Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

L' Ambiguo malanno- Eva Cantarella.

Domenico Napolitano

Created on February 23, 2025

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Practical Video

Akihabara Video

Essential Video

Space video

Season's Greetings Video Mobile

End of the Year Wrap Up

Christmas Promotion Video

Transcript

L' Ambiguo malanno- Eva Cantarella.

Il capitolo affrontato sarà il numero nove intitolato: "L'età regia e la repubblica"

"Due parole per raccogliere tutto il pregiudizio, tutto il malanimo, tutto il disprezzo degli uomini per l'altra metà del cielo."

Realizzato da Domenico Napolitano

🔹 Organizzazione familiare Struttura patriarcale: nessuna donna aveva autonomia. Il capogruppo maschio (paterfamilias) aveva potere assoluto su donne, figli e schiavi. 🔹 Controllo sulle donne Fin dalla nascita erano soggette a provvedimenti e controlli. Matrimoni precocissimi: la donna passava dal padre al marito, con un potere simile. Unico scopo: procreare e garantire la stirpe. 🔹 Cerimonie religiose e ruolo femminile Culto di Tutunus Mutunus: la sposa simulava un congiungimento col dio. Lupercalia (17 febbraio): uomini nudi colpivano le donne per combattere la sterilità. Le divinità femminili raffigurate mentre allattavano, simbolo della donna fedele ai doveri domestici. 🔹 Diritti e poteri del paterfamilias Solo gli uomini cittadini avevano pieni diritti. Anche senza paterfamilias, la donna aveva bisogno di un tutore. Il paterfamilias aveva il potere su: Moglie (manus). Discendenti (patria potestas). Schiavi e schiave (dominica potestas). Poteva decidere sulla vita e la morte di tutti i sottoposti.

🔹 Status giuridico Considerate “oggetti” e non “soggetti” di diritto. Nessun diritto personale o familiare. 🔹 Lavori e obblighi Destinate ai lavori più pesanti: Pulizia Macinatura del grano Coltivazione dei campi Disponibili per rapporti sessuali con i padroni. 🔹 Matrimonio e relazioni Non potevano sposarsi (mancanza del conubium). Le unioni con altri schiavi erano chiamate contubernium. Il padrone poteva interrompere il contubernium vendendo uno dei due. 🔹 Figli delle schiave Appartenevano al padrone (sotto la dominica potestas). Nessun diritto materno sulla prole.

🔹 Il dibattito giuridico sui figli delle schiave I giuristi romani si chiesero: il figlio della schiava è un “frutto”? Nel diritto romano i frutti erano: Prodotti della terra, legname, latte, lana, cuccioli di bestiame. Se la schiava fosse stata concessa in usufrutto, i figli sarebbero spettati all’usufruttuario. Soluzione (II sec. a.C.): la schiava non è una cosa fruttifera (affermazione di Bruto). Il dibattito continuò fino al II sec. d.C. (testimonianza di Gaio).

🔹 Subordinazione al pater familias Potere assoluto su figlie e familiari. Differenza con la potestà genitoriale odierna: potere perpetuo e non protettivo. 🔹 Patria Potestas Autorità del pater familias valida per tutta la vita. Alla sua morte, solo i figli diretti erano liberati; gli altri passavano sotto un nuovo pater. 🔹 Potere sulla vita e la morte Il padre decideva se accettare il neonato: Tollere liberos: sollevare il bambino significava accoglierlo nella famiglia. In caso contrario, veniva esposto e abbandonato. Le femmine erano più spesso vittime di esposizione. Legge di Romolo: vietava l’abbandono dei figli maschi e della primogenita, ma permetteva di esporre le figlie cadette.

🔹 Destino delle neonate esposte Salvate solo per motivi economici: Cresciute per essere vendute come schiave o prostitute. 🔹 Condizione delle figlie accettate Potevano essere vendute come causa mancipii (quasi schiavitù). Legge delle XII Tavole: dopo tre vendite consecutive, il padre perdeva la patria potestas. 🔹 Vita delle donne romane Sempre subordinate agli uomini. Potevano essere vendute o date in matrimonio senza scelta. Anche le donne non vendute vivevano in una condizione di dipendenza e inferiorità.

🔹 Il Trinoctium Un Rimedio Limitato Se la moglie si allontanava per tre notti consecutive ogni anno, il marito perdeva la manus. Non per proteggere la donna, ma per mantenere il controllo patrimoniale nella famiglia d’origine. 🔹 Il Matrimonio come Controllo Strumento per il dominio maschile, non unione paritaria. La donna era considerata un bene materiale, soggetta al marito o al padre. Anche le tutele legali servivano più agli interessi della famiglia che alla libertà femminile.

🔹 Sponsalia: il Fidanzamento Cerimonia di promessa matrimoniale. Scambio di riti solenni, inclusa la consegna di un anello sull’anulare sinistro. Non era ancora un matrimonio, ma imponeva fedeltà e ruolo sociale irrevocabile. 🔹 Il Matrimonio e la Manus La donna passava dalla potestà del padre a quella del marito. Tre modalità principali di acquisizione della manus: Confarreatio – Antico rito con la spartizione di pane di farro, usato solo per sacerdoti. Coemptio – Compravendita della donna, con pagamento simbolico davanti a un libraio. Usus – Convivenza per un anno = acquisizione della moglie per usucapione.