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. LA 1ª RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Angela Spagnuolo

Created on February 14, 2025

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Transcript

LA 1ª RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Angela Spagnuolo 2A

History Timeline

1775

fine del XVIII

1829

1733-1779

1740

la macchina a vapore viene introdotta nelle industrie e nei trasporti

nasce la locomotiva a vapore

nasce una nuova organizzazione di lavoro

nascono le prime innovazioni tecnologiche

la rivoluzione agricola e industriale

gli operai si ribellanocon Ned Ludd

1824

1830

nascono il mercato interno e internazionale

nascono le trade unions

i vari macchinari
macchina a vapore
filatrice semi meccanica
spoletta volante automatica
filatoio automatico ad acqua
filatoio intermittente

FINE!

Angela Spagnuolo 2A

la orima locomotiva a vapore è la rocket

In Inghilterra, la prima locomotiva a vapore fu la Rocket, progettata e costruita da George e Robert Stephenson nel 1829 per la strada ferrata che doveva collegare il porto di Liverpool a Manchester.Inizialmente, quella ferrovia era stata pensata per il solo trasporto delle merci, ma il suo successo fu tale che nel giro di un anno il traffico dei passeggeri superò quello delle merci. Del resto, benché la velocità media su rotaia fosse di 27 km/h, il tempo di percorrenza tra le due città in treno era di poco più di due ore, mentre su strada erano necessarie 6-8 ore.

le nuove innovazioni

quando cominciò a essere importato il cotone grezzo dalle colonie americane e dall'India, vennero via via introdotte innovazioni tecniche che cambiarono l'intero settore. Tra le nuove tecnologie vi furono: la spoletta volante automatica, inventata da John Kay nel 1733, che permise di accelerare il lavoro di tessitura; la filatrice semi-meccanica, realizzata da James Hargreaves nel 1764, che consentiva a un solo operaio di produrre più fili di cotone contemporaneamente; il filatoio automatico ad acqua, con brevetto di Richard Arkwright nel 1769, che sfruttava l'energia motrice dell'acqua e che per questo venne installato nelle fabbriche sorte lungo le rive dei fiumi; il filatoio intermittente, creato nel 1779 da Samuel Crompton, che impiegava un solo operaio per una quantità di filati che prima avrebbe richiesto almeno trenta lavoratori e che era in grado di produrre filati di migliore qualità e robustezza a prezzi inferiori.

i motivi della rivoluzione

Nella seconda metà del Settecento, all'interno della società inglese avvenne un profondo cambiamento che si sarebbe ben presto diffuso nel continente europeo: la Rivoluzione industriale. Questo cambiamentoebbe inizio proprio in Inghilterra per una serie di motivi: la Gloriosa Rivoluzione aveva assicurato lo sviluppo dell'aristocrazia terriera e della grande borghesia urbana; la società inglese era ricca, grazie ai traffici commerciali, e dinamica.
Borghesi e nobili ritenevano infatti che il principale mezzo di ascesa sociale fosse investire le proprie ricchezze in attività imprenditoriali; in campo agricolo, le leggi votate dal Parlamento scardinarono il sistema feudale e diedero l'avvio a una serie di importantissimi cambiamenti che prende il nome di Rivoluzione agricola.

le fabbriche

le piccole attività artigianali e il lavoro a domicilio vennero rimpiazzati dal lavoro nelle fabbriche, dove erano protagonisti:» l'imprenditore, che possedeva i macchinari, assumeva i lavoratori e vendeva il prodotto finito; » l'operaio, che non possedeva i mezzi di produzione, ma metteva a disposizione dell'imprenditore il proprio lavoro in cambio di un salario. Nacque così il sistema di fabbrica, una forma di organizzazione del lavoro caratterizzata dalla concentrazione di molti operai in grandi stabilimenti e dall'impiego di macchinari. A differenza della manifattura a domicilio, il nuovo sistema di fabbrica applicava su larga scala la "divisione del lavoro", ossia la divisione dei lavori in singole operazioni affidate a ogni operaio. Questa scomposizione limitava le perdite di tempo rispetto all'esecuzione di tutte le fasi del processo di lavorazione da parte di un operaio, contribuendo a una maggiore produzione e quindi a una riduzione dei prezzi.

