le regole del metodo cartesiano
Alessia Scarpellino 4As
"cogito ergo sum"
Curiosità Cartesio scelse una vita molto solitaria e appartata: solo raramente usciva da casa e i suoi rapporti con il mondo scientifico erano fondati principalmente su un fitto scambio di lettere. Il suo motto era: «Bene vixit qui bene latuit» («Visse bene chi ben si nascose»).
iniziamo!
- La vita
René Descartes, conosciuto come Cartesio, nacque nel 1596 a La Haye, nella regione francese della Turenna.
Nel 1618 si arruolò nell’esercito andò a combattere in Germania nella Guerra dei Trent’anni.
gli interessi di Cartesio si concentrarono soprattutto sulla matematica, sulla geometria, sull’ottica e sulla logica
Mentre era ancora nell'esercito, il 10 novembre 1619, fece tre sogni durante i quali ebbe un’intuizione fondamentale per tutta la costruzione del suo pensiero filosofico
Cartesio cominciò a elaborare i principi di una scienza nuova, che avesse un unico metodo valido per tutti i campi del sapere.
Cartesio viene comunemente ritenuto il fondatore del pensiero filosofico moderno,
Nel 1637, pubblicò tre saggi scientifici che erano preceduti da una prefazione intitolata Discorso sul metodo
Next
La diottrica, le meteore la geometria
-Il discorso sul metodo
IL metodo è una narrazione biografica, in prima persona. Contiene l'esaltazione di un metodo razionale, metodo destinato a guidare l'uomo verso la conoscenza
E' un discorso diviso in sei macro-unità:La prima è autobiografica. La seconda riguarda le quattro regole fondamentali sul metodo di ricerca La terza contiene l'esposizione della morale provvisoria (scandita in tre parti) La quarta riguarda i temi centrali della sua metafisica (il cogito ergo sum,l'io come sostanza pensante,il dualismo tra res cogitans e res extensa e la dimostrazione dell'esistenza di Dio)La quinta è un'esposizione della fisica Cartesiana La sesta rappresenta una conclusione positiva in cui Cartesio auspica la collaborazione tra scienzioati necessaia per il progresso della scienza
Il problema Cartesiano è andare al di là dell'incertezza delle conoscenze frammentarie, opinabili. Cartesio è ossessionato dall'impossibilità di poter elaborare una conoscenza vera e certa
DOXA -> ALETHEIA
Next
-Elaborazione
I REGOLA DELL'EVIDENZA
Bisogna accogliere come vero soltanto ciò che è evidentemente tale
ESEMPIO >La somma degli angoli interni di un triangolo è 180° "la chiarezza è una prerogativa della verità"
Io prendo per vere le cose che sono evidentemente vere, cioè che per essere vere non hanno bisogno di niente che lo dimostri -NON DEDUCO L'EVIIDENZA DELLA LORO VERIDICITA' DA NIENTE SE NON DA LORO STESSI-
I REGOLA DELL'ANALISI
Dopo essere partiti da ciò che è evidente di persè, lo analizzo e lo divido in sottoproblemi più semplici
ESEMPIO solido irregolare = problema perchè non conosco il volume RISOLUZIONE divido il solido in figure più piccole e regolari di cui posso conoscere il volume
Next
SINTESI
Una totalità complessiva analizzata nelle singole parti semplici, non sarà più una totalità complessa LA SOMMA DI UNITA' DECODIFICATE E' SEMPLICE universale -> particolare
Dopo aver affrontato il problema complesso, averlo scomposto e analizzato, bisogna compiere un'opera di sintesi e unificare le parti semplici da affrontare nella totalità
Enumerazione
Secondo cartesio ogni passaggio analitico sintetico va numerato. Per eseguire alla fine una verifica dei passaggi
Next
La morale provvisoria
Cartesio è un filosofo teoretico.Nella terza parte del metodo fonda la morale provvisoria, una sorta di guida quotidiana per l'aspetto pratico ed etico della vita dell'uomo.
