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Fasi storiche del conflitto Israelo-Palestinese

Ilaria Alleva

Created on February 23, 2025

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Transcript

breve riassunto delle

Fasi storiche del conflitto Israelo-Palestinese

1993

1967

1947

fine XIX sec.

ACCORDI DI OSLO che stabiliscono un quadro per future relazioni israelo-palestinesi e portano alla creazione dell'Autorità Nazionale Palestinese.

GUERRA DEI SEI GIORNI:Israele occupa la Cisgiordania, Gerusalemme Est, la Striscia di Gaza, il Sinai e le Alture del Golan.

Le Nazioni Unite propongono un piano di partizione della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo. Gli ebrei accettano il piano, mentre gli arabi lo rifiutano.

Nasce il SIONISMO, il movimento politico israeliano che vuole una patria per il popolo ebraico in Palestina

7/10/2023

ATTENTATO DI HAMAS E SCOPPIO DELLA GUERRAHamas lancia un attacco a sorpresa contro Israele, uccidendo oltre 1.200 persone e catturando circa 250 ostaggi. Israele dichiara lo stato di guerra e avvia operazioni militari nella Striscia di Gaza.

1948

1973

1917

Proclamazione dello Stato di Israele e inizio della prima guerra arabo-israeliana, che porta alla vittoria israeliana e alla creazione di linee armistiziali che espandono il territorio israeliano oltre i confini proposti dall'ONU.

GUERRA DEL KIPPURC'è un attacco a sorpresa da parte di Egitto e Siria durante la festività ebraica dello Yom Kippur; il conflitto si conclude con un cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite.

Dichiarazione Balfour, in cui il governo britannico esprime sostegno alla creazione di un "focolare nazionale per il popolo ebraico" in Palestina.

RISVOLTI GEOPOLITICI

Il conflitto arabo-israeliano

GLI SCHIERAMENTI

LA PACE SFIORATA

Quali Stati sostengono Israele e quali la Palestina?

Il naufragio degli accordi di Oslo e le morti di Rabin e Arafat

LA SITUAZIONE A GAZA

Le scuole

I NUMERI DELLA GUERRA

Equipaggiamenti e vittime

LA SITUAZIONE A GAZA

Il cibo, l'elettricità, il lavoro
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Le posizioni internazionali

Iran, Qatar, Kuwait, Siria e Iraq danno la responsabilità dell'attacco di Hamas all'occupazione israeliana che ha causato l'escalation di violenza. Questi Stati sono tradizionalmente dalla parte della Palestina in quanto parte del mondo arabo. In una posizione mediana si trovano Russia, Arabia Saudita e Turchia, preoccupati dall'escalation di violenza.

Nonostante la presa di posizione di alcuni capi di Stato pro o contro l'una o l'altra fazione, la questione arabo-israeliana è di grande interesse anche per le popolazioni. In Italia, ad esempio, ci sono state numerose manifestazioni sia per la liberazione della Palestina dall'inizio del conflitto, sia a sostegno di Israele. Il mondo si è diviso.

Stati Uniti: sostengono Israele perché vedono in Israele un baluardo occidentale in Medio-Oriente. Unione Europea: ha accordi economici con Israele, come la maggior parte dei Paesi del mondo. Tuttavia, le posizioni dei leader interni sono varie. Francia e Italia sostengono Netanyahu; Paesi Bassi, Svizzera e Spagna sostengono la condanna penale della CPI.

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Le scuole a Gaza

Come in tutte le guerre, la popolazione incolpevole è quella che fa le spese della politica bellica. Più di 4mila bambini palestinesi sono morti sotto le bombe di Israele o per le condizioni impossibili in cui si vive nella Striscia di Gaza; gli altri cercano di sopravvivere come possono.

