.