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signoria di ferrara e urbino

Alessandro Muti

Created on February 26, 2025

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IL DUCATO DI URBINO

Il ducato di urbino E la signoria di ferrara
A cura di: Muti Alessandro, Proietti Matilde,Abronzino Chiara Riccio Noemi e Conti Marica.
LA NASCITA DEL DUCATO DI URBINO

Il Ducato di Urbino fu uno degli stati più significativi durante il Rinascimento italiano, noto per il suo ruolo politico, culturale e artistico. La dinastia che regnò nel Ducato, dalla sua nascita fino al 1508 nacque, presumibilmente, da un ramo della famiglia dei conti di Carpegna con Antonio I da Montefeltro.

LE ORIGINI DEL DUCATO DI URBINO

Le origini proprie del Ducato di Urbino risalgono al XII secolo, quando nel 1155 la città di Urbino, divenne sede del vicario imperiale e nel 1213 fu trasformata in contea e affidata da Federico II di Svevia appunto alla famiglia Montefeltro e precisamente a Buonconte da Montefeltro (1170-1241) . Nel 1443 la contea fu elevata da papa Eugenio IV al rango di ducato. Il primo duca fu Oddantonio, seguito da Federico (1444-1482), geniale politico e valoroso uomo d'arme.

ESTENSIONE DEL DUCATO DI URBINO

Il ducato, si estendeva dall'Appennino all'Adriatico e da Gubbio (PG), in Umbria, a San Marino. Più precisamente occupava gran parte dei territori settentrionali dell'odierna Regione Marche, nell’attuale provincia di Pesaro e Urbino a eccezione del territorio della città di Fano, e in parte dell'attuale provincia di Ancona e parte dell'Alta Umbria, coincidente con il territorio odierno dei comuni di Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro e parte dei comuni di Umbertide, Sigillo e, dal 1497, di Assisi e Valfabbrica.

DINASTIA DEI DA MONTEFELTRO

Il primo personaggio dei da Montefeltro di cui si hanno notizie fu Montefeltrano I (1135-1202). Nella seconda metà del XII secolo i Da Montefeltro si impadronirono del centro principale dell'alta Valmarecchia, che era anche sede vescovile. I loro domini si estesero rapidamente e i Da Montefeltro guidarono i ghibellini di Romagna. La famiglia Da Montefeltro fu fedele all'imperatore del Sacro Romano Impero per tutta la prima metà del XIII secolo.

FEDERICO DA MONTEFELTRO

Federico da Montefeltro, attraverso abilità politiche, militari e dinastiche, riuscì ad espandere il proprio dominio e a consolidare il potere, trasformando Urbino in un'importante potenza. Il suo governo segnò una transizione dal dominio di piccole signorie medievali a uno stato strutturato con una forte organizzazione politica.

ARTISTI VARI

Durante la signoria di Federico tanta era l'importanza del Ducato che Urbino attirò e ospitò numero artisti tra i quali: Piero della Francesca, Melozzo da Forlì, Luca Signorelli, il Perugino, Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio, lo stesso Raffaello che nacque proprio ad Urbino, Pinturicchio e Francesco di Giorgio Martini, nonché un giovane Bramante.

La collezione della Biblioteca di Urbino comprendeva opere di filosofia, letteratura, storia, scienze e teologia, sia in latino che in greco. I manoscritti erano spesso decorati con miniature preziose, realizzate da alcuni dei migliori artisti dell'epoca. La biblioteca era organizzata in modo sistematico, con un catalogo dettagliato che permetteva agli studiosi di trovare facilmente i libri che cercavano. Federico da Montefeltro considerava la biblioteca un'istituzione fondamentale per la promozione della cultura e del sapere, e la sostenne con generosità e passione. La Biblioteca di Urbino è un'eredità preziosa del Rinascimento, un testimoianza dell'importanza della conoscenza .