Link

Nakba

la 'catastrofe' palestinese

Il piano di ripartizione non fu mai attuato. Il 14 maggio 1948, il leader ebraico David Ben-Gurion proclamò la nascita dello Stato di Israele, appena il mandato britannico sulla Palestina terminò. Subito dopo la dichiarazione, 5 stati arabi (Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq) invasero Israele, con l’obiettivo di impedire la creazione dello Stato ebraico e sostenere i palestinesi. La guerra si concluse nel 1949 con una serie di accordi di armistizio tra Israele e i paesi arabi, che definivano nuove linee di confine. Israele ottenne più territori di quelli previsti dal piano di partizione dell'ONU del 1947. La guerra consolidò la nascita dello Stato di Israele e portò all’acquisizione di oltre il 75% della Palestina (più di quanto previsto dal piano di partizione dell'ONU). Israele ottenne un successo militare che rafforzò il suo territorio. La guerra provocò la fuga o l'espulsione di circa 700.000 palestinesi, che divennero rifugiati nei paesi arabi vicini. Questo evento è noto come la Nakba, che significa "catastrofe" in arabo, e segna l'inizio del lungo conflitto israelo-palestinese. La sconfitta dei paesi arabi segnò una grande umiliazione, poiché non riuscirono a impedire la creazione di Israele né a proteggere i palestinesi. Tuttavia, il conflitto creò un terreno fertile per l'odio e la continua opposizione a Israele. Le Nazioni Unite crearono anche l’UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi), che si occupò dei rifugiati palestinesi creati dalla guerra, fornendo assistenza umanitaria e servizi.

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Israele e l'Olp

Il primo accordo fu firmato tra Yasser Arafat (leader palestinese dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina) e Yitzhak Rabin (primo ministro israeliano), con la presenza di Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti, come testimone. Principali punti:

  • Riconoscimento reciproco: Israele riconobbe l'OLP come il rappresentante legittimo del popolo palestinese, mentre l'OLP riconobbe il diritto di Israele a esistere in pace e sicurezza.
  • Autonomia palestinese: L'OLP ottenne il controllo su parte della Cisgiordania e Striscia di Gaza attraverso la creazione di un'Autorità Palestinese. Queste aree sarebbero state progressivamente trasferite sotto il controllo palestinese, con l'aspettativa di arrivare alla creazione di uno Stato palestinese.
  • Cessazione delle ostilità: Entrambe le parti si impegnarono a fermare la violenza e a risolvere le dispute tramite negoziati.
  • Processo di pace a lungo termine: Gli Accordi stabilivano una roadmap per negoziare una pace duratura, incluso il futuro status di Gerusalemme e la questione dei rifugiati palestinesi.
La violenza e le tensioni continuarono, con molti palestinesi che accusarono i loro leader di aver fatto troppi compromessi, mentre alcuni israeliani temevano che gli Accordi non portassero alla pace.

Il Sionismo

verso la creazione dello stato di israele

Il sionismo è un movimento nato alla fine del XIX secolo con l’obiettivo di creare uno Stato per il popolo ebraico in Palestina, considerata la loro terra d’origine. È stato fondato da Theodor Herzl, spinto dall’antisemitismo diffuso in Europa e dalla necessità di garantire agli ebrei un luogo sicuro. Per gli israeliani e molti ebrei nel mondo è stato un movimento di liberazione nazionale, mentre per i palestinesi è legato all’occupazione delle loro terre. Oggi il sionismo continua a essere un tema divisivo, con interpretazioni e posizioni che vanno dal sostegno alla coesistenza pacifica fino a visioni più radicali.

Due Popoli, due Stati

risoluzione 181

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò il piano di partizione della Palestina (Risoluzione 181), che prevedeva la creazione di due Stati indipendenti: uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme come città internazionale. Vi furono 33 voti favorevoli, 13 contrari, 10 astenuti.Come la presero Israele e Palestina?

  • In generale, la proposta fu accolta positivamente dalla comunità ebraica, che vedeva nella partizione la possibilità di creare uno Stato ebraico. David Ben-Gurion, leader del movimento sionista, accettò il piano.
  • La proposta fu respinta dai leader arabi e palestinesi, che non accettavano la divisione della Palestina e rifiutavano la creazione di uno Stato ebraico. La Lega Araba condannò il piano, ritenendolo ingiusto nei confronti della popolazione araba.

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LA POPOLAZIONE E LA SOPRAVVIVENZA

Cosa succede quando anche mangiare non è una sicurezza?

