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Presentazione make-up medievale

emma lazzarotti

Created on January 22, 2025

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Transcript

Il Make-up nel Medioevo
REDATTO DA : Emma Lazzarotti , Vanessa Remondini e Sadasi Wewala

Occhi

Bocca

Viso

Velo rosso sulle gote

Per sbiancare i denti usavano l'orina dei fanciulli

Si pitturavano di blu e di verde le palpebre usavano prodotti argillosi stemperati in acqua

De Ornatu Mulierum

Il De Ornatu Mulierum è il primo trattato di cosmetica della storia che ha scritto la dottoressa Trotula De Ruggiero, che insegna alle donne come migliorare e curare la propria bellezza dalle malattie della pelle. Dove c'è scritto in modo dettagliato come nascondere le rughe, schiarire la pelle, nasconedere macchie e lentiggini, curare labbra screpolate e migliorare il benessere medianti bagni di vapore e massaggi.

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pulizia del viso

depilazione

Cura della pelle

Per quanto riguarda la pulizia del viso: “Per lavare ogni macchia dal viso: utilizzavano cinque boccali di latte, cinque molliche di pane fresco, e le lasciavano a riposo nel latte per 5 ore; mettevano poi a lambicco; e l’acqua che ne usciva la conservavano in un’ampolla dentro mezzo scrupolo di borace pesto. E così lavandosi poi il viso e lasciandolo asciugare da sé, il volto risultava netto e pulito”.Il prodotto base per la pulizia del viso e del collo era l’acqua di rose, che arrivava in Europa dall’Oriente ed era stata introdotta in Italia dai crociati. Nello stesso periodo si diffuse la conoscenza per uso cosmetico e l’impiego di erbe come lavanda, salvia e rosmarino

Per la depilazione mettevano in una scodella di terra, calce viva e sei parti d’acqua. Seccata la calce in una pignatella e rimettevano sei parti d’acqua e una di parte di orpimento (arsenico di color giallo oro) poi la facevano indurire al sole.Gli ingredienti di base di questa ricetta del 1300 erano quindi arsenico e calce viva, o addirittura l’inserimento di aghi roventi nel bulbo pilifero

Nel XIV secolo le donne di Firenze per levigare e rendere di velluto la pelle del corpo si servono dell’abilità di professioniste che si recano a domicilio e usano una spatola di legno e vetro che viene ripetutamente strofinata sulle parti da trattare.

Cosa pensava la chiesa del trucco?

Nel Medioevo, la Chiesa vedeva il trucco in modo negativo, perché lo consideravano un segno di vanità e inganno. Si credeva che le donne lo usavano per apparire in modo diverso da come erano realmente. Inoltre, i religiosi pensavano che le donne che si truccavano fossero delle streghe e lo usavano per attirare gli uomini o per scopi malvagi

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prodotto per la pulizia

MAQUILLAGE

cura dei capelli

Il maquillage, i cui ingredienti basilari erano il rossetto e la crema, fatta di un velenoso intruglio di polvere di piombo, aceto e miele che conferiva all’incarnato un colore bianco e opaco, simile a quello della biacca, ma che, col passare del tempo, finiva per corrodere il volto. Per gli occhi le donne usavano invece un “rimmel” composto di carboncino d’antimonio e nerofumo. Altri cosmetici molto in voga erano lo zafferano, che dava vivacità alle gote, le mandorle, le fave, le cipolle, le ali d’api

In Italia per preparare lo “shampoo” si mescolavano sostanze vegetali con un po’ di zolfo; il cuoio capelluto veniva poi frizionato con acquavite.

Al posto del sapone si usava la soda o la farina di fave

Ovviamente parliamo esclusivamente di donne aristocratiche. Nel mezzo del Medioevo le donne, per avere uno sguardo seducente, si pitturavano di blu o di verde le palpebre e usavano dei prodotti argillosi stemperati in acqua, oppure delle erbe essiccate e trattate. Per avere un po’ di tono, ricorrevano a un velo di rosso sulle gote. Ma per le grandi occasioni tanto gli uomini quanto le donne ingaggiavano addirittura pittori professionisti che dipingevano i loro volti con i colori ad olio o a tempera

la donna nel medioevo