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Harry Potter una lettura teologica

Vito Malcangi

Created on February 1, 2025

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Transcript

Harry Potter

e la ricerca del senso della vita

prof. Vito Malcangi

UNA PRECISAZIONE:

I contenuti e le riflessioni che saranno presentate in questo seminario sono frutto della tesi di laurea in Teologia Fondamentale di Gianluca Bracalante, pubblicata nel 2021 da Cittadella Editore con il titolo:

Harry Potter: una lettura teologica

prof. Vito Malcangi

prima di iniziare: la magia è...

SERVIZIO

POTERE

VOCAZIONE

Non è il futuro mago che sceglie la bacchetta, è questa che lo sceglie. In tal senso si è chiamati e scelti e si ricevono dei doni o talenti senza alcun merito.

Nella saga le diverse fazioni e i differenti personaggi cercano di piegare la potenza della magia al proprio interesse.

Fa riflettere nella saga l’importanza della formazione e della scuola di Hogwarts come luogo in cui imparare ad usare la magia come aiuto per gli altri.

prof. Vito Malcangi

01. La felicità

“felix felicis” essere-per-il-senso

prof. Vito Malcangi

Felix Felicis

“Beh, quella, signore e signori, è una pozioncina assai curiosa chiamata Felix Felicis”

Hary Potter e il Principe Mezzosangue

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prof. Vito Malcangi

I DURSLEY

Nella saga emerge fin dall’inizio la “felicità altamente infelice” del consumo, della cattura possessiva dell’altro, rappresentata dalla famiglia degli zii di Harry Potter, metafora della società omologata e consumistica che crede solo allo scientismo e alla tecnica.

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I DURSLEY

Molti, come i Dursley, sembrano privilegiare escusivamente l’avere, lasciando fuori l’essere. In tanti confondono la felicità con la cultura dell’eccesso, con la ricerca dell’effimero, con la conquista di una ricchezza senza etica. In molti pensano al proprio tornaconto senza preoccuparsi di influire negativamente sull’altro.

Ma che cos’è la felicità?

È comprendere la propria essenza e la propria interiorità. Solo comprendendo sé stessi si può essere felici. La felicità è trovare il senso dell’esistere, capire qual è la propria vocazione sulla terra.

La felicità

La felicità è trovare il Senso della vita: questo è un percorso che richiede fatica e lavoro su se stessi. La felicità non è il rifugio nel passato tranquillo ma la capacità di evitare che questo diventi un nodo, una pietra in grado di paralizzarci impedendoci di godere il presente: «Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere».

prof. Vito Malcangi

I DISSENNATORI

Sono la metafora del nichilismo, di tutto ciò che fa perdere il gusto e la passione di esistere, risuc-chiando la felicità di vivere, «sono le creature più disgustose della terra... svuotano di pace, speranza e felicità l’aria che li circonda... dopo un po’ non ti ricordi più che sei e che senso ha vivere».

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

prof. Vito Malcangi

IL PATRONUS

Per sconfigggere i dissennatori e salvarsi dal loro bacio della morte è necessario alimentare, dentro di sé, un intenso pensiero felice e mantenerlo sempre acceso. «Alzò la bacchetta: non poteva, non voleva subire il bacio dei Dissennatori a qualsiasi costo. Fu a Ron e Hermione che pensò quando sussurrò: “Expecto Patronum”».

Harry Potter e i Doni della Morte

prof. Vito Malcangi

02. L’amicizia

“EXPECTO PATRONUM” essere-per-GLI-ALTRI

prof. Vito Malcangi

Felicità e amicizia

Harry Potter insegna che la felicità è la ricerca del Senso perduto e che si trova nella beatitudine intesa come memoria e come capacità di accendere la luce anche nei momenti oscuri della vita. La felicità è davvero nelle piccole cose: in un sorriso, in un abbraccio in una condivisione, in un piccolo traguardo raggiunto o in un’emozione vissuta.

prof. Vito Malcangi

HARRY, RON E HERMIONE

Tra le molteplici tipologie di amore esiste quello dell’Amicizia. L’amicizia di Harry, Ron e Hermione si rivela uno strumento di salvezza e di difesa dalle arti oscure:

«è impossibile condividere certe avventure senza finire col fare amicizia».

Harry Potter e la Pietra filosofale

Harry Potter e i Doni della Morte

Ron Weasley

L’amicizia tra Ron e Harry viene messa spesso a dura prova: il primo, infatti, si sentirà spesso l’eterno secondo rispetto al maghetto, arrivando persino avivere un conflitto interno tra l’invidia e la fedeltà, ben visibile nel quarto capitolo della saga.Alla fine Ron riesce a vincere le sue paure perché sa che chi ama non giudica mai né deve temere graduatorie.

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prof. Vito Malcangi

Hermione Granger

Quella di Hermione è la rappresentazione iconica della libertà di avere una voce pensante. Nella saga c’è una crescita-lotta del personaggio: la bambina saccente dai tratti antipatici diventa la ragazza intelligente, forte, brillante, schietta che passerà dall’intransigenza delle regole all’uso di una coscienza formata di fronte alla legge.