1. OBBEDIRE ALLE LEGGI E AI COSTUMI DEL PROPRIO PAESE
2. PERSEVERARE NELLE PROPRIE AZIONI IN MANIERA PIU' FERMA E RISOLUTA POSSIBILE
3. SFORZARSI SEMPRE DI VINCERE SE STESSI
4. COLTIVARE LA RAGIONE E PROGREDIRE NELLA CONOSCENZA
"Caro uomo la maggior parte dei desideri prodotti non sono realizzabili " Arthur Schopenhauer
"Anche Aristotele nicomachea scrive le regole che l'uomo deve osservare per raggiungere la felicità"
Moderazione= salvezza
Next
Condizione necessaria da rispettare:Non è lecito accettare come vero un qualsiasi asserto che sia inquinato dal dubbio o da qualche possibile perplessità
La metafisica di Cartesio
Elaborate ed elencate le regole del metodo bisogna applicarle e dimostrarne l'universalità e fecondità.Cartesio applica le sue regole al sapere tradizionale per vedere se esso contenga qualche verità talmente chiara e distinta da sottrarsi a qualsiasi ragione di dubbio
3. DUALISMO RES COGITANS E RES EXTENSA
2. AFFERMAZIONE DELL'IO COME SOSTANZA PENSANTE
4. DIMOSTRAZIONE ESISTENZA DI DIO
1. COGITO ERGO SUM
"L'errore è imputabile alla volontà dell'uomo, quando assente e nozioni non sufficientemente chiare e distinte"
Next
Per fondare il metodo si pone un'alta domanda, qual è l'evidenza che non ha bisogno di null'altro per essere evidente?OBBIETTIVO: ricerca dell'evidenza delle evidenze che non necessita di determinazione
Per andare alla ricerca di questa evidenza, Cartesio si avvale di un dubbio
Dubbio metodico: cioè dubita di tutto
Dubbio iperbolico: dubiterà di tutto in maniera estrema
"Il quadrato di cui devo calcolare l'area" E' evidentemente un quadrato? esiste? è lì? E io che mi interrogo sulla sua natura, esisto davvero?
Devo partire dalle evidenze? ma sono davvero evidenze o le devo presupporre come tali?
1. Qual è il problema da cui partire?
Esiste un'evidenza ontologicamente prioritaria da cui partire?
2. La verità che appare davanti a me, appare come è o è un'apparenza? Io sono un'apparenza?
Applichiamo il processo metodologico del dubbio
3. Poichè voglio fondare una conoscenza vera e certa devo escludere tutto ciò su cui è possibile dubitare poichè di natura incerta
I nostri sensi sbagliano (ci ingannano), ma se i nostri sensi sbagliano sempre come faccio a ragionare sulla geometria?A tal punto il dubbio si fa iperbolico E se la mia realtà fosse un sogno, dentro a un sogno, magari c'è un demone scherzoso che ci vuole ingannare
Next
Cosa c'è di vero nella realtà? Cosa posso mettere alla berlina dubitando della sua totalità?Tutto è radicalmente dubitabile. C'è però una salvezza, le cose rappresentate in maniera semplice: " IL MONDO MATEMATICO E GEOMETRICO "
INGANNATORE
DUBITO DI TUTTO
SENSI
REALTA'
ILLUSIONI
Dubbio iperbolico: dubiterà di tutto in maniera estrema
Agostino aveva criticato gli scetticii quali dicevano: non si può affermare con certezza che qualcosa sia falso. "NULLA E' VERO, MA ALMENO E' VERO, CHE NULLA E' VERO"
ma quindi, io esisto? la mia mano esiste? se si, ha cinque dita? come posso saperlo se vedo il falso?
1. Devo dimostrare quindi che io esisto
Da qui si evince che io esisto, perchè dubito. Io esisto come sostanza pensante COGITO ERGO SUM
Calcola l'area della cattedraPROBLEMA Io esisto, ma la cattedra? IOOIO
I sensi possono sbagliare, quindi, siamo sicuri di ciò che ci circonda? Nel momento in cui metto in dubbio me stesso, allora esisto La RES COGITANS si autoevidenza
Next
Uno degli aspetti fondamentali del razionalismo cartesiano è il dualismo tra RES COGITANS (anima, spirito, pensiero) e RES EXTENSA (la materia, il corpo).
L'uomo è l'unione delle due
Sono però sostanze diametralmente opposte
La RES EXTENSA è:meccanica estesa involontaria materiale
La RES COGITANS è:libera inestesa volontaria immateriale
Che visione ha del corpo e della mente Cartesio?
Il linguaggio nobilita l'uomo
è come fosse un meccanismo perfettamente in armonia. L'uomo è una macchina basata su automatismi
Il corpo è una macchina guidata da nervi che conducono gli impulsi alla ghiandola pineale
Che rapporto c'è tra mente e corpo?
