PEDAGOGIA
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
Sara Genasi e Madelina Leunte
indice
Educazione Naturale
Emilio
Rousseau
Educazione Negativa
Donne
Precettore
Critica alla ragion pura
Kant
Critica alla ragion pratica
Progetti
Pestalozzi
Concezione pedagogica
Domande
JEAN JACQUES ROUSSEAU
l'educazione negativa e puerocentrica
Jean Jaques Rousseau
Grande illuminista del suo tempo, Rousseau ha dato un grande contributo del campo della pedagogia e dell'educazione. Tra i suoi scritti principali ricordiamo "Il contratto sociale", "Nuova Eloisa" e "Emilio". Viene influenzato dall'Illuminismo, ma in un certo senso si distacca da questo, in quanto crede che il passato sia importante, e ritiene che il bene piu grande per l'uomo non sia la ragione, ma i propri bisogni e le proprie passioni. In ambito educativo, fonda un modello puerocentrico, basato sullo studio dei fanciulli. Egli intende l'educazione come sviluppo dell'essere umano nella sua totalità, includendo anche il corpo e i sensi, al contrario degli illuministi, che si dedicavano solo all'aspetto intellettuale dell'educazione, trascurando l'educazione del corpo. L'idea che tenta di trasmettere è quella del rinnovamento dell'individuo.
Emilio
Il trattato pedagogico mira a presentare un nuovo tipo di educazione. Innanzitutto, l'auore sottolinea come l'educazione sia influenzata da tre fattori, ovvero la natura, che non dipende da noi, l'ambiente, e l'azione degli uomini. La natura deve essere presa come riferimento, piiche è l'unico fattore che l'uomo non puo controllare. L'educazione di Rousseau deve avere come punto di partenza e come obiettivo l'uomo allo stato naturale: come punto di partenza perche deve intervenire prima che la societa corrompa l'individuo, e come obiettivo perche deve conservare gli aspetti importanti della naturalità.
+ info
Il fanciullo viene allontanato dalla società, per permettere la corretta educazione
precettore
L'intervento del precettore deve essere indiretto: l'allievo deve sentirsi protagonista del proprio apprendimento e delle proprie scelte. Il precettore deve lasciarlo agire, deve solamente predisporre l'ambiente e le esperienze. Il precettore dovrà assicurarsi che il fanciullo non venga inluenzato negativamente, non deve anticipare mai lo sviluppo del bambino, e deve basare i suoi insegnamenti sui bisogni e sull'interesse dell'allievo. Possiamo parlare di educazione negativa: non deve essere intesa in modo peggiorativo, bensì indica un metodo volto a rispettare il fanciullo e a progettare interventi formativi specifici. Il bambino sbaglierà, ma imparerà dai suoi stessi errori. Inoltre, il precettore eliminerà tutti gli impedimenti al naturale sviluppo dell'allievo.
Il Fanciullo verrà educato secondo natura. Apprenderà tutto il necessario e si farà portatore della sua conoscienza
Tornerà allì'interno della società per migliorarla, con gli aneddoti e l'educazione che ha ricevuto
donne
Rousseau dà molta rilevanza anche al ruolo della donna e alla sua educazione. L'educazione femminile è orientata alla formazione di moglie e madre, deve essere educata per piacere agli uomini. Nonostante questo pensiero alquanto maschilista, il filosofo riconosce che il ruolo della donna nella società è essenziale. Affida a loro il primo allevamento del fanciullo e la sua prima educazione, e giudica malamente coloro che affidano i neonati alle balie. L'educazione femminile però, è molto limitata rispetto a quella maschile. Se un fanciullo ha diritto all'educazione nella sua completezza, ovvero studi letterari, scientifici e fisici, la fanciulla è limitata all'apprendimento della lettura, della scrittura, e del calcolo semplice, in aggiunta al canto e alla musica. Inoltre, le madri devono insegnare alle bambine ad essere docili e sottomesse.
"Piacer loro, essere loro utili, farsi amare e onorare da essi, allevarli giovani, curarli grandi, consigliarli, consolarli, render loro la vita piacevole e dolce: ecco i doveri della donna in tutti i tempi, e quello che si deve insegnar loro fin dall'infanzia"
Critica alla ragion PURA
IMMANUEL KANT
(1781)
Kant è un filosofo tedesco che nasce nella Prussia orientale. È un filosofo accademico molto rigido, preciso ed è considerato il filosofo del criticismo perché scrive la Critica della ragion pratica, la Critica della ragion pura e la Critica del giudizio.