LA BIBLIOTECA DI URBINO

La Biblioteca di Urbino, fondata da Federico da Montefeltro, era una delle più importanti biblioteche del Rinascimento italiano. Federico, appassionato bibliofilo e mecenate delle arti, raccolse una vasta collezione di manoscritti, libri rari e libri a stampa, prodotti nella seconda metà del XV secolo con la tecnica dei caratteri mobili, provenienti da tutta Europa e dal mondo orientale. La biblioteca divenne un centro di studio e di ricerca, frequentato da umanisti, studiosi e artisti. I manoscritti erano accuratamente conservati e rilegati, e la biblioteca era aperta al pubblico, contribuendo alla diffusione del sapere e alla formazione di una nuova élite intellettuale.

FEDERICO DA MONTEFELTRO

matrimonio

la politica

Federico da Montefeltro fu conte di Urbino e di Castel Durante, ebbe signoria su molti altri luoghi, arrivando ad assurgere al rango di duca di Urbino, dal 1474 alla morte. Nel 1437 sposò in prime nozze Gentile Brancaleoni (1416-1457); in seconde nozze, nel 1460, Battista Sforza (1446-1472), figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro.

Impiegò gli enormi guadagni derivati dalle condotte militari per mantenere una splendida corte, ma soprattutto per edificare il Palazzo Ducale d'Urbino e il Palazzo Ducale di Gubbio, per rafforzare le difese militari dello stato con la costruzione e la ristrutturazione delle rocche, e per allestire una delle più celebri biblioteche dell'epoca. Per questo è ricordato come uno dei principali mecenati del Rinascimento italiano.

amicizia

Piero della Francesca

Amico intimo di Piero della Francesca egli dipinse il dittico dei duchi di Urbino esposto alla Galleria degli Uffizi; in questo ritratto il volto di Federico assume la forma fisica dello stesso territorio e in definitiva ne celebra, in modo simbolico, la reciproca appartenenza

BIOGRAFIA

INTRODUZIONE

Federico da Montefeltro nacque a Gubbio nel 1422, figlio naturale di Guidantonio da Montefeltro e di una donna nubile. Federico fu poi legittimato con una bolla papale emessa da papa Martino V. Federico da Montefeltro trasformò il ducato di Urbino in un importantissimo centro artistico e culturale, secondo in Italia solo a quello di Lorenzo il Magnifico a Firenze.

LA SUA INFANZIA

Introdotto a corte solo nel 1424, dopo la morte della contessa Rengarda Malatesta, prima moglie di Guidantonio, ne venne allontanato nel 1427 alla nascita di Oddantonio, figlio legittimo del conte di Urbino e della seconda moglie Caterina Colonna. Passò l'infanzia dapprima nel monastero benedettino di Gaifa, presso Urbino, poi - per volontà del conte Guidantonio - presso la corte di Giovanna Alidosi.Dopo essere tornato in patria sposò nel 1437 Gentile Brancaleoni, ottenendo in tal modo la terra di Mercatello, con numerosi castelli, per i quali venne creato conte nel 1443.

LA PRESA DI URBINO

Il 22 luglio 1444 a Urbino viene barbaramente assassinato il fratellastro Oddantonio. Federico si reca in città, firma una convenzione con il comune nella quale è prevista l'immunità per i congiurati e viene acclamato Signore. Con analoghe forme prenderà possesso di tutti i domini. L'estraneità di Federico all'assassinio è stata messa in dubbio dagli storici moderni.

CONGIURE E RIVOLTE

1447

nel 1447 soppresse nel sangue la rivolta di Fossombrone, sobillata (come la congiura di carnevale) dal signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta e la città venne messa a ferro e fuoco per tre giorni.

1446

Nel 1446 sventò la cosiddetta congiura di carnevale, nella quale risultarono coinvolti importanti esponenti della famiglia e della corte di Oddantonio, che furono tutti decapitati

ALLEANZE

CON FRANCESCO SFORZA

Alleato di Francesco Sforza, nel 1445 acquistò la signoria di Fossombrone da Galeazzo Malatesta senza autorizzazione papale, cosa che gli costò la scomunica, tolta solo due anni dopo dal papa Niccolò V. Nel 1447 ottenne per la prima volta la piena legittimazione del potere con la concessione del vicariato apostolico. In quegli anni Federico si sbarazzò delle ultime opposizioni interne.