IGira tutto intorno alla ghiandola pineale, che riceve gli input da tutto il corpo e li sintetizza, rappresenta quindi il raccordo mente-corpo.Il mio corpo non è un battello che guido da "ospite", quest'ultimo ed io siamo uniti nonostante siamo agli antipodi
Next
Come il corpo influenza l'anima e viceversa?L'uomo ha due funzioni: 1. LE AZIONI, volontarie, l'anima comanda ai miei nervi di muoversi 2. LE PASSIONI, involontarie, che attivano il nostro corpo inaspettatamente (i sentimenti)
Le passioni sono utili e se comprese a pieno, indicano un equilibrato e metodico stile di vita ."il filosofo, il saggio, l'uomo più felice è colui che controlla le sue passioni poichè le passioni più smodate rendono schiavi"
A questo punto Cartesio ricorre a Dio, corrispondenza biunivoca tra anima e corpo.La certezza che esista un mondo esterno cosi com'è è garantita da Dio
Se il dubbio ci porta alla certezza dell'io come essere pensante, io dubito, io penso, io sono RES COGITANS
Come abbiamo la certezza che ciò che appare è relamente ciò che è?
Per dimostrare Dio partiamo dalle idee:"il contenuto della mente umana"
Abbiamo 3 tipi di ideeAVVENTIZIE: cioè che derivano dall'esperienza FITTIZIE: derivanti da elaborazioni umane INNATE: è insita nella nostra anima, Dio è l'dea innata per eccellenza
Next
L'idea di Dio è inventata? noL'idea di Dio è l'idea di un essere perfetto. Ciò sarà il punto di partenza per la dimostrazione dell'esistenza di Dio. Abbiamo 3 dimostrazioni
PRIMA DIMOSTRAZIONE
TERZA DIMOSTRAZIONE
SECONDA DIMOSTRAZIONE
L'uomo è un essere pensante, io come pensiero, posso produrre idee, ma può un pensiero umano essere imperfetto e produrre l'dea di Dio che è un essere perfetto? La risposta è no Il filosofo si rifà all'idea Anselmina di Dio
Se fosse stato un uomo a creare l'idea di Dio perfetto perchè non ha creato se stesso mediante lo stesso criterio?
E' la teoria di Sant'Anselmo riproposta, rielaborata e applicata sottoforma di prova ontologica matematizzata e geometrizzata: "come dalla definizione di triangolo non può che non derivare che la somma degli angoli interni debba essere uguale a 180 gradi, cosi dalla definizione di Dio non può che derivare l'esistenza
L'uomo può inventare un drago, una sirenetta, ma non Dio
Un'idea perfetta non può derivare da un essere imperfetto
critica: tale affermazione è una cautologia!
Next
La fisica Cartesiana
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1. AGOSTINO
2. GIAMBATTISTA VICO
3. HEGEL
Il cogito cartesiano fu tuttavia contestato da vari suoi contemporanei. Ad esempio Giambattista Vico rimproverava a Cartesio di aver identificato tutto l'essere con la propria realtà interiore, riducendo l'ontologia ad una mera conseguenza dei suoi pensieri, e affermando se stesso come la realtà assoluta. Secondo Vico, invece, qualcosa diventa reale solo quando si fa storia, sulla base del modo specifico che ha l'uomo di esistere e di estrinsecare le Idee divine nel mondo. Vico si rifà in proposito all'antica distinzione tra essere ed esistere, in virtù della quale Cartesio non avrebbe potuto affermare «penso dunque sono», bensì «penso dunque esisto»: in altri termini, il suo cogito ha un valore relativo e non assoluto.
Estimatore di Cartesio sarà invece Hegel, il quale, salutandolo come l'iniziatore del pensiero moderno dopo secoli di filosofia presunta "misticheggiante", dirà di lui: «Qui possiamo dire che siamo a casa e, come il navigante dopo una lunga peripezia su un mare tumultuoso, possiamo gridare "Terra!"».
Con il cogito ergo sum Cartesio sembra in parte rifarsi alla filosofia di Agostino e alla sua affermazione Si fallor sum (Se sbaglio esisto), ma in realtà ne capovolge radicalmente la prospettiva: Per Agostino, infatti, il dubbio era espressione della verità, e significava che io ho la capacità di dubitare solo in quanto c'è una Verità che mi trascende e rende possibile il mio pensiero.