CRITICA ALLA RAGION PRATICa
(1788)
È il filosofo del dovere e dell’imperativo categorico: agisci come se l’umanità fosse il fine quindi trattando l’altro come vorresti fossi trattato tu.
CRITICA DEL GIUDIZIO
(1790)
IMMANUEL KANT
Presupposti filosofici e scritti pedagogici
CRITICA ALLA RAGION PURA
Nella Critica alla ragion pura Kant pone il soggetto conoscente al centro della conoscenza: quindi non dovremo chiederci com’è fatto il mondo ma come viene conosciuto.
Alla conoscenza del mondo concorrono due elementi: i fenomeni, cioè i dati sensoriali, e l’attività del soggetto conoscente, in base alle strutture a priori che sono presenti già nella conoscenza sensoriale (gli stessi dati dei sensi non rappresentano la realtà com’è in sé, ma com’è per noi). Le componenti a priori che intervengono nella percezione, e che Kant chiama “intuizioni pure” sono lo spazio e il tempo, perché i dati ci giungono già organizzati secondo una successione temporale e secondo uno spazio tridimensionale, di tipo euclideo. Questi sono ulteriormente rielaborati da altre strutture a priori (i concetti puri). Dunque, la realtà è costruita dal soggetto a partire dai fenomeni, anch’essi già rielaborati.
- La prospettiva di Kant verte verso il costruttivismo implicando la centralità del soggetto conoscente, cioè il bambino, e la necessità di organizzare nel migliore dei modi gli strumenti percettivi e mentali per conoscere.
- Il fine dell’educazione non è trasmettere conoscenza o giudizi di valore, ma dare all’allievo gli strumenti perché possa pensare con la propria testa.
- Le singole discipline devono contribuire alla formazione complessiva della personalità.
CRITICA ALLA RAGION PURA
Le strutture a priori sono le stesse per tutti gli uomini (universali), quindi la conoscenza del mondo è confrontabile. Questo giustifica la conoscenza scientifica fondata su leggi universali e necessarie.
Il mondo così come lo conosciamo è razionale ma non si tratta del mondo come effettivamente è (noumeno), ma del mondo della nostra esperienza di uomini (come aveva già affermato Locke non possiamo conoscere il mondo in sé). Però, contrariamente a Locke, il mondo lo conosciamo in modo scientifico e universale, perché dipende dalle strutture a priori e quindi è uguale per tutti gli uomini.
CRITICA ALLA RAGION PRATICA
Nella Critica alla ragion pratica Kant sostiene che esista una morale universale che coincide con la voce della coscienza per cui siamo in grado di distinguere il bene dal male.
Il fondamento della morale universale è la ragione e si contrappone alla morale personale che asseconda i nostri piaceri. A questo proposito esistono imperativi ipotetici e categorici: i primi sono un obbligo solamente se voglio ottenere un risultato; l’imperativo categorico invece ti indica cosa fare a prescindere da ogni possibile finalità, perché è razionale agire in quel modo e sarebbe irrazionale agire in senso contrario.
CRITICA ALLA RAGION PRATICA
Dato che noi siamo esseri razionali, dobbiamo seguire ciò che l’imperativo impone (morale del dovere). Il criterio dell’universalizzazione ci serve per capire se la massima che seguo è morale: es. che cosa succederebbe se nessuno restituisse più i debiti; in base alla ragione, nessuno concederebbe più prestiti; non restituire il debito è irrazionale, quindi immorale perché moralità significa agire secondo ragione.
La morale è fondata sulla ragione umana, cioè sulla razionalità del principio che guida l’azione. Si può distinguere tra morali eteronome (in base all’utilità, al piacere e all’ambiente; non è una morale universale) e morali autonome. Quindi, noi dovremo orientare la volontà in base alla ragione scegliendo il dovere: ma se l’uomo è il fondamento della morale, acquisisce una dignità enorme, in quanto essere razionale in grado di stabilire autonomamente qual è il bene e qual è il male. Ne segue anche l’universalità e l’autonomia della morale ma soprattutto il rispetto dell’umanità negli altri e in noi stessi.