POLITICA MILITARE

CONTRO I MALATESTA

L'azione politica militare del conte di Urbino fu per lo più indirizzata a contenere e contrastare quella di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. I contrasti tra le due casate avevano origini antiche, risalenti alla metà del Duecento, ma si acuirono e si smorzarono a fasi alterne. Alle ragioni territoriali ed economiche si aggiunse una profonda antipatia personale.

ANEDDOTO

Federico si faceva raffigurare sempre dal suo lato sinistro della faccia a causa della perdita dell'occhio destro in uno scontro armato imprecisato, forse il torneo del 1450 organizzato per commemorare l'ascesa di Francesco Sforza al titolo di duca di Milano. Sebbene si sia ritenuto per un certo periodo che Federico si fosse fatto praticare un taglio sul naso per ampliare la visuale dell'occhio sinistro rimastogli, è molto probabile che il ponte nasale gli fosse stato frantumato dallo stesso colpo di lancia che gli distrusse l'occhio.

IL CULMINE
BATTAGLIA DEL CESANO

L'epilogo avvenne nel 1462 nella battaglia del Cesano. Sigismondo fu costretto a ripiegare e da allora, nel giro di pochi mesi, perse tutti i domini a esclusione di Rimini. Federico, che agiva come capitano del papa, si avvantaggiò ottenendo ampi possedimenti. Nel 1474 Federico raggiunse l'apice del prestigio ottenendo il titolo ducale di Urbino dal papa Sisto IV, che gli concesse anche l'Ordine equestre di San Pietro.

CONFLITTI BELLICI

CONTRO FIRENZE

Recenti studi dimostrano che fu, assieme al papa Sisto IV, uno degli artefici della memorabile congiura dei Pazzi avvenuta nel 1478 all'interno del Duomo di Firenze con lo scopo di eliminare Lorenzo de' Medici e il fratello Giuliano

CONTRO FERRARA

Morì, colpito da una malattia infettiva, probabilmente malaria, durante la guerra di Ferrara il 10 settembre 1482, mentre comandava l'esercito del duca di Ferrara, opposto a quello papale e veneziano, e fu sepolto nella chiesa di San Bernardino a Urbino.

ORIGINI DELLA FAMIGLIA DELLA ROVERE

La famiglia Della Rovere, originaria di Savona, aveva origini modeste ed era impegnata nel commercio e nell'artigianato. La loro ascesa iniziò con Francesco della Rovere, che divenne Papa Sisto IV nel 1471. Prima del suo pontificato, la famiglia aveva una posizione sociale limitata, con una crescita lenta ma costante. Tuttavia, l'elezione di Sisto IV segnò una svolta decisiva, garantendo ai Della Rovere nuove opportunità di potere e prestigio.

LORENZO DE MEDICI

LA FAMIGLIA

Lorenzo il Magnifico nacque a Firenze nel 1449 e trascorse la sua giovane età al palazzo Medici Riccardi e le ville di famiglia nella campagna fiorentina, luoghi tradizionalmente dedicati dai Medici al riposo e alle passioni personali. Essi erano ricchissimi mercanti e banchieri, confermavano in quel periodo la propria potenza a livello europeo e, grazie alla concessione dui Luigi XI, apponevano sullo stemma di famiglia il giglio di Francia dando così alla famiglia un riconoscimento di nobiltà.

LORENZO IL MAGNIFICO

LA GRANDE CONGIURA

Nel 1469, morto il padre Piero, inizia per Lorenzo una vita di rapporti politici e diplomatici molto intensa. Nel 1478, In un contesto denso di tensioni, alcune famiglie fiorentine organizzarono, con il sostegno di Sisto IV, una congiura contro Lorenzo e Giuliano de' Medici. La congiura dei Pazzi si tenne in Duomo in cui era immischiato lo stesso Federico da Montefeltro ma fallì: Giuliano morì pugnalato mentre Lorenzo riuscì a salvarsi. Tornato a Firenze dopo un breve periodo di interdizione, Lorenzo consolidò la propria posizione e si dedicò al mantenimento dell'equilibrio fra gli stati italiani. Lorenzo il Magnifico morì l'8 aprile del 1492 nella Villa di Careggi, dove amava riunire la sua Accademia Neoplatonica.