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le regole del metodo cartesiano
Alessia Scarpellino
Created on February 26, 2025
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le regole del metodo cartesiano
Alessia Scarpellino 4As
"cogito ergo sum"
Curiosità Cartesio scelse una vita molto solitaria e appartata: solo raramente usciva da casa e i suoi rapporti con il mondo scientifico erano fondati principalmente su un fitto scambio di lettere. Il suo motto era: «Bene vixit qui bene latuit» («Visse bene chi ben si nascose»).
iniziamo!
- La vita
René Descartes, conosciuto come Cartesio, nacque nel 1596 a La Haye, nella regione francese della Turenna.
Nel 1618 si arruolò nell’esercito andò a combattere in Germania nella Guerra dei Trent’anni.
gli interessi di Cartesio si concentrarono soprattutto sulla matematica, sulla geometria, sull’ottica e sulla logica
Mentre era ancora nell'esercito, il 10 novembre 1619, fece tre sogni durante i quali ebbe un’intuizione fondamentale per tutta la costruzione del suo pensiero filosofico
Cartesio cominciò a elaborare i principi di una scienza nuova, che avesse un unico metodo valido per tutti i campi del sapere.
Cartesio viene comunemente ritenuto il fondatore del pensiero filosofico moderno,
Nel 1637, pubblicò tre saggi scientifici che erano preceduti da una prefazione intitolata Discorso sul metodo
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La diottrica, le meteore la geometria
-Il discorso sul metodo
IL metodo è una narrazione biografica, in prima persona. Contiene l'esaltazione di un metodo razionale, metodo destinato a guidare l'uomo verso la conoscenza
E' un discorso diviso in sei macro-unità:La prima è autobiografica. La seconda riguarda le quattro regole fondamentali sul metodo di ricerca La terza contiene l'esposizione della morale provvisoria (scandita in tre parti) La quarta riguarda i temi centrali della sua metafisica (il cogito ergo sum,l'io come sostanza pensante,il dualismo tra res cogitans e res extensa e la dimostrazione dell'esistenza di Dio)La quinta è un'esposizione della fisica Cartesiana La sesta rappresenta una conclusione positiva in cui Cartesio auspica la collaborazione tra scienzioati necessaia per il progresso della scienza
Il problema Cartesiano è andare al di là dell'incertezza delle conoscenze frammentarie, opinabili. Cartesio è ossessionato dall'impossibilità di poter elaborare una conoscenza vera e certa
DOXA -> ALETHEIA
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-Elaborazione
I REGOLA DELL'EVIDENZA
Bisogna accogliere come vero soltanto ciò che è evidentemente tale
ESEMPIO >La somma degli angoli interni di un triangolo è 180° "la chiarezza è una prerogativa della verità"
Io prendo per vere le cose che sono evidentemente vere, cioè che per essere vere non hanno bisogno di niente che lo dimostri -NON DEDUCO L'EVIIDENZA DELLA LORO VERIDICITA' DA NIENTE SE NON DA LORO STESSI-
I REGOLA DELL'ANALISI
Dopo essere partiti da ciò che è evidente di persè, lo analizzo e lo divido in sottoproblemi più semplici
ESEMPIO solido irregolare = problema perchè non conosco il volume RISOLUZIONE divido il solido in figure più piccole e regolari di cui posso conoscere il volume
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SINTESI
Una totalità complessiva analizzata nelle singole parti semplici, non sarà più una totalità complessa LA SOMMA DI UNITA' DECODIFICATE E' SEMPLICE universale -> particolare
Dopo aver affrontato il problema complesso, averlo scomposto e analizzato, bisogna compiere un'opera di sintesi e unificare le parti semplici da affrontare nella totalità
Enumerazione
Secondo cartesio ogni passaggio analitico sintetico va numerato. Per eseguire alla fine una verifica dei passaggi
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La morale provvisoria
Cartesio è un filosofo teoretico.Nella terza parte del metodo fonda la morale provvisoria, una sorta di guida quotidiana per l'aspetto pratico ed etico della vita dell'uomo.