+ info
Lo sviluppo dalla condizione naturale a quella pienamente umana transita per tre momenti: allevamento, disciplina e cultura.
I bambini, diversamente dagli animali, hanno bisogno di cure e assistenza (allevamento) e devono essere guidati inizialmente dalla disciplina perché sono dominati dalle passioni e dalle pulsioni naturali (non nascono con l’uso della ragione).
L’obiettivo è la ragione cosciente, che si raggiunge tramite la cultura, che è trasmissione del sapere (istruzione) e trasmissione dei costumi e della tradizione (educazione al bene e ai valori). Questo processo garantisce lo sviluppo di ogni individuo ma consente anche lo sviluppo e il miglioramento progressivo dell’umanità, che passa da uno stato selvaggio a uno guidato dalla ragione e dalla ricerca del bene comune.
+ info
PESTALOZZI
un'educazione integrale basata sull'amore, sull'osservazione diretta
Johann Heinrich Pestalozzi
Per Pestalozzi la pedagogia è educazione e azione, quindi sapere e saper fare/prassi (una forma di attivismo= il fanciullo è il protagonista del suo apprendimento) per formare personalità indipendenti e autonome grazie al lavoro (preparazione fisica e esercizio delle attitudini) e istruzione (una cultura che supplisce alle esigenze di ognuno e a una professionalità conforme allo stato di socialità).
A questo proposito bisogna offrire i contenuti con gradualità e continuità; il tutto deve essere appreso con curiosità (motivazione intrinseca). Viene influenzato da Rousseau che lo indurrà da subito a un impegno politico. Abbandonate le posizioni rivoluzionarie, si orienta verso una trasformazione della società mediante riforme guardando in particolare alla fisiocrazia francese (la coltivazione della terra è la fonte di ogni ricchezza) e al naturalismo di Rousseau.
Progetti
Bergdorf
Neuhof
Yverdon
Stans
1/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
DOMANDE
2/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
Domande
3/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
DOMANDE
4/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
DOMANDE
Prevale quindi il concetto "vivere secondo natura". Affinchè l'individuo si sviluppi e venga educato correttamente, deve essere allevato nella natura, dove l'ambiente rafforza e rasserena sia il corpo che l'animo, e lontano dalla società e dal suo effetto corruttore. Una volta avvenuta l'educazione, il ragazzo dovrà confrontarsi con l'ordine sociale in cui vive e poiché non è possibile seguire due strade in un solo tempo sarà obbligato a compiere una scelta, se intraprendere un'educazione che segue i principi della natura, per poi diventare un uomo, oppure se seguire i principi della società, per diventare un cittadino e poter quindi offrire un contributo al miglioramento della società.
Yverdon= (1805-1824) nel 1815 le polemiche con i collaboratori porteranno a una lenta decadenza. Fu un punto di riferimento per numerosi pedagogisti come Froebel. Dopo la chiusura di Yverdon, Pestalozzi, isolato e oggetto di numerose critiche, fa ritorno a Neuhof dove trascorre in povertà e in solitudine gli ultimi anni della propria vita.
Neuhof (“nuova fattoria”)= dopo il matrimonio acquista l’appezzamento di Neuhof e vi fonda una colonia agricola per i ragazzi poveri (trovatelli) a cui impartisce un'educazione elementare. Si tratta di una scuola popolare in cui accoglie i fanciulli poveri della zona, insegnando loro a leggere, a scrivere, a far di conto e avviandoli a un lavoro artigianale. Il metodo di insegnamento è caratterizzato dall’attività degli alunni e dal loro coinvolgimento concreto delle mansioni produttive. Viene chiusa perché non riesce ad affrontare le spese economiche.
Alla chiusura di Neuhof fa seguito una lunga parentesi di riflessione che arriva fino al 1797 e scrive il romanzo Leonardo e Geltrude (due coniugi lottano contro l’ingiusto podestà per il clima di corruzione e prepotenze fin quando non arriva in città un veterano di guerra per educare i bambini del villaggio) e il saggio teorico Ricerche sopra il corso della natura nello svolgimento del genere umano.