La Successione e...

Alla morte di Federico da Montefeltro nel 1482, il Ducato di Urbino passò al figlio Guidobaldo, un principe colto ma meno abile militarmente. Nel 1502, Cesare Borgia invase il ducato, costringendo Guidobaldo all'esilio. Dopo un breve dominio borgiano, Guidobaldo riprese il potere ma morì senza eredi nel 1508, segnando la fine della dinastia Montefeltro. Il ducato passò così alla famiglia Della Rovere.

...Il Passaggio

Con il passaggio ai Della Rovere, il Ducato di Urbino divenne un importante centro di potere grazie all'influenza politica della famiglia, legata ai papi Sisto IV e Giulio II. Tuttavia, questo cambiamento portò alla perdita di parte dell'identità culturale e artistica che aveva caratterizzato il ducato sotto i Montefeltro, pur mantenendo la corte un ruolo di rilievo nelle arti.

L'ETA' DEI DELLA ROVERE:

Continuazione e...

I Della Rovere governarono il Ducato di Urbino dal 1508 al 1625, alternando periodi di prosperità e difficoltà. Francesco Maria I fu un abile condottiero, mentre Guidobaldo II si distinse come mecenate ma fu anche un sovrano spendaccione. L'ultimo duca, Francesco Maria II, abdicò nel 1625, cedendo il ducato allo Stato Pontificio.

...Trasformazioni

L'età dei Della Rovere fu un periodo di trasformazione per il Ducato di Urbino, con una corte ancora legata alla cultura e alle arti, ma meno indipendente rispetto al passato. Più attenti agli interessi politici e religiosi del Papato, i Della Rovere continuarono a sostenere artisti e commissionare opere, contribuendo alla transizione dal Rinascimento al Barocco. Tuttavia, il periodo segnò anche la fine dell'indipendenza del ducato.

signoria di Ferrara

FERRARA

Signorie di Ferrara

Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, l'Italia settentrionale fu caratterizzata da una frammentazione politica che favorì l'ascesa di potenti famiglie signorili. Città come Milano, Firenze, Venezia e Ferrara videro emergere figure prestigio capaci di trasformare il governo comunale in un dominio personale o familiareFerrara, situata in una posizione strategica tra il Veneto e la Romagna, non fece eccezione .

La pricipale signoria

Tra le principali famiglie che governarono Ferrara, spiccano gli Este. La loro ascesa iniziò nel XIII secolo e culminò con il riconoscimento del titolo ducale nel XV secolo.La loro politica mecenatistica favorì la fioritura delle arti e delle scienze, lasciando un'impronta indelebile sulla città

LE CARICHE ELEVATE

La storia della signoria estense è costellata di figure di spicco che hanno contribuito a plasmare il destino di Ferrara. Niccolò III d'Este Governò Ferrara, ampliando i domini e cercando di rafforzare il potere della famiglia in tutta la regione. Fu anche un grande sostenitore delle arti, favorendo lo sviluppo culturale di Ferrara e ponendo le basi per l'epoca d'oro del Rinascimento ferrarese.

LE CARICHE ELEVATE

Leonello d'Este Figlio illegittimo di Niccolò III, si distinse per la sua profonda cultura umanistica e il suo amore per le arti infatti,la sua corte attrasse numerosi intellettuali e artisti, che contribuirono a rendere Ferrara un polo rinascimentale, un luogo di grande fioritura per le arti e le scienze, diventando un punto di riferimento Abile politico e diplomatico, riuscì a mantenere l'indipendenza dei suoi territori, bilanciando le influenze di forze come il Papato, il Ducato di Milano e Venezia.

