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superiorità vs uguaglianza: confronto tra i manifesti

Daoude Sylla

Created on February 20, 2025

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Transcript

superiorità vs uguaglianza: confronto tra i manifesti

VS

SECONDO PUNTO DEL MANIFESTO DELLA RAZZA 1938

SECONDO PUNTO DEL MANIFESTO ANTIRAZZISTA 2008

+ info
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argomentazioni ed esperimenti per sostenre la teoria antitrazzista

richard lewontin (1972)- variabiltà gentica intrta-gruppo

progetto genoma umano (2003)- assenza di razze nel dna

jonathan marks- antropologia biologica e cultura

studio di luigi luca cavalli-sfroza - albero genetico dell'umanità

LAVORO FATTO DA

CAVALLARO DOMENICO E SYLLA DAOUDE

Il genetista Cavalli-Sforza ha analizzato il DNA di diverse popolazioni umane e ha dimostrato che tutte le popolazioni derivano da un’unica origine comune in Africa. Le differenze tra gruppi sono il risultato di migrazioni e adattamenti ambientali piuttosto che di divisioni razziali fisse.

TESI

La tesi del testo sostiene che l’umanità non è composta da razze biologiche distinte, ma da una rete di individui collegati attraverso elementi culturali, sociali e storici. Le aggregazioni umane si formano e si trasformano nel tempo non a causa di somiglianze genetiche, ma grazie alla condivisione di esperienze, valori, religioni, costumi e stili di vita. Questi gruppi non sono stabili nel tempo, ma soggetti a continui cambiamenti, mescolanze e trasformazioni, a una velocità incompatibile con i lenti processi della selezione genetica.

Il genetista Richard Lewontin ha dimostrato che la maggior parte della variabilità genetica umana (circa l'85%) si trova all’interno di una stessa popolazione, mentre solo una minima parte (circa il 6-10%) distingue popolazioni diverse. Questo significa che la suddivisione in "razze" è arbitraria dal punto di vista genetico.

TESI

Il secondo punto del manifesto della razza evidenzia la differnza tra grandi e piccole razze. Viene vengono messe in considerazione solo i gruppi sistematici maggiori ma anche quelli minori (nordici, mediterranei e dinarici), i quali presentano un gran numero di caratteri comuni.

L’antropologo biologo Jonathan Marks ,nel libro, "Human Biodiversity: Genes, Race, and History" (1995), sottolinea che le differenze tra i gruppi umani sono principalmente culturali e non biologiche. Egli afferma che la genetica non determina l’appartenenza a un gruppo sociale o etnico, che è invece basata su elementi storici e culturali.

Il sequenziamento completo del DNA umano ha confermato che tutti gli esseri umani condividono oltre il 99,9% del loro patrimonio genetico. Questo dimostra che le differenze tra gruppi umani sono minime dal punto di vista genetico e che le categorie razziali sono costruzioni sociali piuttosto che biologiche.