Bergdorf= apre un convitto privato frequentato dai figli della ricca borghesia e visitato da educatori provenienti da tutta Europa. Qui può contare su numerosi collaboratori con i quali abbia una ricerca didattica d’equipe, affidando a ognuno il compito di approfondire gli aspetti particolari di ogni disciplina. Egli vi applica il proprio metodo, basato sull’osservazione e sull’esperienza dirette e articolato nelle tre aree principali della lingua, della matematica e del disegno. Si dà la massima libertà agli alunni, dedicando molto spazio alla ginnastica e all’attività fisica. Fu chiusa nel 1804 perché gli ambienti conservatori aristocratici temevano che questo esperimento si diffondesse.
Ne concludiamo che:
- La conoscenza non deve avere una serie di precetti da seguire, ma una formazione che gli consenta di decidere da solo, con la propria testa, nell’ambito morale.
- L’uomo non è morale per natura, può diventarlo, e in gran parte ciò dipende dall’educazione che riceve. La moralità consiste nella capacità di far prevalere la ragione sulle pulsioni e richiede un percorso lungo.
- L’uomo è plasmato dall’educazione.
L'IMPORTANZA DELL'EDUCAZIONE PER KANT
Per Kant l’educazione è il più grande e il più arduo problema che ci possa essere sottoposto. Secondo Kant, l’educazione si divide in educazione fisica (che riguarda il corpo) e educazione pratica a sua volta divisa in cultura scolastica (che riguarda l’intelletto e il conseguimento di abilità e conoscenze), prudenza (che riguarda i rapporti sociali) e cultura morale (la moralità) =>l’educazione alla prudenza forma il cittadino: non con la formazione di abitudini ma nella comprensione razionale di ciò che è giusto fare, facendo in modo che l’allievo operi bene secondo le sue proprie massime.
Stans= in una cittadina in cui era instaurata la Repubblica elvetica unitaria, per contrastare la dominazione francese, viene aperto un orfanotrofio (1798) gestito da Pestalozzi. Ricorre al mutuo insegnamento affidando ai più grandi attività di insegnamento ai più piccoli ma soprattutto creando un legame di amore. Adotta due principi: l’insegnamento delle nozioni elementari di ogni disciplina opportunamente individuate e la progressività del metodo. Queste necessità impongono scelte didattiche che poi vengono rielaborate, rese organiche e strutturate in un metodo: il pensiero di Pestalozzi si alimenta di questa continua dialettica tra prassi educativa e rielaborazione teorica. L’esperienza di Stans è di breve durata: nel 1799 i francesi sono cacciati dalle truppe della seconda coalizione e l'orfanotrofio viene chiuso.
ROUSSEAU, KANT e PESTALOZZI
madelina leunte
Created on February 21, 2025
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PEDAGOGIA
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
Sara Genasi e Madelina Leunte
indice
Educazione Naturale
Emilio
Rousseau
Educazione Negativa
Donne
Precettore
Critica alla ragion pura
Kant
Critica alla ragion pratica
Progetti
Pestalozzi
Concezione pedagogica
Domande
JEAN JACQUES ROUSSEAU
l'educazione negativa e puerocentrica
Jean Jaques Rousseau
Grande illuminista del suo tempo, Rousseau ha dato un grande contributo del campo della pedagogia e dell'educazione. Tra i suoi scritti principali ricordiamo "Il contratto sociale", "Nuova Eloisa" e "Emilio". Viene influenzato dall'Illuminismo, ma in un certo senso si distacca da questo, in quanto crede che il passato sia importante, e ritiene che il bene piu grande per l'uomo non sia la ragione, ma i propri bisogni e le proprie passioni. In ambito educativo, fonda un modello puerocentrico, basato sullo studio dei fanciulli. Egli intende l'educazione come sviluppo dell'essere umano nella sua totalità, includendo anche il corpo e i sensi, al contrario degli illuministi, che si dedicavano solo all'aspetto intellettuale dell'educazione, trascurando l'educazione del corpo. L'idea che tenta di trasmettere è quella del rinnovamento dell'individuo.
Emilio
Il trattato pedagogico mira a presentare un nuovo tipo di educazione. Innanzitutto, l'auore sottolinea come l'educazione sia influenzata da tre fattori, ovvero la natura, che non dipende da noi, l'ambiente, e l'azione degli uomini. La natura deve essere presa come riferimento, piiche è l'unico fattore che l'uomo non puo controllare. L'educazione di Rousseau deve avere come punto di partenza e come obiettivo l'uomo allo stato naturale: come punto di partenza perche deve intervenire prima che la societa corrompa l'individuo, e come obiettivo perche deve conservare gli aspetti importanti della naturalità.
