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IL PALAZZO PUBBLICO DI SIENA
matteo fraleoni
Created on February 10, 2025
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Transcript
IL PALAZZO PUBBLICO DI SIENA
FRALEONI, GARGIULO, MOCCI
INIZIO
Index
IL PALAZZO PUBBLICO
L'ARCHITETTURA
LA STORIA
LA MAESTA' DI SIMONE MARTINI
LA PIANTA
DIFFERENZA TRA MAESTA' LAICA E CRISTIANA
CONCLUSIONE
IL PALAZZO PUBBLICO
IL PALAZZO PUBBLICO
Il Palazzo Pubblico di Siena, detto Palazzo Comunale, è un edificio che fu progettato dal 1282, ma fatto costruire approssimativamente tra il 1297 e il 1310 dal Governo dei Nove della Repubblica di Siena, come propria sede.
Tale funzione si riflette anche oggi, come sede dell'amministrazione comunale, oltre che del Museo Civico. Sorge sulla piazza del Campo, una piazza particolare, data la sua leggera pendenza. All'interno conserva capolavori del periodo d'oro dell'arte senese, tra cui opere di Lorenzetti, Martini, Duccio di Buoninsegna, Sodoma e Beccafumi.
la storia
la storia
LEGATA STRETTAMENTE AL GOVERNO
Dal 1280, con il Governo dei Quindici, si comincia a pensare ad una sede più neutra per il governo della città. Nel 1284 si ha un primo nucleo di quello che sarà il Palazzo Comunale, ma esso comprendeva essenzialmente edifici che formavano il "Bolgano". Con il Governo dei Nove, nel 1287, vengono acquistate case adiacenti a queste due costruzioni e la costruzione del palazzo ha la spinta definitiva (1297). Entro il 1310 tutto il palazzo era stato terminato, poiché il Governo dei Nove vi si trasferì in quell'anno. Mentre l'antico palazzo del "Bolgano" era rivolto verso l'attuale Piazza del Mercato, il nuovo palazzo guarda verso Piazza del Campo.
la PIANTA
LA PIANTA
La pianta del Palazzo è di forma rettangolare, con due ali laterali. Essa riflette l'architettura medievale e la funzione originaria dell'edificio. E' infatti diviso in stanze, che avevano funzioni politiche e amministrative.
L'ARCHItettura
L' ESTERNO
La facciata completa è composta di quattro ordini nel corpo centrale e tre ordini nelle due ali laterali. Essa riflette i vari periodi di costruzione: fino al primo ordine di trifore fu usata la pietra, poi il laterizio. Il corpo centrale è rialzato di un piano rispetto alle due ali laterali. Al centro della facciata un grande disco presenta il trigramma di Cristo (1425, dipinto da Battista di Niccolò), ideato da San Bernardino da Siena, mentre più sotto è presente lo stemma dei Medici, installato dopo il dominio della signoria Fiorentina (dal 1560). Accanto allo stemma, tra le trifore, si trovano altri due stemmi marmorei: uno è quello cittadino, l'altro è il leone del Popolo. L'ingresso è situato nel corpo di sinistra, accanto alla Torre del Mangia.
L' interno
Il portale di destra immette in un atrio; attraverso un vestibolo si arriva poi alla Sala delle Lupe, divisa in quattro campate, che deve il suo nome alle due Lupe trecentesche sulla parete di sinistra. Attorno al vestibolo si aprono alcuni ambienti adibiti oggi a uffici, in cui si trovano varie opere d'arte. Tutte queste sale avevano la propria funzione ed ospitavano, ad esempio, l'ufficio della Biccherna (ufficio finanziario), l'ufficio del Segretario Generale del Comune, ecc… All’interno di queste sale si possono osservare opere di Lorenzetti, Martini, Duccio di Buoninsegna, Sodoma e Beccafumi. Dall'altro portale, attiguo alla Cappella di Piazza, si accede invece al Cortile del Podestà, completato nel 1325 e ripristinato all'inizio del Novecento.