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L'OLP E LA PACE SFUMATA

C'è stato un tempo, però, in cui la Palestina e Israele erano vicini alla fine del conflitto. Ciò si doveva al leader dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Yasser Arafat, capo laico dello stato Palestinese, e a Yitzhak Rabin, premier israeliano dal '74 al '77 e dal '92 al '95 eletto nel partito laburista israeliano, premio Nobel per la Pace nel 1994, assassinato nel 1995 da un estremista della destra israeliana proprio per la pace con la Palestina.

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La guerra attuale

Chi è Netanyahu?
dal 7 ottobre alla tregua

Il 7 ottobre 2023, Hamas lanciò un attacco a sorpresa contro Israele, causando oltre 1.200 morti e prendendo circa 250 ostaggi. In risposta, Israele dichiarò lo stato di guerra e avviò operazioni militari nella Striscia di Gaza. L'8 ottobre 2023, Israele iniziò una serie di bombardamenti su obiettivi strategici a Gaza, inclusi basi militari di Hamas e centri di comando. Il 26 ottobre 2023, le forze terrestri israeliane avviarono un'incursione a Gaza, portando a intensi combattimenti urbani. Il 21 novembre 2024, la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusandoli di crimini di guerra e contro l'umanità a causa delle operazioni a Gaza. Anche Mohammed Deif, comandante delle Brigate Ezzedin al-Qassam di Hamas, ha ricevuto un mandato per crimini commessi in Israele e Palestina. A gennaio 2025, dopo 15 mesi di conflitto, si stimava che oltre 46.000 palestinesi fossero stati uccisi e Gaza fosse devastata. Un accordo di cessate il fuoco è stato raggiunto tra Hamas e Israele, ma la situazione nella regione rimane incerta.

Chi è hamas?

Guerra dei 6 giorni

la palestina diventa 'occupata'

La Guerra dei Sei Giorni (5-10 giugno 1967) fu un conflitto lampo tra Israele e una coalizione di paesi arabi (Egitto, Giordania, Siria) che si concluse con una vittoria decisiva per Israele. Il conflitto fu scatenato da crescenti tensioni regionali, tra cui il blocco egiziano dello Stretto di Tiran, il riarmo arabo e l'accumularsi di minacce contro Israele. Israele lanciò un attacco preventivo contro l'Egitto, distruggendo la maggior parte della sua aviazione. La guerra cambiò drasticamente la geografia e la dinamica politica del Medio Oriente, con la creazione di un "stato occupato" per i palestinesi, che vivevano sotto il controllo israeliano.

ARTHUR BALFOUR

La Dichiarazione Balfour del 1917 fu una lettera del ministro degli Esteri britannico, Arthur Balfour, indirizzata alla comunità ebraica, in cui il governo del Regno Unito esprimeva il suo sostegno alla creazione di un "focolare nazionale ebraico" in Palestina. Tuttavia, la dichiarazione sottolineava anche che i diritti delle popolazioni non ebraiche in Palestina dovevano essere rispettati. Questo documento fu un passo importante verso la fondazione dello Stato di Israele, ma suscitò preoccupazioni tra i palestinesi e i paesi arabi.

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I numeri della guerra

La vulnerabilità di Israele

La Guerra del Kippur (o Guerra di Ottobre), combattuta dal 6 al 25 ottobre 1973, fu un conflitto tra Israele e una coalizione di paesi arabi, principalmente Egitto e Siria, con l'obiettivo di riconquistare i territori persi durante la Guerra dei Sei Giorni (1967), come Sinai (Egitto) e Altopiano del Golan (Siria). La guerra iniziò come un attacco sorpresa durante la festività ebraica dello Yom Kippur. L'Egitto e la Siria cercavano di riprendersi i territori persi e migliorare la loro posizione nei negoziati con Israele. Inizialmente, le forze arabe ottennero successi, avanzando in Sinai e sugli Altopiani del Golan, ma Israele contrattaccò con successo, fermando l'avanzata e riconquistando terreno. Gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica intervennero diplomaticamente, portando a un cessate il fuoco. Sebbene la guerra non abbia cambiato i confini, è stata rilevante perché ha segnato una svolta nelle relazioni arabo-israeliane. Ha mostrato la vulnerabilità di Israele e rafforzato la posizione negoziale degli arabi. Ha portato agli Accordi di Camp David (1978), che segnarono la pace tra Israele ed Egitto e il ritorno del Sinai all'Egitto, modificando gli equilibri del conflitto.