Il lavoro in fabbrica non solo imponeva ritmi massacranti, ma in molti processi le macchine avevano sostituito l'uomo: una sola macchina per pettinare la lana, per esempio, faceva il lavoro di 20 operai. Pertanto, già dalla fine del XVIII secolo si verificarono episodi di ribellione contro le macchine, ritenute causa di possibile disoccupazione e di bassi salari.In realtà, le proteste erano dirette contro gli imprenditori che licenziavano facilmente quei lavoratori che non riuscivano a mantenere i ritmi di lavoro imposti dalle macchine o che erano di troppo. Il caso di protesta più clamoroso fu quello del movimento denominato luddismo, dal nome del leggendario operaio Ned Ludd, che con un gesto di ribellione nei confronti degli imprenditori-proprietari e dei loro macchinari avrebbe rotto il telaio a cui lavorava.

le trade unions

Contro le rivolte operaie, il Parlamento inglese adottò misure molto severe che vietavano le associazioni di lavorato-ri. Tuttavia, forti della loro consistenza numerica, gli operai inglesi continuarono a mobilitarsi per la difesa dei loro diritti finché, nel 1824, il governo aboli il divieto di associazione. Si formarono così le prime associazioni di mestiere, le Trade Unions, che avevano lo scopo sia di raccogliere fondi in caso di malattia e invalidità sia di rivendicare migliori condizioni salariali e lavorative.

mercato interno
mercato internazionale

grazie allo sviluppo del lavoro salariato nelle campagne e soprattutto nelle fabbriche in città comportò una progressiva riduzione dell'autoconsumo: ciò che da sempre era stato fabbricato in proprio come stoffe e attrezzi da lavoro cominciò a essere acquistato. Questo fenomeno ebbe come conseguenza un aumento della produzione industriale e parallelamente la creazione di un mercato interno. Alla crescita degli scambi commerciali interni contribuì il miglioramento della rete dei trasporti sia via terra grazie a nuovi sistemi di pavimentazione, le strade cominciarono a essere percorribili anche nella cattiva stagione sia via acqua attraverso una rete di canali navigabili. La migliore viabilità consentì infatti di ridurre i tempi di percorrenza e i costi legati al trasporto delle merci.

grazie allo sviluppo del lavoro salariato nelle campagne e soprattutto nelle fabbriche in città comportò una progressiva riduzione dell'autoconsumo: ciò che da sempre era stato fabbricato in proprio come stoffe e attrezzi da lavoro cominciò a essere acquistato. Questo fenomeno ebbe come conseguenza un aumento della produzione industriale e parallelamente la creazione di un mercato interno. Alla crescita degli scambi commerciali interni contribuì il miglioramento della rete dei trasporti sia via terra grazie a nuovi sistemi di pavimentazione, le strade cominciarono a essere percorribili anche nella cattiva stagione sia via acqua attraverso una rete di canali navigabili. La migliore viabilità consentì infatti di ridurre i tempi di percorrenza e i costi legati al trasporto delle merci.

L'invenzione decisiva nello sviluppo dell'industria tessile fu però la macchina a vapore, che veniva azionata portando a ebollizione una certa quantità d'acqua: grazie alla sua pressione, il vapore ottenuto era in grado di mettere in moto diversi tipi di macchine. Brevettata da James Watt nel 1775, essa venne utilizzata per azionare il filatoio e il telaio meccanici.In breve tempo, i progressi tecnici divennero tali che in Inghilterra si giunse a produrre un tessuto di puro cotone di qualità uguale a quello indiano e a un costo minore