Le cariche elevate

Borso d'Este Fu un abile uomo politico e diplomatico, capace di navigare le complesse alleanze e rivalità tra le principali potenze italiane dell'epoca, come il Papato, la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Regno di Napoli. Fu anche noto per il suo governo illuminato nel1441 e per la sua capacità di mantenere la stabilità nel suo ducato, sebbene dovesse affrontare diverse difficoltà politiche e militari. Mori nel 1471 lasciando il suo ducato a suo nipote

Le cariche elevate

Ercole I d'Este Fu duca di Ferrara dal 1471 alla sua morte 1505. Consolidò il potere della famiglia d'Este, mantenendo l'indipendenza del ducato grazie a una diplomazia abile. Durante il suo regno, Ferrara prosperò sia economicamente che culturalmente, diventando un centro rinascimentale importante. Ercole fu anche un grande mecenate delle arti, attirando artisti come Ariosto e Tiziano,realizzando importanti interventi urbanistici e architettonici che trasformarono il volto della città e la resero uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano. Sposò Eleonora d'Aragona, consolidando alleanze dinastiche.

Rinascimento Ferrarese

Questo periodo di straordinario fermento culturale ed artistico, che va dalla fine del XIV secolo al XVI secolo, è caratterizzato da un intenso mecenatismo e da un forte sostegno alla cultura e alle artiGrazie al mecenatismo degli estensi che fu il sostegno alla cultura e alle arti che fece di Ferrara un importante centro rinascimentaleIn questo periodo, l'arte, la letteratura e la scienza prosperarono, con un particolare focus sugli studi classiciGrazie anche allo sviluppo dell’architettura rinascimentale la città si trasformò arricchendosi di palazzi chiese e monumenti palazzo schifanoia

con i suoi affreschi allegorici, è uno dei simboli di questo periodo, testimoniando la ricchezza culturale e artistica della corte estense

Questoni politiche

La signoria estense non si limitò a promuovere la cultura e le arti, ma si impegnò anche nella gestione delle risorse economiche e finanziarie del territorio ferrarese. Gli Estensi implementarono politiche volte a favorire lo sviluppo dell'agricoltura, del commercio e dell'artigianato, creando un ambiente economico favorevole alla crescita e alla prosperità. La gestione delle tasse e delle entrate statali fu attenta, garantendo la stabilità finanziaria del territorio e la possibilità di investire in opere pubbliche e servizi per la popolazione

Questoni politiche

La signoria estense non si limitò a promuovere la cultura e le arti, ma si impegnò anche nella gestione delle risorse economiche e finanziarie del territorio ferrarese. Gli Estensi implementarono politiche volte a favorire lo sviluppo dell'agricoltura, del commercio e dell'artigianato, creando un ambiente economico favorevole alla crescita e alla prosperità. La gestione delle tasse e delle entrate statali fu attenta, garantendo la stabilità finanziaria del territorio e la possibilità di investire in opere pubbliche e servizi per la popolazione

Questioni politiche

Gli Estensi si preoccuparono di garantire l'accesso ai servizi essenziali, come l'assistenza sanitaria e l'istruzione, e di proteggere i più deboli, attraverso la creazione di istituzioni caritative e l'implementazione di misure di sostegno al reddito. Queste politiche contribuirono a creare un clima di coesione sociale e a migliorare la qualità della vita della popolazione ferrarese.L'agricoltura, il commercio e l'artigianato furono i settori trainanti dell'economia ferrarese sotto. Gli Estensi promossero lo sviluppo di nuove tecniche agricole, favorirono l'espansione dei mercati e sostennero l'attività degli artigiani locali. Grazie a queste politiche, Ferrara divenne un importante centro commerciale e produttivo, attirando mercanti e artigiani da tutta Italia e dall'estero

Sfide

La signoria estense non fu esente da sfide e conflitti, sia interni che esterni. Guerre con le potenze vicine, come Venezia e lo Stato Pontificio, misero a dura prova la stabilità del territorio ferrarese e richiesero ingenti risorse finanziarie e militari. Tensioni interne e congiure contro il potere estense furono all'ordine del giorno, testimoniando la fragilità del potere signorile e la presenza di forze ostili alla dinastia. La questione della successione dinastica fu un'altra fonte di instabilità per la signoria estense. Le lotte per il potere tra i diversi membri della famiglia Este portarono a conflitti interni e intrighi di palazzo, minando l'unità della dinastia e favorendo l'intervento di potenze esterne.