LA maestà DI simone martini
LA MAESTÀ DI SIMONE MARTINI
STORIA
La Maestà di Simone Martini, affrescata nel 1315 e restaurata dallo stesso nel 1321, si trova nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena. Commissionata dal Governo della città, questa grandiosa opera celebra la Vergine Maria come protettrice della città, esprimendo sia un profondo senso religioso che una forte valenza politica.
L' OPERA
Descrizione iconografica dell’opera L'affresco rappresenta la Vergine Maria seduta su un trono sontuoso, decorato con intarsi e intagli dorati. Maria è avvolta in un mantello azzurro ornato di gigli dorati, simbolo della purezza e della regalità divina. Il Bambino Gesù, seduto sulle ginocchia della Madre, benedice con la mano destra mentre con la sinistra tiene un rotolo di pergamena (cartiglio).
L' OPERA
Maria è circondata da una folla di santi, angeli e martiri, disposti simmetricamente in due ordini, con volti espressivi e dettagliati che suggeriscono una forte interazione tra loro. Ai lati del trono si trovano i quattro santi patroni di Siena: Sant’Ansano, evangelizzatore, San Savino, vescovo, San Crescenzio, martire, San Vittore, soldato della fede. Dietro i santi e gli angeli si intravedono altri personaggi, anch’essi immersi nella contemplazione della Vergine, contribuendo alla solennità della scena.
il volgare
L'opera presenta diverse frasi in lingua volgare, tra cui un'iscrizione nella parte basse dell'opera, accompagnata dallo stemma del committente (il comune di Siena) che indica il periodo della commissione."Mille trecento quindici vol(gea) / e Delia avìa ogni bel fiore spinto / e Iuno già gridava"
IL VOLGARE
Fondamentali però sono le due terzine scritte in eleganti lettere in stile gotico associate alla Madonna, dettate al pittore probabilmente da un dotto (indicato in Cino da Pistoia). Le terzine si richiamano alla Commedia dantesca, sia per temi (l'incontro tra vita civile e spiritualità) che riguardo allo stile di composizione.
«Li angelichi fiorecti, rose e gigli, / onde s’adorna lo celeste prato, / non mi dilettan più che i buon consigli. / Ma talor veggio chi per proprio stato / disprezza me e la mia terra inganna, / e quando parla peggio è più lodato. / Guardi ciascun cui questo dir co[n]dana».
maestà laiche e cristiane
LA MAESTA' DI SIMONE MARTINI E LE SUE PARTICOLARITA'
La Maestà di Simone Martini, affrescata nel 1315 nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena, raffigura la Vergine Maria in trono, circondata da angeli e santi. A differenza delle Maestà tradizionali collocate in chiese con funzione devozionale, questa opera si trova nella sede del governo senese, evidenziando il legame tra la città e la sua patrona e sottolineando la protezione della Vergine sul potere politico.
MAESTA' LAICHE E MAESTA CRISTIANE
Le Maestà sono opere d’arte che raffigurano figure sacre in trono, spesso circondate da angeli e santi. Tuttavia, esistono due tipologie principali: le Maestà laiche e le Maestà cristiane.
Contesto
Maestà laiche: in edifici civili (es. palazzi pubblici)Maestà cristiane: in chiese e cattedrali con funzione devozionale.
Funzione
Maestà laiche: esaltano il potere politico e il legame con la religione.Maestà cristiane: espressioni di fede, pensate per la preghiera.
Committente
Maestà laiche: governi cittadini o autorità politiche. Maestà cristiane: Chiesa o fedeli devoti.
ESEMPI DI MAESTA'
Maestà di Simone Martini (1315-1321). Affrescata nel Palazzo Pubblico di Siena, quindi in un contesto laico. La Vergine è rappresentata come Regina e protettrice di Siena, con un ruolo politico oltre che spirituale. L’iscrizione in volgare avvicina l’opera alla popolazione cittadina.
Maestà di Duccio di Buoninsegna (1308-1311). Dipinta per il Duomo di Siena, destinata alla venerazione religiosa. Segue schemi più tradizionali, con la Vergine e il Bambino al centro della scena sacra. L’obiettivo è esclusivamente devozionale, senza implicazioni politiche.