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Il fanciullo viene allontanato dalla società, per permettere la corretta educazione
precettore
L'intervento del precettore deve essere indiretto: l'allievo deve sentirsi protagonista del proprio apprendimento e delle proprie scelte. Il precettore deve lasciarlo agire, deve solamente predisporre l'ambiente e le esperienze. Il precettore dovrà assicurarsi che il fanciullo non venga inluenzato negativamente, non deve anticipare mai lo sviluppo del bambino, e deve basare i suoi insegnamenti sui bisogni e sull'interesse dell'allievo. Possiamo parlare di educazione negativa: non deve essere intesa in modo peggiorativo, bensì indica un metodo volto a rispettare il fanciullo e a progettare interventi formativi specifici. Il bambino sbaglierà, ma imparerà dai suoi stessi errori. Inoltre, il precettore eliminerà tutti gli impedimenti al naturale sviluppo dell'allievo.
Il Fanciullo verrà educato secondo natura. Apprenderà tutto il necessario e si farà portatore della sua conoscienza
Tornerà allì'interno della società per migliorarla, con gli aneddoti e l'educazione che ha ricevuto
donne
Rousseau dà molta rilevanza anche al ruolo della donna e alla sua educazione. L'educazione femminile è orientata alla formazione di moglie e madre, deve essere educata per piacere agli uomini. Nonostante questo pensiero alquanto maschilista, il filosofo riconosce che il ruolo della donna nella società è essenziale. Affida a loro il primo allevamento del fanciullo e la sua prima educazione, e giudica malamente coloro che affidano i neonati alle balie. L'educazione femminile però, è molto limitata rispetto a quella maschile. Se un fanciullo ha diritto all'educazione nella sua completezza, ovvero studi letterari, scientifici e fisici, la fanciulla è limitata all'apprendimento della lettura, della scrittura, e del calcolo semplice, in aggiunta al canto e alla musica. Inoltre, le madri devono insegnare alle bambine ad essere docili e sottomesse.
"Piacer loro, essere loro utili, farsi amare e onorare da essi, allevarli giovani, curarli grandi, consigliarli, consolarli, render loro la vita piacevole e dolce: ecco i doveri della donna in tutti i tempi, e quello che si deve insegnar loro fin dall'infanzia"
Critica alla ragion PURA
IMMANUEL KANT
(1781)
Kant è un filosofo tedesco che nasce nella Prussia orientale. È un filosofo accademico molto rigido, preciso ed è considerato il filosofo del criticismo perché scrive la Critica della ragion pratica, la Critica della ragion pura e la Critica del giudizio.
CRITICA ALLA RAGION PRATICa
(1788)
È il filosofo del dovere e dell’imperativo categorico: agisci come se l’umanità fosse il fine quindi trattando l’altro come vorresti fossi trattato tu.
CRITICA DEL GIUDIZIO
(1790)
IMMANUEL KANT
Presupposti filosofici e scritti pedagogici
CRITICA ALLA RAGION PURA
Nella Critica alla ragion pura Kant pone il soggetto conoscente al centro della conoscenza: quindi non dovremo chiederci com’è fatto il mondo ma come viene conosciuto.
Alla conoscenza del mondo concorrono due elementi: i fenomeni, cioè i dati sensoriali, e l’attività del soggetto conoscente, in base alle strutture a priori che sono presenti già nella conoscenza sensoriale (gli stessi dati dei sensi non rappresentano la realtà com’è in sé, ma com’è per noi). Le componenti a priori che intervengono nella percezione, e che Kant chiama “intuizioni pure” sono lo spazio e il tempo, perché i dati ci giungono già organizzati secondo una successione temporale e secondo uno spazio tridimensionale, di tipo euclideo. Questi sono ulteriormente rielaborati da altre strutture a priori (i concetti puri). Dunque, la realtà è costruita dal soggetto a partire dai fenomeni, anch’essi già rielaborati.
CRITICA ALLA RAGION PURA
Le strutture a priori sono le stesse per tutti gli uomini (universali), quindi la conoscenza del mondo è confrontabile. Questo giustifica la conoscenza scientifica fondata su leggi universali e necessarie.