...Sfide

Questi conflitti ebbero conseguenze negative sulla stabilità politica del territorio ferrarese e ne indebolirono la posizione nel panorama italiano.Le guerre con Venezia e lo Stato Pontificio furono particolarmente impegnative per Ferrara. Questi conflitti misero a dura prova le risorse economiche e militari del territorio ferrarese e causarono ingenti danni alla popolazione e alle infrastrutture. Nonostante queste difficoltà, gli Estensi riuscirono a difendere il proprio territorio e a preservare la propria autonomia, grazie a una combinazione di abilità diplomatiche e capacità militari.

Il Declino della Signoria Estense

Il declino della signoria estense fu un processo graduale, determinato da una serie di fattori interni ed esterni. Le difficoltà economiche, le guerre, le tensioni interne e l'ascesa di potenze rivali contribuirono a indebolire la posizione degli Estensi e a rendere sempre più precaria la loro signoria su Ferrara. Il ruolo dello Stato Pontificio fu determinante nell'annessione di Ferrara, sancendo la fine della dinastia estense e la loro fuga a Modena e Reggio. Lo Stato Pontificio, forte del proprio potere politico e militare, esercitò una pressione crescente su Ferrara, approfittando delle debolezze interne della signoria estense e delle mire espansionistiche del papato.

...Il declino

La cessione di Ferrara allo Stato Pontificio nel 1598 segnò la fine di un'epoca e l'inizio di un nuovo capitolo nella storia della città.La fine della dinastia estense rappresentò una perdita irreparabile per Ferrara. Gli Estensi avevano governato la città per secoli, trasformandola in un centro di cultura e arte e contribuendo al suo sviluppo economico e sociale. La loro fuga a Modena e Reggio segnò la fine di un'epoca e l'inizio di un periodo di incertezza e difficoltà per Ferrara.

L'Eredità culturale ed artistica

Gli Estensi hanno contribuito in modo significativo alla cultura e all'arte italiana, promuovendo lo sviluppo del Rinascimento a Ferrara e attirando artisti, letterati e scienziati da tutta Europa. Il loro mecenatismo ha dato vita a opere d'arte di straordinaria bellezza e ha trasformato Ferrara in un centro di eccellenza culturale.La Biblioteca Estense Universitaria è uno dei simboli dell'eredità culturale degli Estensi. Fondata nel XV secolo, la biblioteca conserva una collezione di manoscritti, libri rari e documenti storici di inestimabile valore. La biblioteca rappresenta un tesoro per la città di Ferrara e un importante centro di ricerca per gli studiosi di tutto il mondo.

L'Importanza Duratura delle Signorie Ferraresi

Le signorie ferraresi in particolare la dinastia degli estensi hanno svolto un ruolo fondamentale...Il loro governo ha trasformato la città favorendo la nascita di nuove idee e la creazione di opere d'arte di straordinaria bellezza L'impatto a lungo termine del governo degli Estensi su Ferrara e sulla regione è innegabile. Le politiche urbanistiche, architettoniche, economiche e sociali implementate dagli Estensi hanno contribuito a trasformare Ferrara in una città moderna e prospera, con un'identità culturale forte e un patrimonio artistico inestimabile. La loro eredità continua a influenzare la vita della città e a rappresentare un motivo di orgoglio per i suoi abitanti. Le signorie ferraresi rappresentano un capitolo importante della storia italiana, testimoniando la complessità e la ricchezza del nostro passato.

La loro eredità culturale e artistica continua a ispirare e ad arricchire la nostra società, ricordandoci l'importanza della cultura, dell'arte e della politica per lo sviluppo umano.

SITOGRAFIA

  • https://www.movio.beniculturali.it/pm-tos/lavitanellevilleeneigiardinimedicei/it/30/lorenzo-il-magnifico1449-1492
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_de%27_Medici
  • https://www.italiapedia.it/ducato-di-urbino_appr_2167_provincia-di-pesaro-e-urbino_11-041
  • https://www.treccani.it/enciclopedia/della-rovere_(Enciclopedia-Italiana)/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Da_Montefeltro
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_da_Montefeltro

grazie per l'attenzione