superiorità vs uguaglianza: confronto tra i manifesti
VS
SECONDO PUNTO DEL MANIFESTO DELLA RAZZA 1938
SECONDO PUNTO DEL MANIFESTO ANTIRAZZISTA 2008
+ info
+ info
argomentazioni ed esperimenti per sostenre la teoria antitrazzista
richard lewontin (1972)- variabiltà gentica intrta-gruppo
progetto genoma umano (2003)- assenza di razze nel dna
jonathan marks- antropologia biologica e cultura
studio di luigi luca cavalli-sfroza - albero genetico dell'umanità
LAVORO FATTO DA
CAVALLARO DOMENICO E SYLLA DAOUDE
Il genetista Cavalli-Sforza ha analizzato il DNA di diverse popolazioni umane e ha dimostrato che tutte le popolazioni derivano da un’unica origine comune in Africa. Le differenze tra gruppi sono il risultato di migrazioni e adattamenti ambientali piuttosto che di divisioni razziali fisse.
TESI
La tesi del testo sostiene che l’umanità non è composta da razze biologiche distinte, ma da una rete di individui collegati attraverso elementi culturali, sociali e storici. Le aggregazioni umane si formano e si trasformano nel tempo non a causa di somiglianze genetiche, ma grazie alla condivisione di esperienze, valori, religioni, costumi e stili di vita. Questi gruppi non sono stabili nel tempo, ma soggetti a continui cambiamenti, mescolanze e trasformazioni, a una velocità incompatibile con i lenti processi della selezione genetica.
Il genetista Richard Lewontin ha dimostrato che la maggior parte della variabilità genetica umana (circa l'85%) si trova all’interno di una stessa popolazione, mentre solo una minima parte (circa il 6-10%) distingue popolazioni diverse. Questo significa che la suddivisione in "razze" è arbitraria dal punto di vista genetico.
TESI
Il secondo punto del manifesto della razza evidenzia la differnza tra grandi e piccole razze. Viene vengono messe in considerazione solo i gruppi sistematici maggiori ma anche quelli minori (nordici, mediterranei e dinarici), i quali presentano un gran numero di caratteri comuni.
L’antropologo biologo Jonathan Marks ,nel libro, "Human Biodiversity: Genes, Race, and History" (1995), sottolinea che le differenze tra i gruppi umani sono principalmente culturali e non biologiche. Egli afferma che la genetica non determina l’appartenenza a un gruppo sociale o etnico, che è invece basata su elementi storici e culturali.
Il sequenziamento completo del DNA umano ha confermato che tutti gli esseri umani condividono oltre il 99,9% del loro patrimonio genetico. Questo dimostra che le differenze tra gruppi umani sono minime dal punto di vista genetico e che le categorie razziali sono costruzioni sociali piuttosto che biologiche.
superiorità vs uguaglianza: confronto tra i manifesti
Daoude Sylla
Created on February 20, 2025
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Customer Profile
View
Movie Infographic
View
Interactive QR Code Generator
View
Advent Calendar
View
Tree of Wishes
View
Witchcraft vertical Infographic
View
Halloween Horizontal Infographic
Explore all templates
Transcript
superiorità vs uguaglianza: confronto tra i manifesti
VS
SECONDO PUNTO DEL MANIFESTO DELLA RAZZA 1938
SECONDO PUNTO DEL MANIFESTO ANTIRAZZISTA 2008
+ info
+ info
argomentazioni ed esperimenti per sostenre la teoria antitrazzista
richard lewontin (1972)- variabiltà gentica intrta-gruppo
progetto genoma umano (2003)- assenza di razze nel dna
jonathan marks- antropologia biologica e cultura
studio di luigi luca cavalli-sfroza - albero genetico dell'umanità
LAVORO FATTO DA
CAVALLARO DOMENICO E SYLLA DAOUDE
Il genetista Cavalli-Sforza ha analizzato il DNA di diverse popolazioni umane e ha dimostrato che tutte le popolazioni derivano da un’unica origine comune in Africa. Le differenze tra gruppi sono il risultato di migrazioni e adattamenti ambientali piuttosto che di divisioni razziali fisse.
TESI
La tesi del testo sostiene che l’umanità non è composta da razze biologiche distinte, ma da una rete di individui collegati attraverso elementi culturali, sociali e storici. Le aggregazioni umane si formano e si trasformano nel tempo non a causa di somiglianze genetiche, ma grazie alla condivisione di esperienze, valori, religioni, costumi e stili di vita. Questi gruppi non sono stabili nel tempo, ma soggetti a continui cambiamenti, mescolanze e trasformazioni, a una velocità incompatibile con i lenti processi della selezione genetica.
Il genetista Richard Lewontin ha dimostrato che la maggior parte della variabilità genetica umana (circa l'85%) si trova all’interno di una stessa popolazione, mentre solo una minima parte (circa il 6-10%) distingue popolazioni diverse. Questo significa che la suddivisione in "razze" è arbitraria dal punto di vista genetico.
TESI
Il secondo punto del manifesto della razza evidenzia la differnza tra grandi e piccole razze. Viene vengono messe in considerazione solo i gruppi sistematici maggiori ma anche quelli minori (nordici, mediterranei e dinarici), i quali presentano un gran numero di caratteri comuni.
L’antropologo biologo Jonathan Marks ,nel libro, "Human Biodiversity: Genes, Race, and History" (1995), sottolinea che le differenze tra i gruppi umani sono principalmente culturali e non biologiche. Egli afferma che la genetica non determina l’appartenenza a un gruppo sociale o etnico, che è invece basata su elementi storici e culturali.
Il sequenziamento completo del DNA umano ha confermato che tutti gli esseri umani condividono oltre il 99,9% del loro patrimonio genetico. Questo dimostra che le differenze tra gruppi umani sono minime dal punto di vista genetico e che le categorie razziali sono costruzioni sociali piuttosto che biologiche.