Il mondo così come lo conosciamo è razionale ma non si tratta del mondo come effettivamente è (noumeno), ma del mondo della nostra esperienza di uomini (come aveva già affermato Locke non possiamo conoscere il mondo in sé). Però, contrariamente a Locke, il mondo lo conosciamo in modo scientifico e universale, perché dipende dalle strutture a priori e quindi è uguale per tutti gli uomini.
CRITICA ALLA RAGION PRATICA
Nella Critica alla ragion pratica Kant sostiene che esista una morale universale che coincide con la voce della coscienza per cui siamo in grado di distinguere il bene dal male.
Il fondamento della morale universale è la ragione e si contrappone alla morale personale che asseconda i nostri piaceri. A questo proposito esistono imperativi ipotetici e categorici: i primi sono un obbligo solamente se voglio ottenere un risultato; l’imperativo categorico invece ti indica cosa fare a prescindere da ogni possibile finalità, perché è razionale agire in quel modo e sarebbe irrazionale agire in senso contrario.
CRITICA ALLA RAGION PRATICA
Dato che noi siamo esseri razionali, dobbiamo seguire ciò che l’imperativo impone (morale del dovere). Il criterio dell’universalizzazione ci serve per capire se la massima che seguo è morale: es. che cosa succederebbe se nessuno restituisse più i debiti; in base alla ragione, nessuno concederebbe più prestiti; non restituire il debito è irrazionale, quindi immorale perché moralità significa agire secondo ragione.
La morale è fondata sulla ragione umana, cioè sulla razionalità del principio che guida l’azione. Si può distinguere tra morali eteronome (in base all’utilità, al piacere e all’ambiente; non è una morale universale) e morali autonome. Quindi, noi dovremo orientare la volontà in base alla ragione scegliendo il dovere: ma se l’uomo è il fondamento della morale, acquisisce una dignità enorme, in quanto essere razionale in grado di stabilire autonomamente qual è il bene e qual è il male. Ne segue anche l’universalità e l’autonomia della morale ma soprattutto il rispetto dell’umanità negli altri e in noi stessi.
+ info
Lo sviluppo dalla condizione naturale a quella pienamente umana transita per tre momenti: allevamento, disciplina e cultura.
I bambini, diversamente dagli animali, hanno bisogno di cure e assistenza (allevamento) e devono essere guidati inizialmente dalla disciplina perché sono dominati dalle passioni e dalle pulsioni naturali (non nascono con l’uso della ragione).
L’obiettivo è la ragione cosciente, che si raggiunge tramite la cultura, che è trasmissione del sapere (istruzione) e trasmissione dei costumi e della tradizione (educazione al bene e ai valori). Questo processo garantisce lo sviluppo di ogni individuo ma consente anche lo sviluppo e il miglioramento progressivo dell’umanità, che passa da uno stato selvaggio a uno guidato dalla ragione e dalla ricerca del bene comune.
+ info
PESTALOZZI
un'educazione integrale basata sull'amore, sull'osservazione diretta
Johann Heinrich Pestalozzi
Per Pestalozzi la pedagogia è educazione e azione, quindi sapere e saper fare/prassi (una forma di attivismo= il fanciullo è il protagonista del suo apprendimento) per formare personalità indipendenti e autonome grazie al lavoro (preparazione fisica e esercizio delle attitudini) e istruzione (una cultura che supplisce alle esigenze di ognuno e a una professionalità conforme allo stato di socialità).
A questo proposito bisogna offrire i contenuti con gradualità e continuità; il tutto deve essere appreso con curiosità (motivazione intrinseca). Viene influenzato da Rousseau che lo indurrà da subito a un impegno politico. Abbandonate le posizioni rivoluzionarie, si orienta verso una trasformazione della società mediante riforme guardando in particolare alla fisiocrazia francese (la coltivazione della terra è la fonte di ogni ricchezza) e al naturalismo di Rousseau.