1. OBBEDIRE ALLE LEGGI E AI COSTUMI DEL PROPRIO PAESE
2. PERSEVERARE NELLE PROPRIE AZIONI IN MANIERA PIU' FERMA E RISOLUTA POSSIBILE
3. SFORZARSI SEMPRE DI VINCERE SE STESSI
4. COLTIVARE LA RAGIONE E PROGREDIRE NELLA CONOSCENZA
"Caro uomo la maggior parte dei desideri prodotti non sono realizzabili " Arthur Schopenhauer
"Anche Aristotele nicomachea scrive le regole che l'uomo deve osservare per raggiungere la felicità"
Moderazione= salvezza
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Condizione necessaria da rispettare:Non è lecito accettare come vero un qualsiasi asserto che sia inquinato dal dubbio o da qualche possibile perplessità
La metafisica di Cartesio
Elaborate ed elencate le regole del metodo bisogna applicarle e dimostrarne l'universalità e fecondità.Cartesio applica le sue regole al sapere tradizionale per vedere se esso contenga qualche verità talmente chiara e distinta da sottrarsi a qualsiasi ragione di dubbio
3. DUALISMO RES COGITANS E RES EXTENSA
2. AFFERMAZIONE DELL'IO COME SOSTANZA PENSANTE
4. DIMOSTRAZIONE ESISTENZA DI DIO
1. COGITO ERGO SUM
"L'errore è imputabile alla volontà dell'uomo, quando assente e nozioni non sufficientemente chiare e distinte"
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Per fondare il metodo si pone un'alta domanda, qual è l'evidenza che non ha bisogno di null'altro per essere evidente?OBBIETTIVO: ricerca dell'evidenza delle evidenze che non necessita di determinazione
Per andare alla ricerca di questa evidenza, Cartesio si avvale di un dubbio
Dubbio metodico: cioè dubita di tutto
Dubbio iperbolico: dubiterà di tutto in maniera estrema
"Il quadrato di cui devo calcolare l'area" E' evidentemente un quadrato? esiste? è lì? E io che mi interrogo sulla sua natura, esisto davvero?
Devo partire dalle evidenze? ma sono davvero evidenze o le devo presupporre come tali?
1. Qual è il problema da cui partire?
Esiste un'evidenza ontologicamente prioritaria da cui partire?
2. La verità che appare davanti a me, appare come è o è un'apparenza? Io sono un'apparenza?
Applichiamo il processo metodologico del dubbio
3. Poichè voglio fondare una conoscenza vera e certa devo escludere tutto ciò su cui è possibile dubitare poichè di natura incerta
I nostri sensi sbagliano (ci ingannano), ma se i nostri sensi sbagliano sempre come faccio a ragionare sulla geometria?A tal punto il dubbio si fa iperbolico E se la mia realtà fosse un sogno, dentro a un sogno, magari c'è un demone scherzoso che ci vuole ingannare
Next
Cosa c'è di vero nella realtà? Cosa posso mettere alla berlina dubitando della sua totalità?Tutto è radicalmente dubitabile. C'è però una salvezza, le cose rappresentate in maniera semplice: " IL MONDO MATEMATICO E GEOMETRICO "
INGANNATORE
DUBITO DI TUTTO
SENSI
REALTA'
ILLUSIONI
Dubbio iperbolico: dubiterà di tutto in maniera estrema
Agostino aveva criticato gli scetticii quali dicevano: non si può affermare con certezza che qualcosa sia falso. "NULLA E' VERO, MA ALMENO E' VERO, CHE NULLA E' VERO"
ma quindi, io esisto? la mia mano esiste? se si, ha cinque dita? come posso saperlo se vedo il falso?
1. Devo dimostrare quindi che io esisto
Da qui si evince che io esisto, perchè dubito. Io esisto come sostanza pensante COGITO ERGO SUM
Calcola l'area della cattedraPROBLEMA Io esisto, ma la cattedra? IOOIO
I sensi possono sbagliare, quindi, siamo sicuri di ciò che ci circonda? Nel momento in cui metto in dubbio me stesso, allora esisto La RES COGITANS si autoevidenza
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Uno degli aspetti fondamentali del razionalismo cartesiano è il dualismo tra RES COGITANS (anima, spirito, pensiero) e RES EXTENSA (la materia, il corpo).
L'uomo è l'unione delle due
Sono però sostanze diametralmente opposte
La RES EXTENSA è:meccanica estesa involontaria materiale
La RES COGITANS è:libera inestesa volontaria immateriale
Che visione ha del corpo e della mente Cartesio?
Il linguaggio nobilita l'uomo
è come fosse un meccanismo perfettamente in armonia. L'uomo è una macchina basata su automatismi
Il corpo è una macchina guidata da nervi che conducono gli impulsi alla ghiandola pineale
Che rapporto c'è tra mente e corpo?