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prof. Vito Malcangi

L’amicizia

NEVILLE
LUNA
GINNY
HAGRID
Ha sempre ben presenti le cose e le persone per cui vale la pena lottare
Insegna che l’intelligenza è andare oltre le apparenze, anche se significa essere fuori dal coro
Solo chi ama sa attendere e solo una ragazza coraggiosa può stare alla pari vicino ad Harry
È il rifugio sicuro, la culla nelle ore tristi, la casa piccola e modesta ma accogliente per tutti

Ma che cos’è l’amicizia?

La saga di Harry Potter pone il suo fondamento sull’amicizia, intesa come “Expecto patromun” cioè invocazione, presenza e attesa di protezione. L’amicizia trova la sua essenza nell’essere pronti a sacrificare la propria vita per gli altri perché «nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13)

03. L’amore

“AMORTENTIA” essere-per-LA-VITA

prof. Vito Malcangi

L’amore

Sono due i volti nei quali si incarna la lezione d’amore:

LILY EVANS

severus piton

LILY EVANS

Dona con la sua figura e la sua vita una lezione sul significato più profondo di amare: proteggere l’altro dal male e dalla morte: «Amare significa dire all’altro tu non morirai mai» (Gabriel Marcel)

LILY EVANS

Il motivo per cui harry è sopravvissuto all’Avada Kevadra è da rintracciare nell’amore più grande che lo ha raggiunto. Non si tratta dell’amore di cui noi siamo capaci ma dell’amore che un Altro ci ha dato.

«Harry guardò sua madre. “Stammi vicino” sussurrò. E si avviò».

Harry Potter e i Doni della Morte

LILY EVANS

Harry chiede la luce dell’amore materno per andare incontro alla notte della morte:

«Chi sei, luce che mi inondi e rischiari la notte del mio cuore? Tu mi guidi come la mano di una madre, ma se mi lascia non saprei fare neanche un passo solo. Tu sei lo spazio che circonda il mio essere e lo protegge».

Edith Stein, La mistica della croce

SEVERUS PITON

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Rappresenta la fedeltà a quel “Sempre” che rende eterno l’amore. Lily è morta per proteggere suo figlio. Severus allora, su richiesta di Silente, prende il posto della sua amata aiutandolo a proteggere Harry in segreto.

SEVERUS PITON

Quel “Sempre” pronunciato alla domanda di Silente è il filo conduttore della vita e dell’agire di Severus Piton. L’amore esige di durare, esige la fedeltà alla promessa.Piton diventa il simbolo del sacrificio di sé stessi in nome di un amore più alto: l’amore che ama anche se non amato e non contraccambiato, l’amore che resiste al tempo e al giudizio degli altri.

«Forte come la morte è l’amore» (Ct 8,6)

04. La morte

HARRY POTTER IL SIGNORE DELLA MORTE

prof. Vito Malcangi

La morte

La morte è il personaggio più nominato dell’intera saga e senza dubbio quello che determina in misura decisiva l’evolversi della vicenda. Il cammino esistenziale di Harry Potter si può riassumere nella consapevolezza e nell’accettazione della morte, senza la quale non si può essere innamorati della vita.

prof. Vito Malcangi

La morte

Vedere la morte nel morire degli altri porta ad avere una sensibilità maggiore.Harry, essendo il legittimo proprietario dei Doni potrebbe dominare la morte. Invece è il vero padrone della morte perché è arrivato a capire che avere una ragione per morire vuol dire avere una ragione per vivere.

prof. Vito Malcangi

La morte

Harry è il padrone della Morte perché ha compreso che oltre la morte c’è qualcosa per cui vale la pena compiere quell’ultimo gesto d’amore che dia senso alla vita.L’esperienza che vive Harry anticipa ciò in cui credono i cristiani, ovvero la risurrezione dei morti: tutto l’essere umano, con il suo mondo concreto e la sua storia, riceveranno da Dio un nuovo futuro.

prof. Vito Malcangi

In conclusione

Il romanzo di Harry Potter ci ricorda che siamo chiamati a trovare il senso della nostra esistenza cercando di sconfiggere le tenebre del male. Una partita che dobbiamo giocarci con tutte le nostre debolezze, ma anche con l’aiuto dei nostri amici e delle persone che amiamo.Ognuno di noi è chiamato a dare la sua risposta.

prof. Vito Malcangi
Felix Felicis

La felicità del felice nella saga di Harry Poter è una pozione che agisce come catalizzatore di “fortuna” poiché garantisce, a chi la beve, occasioni propizie per raggiungere degli obiettivi. Permette inoltre di prendere coscienza della realtà dando significato alle cose.

Il cervo è un animale che simboleggia una forza positiva, vitale e benefica. Un essere libero ma non selvaggio. Una creatura dei boschi ma non delle tenebre, un tramite tra il mondo terreno (le zampe esili e nervose) e la sfera celeste (le cora che si innalzano a toccare i ragggi del sole). Nella simbologia paleocristiana il cervo è la metafora di ogni persona che, tormentata dalla sete di felicità, si mette in cammino verso quell’acqua che appaga la ricerca.