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La lotta per le investiture e la concezione teocratica della Chiesa

rosaria tumbiolo

Created on February 24, 2025

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La lotta per le investiture e la concezione teocratica della Chiesa

Nel X e nell'XI secolo, il Papato entrò in conflitto con l'altro potere universalistico del mondo cristiano, l'Impero, per riottenere il potere che aveva sempre esercitato in precedenza, quello di nominare i vescovi, in quella che la storiografia identifica come lotta per le investiture. Con Ildebrando di Soana (1015-1085), monaco cluniacense diventato papa nel 1073 col nome di Gregorio VII, la lotta per liberare la Chiesa dalla tutela dell'imperatore si trasformò però in scontro tra due opposte concezioni del potere:

  • la teocrazia
  • il cesaropapismo
La Chiesa riconosceva all'imperatore un potere universale che, al pari di quello del papa, proveniva da Dio, ma doveva riguardare solo l'ambito delle questioni terrene e doveva essere sottoposto anche giuridicamente a quello superiore del papa, inteso come guida suprema della cristianità.
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Il dibattito e lo scontro intorno alla natura dei poteri temporale e spirituale e alle loro relazioni proseguirono fino alla metà del Trecento, ma già con il Concordato di Worms (1122), firmato dall'imperatore Enrico V (1081-1125) e da papa Callisto II (1065-1124), che stabiliva che la nomina dei vescovi spettava esclusivamente al papa, si ebbe il primo concreto riconoscimento della separazione tra la sfera d'azione della Chiesa e quella dello Stato

Tra il XII e il XIII secolo la spinta dal basso per un ritorno della Chiesa a valori più autentici riprese vigore e sorsero nuovi movimenti, che furono detti ereticali (Focus, I movimenti ereticali, p. 19), perché erano contrari ai dogmi ufficiali della Chiesa di Roma e ne mettevano in discussione il primato sul mondo cristiano.