IGira tutto intorno alla ghiandola pineale, che riceve gli input da tutto il corpo e li sintetizza, rappresenta quindi il raccordo mente-corpo.Il mio corpo non è un battello che guido da "ospite", quest'ultimo ed io siamo uniti nonostante siamo agli antipodi
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Come il corpo influenza l'anima e viceversa?L'uomo ha due funzioni: 1. LE AZIONI, volontarie, l'anima comanda ai miei nervi di muoversi 2. LE PASSIONI, involontarie, che attivano il nostro corpo inaspettatamente (i sentimenti)
Le passioni sono utili e se comprese a pieno, indicano un equilibrato e metodico stile di vita ."il filosofo, il saggio, l'uomo più felice è colui che controlla le sue passioni poichè le passioni più smodate rendono schiavi"
A questo punto Cartesio ricorre a Dio, corrispondenza biunivoca tra anima e corpo.La certezza che esista un mondo esterno cosi com'è è garantita da Dio
Se il dubbio ci porta alla certezza dell'io come essere pensante, io dubito, io penso, io sono RES COGITANS
Come abbiamo la certezza che ciò che appare è relamente ciò che è?
Per dimostrare Dio partiamo dalle idee:"il contenuto della mente umana"
Abbiamo 3 tipi di ideeAVVENTIZIE: cioè che derivano dall'esperienza FITTIZIE: derivanti da elaborazioni umane INNATE: è insita nella nostra anima, Dio è l'dea innata per eccellenza
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L'idea di Dio è inventata? noL'idea di Dio è l'idea di un essere perfetto. Ciò sarà il punto di partenza per la dimostrazione dell'esistenza di Dio. Abbiamo 3 dimostrazioni
PRIMA DIMOSTRAZIONE
TERZA DIMOSTRAZIONE
SECONDA DIMOSTRAZIONE
L'uomo è un essere pensante, io come pensiero, posso produrre idee, ma può un pensiero umano essere imperfetto e produrre l'dea di Dio che è un essere perfetto? La risposta è no Il filosofo si rifà all'idea Anselmina di Dio
Se fosse stato un uomo a creare l'idea di Dio perfetto perchè non ha creato se stesso mediante lo stesso criterio?
E' la teoria di Sant'Anselmo riproposta, rielaborata e applicata sottoforma di prova ontologica matematizzata e geometrizzata: "come dalla definizione di triangolo non può che non derivare che la somma degli angoli interni debba essere uguale a 180 gradi, cosi dalla definizione di Dio non può che derivare l'esistenza
L'uomo può inventare un drago, una sirenetta, ma non Dio
Un'idea perfetta non può derivare da un essere imperfetto
critica: tale affermazione è una cautologia!
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1. AGOSTINO
2. GIAMBATTISTA VICO
3. HEGEL
Il cogito cartesiano fu tuttavia contestato da vari suoi contemporanei. Ad esempio Giambattista Vico rimproverava a Cartesio di aver identificato tutto l'essere con la propria realtà interiore, riducendo l'ontologia ad una mera conseguenza dei suoi pensieri, e affermando se stesso come la realtà assoluta. Secondo Vico, invece, qualcosa diventa reale solo quando si fa storia, sulla base del modo specifico che ha l'uomo di esistere e di estrinsecare le Idee divine nel mondo. Vico si rifà in proposito all'antica distinzione tra essere ed esistere, in virtù della quale Cartesio non avrebbe potuto affermare «penso dunque sono», bensì «penso dunque esisto»: in altri termini, il suo cogito ha un valore relativo e non assoluto.
Estimatore di Cartesio sarà invece Hegel, il quale, salutandolo come l'iniziatore del pensiero moderno dopo secoli di filosofia presunta "misticheggiante", dirà di lui: «Qui possiamo dire che siamo a casa e, come il navigante dopo una lunga peripezia su un mare tumultuoso, possiamo gridare "Terra!"».
Con il cogito ergo sum Cartesio sembra in parte rifarsi alla filosofia di Agostino e alla sua affermazione Si fallor sum (Se sbaglio esisto), ma in realtà ne capovolge radicalmente la prospettiva: Per Agostino, infatti, il dubbio era espressione della verità, e significava che io ho la capacità di dubitare solo in quanto c'è una Verità che mi trascende e rende possibile il mio pensiero.
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