Progetti
Bergdorf
Neuhof
Yverdon
Stans
1/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
DOMANDE
2/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
Domande
3/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
DOMANDE
4/4
ROUSSEAU, KANT E PESTALOZZI
DOMANDE
Prevale quindi il concetto "vivere secondo natura". Affinchè l'individuo si sviluppi e venga educato correttamente, deve essere allevato nella natura, dove l'ambiente rafforza e rasserena sia il corpo che l'animo, e lontano dalla società e dal suo effetto corruttore. Una volta avvenuta l'educazione, il ragazzo dovrà confrontarsi con l'ordine sociale in cui vive e poiché non è possibile seguire due strade in un solo tempo sarà obbligato a compiere una scelta, se intraprendere un'educazione che segue i principi della natura, per poi diventare un uomo, oppure se seguire i principi della società, per diventare un cittadino e poter quindi offrire un contributo al miglioramento della società.
Yverdon= (1805-1824) nel 1815 le polemiche con i collaboratori porteranno a una lenta decadenza. Fu un punto di riferimento per numerosi pedagogisti come Froebel. Dopo la chiusura di Yverdon, Pestalozzi, isolato e oggetto di numerose critiche, fa ritorno a Neuhof dove trascorre in povertà e in solitudine gli ultimi anni della propria vita.
Neuhof (“nuova fattoria”)= dopo il matrimonio acquista l’appezzamento di Neuhof e vi fonda una colonia agricola per i ragazzi poveri (trovatelli) a cui impartisce un'educazione elementare. Si tratta di una scuola popolare in cui accoglie i fanciulli poveri della zona, insegnando loro a leggere, a scrivere, a far di conto e avviandoli a un lavoro artigianale. Il metodo di insegnamento è caratterizzato dall’attività degli alunni e dal loro coinvolgimento concreto delle mansioni produttive. Viene chiusa perché non riesce ad affrontare le spese economiche. Alla chiusura di Neuhof fa seguito una lunga parentesi di riflessione che arriva fino al 1797 e scrive il romanzo Leonardo e Geltrude (due coniugi lottano contro l’ingiusto podestà per il clima di corruzione e prepotenze fin quando non arriva in città un veterano di guerra per educare i bambini del villaggio) e il saggio teorico Ricerche sopra il corso della natura nello svolgimento del genere umano.
Bergdorf= apre un convitto privato frequentato dai figli della ricca borghesia e visitato da educatori provenienti da tutta Europa. Qui può contare su numerosi collaboratori con i quali abbia una ricerca didattica d’equipe, affidando a ognuno il compito di approfondire gli aspetti particolari di ogni disciplina. Egli vi applica il proprio metodo, basato sull’osservazione e sull’esperienza dirette e articolato nelle tre aree principali della lingua, della matematica e del disegno. Si dà la massima libertà agli alunni, dedicando molto spazio alla ginnastica e all’attività fisica. Fu chiusa nel 1804 perché gli ambienti conservatori aristocratici temevano che questo esperimento si diffondesse.
Ne concludiamo che:
L'IMPORTANZA DELL'EDUCAZIONE PER KANT
Per Kant l’educazione è il più grande e il più arduo problema che ci possa essere sottoposto. Secondo Kant, l’educazione si divide in educazione fisica (che riguarda il corpo) e educazione pratica a sua volta divisa in cultura scolastica (che riguarda l’intelletto e il conseguimento di abilità e conoscenze), prudenza (che riguarda i rapporti sociali) e cultura morale (la moralità) =>l’educazione alla prudenza forma il cittadino: non con la formazione di abitudini ma nella comprensione razionale di ciò che è giusto fare, facendo in modo che l’allievo operi bene secondo le sue proprie massime.
Stans= in una cittadina in cui era instaurata la Repubblica elvetica unitaria, per contrastare la dominazione francese, viene aperto un orfanotrofio (1798) gestito da Pestalozzi. Ricorre al mutuo insegnamento affidando ai più grandi attività di insegnamento ai più piccoli ma soprattutto creando un legame di amore. Adotta due principi: l’insegnamento delle nozioni elementari di ogni disciplina opportunamente individuate e la progressività del metodo. Queste necessità impongono scelte didattiche che poi vengono rielaborate, rese organiche e strutturate in un metodo: il pensiero di Pestalozzi si alimenta di questa continua dialettica tra prassi educativa e rielaborazione teorica. L’esperienza di Stans è di breve durata: nel 1799 i francesi sono cacciati dalle truppe della seconda coalizione e l'orfanotrofio viene chiuso.